Camorra, il blitz della Dda Arrestato un imprenditore vicentino
Affari, politica e camorra. Passa anche per il Veneto la nuova grana giudiziaria che si è abbattuta ieri sull’ex sottosegretario all’Economia e attuale coordinatore del Pdl campano Nicola Cosentino. La Dda di Napoli ha infatti chiesto alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio di concedere l’arresto del politico, accusato con altri per corruzione e reati legati alla contraffazione di schede elettorali e per la realizzazione di un centro commerciale a Casal di Principe. Tra gli indagati anche il presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro.Tra le persone arrestate c’è anche un imprenditore vicentino, Gian Giuseppe Carpenedo, 47 anni, udinese di nascita e vicentino d’adozione, titolare della Tenepo group, società specializzata nell’avvio di centri commerciali.
La scena del villaggio
Io non metto in dubbio che i carabinieri coinvolti nell’affaire Dueville siano persone per bene. Non metto in dubbio che, nello specifico della vicenda degli arresti contestati, se sono stati commessi errori, questi non vadano imputati alla ricerca di un interesse personale o peggio economico. Ma anche i carabinieri, come tutti i servitori dello Stato, sono soggetti alla legge. Ora in qualche maniera si posso intuire le intemerate contro il pm Luigi Salvadori, che li ha inquisiti, da parte dei sindacalisti i quali essendo comunque appartenenti alle forze dell’ordine di qualche ripassino del codice penale avrebbero un disperato bisogno. Quelle dei politici però specie, del Pdl, non stanno né in cielo né in terra: «I magistrati puniscano i veri criminali… nella giornata per la Virgo Fidelis sono scandalizzata dalla magistratura che nel Vicentino sembra accanirsi più contro le forze dell’ordine che contro i delinquenti… Mi chiedo da che parte stia una certa magistratura quando indaga, impegnando tempo e risorse, per colpire i nostri militari e poliziotti che rischiano la vita per combattere criminali, mentre questi ultimi sembrano addirittura protetti da leggi e interpreti della legge».
Nicoli Cristiani e il Veneto
L’affaire Nicoli Cristiani sta mettendo in subbuglio l’intera politica regionale lombarda: oltre ai politici nel mirino dei magistrati c’è l’Arpa. Ma l’inchiesta, che ha il suo epicentro nel Bresciano e che è l’ultima di una lunga serie, sembra vere un inquietante addentellato veneto. Lo rivela Il Corriere di Brescia in un lungo servizio pubblicato ieri sul proprio portale web. I riferimenti sono ad alcune scorie che si presume siano pericolose che sarebbero giunte dal Veronese.
Monti non è il meno peggio. È l’ultimo rantolo prima del ballo di San Vito
Il punto di partenza di questo ragionamento è una constatazione: nel 2007 è sopravvenuto il crollo repentino del sistema finanziario mondiale (sarebbe più preciso dire del sistema finanziario occidentale, perché la Cina e altri paesi del mondo emergente sono rimasti per ora fuori dalla catastrofe, per diversi motivi che non è possibile qui approfondire). Alla fine del 2007, in sostanza, tutte le grandi banche d’investimento, e affini, che rappresentano il vero potere mondiale al momento attuale, di gran lunga più potenti di quasi tutti i più forti paesi dell’Occidente, e indifferenti al destino di questi ultimi, sono andate in fallimento.
LEGGI L’INTERO POST DI GIULIETTO CHIESA IN FORMATO TESTUALE
LEGGI L’INTERO POST DI GIULIETTO CHIESA IN FORMATO PDF
Complotto d’interessi
(m.m.) Appena mosso il primo passo il nuovo governo è caduto subito nella turca del conflitto di interessi. Se metaforicamente Berlusconi ne ha incarnato il tumore purulento, quel cancro è ora esploso per divenire metastasi. In realtà il conflitto d’interessi è sfumato. Non più conflitto quindi? Si perché adesso son rimasti solo gli interessi. Oggi siamo al complotto d’interessi, bancari e contabili. Chi più chi meno, lo hanno rilevato in tanti oggi sulla stampa. Anche il paludato Corrierone nazionale. Lo ha fatto Marco Travaglio e lo ha fatto il collega Alessio Mannino. Tanto basta per dire che la cosa non è un accidente solo italico. È la democrazia (sia la versione contraffatta che è quella rappresentativa, sia quella doc, che è quella diretta) ad essere incompatibile col capitalismo o con l’economia di mercato. Benissimo lo spiegano da anni il professor Luciano Canfora e il professor Eric Hobsbawm, i quali sono in buona compagnia di intellettuali con una storia sia à gauche sia à droite: per quello che valga ormai una distinzione sette-ottocentesca ormai trapassata.
