No Dal Molin in trasferta USA

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Riceviamo dal presidio No Dal Molin e pubblichiamo integralmente.

È iniziato bene il viaggio delle rappresentanti del Presidio Permanente No Dal Molin negli Stati Uniti; nei primi giorni, infatti, molti sono stati gli incontri ed i momenti di confronto con cittadini e politici statunitensi. Mercoledì 2 maggio Thea Gardellin e Stefanie  Westbrook (U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome) sono intervenute ad una trasmissione della più importante rete pacifista statunitense, Democracy Now. Si tratta di una rete che trasmette in tutti gli States ed è collegata con altre 500 emittenti locali e due canali satellitari e streaming: la trasmissione ha un pubblico di decine di milioni di persone. Il sito internet di Code Pink, inoltre, ha lanciato una petizione che tutti gli statunitensi possono sottoscrivere; si tratta di un testo destinato ai Presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato che chiede la riconsiderazione del progetto Dal Molin. Sempre nella giornata di Giovedì le rappresentanti del Presidio si sono recate al Congresso dove hanno presenziato alle riunioni delle Sottocommissioni della Difesa che si occupano rispettivamente di Esercito ed Aviazione e di Personale Militare. Al termine della riunione hanno avuto l’occasione di colloquiare con alcuni Senatori, tra i quali il Presidente della Prima Commissione Niel Abercumbie (Chairman of the Air and Forces Subcommission) e Walter Jones (deputato repubblicano); entrambi hanno garantito il proprio interessamento alla vicenda, mentre le donne vicentine hanno consegnato il materiale informativo. Giovedì 3 maggio sono proseguiti gli incontri presso il Congresso statunitense: Cinzia Bottene e Thea Gardellin hanno incontrato la Deputata Carol Shea Porter e la sua assistente per le questioni militari Heather Messera; in seguito si è svolto un confronto con lo staff del comitato che si occupa dei finanziamenti per la costruzione delle basi militari. Nel pomeriggio le rappresentanti del presidio hanno incontrato l’assistente del Senatore Edward Kennedy e il candidato alle Presidenziali 2008 Dennis J. Kucinich; gli incontri della giornata si sono conclusi con il maggiore Mark Paolicelli, assistente del Senatore Reed specializzato in questioni militari. La giornata si è conclusa con un’assemblea pubblica presso una chiesa presbiteriana. «La cosa che ci stupisce – ci ha raccontato Cinzia – è che nessuno negli Stati Uniti è informato della questione, tanto meno Senatori e Deputati. Ma abbiamo trovato grande interesse, così come siamo state sorprese dalla curiosità con la quale i cittadini statunitensi hanno guardato le nostre bandiere». Le donne vicentine, infatti, hanno partecipato anche ad una manifestazione contro il veto posto dal Presidente Bush sul voto del Congresso con il quale viene fissata la data del ritiro delle truppe dall’Iraq. L’ultimo incontro è stato con Patch Adams, nella sede di Code Pink; un incontro concluso, racconta Thea, «con il canto “1, 2, 3, 4, no more bases, no more war!».  Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri con Senatori e Deputati, Associazioni ed esponenti dei movimenti pacifisti. Il viaggio negli Stati Uniti si concluderà il prossimo otto maggio. 

Messaggio di Patch Adams. Tutto va bene, please Italy, stop what you’re doing and devote your time to stopping the us base for your children’s, children”s future. We cannot trust any of our governments ever yeah. What does Italy really need? Who profits from this base? You will attract stinky poo poo if you have an american military base!

