Alberto Criscuolo Filippi
«Nel Veneto Forza Italia, Alleanza Nazionale e i partiti della sinistra si stanno coordinando per fronteggiare la Lega Nord, unica a difendere le proprie regioni e a non avere legami di partito con Roma e il sud assistenziale». Così tuonava Alberto Odino Filippi sul GdV del 20 novembre 2008 pagina 22. Da buon padano difendeva gli interessi dei padani; il suo partito, la Lega, era quello che appiccicava gli adesivi col «Leon che magna el teron».
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Piano Casa, in lizza 1.200 edifici del centro
Benzina nel motore dell´edilizia. Vicenza prova a mettere le ali al mattone, in mezzo al guado della più cruda crisi economica dal secondo dopoguerra. La giunta ha acceso il primo semaforo verde alla delibera del Piano Casa bis, che ora attende il via libera definitivo del consiglio comunale prima che spiri il termine del 30 novembre. Confermata la scelta di infrangere il tabù del centro storico: sì a ristrutturazioni e ampliamenti anche dentro il sacro recinto delle mura, a patto che i progetti calzino edifici non vincolati dalla Sovrintendenza. Non sono pochi: per l´esattezza, ne sono stati contati 1.254. Incentivi anche per il settore produttivo: porte aperte ai cambi di destinazione d´uso per scuotere un mercato rimasto sotto tono durante i due anni di vita della prima versione del Piano casa.
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Associazioni, preoccupazioni per i tagli alla “Tre”
(m.m.) Sulle associazioni che gravitano attorno villa Tacchi alligna lo spettro di una maggiorazione degli affitti. É questa l’indiscrezione trapelata alcuna giorni fa da palazzo Trissino. Cosa che avrebbe generato piú di qualche perplessità in qualche consigliere comunale della maggioranza di centrosinistra che regge le sorti dell’amministrazione municipale. In realtà la giunta avrebbe voluto diradare questi dubbi durante un’assemblea pubblica che il 3 novembre ha riunito il mondo dell’associazionismo della Zona 3. Un’assise cui hanno partecipato il sindaco Achille Variati, il suo vice Sandra Moretti, l’assessore al sociale John Giuliari e alcuni funzionari dell’amministrazione. I membri dell’esecutivo durante la serata hanno ribadito l’importanza e il ruolo che le associazioni beriche rivestono per la città, ma contemporaneamente hanno puntato molto sulle iniziative delle stesse pur non enucleando impegni di spesa precisi a favore dei gruppi, in primis quelli della “Tre”. Ed é proprio la stretta sul piano economico che preoccupa i volontari che chiedono per di piú lumi sulla redistribuzione dei fondi nei prossimi mesi.
Polo autostradale del Nord l’offensiva di Intesa e Gamberale
Adesso che Vito Gamberale fa davvero capolino in autostrada Serenissima, pronto a mettere sul piatto 100 milioni per rilevare il 13% dai tre enti locali di Padova e Vicenza, il famoso Polo autostradale del Nord comincia a diventare un po’ meno chiacchiera e un po’ più progetto vero. Il fondo F2i ha presentato offerta non vincolante chiedendo una spalmatura sui tempi di pagamento delle azioni, ma tutto lascia intendere che l’operazione si chiuda: di questi tempi non pare vero a Flavio Zanonato, a Barbara Degani o ad Achille Variati di poter incassare cifre che oscillano fra i 30 e i 45 milioni di euro. E una rapida ricognizione suggerisce che neanche la macchinosa procedura sul diritto di prelazione fra i soci attuali possa rappresentare un ostacolo: gli azionisti pubblici non hanno soldi, gli unici a poter intervenire teoricamente sono Astaldi (8,6%) e Intesa Sanpaolo (32%). Ma il costruttore romano, che ieri ha annunciato una grande commessa in Perù, appare molto impegnato (anche finanziariamente) sullo scenario internazionale. E Intesa, se agisse comprando le azioni destinate a F2i, farebbe un’azione di disturbo che appare improbabile. Il fondo guidato da Gamberale è infatti partecipato al 15% dallo stesso gruppo bancario. Un link che annuncia collaborazione, non ostilità…
La prima pietra
Giovedì 10 novembre il presidente della Regione Veneto Luca Zaia darà il via ai lavori della Superstrada Pedemontana Veneta. La cerimonia della posa della prima pietra è prevista a Romano d’Ezzelino nel cantiere di via Madonna delle Grazie alle 11. Sarà l’occasione per fare il punto rispetto ad un’opera che viene vista in modo differente. Auspicata da molti, contestata da altri. Un’opera sul cui destino si stagliano anche le ombre delle indiscrezioni relative allo stato di salute della società che controlla il pacchetto di maggioranza del soggetto incaricato della costruzione.
Marco Milioni
No Spv, i comitati: nuovo ciclo di iniziative
Due ore abbondanti per decidere nuove iniziative e per gettare le basi per una campagna unitaria di sensibilizzazione. È questo il quadro di riferimento in cui si è riunito il coordinamento dei comitati che si oppongono alla Pedemontana Veneta. L’incontro, organizzato ieri sera al Caffé dei Libri a Bassano del Grappa, è caduto in un momento delicato per i destini della grande infrastruttura, la Spv, sulla quale pende per di più l’ombra di un ricorso al Tar da parte della provincia di Treviso.
