Il GdV e la casta dei padroni

Il GdV di ieri a pagina 16 dedica ampio spazio ad un servizio di cronaca dedicato a fatti di droga. In tre sono finiti in manette. Due bianchi per possesso e spaccio di 13 grammi di coca e un nero perché in possesso di 8,3 grammi di marijuana. Ovviamente la foto sbattuta in pagina è quella del “negro” che spaccia un po’ d’erba. Lo stesso giornale dedica altri servizi a vicende di giudiziaria. Due presunti topi d’appartamento messicani sono fotografati e spiattellati sul giornale. Lo stesso vale per altri bianchi italiani coinvolti in piccole magagne penali (storia a sé ovviamente fa la vicenda Canalia). A pagina 24 c’è la notizia dello scoppio alla “St Powder Coatings” di Montecchio.
Breivik, Lévy e Lotta Continua
Il giovane Anders Breivik è cristiano e massone. Che cosa sarebbe successo se fosse stato musulmano? Quanti articoli al fulmicotone contro l’islam oltranzista, terrorista e così pagnottando ci saremmo dovuti ingoiare? Quanti Jorda, Allam, Lévy, Glucksmann e altra seborrea più o meno imbastardita con il liquame di Huntington ci saremmo dovuti sorbire? Peccato che Bin Laden sia stato terminato, diciamo così… ufficialmente, dagli sgherri del pacifista Obama qualche settimana fa. Però se dicono che in realtà avevano accoppato la sua guardia del corpo, un legame con Al Qaeda lo possono sempre trovare. E un piatto di lenticchie per i teorici dello scontro di civiltà, della globalizzazione (le due chiappe dello stesso culo fetente e mortifero) pure… Non temano comunque i lottacontinui stranieri. I nostri (Micciché, Liguori, Sofri, Boato, Mughini) non andranno oltralpe a piluccare nei piatti apparecchiati sulla tovaglia col quadrante blu della Nato. Continueranno a nutrirsi da noi. Intanto da lorsignori mi aspetto quintalate di articoli contro la massoneria e il cristianesimo. In ultimo darei un consiglio a Breivik. Lecchi un po’ il culo a Draghi (come ha fatto Vendola) o a Bernake (come fa ogni giorno Obama). E vedrà che un posticino a Italia Uno o sul WJS lo trova pure lui.
Marco Milioni
Csm, Romano unico voto per Pecori procuratore berico
Sarebbe del professor Bartolomeo Romano (area Pdl) l’unico voto favorevole alla nomina di Paolo Pecori a procuratore capo di Vicenza. Tonino Cappelleri, secondo dei tre papabili, avrebbe ottenuto anche lui un solo voto, quello di Vittorio Borraccetti, mentre ben tre voti sarebbero andati all’outsider di lusso Bruno Cherchi. Sono queste le indiscrezioni filtrate dalla V commissione del Csm che si è riunita due giorni orsono per vagliare in via preventiva il nome del dirigente della procura berica.
Vendola, Draghi e il papa
Qualche giorno fa Niki Vendola si è presentato a Treviso per un comizio elettorale a sostegno dei candidati di Sinistra ecologia e libertà in occasione delle imminenti elezioni amministrative nella Marca. Situazione propizia per sferrare un duro attacco alla Lega Nord, nella speranza di riappropriarsi di quei voti che, nel Nord Italia, sono passati in modo massiccio dalla sinistra al Carroccio. “Le mafie al Nord stanno crescendo anche con la complicità elettorale di Lega e leghisti”. Per poi aggiungere: “La Lega ha costruito il mito delle piccole patrie e della razza: badate, miti nazisti”.
Le scommesse della Goldman Sachs
È ben documentato che le grandi banche come Goldman Sachs fanno soldi scommettendo contro gli investimenti che loro stesse hanno confezionato e venduto ai propri clienti, vedi il caso dei pacchetti dei prodotti collegati ai mutui subprime come le collateralized debt obligation. Questa pratica non solo era illegale e immorale, ma ha poi peggiorato la crisi dei subprime. Ma sapevate che le grandi banche hanno fatto la stessa cosa con tutte le nazioni europee?
