La sostenibile leggerezza del nulla

Ci sono tante belle parole nel manifesto dell’Alto Vicentino sostenibile. Una iniziativa resa nota oggi di cui oggi i media danno ampia diffusione. «Un manifesto dei sindaci si legge nella nota introduttiva – per promuovere la sostenibilità e la riconversione ecologica dell’altovicentino, nell’ottica di guardare a questo territorio come a uno spazio sinergico in grado di aprirsi le porte del futuro lavorando sulla valorizzazione e sulla difesa dei beni comuni: è quanto hanno sottoscritto i sindaci di Schio, Santorso, Torrebelvicino, Monte di Malo, Valli del Pasubio e San Vito di Leguzzano. Il testo è ora stato pubblicato online con l’obiettivo di permettere ai cittadini di condividerlo e proporre modifiche, nell’ottica di trasformare il documento nel Manifesto delle comunità locali dell’altovicentino»: sono concetti condivisibili per carità. Epperò non si menzionano nell’ordine: la cementificazione vergognosa che da anni insiste nel Vicentino e anche su quei luoghi. Non che chi scrive ne sia responsabile, ma uno si aspetta che si cerchi quanto meno di azzannare i colpevoli. Invece niet. Idem con patate per il caso Marzotto, per l’ospedale di Santorso. Niente Marlane, niente Spv. Ma si cita Fukushima… “A rutti e scuregge nun se fa ‘a rivoluzione” dicevano i seguaci laziali di Mazzini e Ciceruacchio durante la repubblica romana.

L’acqua preoccupa: «Ma il cantiere non inquina la falda»

«Allo stato attuale non ci sono evidenze che confermino la tesi di un inquinamento che possa essere diffuso e pericoloso per la salute dei vicentini». Il direttore del dipartimento provinciale di Vicenza dell’Arpav, Vincenzo Restaino, smonta la tesi a firma Comitato vicentino “No ecomafie” che denuncia la presunta pericolosità del cantiere della Valdastico Sud per possibili inquinamenti da scorie di fonderia. Il gruppo, presieduto da Marco Nosarini (il geologo per passione che per primo nei mesi scorsi ha denunciato il presunto inquinamento nei lotti di cantiere dell´A31 Sud) tira in ballo il rapporto tecnico dell’Arpav di Vicenza…

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Striscione choc e anagrafe infiammano il consiglio

Lo strascico polemico del caso dello striscione del Pdl contro il sindaco ha fatto irruzione durante un consiglio comunale straordinario convocato dalle opposizioni di centrodestra con due oggetti precisi: il caso Q8 e e il caso della cronica carenza del personale all’anagrafe. Le prime avvisaglie ci sono state però quando in sala Bernarda i consiglieri della maggioranza democratica hanno attaccato il banner di Pdl e Lega che a tinte foschissime tratteggiava in modo critico «e violento» l’operato della giunta in materia di sicurezza. Dopodiche è arrivata la controreplica del consigliere Gerardo Meridio e di Valerio Sorrentino (entrambi del Pdl) che hanno puntato l’indice contro il portavoce del sindaco Jacopo Bulgarini d’Elci. «È inammissibile che costui descriva la nostra iniziativa come una cagata».

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La guerra dell’Occidente alla Siria

La libertà ha un valore se si conquista con le proprie mani, la rivoluzione libica è fallita perché in realtà non l’hanno conquistata i rivoltosi, l’hanno conquistata i bombardieri Nato. Nel caso della Siria, se c’è una guerra civile, a un certo punto chi ha veramente l’appoggio della popolazione finisce per prevalere, quindi è una forma molto più democratica, a un certo punto si assesta in qualche modo. Così non si assesta niente, cova sempre qualcosa sotto, come è successo in Egitto dove c’era un’autentica rivolta popolare, ma che è stata trasformata in un golpe militare…

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Comunali 2013, Variati annusa i disobbedienti

Per le prossime amministrative del 2013 il sindaco berico Achille Variati è pronto a sfoderare una alleanza con l’area dei disobbedienti (oggi rinominatasi dei beni comuni), storicamente orbitante nella galassia, specie veneziana, di Sel, ma oggi non più. L’indiscrezione, che come un ronzio circola per i palazzi della politica vicentina stamani sarebbe arrivata, seppur ancora da confermare, direttamente dalla giunta comunale.

