Consiglio comunale, la giunta vacilla

In consiglio siamo al delirio. Le opposizioni dicono di avere le prove che il progetto della base è stato consegnato ufficialmente all’amministrazione del capoluogo il 21 ottobre 2004. La giunta tace e non replica. E in aula prima durante un intervento del verde Ciro Asproso, poi durante una intervento di Franca Equizi (misto) la Sala Bernarda va in tilt. Qui di seguito è riportato il mio articolo pubblicato oggi da Il Gazzettino.

Bolgia in aula, sospensione momentanea della seduta e rivelazioni shock sulla presentazione del progetto Dal Molin. È questa la cornice entro la quale si è mosso il consiglio comunale di ieri durante la quale si è affrontato anche il tema della nuova società per il trasporto pubblico posseduta da comune e provincia.

IL PROLOGO. Così ieri l’assise è cominciata con qualche minuto
di ritardo, mentre a palazzo Trissino confluivano contemporaneamente i supporter del comitato “No Dal Molin” nonché gli agenti di municipale e Digos a presidio della sala Bernarda.
La prima zuffa verbale è andata in scena quando l’opposizione ha chiesto al presidente del consiglio (Sante Sarracco di An) spiegazioni sull’assenza del sindacoazzurro Enrico Hüllweck, giustificato per «impegni istituzionali». La sala ha così rumoreggiato per la prima volta. Ma la tensione è salita subito dopo quando al consigliere Franca Equizi è stata cassata una domanda di attualità nella quale si denunciava «il conflitto di interessi tra il primo cittadino e la moglie (Lorella Bressanello, direttrice del territorio)». Dipartimento accusato unitamente all’assessorato alla mobilità di avere nascosto le carte sul Dal Molin. La Equizi se l’è presa col sindaco assente ed ha citato, a margine della seduta una intervista rilasciata dall’ex consigliere politico del primo cittadino (il professor Renato Èllero). Quest’ultimo prima della manifestazione del 17 a Vicenza, ripreso da vari media nazionali, aveva parlato di «vulnus istituzionale non risolto tra i coniugi Hüllweck». Quando la questione è stata riproposta in aula dai banchi di Fi sono partiti cori all’indirizzo della Equizi che replicato attaccando: «vergognatevi».

LA NOTIZIA SHOCK. Così la vicenda Dal Molin è rimasta al centro dell’attenzione. Il consigliere Ciro Asproso, sempre durante il question time si è scagliato contro i banchi della giunta della Cdl: «L’esecutivo berico ha tenuto nascoste le carte sul Dal Molin». Replica dell’assessore al traffico Claudio Cicero (An) e dello stesso Sarracco: «Non è vero, le carte le abbiamo date tutte» citando gli atti del 2006.
Poi è arrivato il nuovo turno della Equizi: «Mentite spudoratamente, ho la prova che l’ammnistrazione è entrata in possesso del progetto Ederle 2 il 21 Ottobre 2004. C’è addirittura una foto ricordo conservata in comune che celebra l’evento».

Così il pubblico sollevando cartelli e striscioni è esploso davanti alle telecamere della Rai e di tutte le emittenti locali: «Dimissioni, dimissioni. Il primo cittadino ha svenduto la città. Fate schifo». Il presidente Sarracco ha così chiesto di sgombrare l’aula e ha sospeso la seduta. Poi si è scagliato contro la Equizi al grido di «vergognati, vergognati». Replica secca: «Siete dei “cagasotto” perché il sindaco non affronta chi non la pensa come lui». Fuori dall’aula le urla si moltiplicavano. Il consigliere Emilio Franzina (Misto) parlava di giunta caratterizzata da un comportamento fascista». Per cinque minuti la gazzarra si è spostata sui banchi della giunta mentre il segretario comunale Angelo Macchia cercava di proteggere Sarracco dagli zoom delle telecamere. In antisala il pubblico ha protestato così ancora per una decina di minuti.
L’EPILOGO. A tarda sera poi si è parlato anche di Aim e di Fiera. Argomenti che hanno diviso la maggioranza della Cdl e attorno ai quali sono previste prese di posizione durante le prossime ore.

