Smoke and mirrors

Smoke and mirrors. Fumo e gioco di specchi. Così, con una espressione tanto densa quanto efficace gli anglosassoni descrivono l’operato di chi ha in mano il potere quando cerca di distogliere l’attenzione dai reali problemi dirottandola su questioni meno rilevanti o inesistenti. Il giochino è riuscito per anni alla Lega con la storia degli immigrati, ma anche il centrosinistra, come tutto il centrodestra peraltro, quando si impegna non sfigura.

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Inquinamento da Pm10, Vicenza al nono posto nazionale

Vicenza nella top-ten della città più inquinate da polveri sottili in Italia. I numeri sono noti, ma l´inquinamento atmosferico continua a far notizia anche d´estate, quando i livelli di pm10 solitamente concedono una tregua. È stata diffusa ieri, infatti, una nuova classifica slle polveri sottili, che compromettono la qualità dell´aria soprattutto nel Nord Italia. È infatti qui che, secondo l´indagine «Dati ambientali nelle città» pubblicata dall´Istat, si concentrano le città in cui più di frequente si superano i limiti consentiti di materiale particolato.

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Caccole e distintivo

Che il Paese sia alla deriva lo dicono tanti di quei fatti; le cronache si sprecano e Vicenza altro non è che una quota, non irrilevante, del peggio che avanza. Ma senza scomodare i grandi esempi come la crisi, la grande corruzione, il sistema impazzito e allo sbando, le ruberìe e le tratattive di Stato, le mafie, i segreti inconfessabili, la cultura ridotta a un’applicazione da telefonino, i beni storici e ambientali che vanno a puttane con più frequenza di certi papaveri della politica bastano anche le piccole cose. Non tanto per capire l’ampiezza del passo di danza ma la follia del ballo e il puzzo della balera che ci siamo scelti.

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Cemento, asfalto e sporchi schei

Nemmeno sant’Antonio fa più miracoli e non salva dalla crisi la sua «industria», una delle principali di Padova: pellegrini in calo e turismo religioso in difficoltà, con un meno 3% tra 2010 e 2011. I frati osservano preoccupati una curva negativa e indifferente persino all’ultima ostensione del santo corpo. Le autorità locali sono corse ai ripari affidandosi a un mago delle promozioni, Josep Ejarque, che intende «rompere la dipendenza da pellegrinaggi, ostensioni e riti di passaggio», per «rigenerare i prodotti turistici padovani, puntando sui flussi europei e usando molto internet».

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Povera Venezia

Al mattino Venezia appartiene ancora a se stessa. Quando la volta del cielo sulla città si riempie di nuvole rosa porcellana e non si ode null’altro che il fruscio delle scope sul marmo, le grida dei rondoni e i propri passi. Stavo sul molo del ponte di Rialto, era uno di quei rari momenti in cui il Canal Grande se ne sta lì come un vassoio d’argento e i Palazzi della Riva del Vin si rispecchiano nell’acqua. Nessun vaporetto che passava, nessun taxi che attraversava il canale, in lungo e largo per il canale non si intravedeva nemmeno una gondola, persino le barche della spazzatura non navigavano ancora. Ho dato un’occhiata a destra e a sinistra per accertarmi che nessuno stesse guardando, ho tirato fuori il mio iPhone e ho scattato una foto. Poi mi sono vergognata un po’ perché cose di questo tipo le fanno solo i turisti, e con quelli non si vuole proprio essere scambiati dopo ventun anni a Venezia.

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Libera nos a Libera

Suona un campanello di allarme oggi in Italia se si parla di antimafia, alla vigilia del ventennale della strage di via D’Amelio (l’assassinio del magistrato Paolo Borsellino e della sua scorta): l’antimafia rischia di diventare un mezzo per le forze politiche? Il caso riguarda l’esponente antimafia Christian Abbondanza noto per il suo impegno contro le cosche ma anche per numerose frizioni con l’associazione nazionale “Libera” e che pubblica sul suo sito, La Casa della Legalità, un attacco molto duro all’associazione presieduta da don Ciotti. Christian è sotto protezione e già vittima di un boicottaggio anni fa a Bologna, si ritrova prima come esperto antimafia a cui si rivolge un sindaco Pd di un comune ligure (Sarzana) per valutare a chi assegnare un’onorificenza, e poi, pianificato l’evento sotto sue indicazioni, escluso dall’appuntamento e con l’associazione “Libera” in cartellone.