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L’Islam e gli esportatori di democrazia

Da decenni l’Occidente esporta democrazia nel Medio Oriente. Lo fa con i bombardamenti, con l’occupazione militare, con presidi, basi, portaerei. Lo fa sempre (chi lo può negare?) a fin di bene. E’ per una questione di civiltà. E’ nel nostro DNA civilizzare il mondo, dallo sterminio degli indiani d’America, al genocidio degli indios, alla caccia grossa agli aborigeni d’Australia, alla colonizzazione dell’Africa, oggi lasciata in eredità dagli Stati alle multinazionali. Immensi bagni di sangue per affermare la superiorità morale e religiosa degli europei, ma soprattutto quella economica. Il film che insulta l’Islam e Maometto non è la causa dell’incendio che dilaga nei Paesi musulmani, è solo l’ennesima muleta rossa sventolata in faccia a chi non tollera più ingerenze da parte dell’Occidente. Forse si tratta di un salto, di un punto di non ritorno, di un “tipping point” per una situazione diventata insostenibile o forse no, ma le violenze si ripeteranno ancora e ancora fino a quando Stati Uniti e Europa non avranno levato le tende. L’Iraq è stato devastato da una guerra dichiarata dagli Stati Uniti a causa di “armi di distruzione di massa” inesistenti. Qualcuno ha chiesto scusa agli iracheni? Qualcuno ha processato Bush per crimini contro l’umanità? Non mi risulta.

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Ceolà o ceoqua

A guardarlo così, sulle prime sembra un bel colpo. Nel Movimento Cinque Stelle di Vicenza sbarca (almeno come iscritto al Meetup) Alessandro Ceola; un importante funzionario del settore edilizia privata del comune berico. “Cazzarola, era ora – potrebbe esultare qualche militante – finalmente avremo tutte quelle tonnellate di carte scottanti che per anni sono negate un po’ a tutti”. La memoria va a un passato nemmeno tanto lontano: consiglieri comunali che chiedevano lumi sugli scandali di turno, cittadini che si ritenevano umiliati dagli uffici tecnici municipali, comitati che per anni hanno chiesto incartamenti sempre negati: buio fitto, buio perenne. Ora finalmente potrebbe arrivare la pacchia, democratica si intende. Quella in cui la trasparenza è il bene supremo che pervade e invade tutto. Epperò  Ceola sul post di presentazione da lui inserito parla genericamente di ingiustizie ambientali, ma ben si guarda dal commentare le storielle storiacce urbanistiche e edilizie lievitate in comune durante gli ultimi vent’anni. E l’orridario sarebbe bello gonfio. E soprattutto non dice nulla della sua professione. Ovviamente bisogna dare tempo al tempo. Magari a breve il neo simpatizzante grillino, dall’alto e dal profondo delle sue conoscenze specifiche, potrebbe dire la sua su uno dei settori più chiacchierati degli uffici comunali, l’edilizia privata appunto. Che assieme a lavori pubblici e urbanistica vaglia il grosso degli interessi grassi e grossi della città. Una a caso? Per esempio, sarà curioso sapere un commento di Ceola nei confronti della direttrice Michela Piron, dirigente dell’edilizia privata e sua “capa” in merito alla cosiddetta banca fantasma, o della querelle sulla Torre Girardi o sul caso Totem. E che commenti farà sul “suo” assessore Pierangelo Cangini del Pd? E sull’ex assessore al territorio Maurizio Franzina del Pdl? Sarà libero di sparare bordate grillesche contro politici e dirigenti cattivoni di turno? Avrà un attegiamento molto o poco grillesco? Ceolà o ceoqua?