Marco Milioni

Massimo Fini: diario di un manifestante

Tutti e due gli schieramenti politici hanno cercato di dare alla manifestazione di Vicenza un connotato ‘di sinistra’. La sinistra per mettere il suo marchio su una manifestazione che, a dispetto delle prefiche di sventura, si è svolta nel più pacifico dei modi. La destra per sottolineare le divisioni all’interno della sinistra, quella governativa che ha dato il suo benestare all’allargamento della base americana, e quella di piazza che è contraria. Poichè a Vicenza c’ero anch’io, non come giornalista ma a capo del mio piccolo gruppo che si chiama ‘Movimento Zero‘, che non è nè di destra nè di sinistra, ma oltre queste due categorie che, vecchie di due secoli, non considero più adeguate a comprendere le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo, che non sono nè economiche nè economiciste, vorrei dire la mia. Noi, con il nostro striscione (“Cittadini, non sudditi”), eravamo il primo gruppo dietro quello del Comitato organizzatore. Davanti a noi i vicentini, soprattutto donne (donne, non ragazze) che tutto avevano fuorchè l’aria delle ‘pasionarie’ ma piuttosto quella delle casalinghe, bambini, anche in passeggino, e poi la cosiddetta ‘gente comune’, fra cui parecchi piccoli imprenditori, cui è difficile dare una precisa connotazione politica.

Dietro di noi molti cani sciolti, quindi lo sterminato corteo dei ‘No Tav’ che sarebbe azzardato definire ‘di sinistra’. Altri cani sciolti. Quindi i “centri sociali”, la Cgil e rappresentanti dei partiti della sinistra, sia moderata che radicale. Molti striscioni di protesta avevano in effige sia il faccione di Prodi che quello di Berlusconi. E il significato più profondo e più vero della manifestazione di Vicenza è, a mio avviso, lo scollamento che si sta creando fra una parte consistente di cittadini e rappresentanti, di destra e di sinistra, da cui non si sentono più rappresentati.

E il fatto che costoro cerchino ora di strumentalizzare, a proprio uso e consumo, la manifestazione non farà che approfondire questo solco. Noi cittadini siamo stanchi di essere considerati pura massa di manovra ad uso delle eterne diatribe fra le oligarchie di destra e di sinistra o interne all’una e all’altra. A Vicenza, sbiancando chi, come Amato, come Rutelli e come i Pierluigi Battista del Corriere della Sera, si era permesso di fare dei vergognosi e gravissimi collegamenti fra una manifestazione della gente comune e i neobrigatisti, ci siamo ripresi, pacificamente, quella voce cui abbiamo diritto.Ma a qualcuno non va bene lo stesso. Il Giornale, in un editoriale a firma Mario Cervi, ci definisce ‘melassa buonista’. Fateci capire. Se la manifestazione è violenta va, giustamente, condannata, se è pacifica viene invece disprezzata, come accadde per i ‘girotondi’.

Ederle 2 comunque si farà. Perchè, come scriveva l’altro giorno il nostro Direttore, ‘pacta sunt servanda’. Ed è vero. Ma tutti i patti internazionali contengono una clausola che recita ‘rebus sic stantibus’, se le cose restano immutate. E le cose dal 1949, quando fu firmato il Patto Atlantico, sono mutate. Eccome. L’alleanza sperequata con gli Stati Uniti (e quindi la presenza di loro basi militari in vari Paesi europei, fra cui l’Italia) era indispensabile fino a quando è esistita l’Unione Sovietica, perchè solo gli americani avevano il deterrente atomico necessario per scoraggiare l’ ‘orso russo’ dal tentare avventure militari in Europa Ovest.

E gli Stati Uniti, giustamente dal loro punto di vista, hanno fatto pagare all’Europa questa loro protezione con una sudditanza militare, politica, economica e, alla fine, anche culturale. Questo pesante pedaggio, oggi, non ha più alcuna ragione d’essere. Inoltre, nel tempo, la Nato ha cambiato, surrettiziamente, la sua natura, trasformandosi da Patto difensivo in offensivo. L’esempio classico è quello della Jugoslavia. La Jugoslavia di Milosevic non minacciava alcun Paese dell’Alleanza Atlantica ma fu attaccata dalla Nato.

Mi pare evidente che tutta la questione Nato vada rivista. Questo, naturalmente, non può farlo solo l’Italia (che si cuccherà, comunque, Ederle 2 anche se una buona parte della cittadinanza, di Vicenza e non solo di Vicenza, non la vuole), ma deve farlo l’Europa. E’ ‘bolso antiamericanismo’ questo, come scrive sempre Mario Cervi sul Giornale? A me sembrano argomenti. In ogni caso l’antiamericanismo che sempre ci viene sbattuto in faccia, non è un reato. E’ una posizione politica legittima.E forse non peggiore di certo filoamericanismo acritico che, pur di compiacere gli Stati Uniti, è disposto a calpestare sovranità e dignità nazionali.

