Per il Veneto piovono sberle: dall’affaire Mango alla Spv fino alle popolari

Gli ultimi due giorni non hanno riservato delle belle sorprese per il Veneto. Ieri il Corsera, tra i primi, ha dato la notizia della indagine a carico del comandante della Gdf per il Triveneto ovvero il generale Giuseppe Mango. Il quale è accusato dalla Dda napoletana di avere rivelato ad un suo amico avvocato alcuni dettagli riservati di una inchiesta in corso sugli affari del clan camorristico dei Polverino. Chi ha buona memoria ricorderà tra l’altro che proprio un’inchiesta su quella famiglia portò nel gennaio del 2012 ad una operazione nell’area di Piove di Sacco che fece clamore. E durante la quale fu arrestato il superlatitante del clan Polverino Nicola Imbriani. I cui fiancheggiatori pochi mesi appresso vennero condannati in primo grado dal tribunale di Padova. Ma le bad news per il Veneto non si esauriscono. Oggi l’Espresso pubblica un servizio in cui il futuro della Pedemontana veneta viene messo in cattivissima luce, mentre nemmeno il governatore leghista Luca Zaia ne esce bene. L’altra bordata de l’Espresso è invece relativa al comportamento degli industriali veneti, vicentini in primis per l’affaire BpVi e per l’affaire Veneto Banca. In questo caso è un corsivo al curaro firmato da vittorio Malagutti che mette per l’ennesima volta in piazza tutte le contraddizioni in capo agli industriali della regione, partire da Roberto zuccato sino a giungere alla famiglia Zoppas.

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Je suis Charlie Borghezio

(m.m.) La satira mediocre sul sisma in Italia centrale cucinata da Charlie Hebdo ce la siamo meritata. Tutta. All’epoca dell’eccidio che falcidiò la redazione del settimanale parigino, tranne le debite eccezioni, non c’era un neocon italiano, un leghista all’arrabbiata, un pokemon di Sallusti, che starnazzasse «Jesuis Charlie». Al tempo ci fu un proliferare di giannizzeri della cosiddetta droite italica che per giustificare uno scontro di civiltà di stampo islamico e anticristiano, che non è mai esistito, acquistava bancali della rivista della gauche atea e cinica francese che più atea e cinica non si può. La Santanché e il leghista Calderoli (quello del maiale per le moschee) si sperticavano in lodi alla libertà di pensiero professata Oltralpe in un improbabile abbraccio ai valori dell’Occidente cristiano. Addirittura Borghezio sbraitava accuse ai quattro menti contro la penetrazione musulmana improvvisandosi uomo sandwich piazzato su banchine dei marciapiedi e isole pedonali malamente assortite: il tutto distribuendo fotocopie a buon mercato delle vignette anti Islam uscite dalle penne di Charlie. Oggi che ad essere colpito dalla satira non è il mondo musulmano, ma l’occidente cristiano, pardon l’occidente amatriciano, allora daje addosso al parigino invertito e mestatore. Com’è gustosamente italica la tendenza a commentare qualsiasi fatto non in base ad un criterio terzo e costante rispetto al contesto, ma in base agli opportunismi del momento. Valeria Marini direbbe: “questo terremoto per i culturisti del cattivo gusto è stato una vera mannaia dal cielo”. Vive la merde!

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Quindicenne trissinese muore a Roma: accertamenti su un automobilista

Elena Pierbattisti

(m.m.) Non sarebbe un motociclista, come ipotizzato inizialmente oggi in prima pagina su Il Giornale di Vicenza, bensì il conducente di un’auto blu, il presunto autore dell’incidente che a Fiumicino in provincia di Roma, avrebbe provocato la morte della trissinese Elena Pierbattisti (in foto). La giovane, che a fine mese avrebbe compiuto 16 anni era in auto col padre Sandro, che vive in Umbria. A ricostruire in questo modo la dinamica del sinistro è il quotidiano capitolino Romatoday.it che alle 11.oo si stamani ha dedicato all’argomento un lungo servizio. La ragazza avrebbe patito un duro colpo, poi rivelatosi fatale, a causa dello schianto addebitabile ad un van della Mercedes (una vettura con conducente, una cosiddetta Ncc, come ce ne sono tantissime nella Capitale) che da quanto si apprende dai media romani procedeva a grande velocità. Ad indagare è la polizia municipale di Fiumicino. Non è da escludere che presto giunga una segnalazione alla autorità giudiziaria. Al momento non si conosce il nome del conducente del van sulla cui persona sono in corso accertamenti. Del caso si è occupato, tra i tanti, anche il quotidiano Umbria 24 nonché il quotidiano Vicenzatoday.it.