Rifiuti, arrestato Gavioli: fu toccato dal caso Aim-Grumolo
Stefano Gavioli, detto Re Monnezza, uno dei più chiacchierati imprenditori del settore ambientale è stato arrestato stamani dalla magistratura di Catanzaro nell’ambito di una più vasta operazione che ha coinvolto nomi eccellenti della politca calabrese. È da mesi però che il tycoon veneto è al centro di un vortice mediatico in forza delle grane non solo giudiziarie che gli sono piovute addosso, non ultima un’accusa di contiguità con interessi mafiosi mossa dalla prefettura di Venezia. Poche ore fa, e giustamente, il consigliere regionale veneto Pietrangelo Pettenò, ha ricordato i trascorsi di Gavioli per l’affaire Sirma. Allo stesso modo però le forze politiche vicentine dovrebbero accendere i loro riflettori. Il nome di Gavioli infatti è legato alla chiacchieratissima vicenda che ha portato ai primi degli anni Duemila, la proprietà della discarica di Grumolo delle Abbadesse nel Vicentino, sino ad Aim, la municipalizzata del capoluogo berico. Qualcuno dirà ora qualcosa o Vicenza brillerà come sempre per il suo silenzio-assenso?
Marco Milioni
Paola Concia e il deficit sodomita
Un inviato del programma TV Le Iene chiede all’onorevole Paola Concia del Pd quale sia, nell’ambito del bilancio statale, la differenza tra deficit e debito. La risposta è: «È legato al debito pubblico. Cioè, se un paese ha un grosso debito pubblico ha un grosso deficit». L’inviato beffardo incalza: «È un po’ la stessa cosa Onorevole Concia?». La risposta è sempre più sperticata: «Sì però per esempio noi, siccome queste sono cose internazionali, cioè che valgono per tutti i paesi, si usa come è noto l’Inglese…». La domanda nasce spontanea, ma l’onorevole Concia, la madrina putativa delle comunità GayLesboBisexTransgender, che venerdì sarà in pompa magna a Vicenza al meeting di Aletheia, che cacchio vota/capisce quando siede in parlamento? Ora con le fregature che i big banker mondiali stanno infliggendo ad italiani ed europei, qualche esponente del Pd ha spiegato alla Concia (nomen omen per la Valchiampo) che la sodomia sessuale non ha nulla a che vedere con quella finanziaria? Che per caso i Glbt sono favorevoli alle inculate a priori, qualsiasi esse siano? Se è così banchetteranno anche loro assieme ai vari loggiatenenti di Goldman Sachs, Jp Morgan, Hsbc e Ubs. Ultima cosa onorevole, Ubs non è la porta del pc dove si attaccano le chiavette… E deficit non deriva dall’inglese ma dal latino deficere da cui l’italiano deficiente. Il deficit ed il debito sono due cose distinte. Siccome in passato lei dichiarò di mal tollerare il taglio ai suoi emolumenti perché spende tanto in telefonate, sfrutti il collegamento a internet pagatole da noi poveri contribuenti e digiti sul suo smartphone: www.google.it… Vede, ridere come fa lei sul suo sito dell’ignoranza degli altri, specie leghisti, è facile, anche salutare; ma delle sue cazzate che dice? Se il leghista del suo sito deve tornare al ginnasio lei che tra Quark e Grande Fratello preferisce il secondo, dove tornerà? Purtroppo lei è il frutto dell’ozpetekizzazione della sinistra. Per un parlamentare sentire le ragioni e le proposte delle persone discriminate, e Dio solo lo sa se gli omosessuali sono stati discriminati, è cosa buona. Ma ignorare l’inferno che lorsignori della finanza stanno cucinando per noi comuni mortali è meschino e vigliacco. Il suo partito denuncia queste storture?