Grazie, ciao, i lov you, ti amo,
Patch Adams

AIM: il centrosinistra chiede la testa di Hüllweck e attacca Conte

ali023.jpgI giornali locali hanno dato la notizia durante l’ultimo week-end. L’opposizione ha chiesto la testa del sindaco per il caso Aim. Venerdì è stata depositata una mozione di sfiducia. Ci sono 17 firme su un minimo richiesto di 16. Poi c’è l’attacco ad An da parte di Ciro Asproso (Verdi). Quest’ultimo spiega: «Sergio Berlato, il nuovo segretario provinciale di An ha fatto tutto questo baccano perché ha capito che i soldi di Aim destinati ad An se li è tenuti Giorgio Conte (ex segretario provinciale di Alleanza Nazionale, Ndr). In questi anni Aim è stata la cassaforte dell’onorevole Conte». Frecciata al curaro. Replica di Conte: «Sto pensando ad una querela nei confronti di Asproso», poi le acque si sono calmate. Segnalo a questo proposito un articolo chiaro e completto scritto da Federico Ballardin il 28 aprile 2007 su Il Giornale di Vicenza. L’articolo è riportato integralmente qui sotto.

Caso Aim, in diciassette sfiduciano il sindaco. La mozione è stata presentata l’altro ieri da tutti i consiglieri della minoranza, più i due indipendenti, che sperano di catalizzare una maggioranza trasversale per mandare a casa Enrico Hüllweck e i suoi. La coalizione del primo cittadino, però, fa quadrato, Alleanza Nazionale compresa, e quindi l’esito della votazione, da compiersi entro il tempo massimo del 26 maggio, al momento pare scontata.
Questione di numeri. Per chiudere baracca e burattini e consegnare palazzo Trissino ad un commissario in attesa delle elezioni (previste nel 2008), servono almeno 21 voti sui 41 totali. La partita è cominciata e l’opposizione fa la “corte” in particolare alla consigliera del Ppe, Chiara Garbin, visto che il movimento di Carollo si era dichiarato a favore della sfiducia. Ma la minoranza chiama ad un atto di responsabilità anche Alleanza Nazionale che per prima, in un momento in cui il cda di Aim non voleva dimettersi, aveva minacciato di presentare una mozione di sfiducia contro il sindaco.
I fatti. I consiglieri di minoranza hanno presentato la mozione di sfiducia l’altro ieri. In calce ci sono 17 firme (Ubaldo Alifuoco, Alessandro Guaiti, Ciro Asproso, Luigi Poletto, Pierangelo Cangini, Marino Quaresimin, Gianni Cristofari, Vincenzo Riboni, Antonio Dalla Pozza, Giovanni Rolando, Valentina Dovigo, Stefano Soprana, Franca Equizi, Claudio Veltroni, Emilio Franzina, Carla Zuin, Giovanni Giuliari).
Le cause. Alla base della decisione c’è la grave situazione di Aim per la quale – recita il documento – la responsabilità politica è del sindaco e della sua maggioranza che non hanno vigilato sulle operazioni finanziarie della holding di S. Biagio, sugli accordi societari e gli scambi di azioni e ancora sulle posizioni conflittuali tra interessi aziendali e interessi privati, e qui il riferimento è chiaramente al presidente dimissionario di Aim, Giuseppe Rossi. Proprio lui, secondo l’opposizione, sarebbe diventato il capro espiatorio.
Le accuse. «O il sindaco sapeva ciò che stava accadendo in Aim ed è politicamente colluso – tuona l’opposizione – oppure non sapeva nulla di ciò che accadeva, a dispetto dei suoi compiti come azionista unico, e allora è insipiente e incapace. In entrambi i casi deve andarsene».
L’opposizione si lamenta per la difficoltà di ottenere i documenti da Aim per poter svolgere il ruolo di controllo che le è proprio perché da quando è diventata società per azioni la società non è più soggetta alla legge sulla trasparenza degli atti pubblici, questione che la minoranza contesta con forza perché alla fine l’azionista unico è il Comune e quindi i cittadini.
Allo stesso tempo anche le iniziative prese in Consiglio non hanno mai avuto risposte esaustive e ora è dovuta intervenire la procura per fare chiarezza su questioni che la minoranza aveva sollevato molto tempo fa senza essere ascoltata. L’apertura dell’ “affare” relativo alla Servizi Costieri, poi, e l’ingresso nel mondo della gestione dei rifiuti sarebbe ben lontana dalla “mission” aziendale che era quella del servizio di raccolta urbana.
Il ricorso al credito bancario, l’aumento dell’indebitamento e dell’ammontare degli interessi passivi (300 mila euro nel 2002, 3,5 milioni nel 2005 secondo i dati in possesso della minoranza) denotano un’assenza totale della maggioranza nel controllo della holding, tale da giustificare la sfiducia.
Durante la conferenza stampa di ieri è poi esplosa una bordata velenosa contro An: «Sergio Berlato è intervenuto nella questione quando si è accorto che i soldi di Aim che dovevano essere dirottati ad Alleanza Nazionale erano rimasti nelle tasche di Giorgio Conte» un’accusa che An rispedisce al mittente con sdegno.
La difesa. «Avevamo minacciato la mozione di sfiducia quando il cda di Aim non intendeva dimettersi, una volta accontentati sono venuti meno i presupposti e quindi non voteremo la mozione della minoranza – anticipa il capogruppo di An, Francesco Rucco – credo che il partito, da quando io sono capogruppo e Berlato segretario, abbia fatto capire che nella vicenda Aim vuole la massima trasparenza. Quanto alle accuse sui fondi di Aim dirottati al partito mi sembrano davvero puerili e non meritano nemmeno risposta».
Sulla stessa linea il capogruppo di Forza Italia, Andrea Pellizzari: «In questo momento lasciare il Comune senza una guida sarebbe da irresponsabili tanto più che il sindaco e il Consiglio in questa vicenda sono parte lesa, più avanti se ne può parlare. Non voteremo la mozione perchè è soltanto strumentale e non farebbe il bene dei cittadini».
Anche il segretario cittadino della Lega Nord (e consigliere comunale) Alessio Sandoli dichiara il suo appoggio al sindaco: «Non ha colpe quindi finchè non si appureranno le responsabilità noi daremo la piena fiducia a Hüllweck».

