Il caso BpVi finisce a Ballarò e su La7

Ieri il Tg di La7, tra le 20 e le 20.30, ha mandato in onda un lungo servizio sul caso BpVi, probabilmente il più duro tra quelli andati in onda fra i telegiornali della sera. Lo stesso argomento è stato affrontato da Ballarò su Rai Tre, la cui truoupe si era vista in provincia di vicenza già una dozzina di giorni fa. Alla inchiesta sul campo è seguito un dibattito in studio durante il quale il giornalista Oscar Giannino ha raccontato delle grandi pressioni esercitate sulla stampa affinché non si trattino argomenti come quello relativo allo scandalo della Popolare di Vicenza.

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Forza Edoardo

Apprendo da Vicenzapiu.com che una delle sue firme fisse, Edoardo Andrein, sarebbe stato oggetto di una serie di comportamenti assai poco ortodossi da parte di Tiziano Bullato, un collega di Tva Vicenza. Al buon Edoardo esprimo tutta la mia vicinanza. Ma gli consiglio di procedere diritto per la sua strada a testa alta senza farsi intimorire da chicchessia. Per aspera ad astra dicevano i Latini…

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Ellero Versus Azzolini

Dal caso Azzolini alle idee del governo in materia di riforma costituziuonale è tutto un j’accuse per la maggioranza che in parlamento regge le sorti del Paese: è questo il tenore di una lunga chiacchierata avuta ieri con il professore Renato Ellero ascoltabile qui di seguito in forma integrale. Ellero, come già riferito in passato, teme in Italia come in Europa il profilarsi di tempi oscuri per la democraziona anche e proprio in ragione di molti provvedimenti assunti recentemente dalle Camere.

ASCOLTA L’AUDIO INTEGRALE

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Mestizia ortomercato

Con molta mestizia sembra che la cosiddetta joint venture tra comune di Vicenza e Agrovì per la gestione del mercato ortofrutticolo sia al tramonto, nonostante i buoni propositi che palazzo Trissino sbandierò nel 2012. E che la convenzione sia finita in un binario morto lo racconta oggi Vicenzapiu.com con una breve pubblicata questo pomeriggio alle cinque. Più nel dettaglio il quotidiano berico dà conto delle doglianze di Alessandro Menin, il predidente di Agrovì.

LEGGI IL LANCIO DI VICENZAPIU.COM

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Lain: sulla BpVi chiediamo chiarezza

«Da molto tempo i nostri attivisti ricevono segnalazioni sulla Banca. E il Movimento cinque stelle collabora con le associazioni di difesa consumatori. In particolare Adusbef già dal 2008 aveva messo in dubbio la congruità e il realismo del valore attribuito al titolo BpVi sulla base di un’espertise stilata in uno studio professionale berico». A parlare in questi termini è Giordano Lain, volto noto del M5S della città del Palladio, che recentemente in relazione al caso Popolare Vicenza ha pure presentato un esposto alla procura del capoluogo. «La nostra parlamentare Fabiana Dadone – prosegue Lain – ha recentemente presentato un’interrogazione che riguarda vicende collegate». L’attivista del M5S che è anche candidato alle regionali venete spiega che sono stati chiesti chiarimenti anche sul comportamento di Bankitalia. «Si leggeva sui media locali – precisa quest’ultimo – anche degli aumenti di capitale. Immaginavo che non fossero credibili, si sentiva puzza di bruciato lontano un miglio. E poi mi sono scandalizzato per i fatti capitati durante l’ultima assemblea dei soci».

LEGGI L’INTERA INTERVISTA A GIORDANO LAIN

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Caso Altivole, un grazie a tutti

La lettera che la prefettura di Treviso mi ha cortesemente inviato oggi in risposta ai dubbi da me segnalati in precedenza per la vicenda “Altivole – Strade morte” contribuisce a fare un po’ di chiarezza sull’accaduto, anche se un po’ tardivamente. C’entra per caso l’esposto indirizzato al Viminale? Detto con un termine un po’ crudo il prefetto Maria Augusta Marrosu sembra avere scaricato la patata bollente nelle mani del primo cittadino di Altivole Sergio Baldin. Prendo atto di quanto capitato in queste ore, ma non smetterò di cercare di capire i motivi veri che hanno spinto l’amministrazione di Altivole ad infilarsi in un ginepraio del genere. Al contempo devo un sentito ringraziamento a tutti coloro, tra colleghi della stampa, esponenti dei comitati, uomini delle istituzioni, candidati alle elezioni e semplici cittadini, i quali abbiano dato visibilità all’episodio o abbiano espresso solidarietà o cercato chiarezza per quanto accaduto. In questo Veneto non è una cosa che accade tutti i giorni…

