Manovre di corridoio

Che cosa sta succedendo in seno al Pdl vicentino? A che cosa si deve la cosiddetta bufera delle tessere? Ormai la vicenda, al di là delle schermaglie mediatiche è chiara. La componente che fa riferimento all’europarlamentare Lia Sartori da mesi perde terreno nei confronti di quella che fa capo ad un altro eurodeputato dell’alto Vicentino, Sergio Berlato. E da mesi al contempo la compagine più organizzata del Pd, quella che fa capo al sindaco berico Achille Variati, ha intavolato una serie di rapporti più o meno visibili proprio con la fazione sartoriana.

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C’è un giudice a Roma

Secondo il presidente della regione Veneto Luca Zaia si tratta di un caso di «eccesso di democrazia». Eppure la sentenza del Tar del Lazio depositata il 24 dicembre, che annulla in toto l’iter della superstrada Pedemontana veneta, a rigor di logica dovrebbe far gioire ogni sincero democratico.

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Variati e Pecori

Durante la campagna elettorale per le amministrative Achille Variati, poi divenuto sindaco democratico della città, promise mari e monti sul piano della trasparenza e della coerenza. Chi non ricorda i riferimenti alle rondinelle e all’aria nuova e pulita che con lui primo cittadino sarebbero giunte in città. A quasi quattro anni da quei giorni Variati ha mostrato il suo vero volto. Ha accolto in giunta gli ex avversari e lavora più o meno sotto banco, a quanto mi risulta, col gruppo di potere che nel Pdl fa capo a Lia Sartori. Della trasparenza non c’è traccia. Un esempio? La mancanza degli elenchi completi e ordinati dei consulenti, il cui registro è obbligatorio per legge. La giunta latita e non si impegna affinchè le cose si risolvano. Pertanto, pochi giorni fa, ho indirizzato un esposto a palazzo Negri (clicca qui) sollecitando il procuratore reggente Paolo Pecori a vagliare eventuali profili penali in capo alla giunta.

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Irriverente


Cari telespettatori, siete un popolo di imbecilli allevati per cinquant’anni a pane e televisione. Vi ostinate a non capire che chiedere la verità a Minzolini oh a qualunque direttore del TG1 è come chiedere la verginità a una puttana in un bordelllo. Anche quando protestate nel teatrino della finta alternativa lo fate da cretini, e fate controinformazione di massa, consumi alternativi di massa e controcultura di massa.
E allora restate incollati alla tv e tenetevi il paese che vi meritate, dove l’informazione è una kagata. E gli italiani sono delle merde, ignoranti e opportuniste. A farvi una cultura non ci pensate nemmeno, vi limitate a piangere contro i bavagli chiedendo la verità agghratis in tivvù. Ma poi comprate sempre meno libri e piuttosto che dare due soldi a una piccola rivista indipendente preferite comprare il quarto telefonino, brutti taccagni zotici e spilorci. E adesso che sapete che l’Italia fa schifo perché voi fate pena, passiamo ai consigli per gli acquisti.

www.youtube.com/user/mammatv

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Sanno ma non fanno

Sono passati ormai diversi giorni dal cedimento del parapetto di piazza Biade che ha causato un infortuno a Giuseppe Fabris, un ex dipendente del comune di Vicenza. Sono passati diversi giorni e nonostante ciò il sindaco Achille Variati del Pd e l’assessore socialista ai lavori pubblici Ennio Tosetto non sono ancora stati in grado di dire alla città quale sia il dirigente municipale competente cui chiedere lumi circa i fatti del 30 dicembre 2011.

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Tar Lazio: stop alla Pedemontana Veneta

Stop clamoroso per la Pedemontana Veneta. Lo ha deciso il Tar del Lazio con una sentenza del 24 dicembre che è stata resa pubblica ieri. A ricorrere alla magistratura amministrativa era stato Patrizio Zen un residente a Loria nel Trevigiano, il quale aveva sollevato il problema di una serie di incongruità nel tracciato che lo interessava, ma anche nell’iter che aveva condotto alla nomina del commissario Silvano Vernizzi. Ed è per questo motivo che in queste ore la notizia sta facendo il giro dei media trevigiani. La stessa notizia però si riverbera direttamente su tutto il tracciato della Spv, un tracciato che per la maggior parte interessa la provincia berica, area Bassanese inclusa. A rivelare ulteriori dettagli è il portale on-line de La Tribuna di Treviso sul quale oggi si legge che i giudici amministrativi hanno considerato «illegittima la dichiarazione dello stato di emergenza nel settore del traffico e della mobilità nel territorio dei comuni di Treviso e Vicenza, firmata dal premier Silvio Berlusconi il 31 luglio 2009, e la successiva ordinanza del 15 agosto con le disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza».

