Profondo sud: dal caso Despar al caso Serenissima
Dapprima Facebook. Poi il blog dei “cugini” No Pedemontana. Poi ancora Vicenzatoday.com. E ancora Nuovavicenza.it e poi Vicenzapiu.com: insomma un po’ tutti, fino al servizio del GdV di fine dicembre. Il caso del possibile inquinamento su vasta scala al di sotto del sedime della Valdastico Sud dopo settimane di stand by comincia a far breccia sui media locali, mentre la politica, con qualche eccezione al momento tace…
Seconda lettera al premier Mario Monti
Questa mia è la seconda lettera aperta che Le dedico. Sarà breve breve ed incentrata su di uno specifico argomento. Lei, a Reggio Emilia, ha dichiarato che sono gli evasori che mettono le mani nelle tasche degli italiani. L’affermazione mi trova d’accordo ma gradirei una precisazione pubblica da parte Sua. Banca Intesa, accusata dagli uffici del Suo ministero di una corposissima evasione ha «concordato» un pagamento di ben 270 milioni di euro. Debbo farLe presente che la guida di quell’Istituto Bancario era affidato al dottor Corrado Passera attuale superministro dello sviluppo?
Prime adesioni
(m.m.) «Per quel che mi riguarda, confermo la disponibilità al confronto pubblico, qualsiasi sia il luogo e la data del confronto o l’identità del mio interlocutore. Fatemi sapere». Sergio Berlato con queste parole ha dato la sua disponibilità di massima ad un dibattito pubblico sul cosiddetto caso Pdl. Un’idea lanciata dal sottoscritto che però al momento non è stata accolta invece dalla controparte. Il professor Renato Ellero invece ha già detto di accettare l’invito.
L’invito a tre e l’uovo di Colombo
(m.m.) A leggere la stampa locale la questione precongressuale in seno al Pdl berico sembra una sciarada. Accuse, contro-accuse, riferimenti a mezza bocca, paiono aver trasformato la contesa in un caleidoscopio illegibile. E allora arriva la proposta che lancio a Sergio Berlato e a Pierantonio Zanettin (o ad altri che vogliano rappresentare degnamente le rispettive parti): un bel dibattito pubblico col sottoscritto a far da moderatore. Contestualmente chiedo al professor Renato Ellero di partecipare non solo come navigato di politica teorico del non voto, ma come esperto di diritto penale giacchè la vexata quaestio ha o avrebbe presunti risvolti giudiziari. Potrebbe essere una buona occasione per far chiarezza: un bell’uovo di Colombo.
Il monito di Laura Puppato
La gravità dei fatti riportati dall’”Espresso” sui rifiuti tossici e sugli scarti fonderia utilizzati nella costruzione dell’Autostrada Valdastico – qualora confermati – merita non solo una riflessione ma un’iniziativa forte da parte delle istituzioni regionali. Su questo tema che riguarda il territorio veneto e la salute di tutti i cittadini veneti una cosa voglio dirla con chiarezza: su questo lato oscuro del Veneto che disprezza e assalta la terra mettendo a rischio la salute dei cittadini e danneggiando la catena alimentare è bene guardarci dentro e immergere le mani nei “veleni” individuando responsabilità precise, contiguità politiche e omissioni amministrative. Ora basta, il gruppo del PD regionale attiverà tutti gli strumenti consentiti per il controllo dei lavori finora eseguiti e per la prevenzione di episodi simili nella costruzione delle prossime grandi opere. Bisogna tagliare il cordone ombelicale che lega il Veneto alle ecomafie e isolare quelle poche imprese senza scrupoli che avvelenano il Veneto e che ne minano l’immagine a livello nazionale e internazionale.
Ellero: «Il tesseramento farlocco nel Pdl? Una manovra contro Berlato»
L’affaire Pdl continua a tenere banco sui media. Da tempo in provincia di Vicenza non si assisteva ad una vigilia precongressuale così movimentata, sia che si parli di “seconda repubblica” che di prima. «Per vero durante la prima repubblica – spiega il professor Renato Ellero un passato lontanissimo da notabile nella Dc regionale e da senatore del Carroccio – le contese tra correnti avevano uno stile ben diverso, ma erano altri tempi e altri uomini».