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Gli strali di Ellero sui magistrati vicentini

Renato ElleroIn una lunga intervista rilasciata al sottoscritto il professor Renato Ellero spara a zero sull’affaire BpVi. Così a poche ore dall’arrivo nella città del Palladio del ministro della Giustizia Andrea Orlando, chiamato a valutare la situazione dopo la deflagrazione del caso giudiziario che ha colpito l’istituto di via Framarin, Ellero, già senatore della Repubblica, non le manda a dire. E punta l’indice verso magistrati, politici, imprenditori e società civile, delineando un vero e proprio sistema fatto di complicità e omertà dal quale sembra assai difficile uscire. Un sistema al cui orizzonte non si staglia solo il caso delle popolari venete…

LEGGI L’INTERVISTA A RENATO ELLERO

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Fog on the water

(m.m.) Porta il nome un po’ astruso pomposo di «Recepimento della direttiva 2014/80/UE della Commissione del 20 giugno 2014 che modifica l’allegato II della direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento» ma a leggere con un pochino di attenzione questo decreto emanato dal ministero dell’ambiente il 6 luglio 2016 e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il giorno 16 luglio, sembra innalzare di parecchio (non sono un esperto ma questa è la mia impressione direi che siamo a sei volte i valori ex ante) le soglie di alcune famiglie chimiche (le cosiddette catene corte) all’interno del più grande raggruppamento degli Pfas, i composti che per la loro pericolosità fanno discutere per il caso Miteni. Sarà pur vero che le soglie non si applicano alle sostanze che sono già state acclarate come assai nocive dagli scienziati (molecole a catena lunga), ma anche sui composti a catena corta emergono diverse evidenze scientifiche circa la loro pericolosità. C’è da sperare che media e comunità scientifica si facciano sotto perché l’argomento non è da sottovalutare e sullo stesso mi pare calare un po’ di nebbia…

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Caso BpVi, la parola a Carreri

Cecilia Carreri

(m.m.) Oggi Vvox.it pubblica una mia intervista alla dottoressa Cecilia Carreri, l’ex magistrato in forza all’ufficio gip di Vicenza che da anni conduce una battaglia contro le anomalie della procura berica in una con quella per il suo reintegro in magistratura dal momento che la stessa dottoressa ritiene assolutamente privo di fondamento giuridico il procedimento disciplinare che ne è stata la causa scatenante. Ci sarebbe una piccola domandina da farsi. Alla luce dell’affaire popolari e di tutto quanto uscito sui media che riguarda molte ex toghe sulle quali molto ci sarebbe da dire non c’è qualche ex collega della Carreri e qualche giornalista, specie del GdV, che dovrebbe farsi un esame di coscienza?

LEGGI L’INTERVISTA SU VVOX.IT

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BpVi, sempre più caso nazionale

Banca Popolare di Vicenza

Il caso BpVi è sempre più un caso nazionale. Dopo una prima pagina ieri e una seconda pagina oggi sulla versione cartacea, Il Fatto di oggi, nella sua versione on-line dedica alla vicenda addirittura uno speciale di sei pagine: de facto una breve monofrafia in cui si riassumono i tratti di un rovescio finanziario di proporzioni enormi…

LEGGI L’INTERO APPROFONDIMENTO DE IL FATTO…

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Mister Padoan e i titoli tossici

bancarotta

(m.m.) Oggi Vicenzatoday.it mi ha intervistato sul tema della cosiddetta vicenda Vegas Consob. Una vicenda che ha forti addentellati con il caso BpVi, ma anche con i rovesci delle popolari venete nonché dell’Italia centrale. Al di là dei giusti attacchi patiti dal governo per la sua posizione ambigua, mio parere, la cosa più aberrante è la gelida ipocrisia con la quale il ministro all’economia Pier Carlo Padoan (e si dice Padoàn con l’accento sulla seconda vocale e non sulla prima come lo stesso ministro sostiene) ha giustificato l’interesse delle banche, e non solo delle banche, a smerciare titoli più o meno tossici per il mercato. Verrebbe da domandarsi: quanto il trading finanziario assomiglia allo spaccio di stupefacenti?