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La Nicolini in Aim? La Cgil batte i pugni

Il presidente del gruppo Aim, Paolo Colla, ci riferisce Massimo D’Angelo, e la dirigenza di Aim hanno comunicato nell’incontro avuto nel pomeriggio con i rappresentanti sindacali di non voler rinnovare ai sette lavoratori di Aim Mobilità della rimessa il contratto di lavoro che scade il 31 dicembre 2011. Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl Trasporti hanno, quindi, deciso congiuntamente di organizzare per domani alle ore 9,30 un sit-in di protesta davanti alla sede di Aim in contrà San Biagio. Dalla Filt Cgil arrivano, però, delle gravi preoccupazioni in più. Come sottolinea incredulo il segretario della Filt Cgil “ad oggi non si sa chi prenderebbe il posto dei licenziati, anzi, fatto incredibile, la proposta due giorni fa era di affidare il servizio alla Nicolini, che è sotto inchiesta, con una corsia preferenziale già pronta, spacchettando, cioè il servizio, per evitare il bando europeo e affidandolo direttamente per tre mesi alla società veronese per poi espletare un bando con la Nicolini già attiva in azienda…

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Chi è Gildo Salton

Se Aim non le ha, se le cerca. Stamattina in conferenza stampa Paolo Colla, il già “attenzionato” amministratore unico del gruppo Aim, ha ufficializzato alla presenza del sindaco Achille Variati, rappresentante dei soci della multi utility, i cittadini del Comune di Vicenza, il nuovo amministratore unico di Aim Servizi a Rete. Risponde al nome di Gildo Salton, presentato come manager di grande esperienza, in passato in multinazionali, poi scivolato via via verso la più locale galassia di Ascopiave, dove si è, soprattutto, segnalato come “l’uomo dal contratto d’oro…

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La casta made in Napolitano


(m.m.) «L’Italia deve far fronte a grossi rischi per la propria finanza, per la propria economia… quindi chiede sacrifici agli italiani di tutti i ceti sociali, anche agli italiani dei ceti meno abbienti, perché si facciano le scelte indispensabili al fine di preservare lo sviluppo della nostra economia». Queste le parole di Giorgio Napolitano riportate da ilfattoquotidiano.it del 16 dicembre. Più che un postcomunista sembra di sentire Margaret Thacther. Ma al di là delle facili ironie il Napolitano che invoca i sacrifici non sembra volerli per sè stesso. Un vecchio video di una tv tedesca praticamente censurato in Italia, mostra un Napolitano stizzito nei confronti del cronista germanico il quale gli fa notare la cresta che l’allora europarlamentare lucrava sul rimborso aereo. Più di Settecento euro pagati dalla collettevità a fronte di un biglietto che ne costa cento scarsi… Buona visione.

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Morto di fuga

L’ufficio stampa del comune di Vicenza questa mattina dirama uno scarno comunicato via sms nel quale spiega che durante la conferenza delle 11.15 in cui si presenterà la festa di San Silvestro organizzata dall’amministrazione, sarà presente Massimo Pecori, da poco richiamato in giunta. La scelta del primo cittadino Achille Variati, presente anch’egli, è chiara: sono di fatto venuti meno i motivi che avevano spinto il figlio Massimo a dimettersi per non compromettere, in termini di opportunità, la corsa del padre Paolo Pecori, attuale procuratore reggente, a procuratore capo effettivo: il tutto perché il Csm ha recentemente optato per Antonio Cappelleri quale numero uno di palazzo Negri. Queste alla grossa sono le argomentazioni di Variati il quale però dopo pochi minuti è filato via per incombenze non spiegate ai cronisti, evitando quindi accuratamente di rispondere ad una serie di domande scomode in ragione del fatto che il caso Pecori ha tenuto banco anche sui media nazionali e non si può certo liquidarlo con due battute al cloroformio da venti secondi cadauna.

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