Marco Milioni
LEGGI LA MISSIVA DEL PREFETTO

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Marco Milioni

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Rifugiati, via il paraocchi

«Una riprova arriva dalla prefettura di Treviso (che a differenza di altre questi dati li ha messi in rete), dal cui elenco degli affidamenti per l’emergenza del 2014, meglio conosciuta come Mare Nostrum, ovvero gli affidamenti conferiti a trattativa diretta, emerge un dato significativo. Su 15 casi la parte del leone la fa, nelle sue diverse articolazioni territoriali, la Caritas della Marca, con 7 convenzioni per un importo di 123.000 euro spicciolo più spicciolo meno». È questo uno dei passaggi chiave di un servizio pubblicato oggi su Vvox.it col quale senza scelte di campo preconfezionate cerco di fare chiarezza sulla partita della gestione delle emergenze profughi, specie nel Veneto. Spero che l’articolo possa dare un piccolissimo contributo ad una discussione franca, se si vuole anche vibrante, sull’argomento: sperando in una cosa, che la gente si liberi del paraocchi…

LEGGI L’INTERO ARTICOLO DI VVOX.IT

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Espresso servito alla BpVi… e a Veneto Banca

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L’Espresso di venerdì scorso in pagina 43 pubblica un breve servizio firmato da Vittorio Malaguti, il quale a vario titolo approfondisce il tema dei rapporti tra i vertici della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca con alcuni magistrati o ufficiali della Guardia di finanza. Ne esce un ritratto che, anche alla luce delle polemiche che hanno interessato i due istituti di credito, in cui non mancano le ombre. Un altra tessera del mosaico in un orizzonte del genere l’aveva aggiunta Vicenzapiu.com con un servizio del 15 aprile 2013 in cui si sollevava la questione dei rapporti tra la Popolare di Vicenza e la giunta comunale della città del Palladio.

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Spv, nuova stilettata della Corte dei conti

Ieri sui tavoli dei sindaci interessati al tracciato della Spv è arrivato un supplemento di istruttoria da parte della Corte dei conti rispetto alle richieste che erano già pervenute poche settimane fa. Un documento di diciannove pagine nel quale per la prima volta una qualche autorità di controllo mette in qualche modo in discussione il cuore della Spv, ovvero il contratto che regola il rapporto tra i soggetti pubblici, commissario in primis, e soggetti privati incaricati di realizzare e gestire l’opera, ovvero il gruppo Sis: perplessità che si materializzano mentre la Pedemontana è lambita dall’affaire Incalza-Perotti.

Più nel dettaglio il contratto contiene la convenzione ed il piano economico i quali costituiscono lo snodo cruciale della intera partita. Due ambiti che stabiliscono oneri e spettanze per le singole parti in un contesto in cui una breve dicitura o una frase al posto sbagliato spostano decine di milioni di euro sul capo privato piuttosto che su quello pubblico.

Ed è proprio in questa cornice che si inseriscono i rilievi di Antonio Mezzera, magistrato della sezione «Ufficio di controllo sulla gestione dei ministeri delle attività produttive» della Corte dei conti del Lazio. Il togato nella sua relazione, che è principalmente indirizzata al commissario alla Spv Silvano Vernizzi, prende di mira proprio la convenzione nel punto in cui vengono descritti gli ambiti in cui la stessa può o debba essere rimodulata a beneficio del privato qualora, fra le altre, cambino le norme generali o addirittura le condizioni del mercato.

Commentando quei passaggi del contratto il magistrato non fa sconti e scrive: «Quanto descritto pare indebolire la caratteristica fondamentale della concessione che è il trasferimento al concessionario del rischio del mercato». Si tratta di addebiti pesantissimi che per la prima volta danno solida sostanza ai dubbi che i critici del progetto avevano evidenziato da anni e che si erano palesati nella loro interezza tra la fine del 2013 e il principio del 2014 quando apparvero le prime indiscrezioni (proprio su LaSberla.net) sul contenuto del contratto poi confermate dall’ex eurodeputato Andrea Zanoni che con la collaborazione dei comitati contro la Spv all’inizio dell’anno passato riuscì ad entrare in possesso dell’intera convenzione. La richiesta di Mezzera però apre de facto un altro capitolo. La nuova convenzione tra commissario e Sis fu approvata infatti a fine 2013 dalla giunta regionale veneta grazie ad un parere favorevole del Nuvv, l’organo di controllo della regione. Un parere vincolante in mancanza del quale l’ok alla nuova versione non si sarebbe potuto concretizzare. Ma se il magistrato ha palesato tutti questi dubbi come mai il Nuvv non li riscontrò? E all’epoca il Nuvv, formato da dirigenti regionali di primissimo piano, si avvalse delle sole competenze del medesimo organo o si appoggiò a consulenze esterne? E se così è stato come mai venne presa tale decisione visto che la regione paga profumatamente i suoi dirigenti proprio perché mettano in campo, almeno questa è la vulgata, professionalità e competenze di altissimo valore?

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