LEGGI L’INTERA INTERVISTA SU VICENZATODAY.IT

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L’ambiguo Padoan, la lobby bancaria e i timorosi veneti

banksters

(m.m.) Capisco le critiche sul ministro degli interni Angelino Alfano che difende Giuseppe Vegas in relazione al caso Consob. Ci stanno tutte. Come ci stanno tutte quelle sull’approccio al cloroformio del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che pure de facto, in sede di question time oggi, si è ben guardato dal dire alcunché su Vegas. Ed è altrettanto chiaro che l’Ncd, se la maggioranza democratica tocca Vegas, considerato vicino a Verdini e allo stesso Ncd, è pronto a far cadere il governo. Ma la cosa più grave che è emersa dal question time di oggi sono le parole ambigue con cui il ministro Padoan, a Montecitorio ha delineato la querelle sugli scenari probabilistici. Si tratta del cuore del problema e derubricarlo ad una questione di mera opportunità è cosa di una gravità inaudita. Soprattutto dopo i rovesci che hanno colpito, tra le altre, Veneto Banca, le popolari dell’Italia centrale e pure BpVi. Ma è possibile che nessuno si alzi urlando pretendendone le dimissioni? Va bene trattare veneti e italiani da sudditi. Ma coloro che sono stati colpiti da una sfilza di sfracelli finanziari, anche nell’operoso Veneto, stanno tutti i zitti? La lobby bancaria li annichilisce fino al punto di togliere loro anche il coraggio per un colossale sputo metaforico?

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Una costina per Zaia

Luca Felletti Luca Zaia Ilaria Bramezza

Ilaria Bramezza, una delle persone più vicine al presidente della autorità portuale veneziana Paolo Costa, sbarca a palazzo Ferro Fini come neo dirigentissima regionale tra gli squilli di tromba del governatore leghista Luca Zaia. In predicato di divenire direttore generale del comune di Venezia in mano al costiano Luigi Brugnaro, la Bramezza (in foto a destra), deve avere pensato bene di evitare ogni polemica preferendo altri lidi (e che lidi) dopo che la sua possibile nomina nel comune del capoluogo veneto era stata sgamata da Vvox.it. In quell’articolo tra l’altro erano state messe nero su bianco tutte le liason della dottoressa Ilaria con la galassia dei project tanto cara a Giancarlo Galan a partire dagli incarichi della manageressa in Serenissima proprio con il ruolo di consulente nell’ambito dei project financing… Una garanzia verrebbe da pensare dopo l’epopea tragica dei progetti di finanza alla veneta. Ora che a Venezia si ritorna incessantemente a parlare di porto off-shore, di Contorta Trezze bis e di Terminal passeggeri da cedere ai soliti noti, partita nella quale la regione capitanata da Zaia conta e come, chi ti compare come supermanager della giunta? Proprio la Bremezza Ilaria… in arte Costina. Siamo di fronte ad un segnale equivoco di unitarietà d’inciuci? Da tempo peraltro nella città di Marco Polo in molti si lamentano della apertura di credito che Zaia sta facendo verso l’arcipelago marchian costiano, per esempio in tema di crocieristica: un ménage à trois benedetto da Santa Maria Moretti, in arte Alessandra, e da un pezzo importante del currency board del Pd. Last but not least: come mai mister Zaia nel suo comunicato da libro cuore s’è dimenticato di comunicare a quanto ammonterà la guadagna della dirigente? Specchio delle mie bramezze quanto ci costerà la costina delle Trezze?

Marco Milioni

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