I postumi dei Ds: assemblea a Villa Lattes il 3 maggio

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Care compagne e cari compagni, si è appena concluso l’ultimo congresso dei Democratici di Sinistra. Ultimo in quanto la maggioranza del gruppo dirigente e degli iscritti che hanno votato ai congressi ha deciso di sciogliere i Democratici di Sinistra per costituire con altri un nuovo partito: il partito democratico. Vogliamo sottolineare ancora una volta che ci sembra una scelta sbagliata nel modo in cui è stata costruita (di fatto un referendum pro o contro segretario e gruppo dirigente attualmente alla guida del partito con la contestuale assegnazione di un ampio mandato per sciogliere i DS e costituire un altro partito), ma soprattutto sbagliata per le conseguenze politiche: sparisce una forza di sinistra, per costituire un partito genericamente democratico. Ci chiediamo: esistono forse nelle democrazie europee partiti non democratici? O come con una punta di arroganza è stato detto, essere democratici significa essere di sinistra? La realtà è che la maggiore forza di sinistra italiana si scioglie per ricollocarsi più al centro sia dal punto di vista delle alleanze che soprattutto dei valori di riferimento e della loro traduzione in scelte politiche. Noi, non siamo d’accordo. Abbiamo tentato in tutti i modi possibili, in questi due anni, a proporre alternative; concordiamo in pieno sul fatto che i Democratici di Sinistra siano da ripensare e riorganizzare, ma per rilanciarli e non per farli sparire dalla politica italiana. Differenze sulla strategia politica esistono in modo evidente fin dal 2001, ma vi è sempre stata la casa comune del partito dei DS, il nostro partito, che ci teneva insieme e ci permetteva di lavorare comunque insieme per obiettivi unitari. Ora con una decisione di maggioranza la casa viene chiusa e nel giro di qualche mese sarà demolita per costruire qualcosa che risulta ancora indefinito anche a coloro che ne sono i promotori: quale sarà la collocazione in Europa? Quali sono i valori su cui si vuole fondare questo nuovo partito? Qual’è il programma politico sui temi più importanti per il nostro Paese? Allo stesso modo ci siamo comportati a livello provinciale e cittadino, cercando in tutti i modi di trovare un percorso per partecipare insieme ed uniti alle prossime elezioni provinciali e alla relativa campagna elettorale. I componenti della Sinistra DS hanno partecipato a tutte le riunioni di partito facendo proposte sui criteri per l’individuazione delle candidature, sulla redazione del programma, sulle alleanze da realizzare. Per noi il riferimento rimane il titolo del congresso dei DS del 2001: “Una grande sinistra in un grande Ulivo”. Non ci siamo purtroppo riusciti: la parola sinistra è scomparsa e sulla lista di DS+Margherita comparirà la dicitura “per il partito democratico”; l’Ulivo che alle scorse provinciali raccoglieva tutta l’alleanza con un unico candidato, ora riunisce solo tre partiti, mentre l’Unione che governa insieme il Paese si presenta alle provinciali di Vicenza divisa in 3 alleanze diverse. In questa situazione particolarmente difficile, risultato di precise scelte politiche dell’attuale gruppo dirigente provinciale dei DS, si è pensato bene di