Mannino e Aristotele
(m.m.) «Il filosofo francese De Benoist, che ha rotto i ponti con la tradizione di destra perchè convinto, anche lui, che certe categorie siano inesorabilmente superate e conservatrici, spiega in questo excursus storico l’origine del vero nome del regime di cui siamo sudditi: non democrazia, ma usurocrazia…». Sono queste le parole della chiosa iniziale che Alessio Mannino fa sul suo blog introducendo un interessante approfondimento firmato proprio da Alain De Benoist. L’articolo entra nella carne viva delle cause scatenanti la cosiddetta crisi. De Benoist per argomentare rimette sul tavolo della discussione uno dei mostri sacri della filosofia occidentale, Aristotele. E lo fa citando uno degli argomenti più dimenticati dalla cultura contemporanea mainstream rispetto all’opera del grande pensatore ellenico, l’avversione dello stesso nei confronti dell’interesse definito una «… moneta nata da una moneta». Circostanza che lo porta poi ad affermare che «questo modo di guadagnare denaro è tra tutti, il più contrario alla natura».
Chiesa: «È in arrivo la più grande depressione del capitalismo»
Io penso sostanzialmente che la Grecia sarà salvata con una ristrutturazione del debito. Ormai è evidente. Cioè di fatto la Grecia andrà in default ma faranno finta di non registrare il suo fallimento e ristruttureranno il debito in qualche misura coinvolgendo le banche occidentali cioè suggerendo alle banche occidentali di rinviare il pagamento di una parte del debito ma fornendo garanzie di ferro a queste banche, agli investitori istituzionali. Sarà restituito tutto loro esattamente dall’intervento finanziario europeo. In che forma questo avverrà secondo me non l’hanno ancora deciso ma è chiaro che in questo momento a Bruxelles temono il default dell’euro, sostanzialmente per la Grecia, e quindi bisogna che fermino l’emorragia per tenere in piedi l’euro perchè questo euro finchè sta in piedi, serve alle operazioni del FMI , del dollaro ecc… quindi gli interessa tenere l’euro e per tenere l’euro devono tenere ferma la Grecia e per tenere ferma la Grecia devono ristrutturare il suo debito in una forma che faccia sopravvivere la Grecia come ostaggio, perchè questa è la situazione reale. La Grecia è un ostaggio.
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Caso Bnl: assoluzione per Zonin e condanna per Fazio
Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza, è stato assolto nell’ambito delle indagine penale sulla mancata scalata alla Bnl. Lo spiega ilfattoquotidiano.it. L’inchiesta, condotta dalla procura milanese, ha visto come principali imputati, a vario titolo, l’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e l’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, entrambi condannati: tre anni e sei mesi il primo, tre anni e dieci mesi il secondo. Una pena di tre anni e sei mesi è stata inflitta pure ad un altro nome eccellente. Si tratta del tycoon dei media e delle costruzioni Francesco Gaetano Caltagirone, il quale ricopre anche una posizione di primissimo piano in Monte Paschi Siena. La stessa sanzione penale è stata poi comminata all’immobiliarista laziale Stefano Ricucci, mentre l’ex direttore generale di BpVi Divo Gronchi è stato, come Zonin, assolto.
Marco Milioni
Pepe, Mantoan, Zaia e il gioco delle tre carte
In queste ore i media vicentini sono pieni di peana della politica in cui ci si lamenta senza sosta della scarsità delle risorse a disposizione degli enti pubblici. Tra le doglianze più gettonate ci sono quelle relative ai minori trasferimenti da parte della Regione Veneto agli enti locali. Ora è simpatico accorgersi che in un Veneto in cui da destra a sinistra si spara sui privilegi e sul clientelismo del sud, non si usi la stessa durezza quando certe stranezze si scoprono a casa nostra. Un piccolo esempio? Il 15 settembre Il Gazzettino raccontava una storia di ordinaria malapolitica: 15.000 euro annui per un incarico di addetto stampa in seno ad un ente sanitario regionale para-inutile o allo stallo come l’Arss. La singolarità è che il beatificato, Franco Pepe, un noto giornalista vicentino, ex dirigente della provincia berica, firma fissa de Il Giornale di Vicenza, nei suoi articoli parla, guarda caso… di sanità veneta. Proprio l’ente che, direttamente o indirettamente, gli ha conferito l’incarico. Il quale materialmente gli è stato confermato da quel Domenico Mantoan, massimo dirigente della sanità veneta e commissario guarda caso dell’Arss. La cosa simpatica, o grottesca, secondo i punti di vista, è che il collega Pepe esercita il suo diritto di cronaca e critica, per esempio sul GdV di ieri a pagina 7, proprio nei confronti di chi lo ha ingaggiato. Ancor più simpaticamente il GdV, in un servizio senza firma di sabato 8 ottobre 2011 a pagina 8, narrava della bagarre politica attorno all’Arss, ma senza fare il nome del collega coinvolto. Chi è l’autore di quel pezzo? Il nome di Pepe è stato per caso omesso a sua insaputa? L’enologo efficientista e anti casta Luca Zaia, governador del Veneto, che dice?
Marco Milioni