Massimo Fini; www.massimofini.it

Provinciali? Ecco i candidati

In queste ore radio scarpa è molto attiva. Pare che a Milano Bossi e Berlusconi abbiano deciso. A Vicenza sarà la Lega a designare il candidato alla presidenza della provincia: i prescelti sarebbero Marino Finozzi, attuale presidente del consiglio e l’ex senatore Paolo Franco. Dubbi, smentite o conferme, stasera a palazzo Trissino per il consiglio comunale.

Sabato 17 chi ha vinto?

Chi ha vinto sabato? Chi ha perso? Hanno vinto le madri coraggio di Vicenza e del suo hinterland che hanno combattuto contro tutto e tutti. Hanno combattuto con i mariti pantofolai, pigri e passivi. Hanno combattuto contro l’amministrazione comunale di Vicenza guidata da ectoplasmi politici. Hanno combattuto contro i media locali che in generale sono in mano alla Associazione Industriali. Hanno combattuto contro i potentelli locali dell’economia abili solo ad ottenere vantaggi da una amministrazione di assoluta inconsistenza. Hanno combattuto contro una classe politica fatta da parolai e non da uomini veri, i cui rappresentanti principali sono Berlusconi, Rutelli, Amato, Prodi, Hüllweck: questi hanno gufato nella speranza dell’incidente che consentisse di associare i partecipanti ai brigatisti rossi. Hanno vinto queste donne che sono rimaste ad organizzare una «assemblea» addirittura sproporzionata per la città in un’atmosfera di contestazione sì, ma serena e totalmente autocontrollata. Hanno perso i politici che sostengono il sacrificio di Vicenza sull’altare di una amministrazione USA ormai allo sbando anche a casa propria.

Hanno perso l’ambasciatore americano (meglio non nominarlo dato il nome infelice!) ed il generale Helmick visto che è ormai di dominio pubblico non solo la richiesta dell’areoporto ma anche la previsione nei lavori di appaltare per l’allungamento della pista. Ha perso Prodi che sembra fuori dal mondo e non ha ancora capito nulla di quello che sta accadendo. Perderà i suoi elettori, e ciò che si sta preparando negli USA con i nuovi amministratori USA che saranno eletti nel 2009 dimostrerà l’assoluta inadeguatezza politica del ciclista bolognese. Ha perso il ministro Amato, predicatore di sospette disgrazie, che ci lascia molto addolorati perchè rappresenta una profonda delusione sul piano qualitativo.

Ha perso Berlusconi che nella sua assoluta incapacità politica non ha il minimo senso della dignità nazionale e non ha ancora capito che l’aria a livello mondiale sta cambiando. Ha perso la destra pronta a vendere i propri cittadini senza un minimo senso della vergogna. Hanno perso i grandi media della carta stampata o televisivi che prima hanno predicato sventure e poi hanno cercato di falsare le notizie bastonati dalla realtà. Hanno perso Confindustria Vicentina proprietaria del maggior quotidiano locale e della rete televisiva cittadina che ha dimostrato la necessità di una nuova generazione politica che imponga ai suoi rappresentanti i limiti istituzionali necessari.

Ha perso il sindacalismo giornalistico perchè il signor Tiziano Bullato che si è nascosto quando le amministrazioni locali hanno stuprato il diritto istituzionale dei suoi colleghi di altre testate si è messo a difendere una tizia autrice di servizi sui quali stendiamo il velo del silenzio che si è lamentata per essere stata apostrofata pesantemente dalle madri coraggio di Vicenza. Signor Bullato, a volte, è preferibile continuare a restare nascosti! Ha perso il Gazzettino (per questa volta tralasciamo le nostre considerazioni col Giornale di Vicenza dove forse aspettano qualche altro articolo di Pera per scopiazzarlo!) gestito da una direzione completamente estranea alla realtà veneziana e veneta, con una redazione vicentina probabilmente chiusa in viale Milano. Signor Tavan, ma dove erano i vostri giornalisti: spero al bar, altrimenti dovrei pensare ad un preciso ordine di scuderia di dare una realtà distorta. Di lei, e della sua coorte giornalisti vicentini, avremo occasione di occuparci in altra occasione.