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Giornalisti, gettoniere ed emorroidi

(m.m.) A breve dirò la mia sulla vicenda Cis-Vicenzapiu.com, che mi ha visto direttamente interessato. E più nello specifico parlerò dell’operato della magistratura. Il modo con cui si è espressa a riguardo la Cassazione dice già moltissimo. Ma il mio pensiero in questo momento va ad alcuni miei, diciamo così colleghi, che quel 21 febbraio 2011 tennero un comportamento servile nei confronti degli agenti della questura prestandosi a consegnare di soppiatto quelle carte e quei documenti che avrebbero potuto acquisire davanti alle telecamere della Rai, cosa che non fecero per evitare lo smacco e la vergogna che ne sono comunque seguiti. Questi cronisti e soprattutto quelli che nelle ore appresso ignorarono le notizie vere o le mistificarono non meritano nemmeno di essere segnalati all’ordine. Vanno lasciati alla mammella infetta che li nutre e col loro consenso li avvelena. Non vanno nemmeno disprezzati, perché il disprezzo per loro è cosa già troppo alta e complessa. Le loro terminazioni nervose non sono adatte nemmeno ad innervare un grumo emorroidale. Ad ogni modo per valutare la fierezza di certi colleghi lancio una bottiglia nell’oceano. Da alcune settimane gli uffici stanno ricontrollando la documentazione preliminare al piano degli interventi. Nel quale hanno un coinvolgimento come soggetti direttamente o indirettamente interessati i consiglieri di maggioranza Lorella Baccarin e Francesco Vettori (entrambi della lista Variati). In buona compagnia con loro c’è il democratico Gigi Volpiana nonché Daniele Guarda dell’Udc. Scommettiamo che sulla stampa mainstream questi nomi non usciranno mai e se usciranno usciranno solo quando mancherà poco al voto del cosiddetto Pi? Domanda, Guarda che è membro della commissione territorio come voterà in commissione il piano che in qualche modo lo riguarda? Guarda riguarda, il gioco di parole è servito. Lo stesso discorso vale per Vettori e Volpiana, che pure loro fanno parte della “territorio”.

Mens nana in corpore ladro

Ieri in consiglio comunale a Vicenza si è consumato l’ennesimo sacco urbanistico. Il primo piano regolatore venne adottato durante i primi anni ’80. E da quel momento la città, indipendentemente da chi governava ha continuato a crescere, cocciutamente, metro cubo su metro quadro. Senza un disegno, senza qualità paesaggistica e senza o con poca qualità del costruire: pura inerzia laterizia, puro scatolame geometrile, pura apoteosi della mammella speculativa e del plusvalore. L’attuale maggioranza di centrosinistra non fa eccezione.

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La versione di Lucio

Oggi il consigliere Lucio Zoppello si è lasciato andare ad alcune considerazioni precise sulla storia che lo ha coinvolto in relazione al cosiddetto piano Lodi. Zoppello ha ragione da vendere quando mette a confronto la levata di scudi fatta dai residenti per il “piano di lottizzazione” previsto nell’ex deposito di carburanti e il silenzio assenso con cui gli stessi residenti hanno accolto de facto il piano De Bon che a differenza del suo progetto cugino consumerà suolo vergine.

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Piani Interventi ai raggi X/2: le questioni lasciate sul tappeto

Scorrendo i 12 piani che il sindaco Achille Variati vuol far approvare alla sua maggioranza nella calura di luglio, con la massa dei vicentini che pensa alle vacanze (vecchio trucco onde evitare contraccolpi per eventuali incidenti di percorso), si nota chiaramente una tendenza strategica generale di tipo bifronte. Da una parte, privilegiare quelle operazioni con un ritorno pubblico effettivo e visibile. Nel merito, quindi, risultati buoni: nuove piazze, nuove rotatorie, nuove strade, nuovo verde; sotto il profilo politico-strumentale, d’altro canto, un ritorno spendibile come consenso elettorale.

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