escludere la Sinistra del partito ponendo come discrimine per la partecipazione alle elezioni provinciali nella lista dell’Ulivo, l’adesione ed il sostegno al progetto del partito democratico. In questo modo si esclude quasi un terzo del partito provinciale e metà del partito cittadino dall’imminente competizione elettorale nonostante i DS esistano ancora. Anche sul fronte delle decisioni prese dai DS in provincia di Vicenza non siamo d’accordo. Per questo motivo, come annunciato al congresso nazionale da Fabio Mussi, noi intraprendiamo un’altra strada. Vogliamo trovare il modo per dare nuovo valore e nuova importanza ai valori e alle battaglie della sinistra nel nostro Paese, tenendo come riferimento essenziale il socialismo europeo.
Con tutte le compagne ed i compagni che lo vorranno intendiamo aprire anche a Vicenza e provincia un laboratorio aperto a tutti coloro che si riconoscono nella storia e nei valori del socialismo per costituire una nuova forza di sinistra per l’Italia, in grado di adeguare forme organizzative, strumenti e linguaggio ai tempi odierni. I temi, care compagne e cari compagni, ci sembra non siano passati di moda: la questione morale, la centralità del lavoro, la pace come fine e la diplomazia come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali, l’equità nella redistribuzione delle ricchezze del Paese, la cura e la difesa dell’ambiente in cui viviamo. Sono le battaglie per cui molti di noi e di voi per anni hanno fatto parte in Italia del PCI, poi del PDS ed infine dei DS, su cui abbiamo ottenuto alcuni risultati, ma anche molte sconfitte e proprio per questo rimangono di estrema attualità. Siamo d’accordo che vanno individuati un modo e idee nuove per tradurre questi valori in scelte politiche di governo, ma noi pensiamo che si possano ottenere risultati più efficaci e più giusti affrontando le questioni citate da sinistra. Non ci sono soluzioni uniche; il punto di vista da cui si affrontano i problemi determina molto delle soluzioni che poi vengono adottate: la democrazia è il contesto in cui operiamo, ma è fondamentale la visione che ci guida. La nostra visione è quella del socialismo europeo, le nostre radici forti sono quelle della sinistra democratica italiana. Da qui vogliamo ripartire, o meglio continuare, per costruire la forza politica che lo scioglimento dei DS rende necessaria per poter dare rappresentanza ad una parte importante del nostro Paese. Per iniziare il confronto con cui vogliamo inaugurare questo laboratorio di idee e politica ci troviamo giovedì prossimo 3 maggio alle ore 20.30 presso la sede della Circoscrizione 6 in via Thaon di Revel a Vicenza. Un caro saluto

Valentina Dovigo, Maura Camporiondo, Dario Vezzaro, Tomaso Rebesani, Giovanni Rolando, Andrea Tapparo, Alberto Righi, Oscar Campagnaro Agostino Pantusa

È on-line la nuova Sberla

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Puoi scaricare qui l’ultimo numero de La Sberla. Ti ricordo che puoi lasciare un commento su questo sito oppure inviarci una e-mail a: lasberla@email.it. I numeri arretrati come l’ultimo sono scaricabili (e stampabili) in formato pdf. Stampa e diffondi la tua copia de La Sberla: è libera è gratuita è open source information basato su piattaforma WordPress.