Marco Milioni
La stampa nella prateria
Quello passato è stato un week-end che ha cucinato alcune notiziole gustose. Si parte venerdì 11 nomembre col GdV che a pagina 19 parla di difficoltà finanziarie in capo al Gruppo Sartorello. Sullo stesso quotidiano il giorno appresso lo stesso nome addirittura lo si associa ad una possibilità di fallimento (pagina 25). I toni sono molto soft a differenza di altre bordate riservate in passato, tanto per dire, al caso Send. E poi, sarà pure una coincidenza, la vicenda Sartorello emerge proprio mentre l’opposizione di centrodestra che siede nelle fila del consiglio comunale di Vicenza chiede l’entità dei rapporti economici tra Sartorello, amministrazione e controllate municipali. Ancora, il Corriere del Veneto di ieri a pagina 7 riserva un trattamento “smart&smooth” ad una indagine a carico di Valter Peretti (titolare dell’omonimo gruppo conciario e leader del settore pelle in Assindustria Vicenza). Il GdV di oggi a pagina 16 riprende la notizia e fornisce qualche spunto ulteriore: sempre all’insegna del garbo assoluto. C’è però una strana discrasia. Il “Corrierone” parla genericamente di «accertamenti» da parte delle fiamme gialle. Il GdV invece parla di un fascicolo aperto «dal pm Barbara De Munari». Si tratterebbe quindi di una vera e propria indagine penale che a rigor di logica quindi non interessa solo l’ambito contributivo. In teoria quindi l’articolo dovrebbe titolare “X indagato…” oppure “Avviso di garanzia per Y”. Boh, lascio ai cronisti più esperti, magari a quelli che parlano di «dente levato» e «beckup» dei dati ogni altra considerazione. Ultima chicca: «Il Gruppo Peretti è a posto» dichiara sul GdV di oggi il legale di fiducia Riccardo Canilli. «Sono sereno» cinguetta il suo assistito Peretti. Più che il contorno di una indagine penale sembra una puntata de “La casa nella prateria”.
Marco Milioni
Alluvioni, tra marchettari dello sviluppo e lacrime di coccodrillo
Domenico Finiguerra è uno dei pochissimi sindaci in Italia che ha capito da tempo che l’espansione urbanistica non è un bene anche quando porta soldi nelle casse pubbliche e che non è nemmeno un male necessario, ma una iattura tout-court. La cementificazione, il dissesto idrogeologico, la speculazione sono insolubilmente incernierati ai disastri dell’anno passato nel Veneto e a quelli di questi giorni in Liguria. E a tutti gli altri. Lo sviluppo è un tumore, lo sviluppo è un male, lo sviluppo è il male. Anche quando viene declinato col nome economico di crescita, la quale è sempre e comunque accompagnata dal malaffare: questo ci dice la storia italica più o meno recente, ma non solo quella italica.
Spv, pensieri, parole, immagini e dubbi
(m.m.) Ieri è stata posata la prima pietra della Pedemontana Veneta. Si tratta di un’opera attesa da molti contestata da altrettanti. I comitati che si oppongono hanno posto domande precise relativamente a costi, opportunità e rapporti con i privati che la realizzeranno ma al momento non ci sono risposte. Su VicenzaPiù e BassanoPiù da oggi in edicola viene fornita un’ampia panoramica sulla questione. Che per approfondire ancora di più ho corredato di questo breve videocorsivo pubblicato sul canale Youtube di Vicenzapiu.com. Sullo sfondo però rimangono i dubbi. Le liason fra l’affare Spv e importantissimi soggetti privati veneti (Gemmo e Studio Altieri in primis in primis) affrescate su Repubblica.it non possono essere sottaciatute. Allo stesso modo non può essere sottaciuto un certo idem sentire tra il Gruppo Dogliani e pezzi importanti del Pd.