Vi chiediamo se siete vittime di una proprietà che, oltre ai palazzi e alle speculazioni edilizie, è intranea solo all’onorevole Casini. Anche voi siete dei perdenti e talmente poco abili che nel distorcere la realtà della manifestazione dimostrate tutto il fiele degli sconfitti. Sconfitti sì, ma non di razza. E non meritate neppure l’onore delle armi. Hanno perso le televisioni di Berlusconi che non hanno neppure tentato (signor Rossella, mi creda, lei deve dedicarsi solo all’abbigliamento ed alla piega dei suoi pantaloni e delle sue giacche!) di mostrarsi equidistanti ed hanno formalmente distorto con interviste a senso unico e nei confronti di pensionati apparentemente rintronati dalle notizie che i media nazionali hanno infilato nelle loro teste con un autentico lavaggio del cervello. Hanno perso quei personaggi che credono di essere chissà chi, come il Presidente della Popolare di Vicenza che dovrebbe più pensare alla imparzialità della sua banca sul mercato vicentino dato che notevole parte del corposo assegno del C.d.A. di tale banca viene proprio dai grandi risparmi di quella gente che indispone con i suoi inopportuni interventi. Da ultimo ha vinto il questore Rotondi, il questore di Vicenza in una col Prefetto, Mattei. Il Prefetto perchè mentre il suo capo Amato spargeva sventure creando fantasmi irresponsabili, ha svolto interventi tranquillizzanti e seri. Il questore che già aveva mandato al diavolo gli imbecilli che chiedevano (forse perchè nel loro DNA) l’uso del manganello in altre manifestazioni in questo ha dimostrato di conoscere la psicologia e la tecnica dell’ordine pubblico ed ha altresì dimostrato capacità di controllo dei propri nervi. Qua la mano, signor questore, anche se questo le attirerà le antipatie di qualche industrialotto semianalfabeta e di qualche pseudo pubblico amministratore. Veda, Mi permetto di ricordare quanto diceva il mio grande maestro, utilizzando i versi di Dante quando si riferiva agli idioti ed agli invidiosi. «Non ti curar di loro, ma sputa e passa!». E questo lo dico anche alle madri coraggio di Vicenza. La battaglia è cominciata con una vittoria clamorosa ma la via è lunga. Ad maiora!

L’Inno Minato

È on-line il nuovo numero de La Sberla. Scaricalo in formato pdf!

Prodi si dimette

Il premier Romano Prodi si è dimesso poche ore fa. Fondamentale la discussione sulla politica estera in corso al Senato, dove la maggioranza non è stata in grado di votare un proprio documento. L’esecutivo così scivola sulla buccia di banana di Vicenza. Ma lo scenario va oltre la logica dei partiti. Esemplare la presa di posizione di Beppe Grillo sul suo sito. Intervento che pubblichgiamo integralmente qui di seguito. Il tutto sembra una comica già vista, come a metà degli anni Novanta quando il primo governo Prodi affrontò un supplizio assai simile a quello di queste ore.

D’Alema aveva avvertito tutti. Se non passava la missione in Afghanistan il Governo non c’era più. Erano mesi che in Senato aspettavano un’occasione del genere. La micromaggioranza è stata battuta. D’Alema porta sfiga. Se ne stanno accorgendo anche i forzadiessini impegnati a fare inceneritori, parcheggi e megadiscariche.
La politica filo Bush non era nel programma dell’Unione. Neppure Vicenzalibanokabul. Che questo Governo debba cadere per aver voluto compiacere il maggior alleato dello psiconano, l’artefice di una guerra ingiustificabile in Iraq, è una presa in giro. Morire per Danzica e cadere per Kabul. L’Afghanistan sarà importante, ma nell’agenda dei problemi del Paese viene al millesimo posto. Provate, cari dipendenti, a chiederlo in un bar o al mercato. Il dipendente presidente Napolitano ha dichiarato appena dopo la manifestazione di 200.000 persone a Vicenza che: “Le manifestazioni di piazza sono legittime, ma è fuorviante farne il sale della democrazia.” Complimenti per il tempismo ungherese.
Avrei capito un Governo battuto sulla riforma elettorale per riconsegnare ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato. O strabattuto su una legge per il conflitto di interessi. O frantumato per l’eliminazione delle leggi ad personam. In tutti questi casi avrebbe avuto la mia ammirazione.

da: www.beppegrillo.it

Disclaimer

Il nostro sito fornisce uno spazio aperto al confronto, dedicato alla discussione libera e dialettica. Per ogni abuso da parte degli utenti la direzione potrà intervenire senza preavviso informando le autorità preposte.

Novità on-line

La Sberla sbarca sul web. C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Nel corso dei prossimi giorni il sito, organizzato come un blog, si arrichirà di nuove funzioni. Grazie per la fiducia e riscontri positivi indirizzati a nio durnate questi mesi.

Marco Milioni

Cerca
Calendario
gennaio: 2018
L M M G V S D
« Feb    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Archivio
Esenler temizlik şirketleri porno Bakırköy temizlik şirketleri