Marco Milioni

Tristezza pedemontana

(m.m.) Il 31 luglio 2012 la Camera ha approvato il decreto sui vigili del fuoco che conteneva il solito codicillo per allungare la vita dei commissari straordinari di alcune opere pubbliche tra cui la Pedemontana Veneta. Se quell’emendamento non fosse passato ora la Spv, come è giusto che sia,  avrebbe dovuto ricominciare il suo iter seguendo la legge. E non le forzature che la politica nazionale e quella regionale hanno imposto. Il voto pro Spv è stato un inciucio trasversale. Lega, Pdl, Fli, Udc e Pd, con l’esclusione dell’Idv, lo hanno avallato senza se e senza ma. Però al di là di questo è triste leggere la pochezza delle argomentazioni di chi sostiene l’opera. Un esempio viene estrapolando dai verbali di quella seduta l’intervento di Giorgio Conte di Fli: «… Il decreto tocca un argomento che riguarda il territorio dal quale provengo: la proroga del regime commissariale delle opere pubbliche strategiche e necessarie del Veneto e del Friuli. Si tratta della Pedemontana Veneta, come già detto da alcuni colleghi, e della terza corsia della Venezia-Trieste. È certamente utile per completare la stesse opere inserite nella legge obiettivo e peraltro già cantierate… Lo stato di emergenza di uno dei territori con il più alto insediamento produttivo del Paese è rappresentato proprio dalla congestione della rete viaria che non è ancora risolta. L’attività di organi commmissariali, vedi per il passante di Mestre ad esempio, sono l’unica garanzia che consente di superare la frammentazione e le conflittualità istituzionali e decisionali». Ai parlamentari che hanno detto sì alla norma “salva Vernizzi” rammenterei un passaggio della sentenza che al momento ha dichiarato illegittimo il commissariato per la Spv (Tar Lazio, sentenza numero 01140/2012, pagina 58): «… l’insidia maggiormente pervasiva… è che verrebbe ad introdursi un potere derogatorio idoneo… a prevalere sull’ordine della gerarchia delle fonti… che ben si presta a distorsioni di segno eversivo».

Il fuori onda dell’anno

Molti non aspettavano altro in Italia: un diretto ben assestato alla mascella sta facendo vacillare il Movimento 5 Stelle, lo spauracchio numero uno per i politici professionisti e tutti coloro che vi girano intorno. Apparentemente, è bastato far sfogare un Consigliere M5S della Regione Emilia in un “fuori-onda” rubato (secondo chi lo avrebbe realizzato), per scatenare il dibattito fuori e dentro il Movimento e mettere in difficoltà il suo portavoce più insigne, Beppe Grillo, nonché il compagno di tante battaglie Gianroberto Casaleggio. Lo scoop pare senza possibilità di replica; Gaetano Pecoraro di Piazzapulita incastra Favia con un microfono creduto spento dall’esponente del M5S, il quale si lascia andare ad uno sfogo contro quello che definisce “la mente freddissima, molto acculturata”, la persona che nega la democrazia all’interno del Movimento, colui che decide candidati e liste, il padre-padrone Gianroberto Casaleggio. Ce n’è anche per Beppe Grillo, perché “il problema è su e o si levano dai cogl..oppure il Movimento a loro gli esploderà in mano”, invito senza molte metafore a togliersi di mezzo.

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La democrazia in Rete: Sortino, Freccero e le connections di Casaleggio

Il Movimento cinque stelle base la propria proposta politica su un assioma: la Rete internet è un media democratico grazie al quale tutti possiamo comunicare in maniera democratica e paritaria. Ma è davvero così? Ieri sera Piazzapulita su La7 ha approfondito e sviscerato la questione. I primis con una inchiesta di Alessandro Sortino (qui sopra il video) che, collegando tra loro le teorie “utopiche (e distopiche) di Giaroberto Casaleggio, la sua esperienza in marketing e di manipolazione del consenso, le recenti dichiarazioni di Giovanni Favia e la retorica di Beppe Grillo, si è chiesto se proprio il leader del movimento cinque non riesca ad utilizzare la Rete in maniera gerarchica, sfruttando la sua capacità di “influencer” a discapito dei dissidendi.

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