Chiesa con dedica a Cuffaro? Mezzo Pd non vota la censura
Al cospetto di vescovi, militari e politici, l’inaugurazione della nuova Chiesa Madre di Raffadali (Agrigento) si trasforma nell’elogio di Totò Cuffaro, l’ex governatore siciliano in carcere per favoreggiamento a Cosa Nostra. Tutti ad applaudire, il caso finisce in Consiglio comunale, dove tre esponenti del Partito democratico su cinque non votano la mozione di censura.
Il mistero dei 400 missili spariti dalla Maddalena
Missili, razzi anticarro e katiuscia, kalashnikov e munizioni: ne erano piene le gallerie-bunker della Marina militare scavate nell’isola di Santo Stefano, arcipelago della Maddalena. Tanti da armare un esercito. Partite dall’ex Unione Sovietica, destinazione i Balcani in guerra, nel 1994 le armi furono intercettate su una nave nel Canale d’Otranto e sequestrate. Devono essere distrutte, aveva ordinato il tribunale di Torino. Invece due mesi fa missili, razzi e kalashnikov sono stati portati via dal bunker, consegnati dalla Marina all’Esercito, sbarcati nel Lazio, spariti nel nulla. E la magistratura di Tempio, che aveva cominciato a squarciare il mistero – finiti in Libia e in Afghanistan? – è da qualche giorno davanti al muro del segreto di Stato: la presidenza del Consiglio ha imposto l’alt a ogni accertamento sulla destinazione finale delle armi.
Il default Usa
Il 3 agosto 2011, quasi dieci anni dopo le Torri Gemelle, si potrebbe consumare la vendetta di Bin Laden. Gli Stati Uniti sono sull’orlo del default. Se il Congresso non troverà entro il 2 agosto un accordo per alzare il tetto del debito, fissato per legge a 14.294 miliardi di dollari, il Paese più potente del mondo andrà in bancarotta. Sembra fantaeconomia, ma è tutto vero. Cosa c’entra Osama con il debito pubblico americano? Prima dell’11 settembre, il debito era sotto controllo, inferiore ai 6.000 miliardi. Dopo gli attentati è esploso a causa delle spese militari per le guerre in Iraq e in Afghanistan. Oggi ha largamente superato i 14.000 miliardi.
Perché siamo in Afghanistan
I militari italiani vengono mandati al macello in Afghanistan mentre gli americani trattano l’uscita con gli emissari del mullah Omar. Ieri è morto il quarantesimo soldato, Roberto Marchini, di 28 anni, geniere-paracadutista della Folgore, ucciso da un ordigno. Frattini, l’happy hour fatta ministro, ha detto “È una nuova tragedia che ovviamente non diminuisce l’impegno dell’Italia”. Quale impegno? Contro chi combattiamo? Contro il popolo afgano? I talebani hanno il controllo dell’80% del Paese e il favore della popolazione. Gli afgani, come spiega Massimo Fini nel suo libro “Il mullah Omar”, vogliono una cosa sola, che gli Stati Uniti e i suoi alleati Nato se ne vadano.
Emmaberica e la guêpière garantista
«Val Di Susa, caso gravissimo… Altro che eroi, sono delinquenti». Così tuonò Emma Marcegaglia, la Giovanna D’Arco di Confindustria durante l’assise vicentina. Così almeno riporta il GdV del 5 luglio 2011 a pagina 7 e non faccio fatica a credere al bravo Gianmaria Pitton. Lancia in resta la pasionaria che di solito si dice garantista attribuisce, la patente di delinquente, colui che quindi ha violato la legge a seguito di accertamento processuale, a chi ancora non ha affrontato ancora il giudice. Epperò la neo-forcaiola il 7 maggio parlava in tal maniera: «È un unicum in Europa. Una cosa di questo tipo se dovesse prevalere allontanerebbe investimenti esteri mettendo a repentaglio la sopravvivenza del sistema produttivo».