Rifiuti sotto la Serenissima? Sospetti sulla Locatelli
Nuovi sospetti sull’impresa Locatelli? Tutto parte dalla segnalazione di un esponente di Medicina democratica che dimostra, con tanto di foto, che sul fondo della strada Valdastico Sud, tratto della Serenissima, sarebbero stati scaricati rifiuti pericolosi come “Metalli pesanti e sostanze chimiche ((nitrati, fluoruri, solfati, cloruri, bario, amianto, piombo, nichel) in notevole concentrazione”. Un esposto che ha portato all’apertura di un fascicolo da parte della direzione distrettuale antimafia di Venezia e che chiama in causa di nuovo la Locatelli, azienda di Grumello del Monte sotto accusa per lo scarico di materiale sospetto sotto l’autostrada Brebemi.
Omertopoli
“Valdastico sud, indaga l’antimafia. Ombre sulla Beltrame”. Questo doveva essere il titolo a tutta pagina sul GdV di oggi, il quale ha invece declassato le rivelazioni de L’Espresso a fatto di media importanza. Peraltro comparando lo spazio dato al cosiddetto caso Pdl si capisce quanta puzza di bruciato esca dalla redazione di via Fermi. Beltrame è uno dei soci di peso di Assindustria Vicenza, che è “il padrone” de Il Giornale di Vicenza. Se tanto mi dà tanto… Ma ci sono eccezioni le quali dimostrano che si puà fare buona informazione anche sui media mainstream. Basti vedere Tva (la quale non è per nulla esente da critiche) che ieri ha aperto il telegiornale della sera confezionando un bel servizio, completo ed equilibrato. Rimane da capire una cosa però. Qui si sta parlando di ecomafie, di illeciti ambientali potenzialmente pericolosissimi, non delle tessere del Pdl. Come mai con questa bufera sui media nazionali e regionali la politica berica come quella regionale rimane in silenzio? Perché non si parla di possibili ricadute sulla Spv e di possibili legami con la denuncia politica fatta dal numero due del Pdl vicentino Sergio Berlato in merito alle ombre sugli appalti degli ultimi 15 anni nel Veneto? Che fa la magistratura a Vicenza e a Verona? Quale è il rapporto tra l’imprenditorìa veneta e qualità dell’ambiente? E invece… silenzio si briga. Zitto il Pdl, zitto il Pd, zitta la Lega, zitta l’IdV, zitta l’Udc, zitta Sel, zitti pure i “Grillini”, zitti i sindacati, zitti i consiglieri comunali e provinciali (palazzo Trissino e palazzo Nievo detengono quote di Brescia Padova), zitta la cosiddetta e fantomatica società civile: parlano solo Rifondazione e Franca Equizi. Che sta succedendo? Il nome Beltrame è impronunciabile? Perché se si muove l’Antimafia la coscienza berica si chiude a riccio? Che cosa c’è da nascondere, in metafora o meno, nel sottosuolo di Vicenza? Per caso omertà e silenzio sono gli azionisti di maggioranza delle genti vicentine? I loro attributi finiranno in pegno sotto il sedime della Valdastico Sud, della Pedemontana o della Salerno Reggio Calabria?
Marco Milioni
Miracolo a Cortina
Miracolo a Cortina, dove la crisi è soltato un miraggio e gli incassi quadruplicano da un anno all’altro. Non si tratta di uno scherzo, ma del soprendente risultato di un’operazione dell’Agenzia delle Entrate di Venezia. Sono bastati 80 ispettori per rimettere in moto i registratori di cassa. Gli agenti, giunti in città in borghese, mimetizzatisi da commessi e da clienti, hanno messo in scacco i commercianti.
Valdastico Sud, indaga «l’Antimafia»: la Beltrame nel mirino
(m.m.) L’Espresso on-line di oggi pubblica sulla sua copertina elettronica un lungo servizio sul caso della Valdastico Sud. Un servizio nel quale alla grossa si rilanciano gli approfondimenti e le perplessità di cui la stampa berica ha già dato conto nei giorni passati (VicenzaPiù in edicola oggi peraltro approfondisce anche i collegamenti col caso Casoni-Despar nell’ottica di possibili infiltrazioni delle cosche del sud). Sul piano mediatico si tratta ovviamente di un salto di qualità vista la caratura della storica testata romana. Per di più un articolo dello stesso tenore appare anche sul portale on-line de Il Corriere del Veneto di oggi. Quest’ultimo annuncia a sua volta uno scoop in uscita sulla versione cartacea de L’Espresso di domani. Servizio nel quale si darebbe notizia di una indagine della procura antimafia di Venezia proprio sull’affaire Valdastico Sud rispetto alla quale sarebbe rimasta invischiata la vicentina Beltrame. Una delle acciaierie più in vista della regione.