«Movimento Zero: Craxi for prisoner! Festa della legalità»

craxi01g.jpgQuattordici anni fa Bettino Craxi veniva fatto oggetto di un lancio di monetine davanti all’hotel Raphael a Roma. Per gli alfieri della legalità (pochi in Italia) quel momento fu definito il più alto momento di democrazia nel Paese. Come dar loro torto visti gli accadimenti degli ultimi anni? È in questo quadro che MZ nella sua sezione vicentina organizza una iniziativa molto particolare lunedì 30. «Se volete tirare un po’ di monetine alle foto di Craxi e alle foto dei craxi di oggi (Berlusconi, Prodi, Hüllweck, Dal Lago, Sartori) la festa e per voi». Ecco il dettaglio del comunicato inviato da Movimento Zero.

GUARDA IL VIDEO DEL LANCIO DELLE MONETINE

Il Gruppo di Vicenza di Movimento Zero – movimento culturale e politico fondato da Massimo Fini – invita i vicentini onesti a partecipare alla Festa della Legalità nel 14° anniversario del lancio di monetine contro Bettino Craxi, santo patrono della corruzione politica. L’evento si terrà lunedì 30 aprile alle 20.40 alla Caffetteria “Michelle” in contrà San Francesco Vecchio 1, vicino Piazza Castello (a Vicenza). Con una serata dedicata alla memoria di Mani Pulite e alla critica per la Restaurazione della Prima Repubblica (prima col decennio berlusconiano e oggi con la nuova Dc chiamata Partito Democratico), Movimento Zero, che aderisce alla lista “Riscossa Democratica – Cittadini non sudditi” in corsa alle elezioni provinciali del 27-28 maggio, si rivolge a tutti coloro che non vogliono gettare la spugna sulla legalità e la trasparenza: abbiamo diritto a una legge uguale per tutti e a una vita pubblica in cui affari e politica rimangano rigorosamente separati. Oggi la partitocrazia sta riprendendo il sopravvento, e l’illegalità ridiventa la norma. Contro i partiti e per la democrazia diretta, la prima battaglia da fare è sulla legge: non devono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B. A fine serata ci sarà il lancio di monete ai nuovi Craxi della politica vicentina e italiana: Hüllweck, Dal Lago, Berlusconi, Prodi. Vicentini, venite e portate con voi una moneta: nessuno ve la ruberà!

Paolo Ruffato
Movimento Zero – Vicenza
movimentozerovicenza@massimofini.it

Fiamme Gialle in Comune e in Aim. Indagini sul cda bufera a palazzo

Da stamani le Fiamme Gialle stanno effettuando perquisizioni a tappeto presso la sede di Aim e negli uffici del comune. Si tratta di una operazione chiesta dalla procura della repubblica di Vicenza, dopo alcune segnalazioni giunte dalla guardia di finanza veneziana, che su AIM aveva avviato alcuni controlli sull’Iva. Falso in bilancio e false comunicazioni sociali le accuse mosse nei confronti di Beppe Rossi, presidente dimessosi la settimana passata. Stesse accuse nei confronti del resto del cda, dimessosi ieri nel pieno di una bufera politica alla quale oggi se ne somma una giudiziaria. La posizione del sindaco di Vicenza Enrico Hüllweck, socio unico della spa in rappresentanza della municipalità, è ancora al vaglio degli inquirenti.

AIM: ecco una parte della galassia di San Biagio

Ecco un assaggio della galassia AIM, lo schema completo (di una parte) degli intrecci societeri è scaricabile qui in formato pdf 

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Sostanze tossiche a base di cianuro. Azienda sotto inchiesta, ignoto il nome

Leggiamo oggi su Il Giornale di Vicenza a pagina 15: «I carabinieri del Noe di Roma hanno denunciato nei giorni scorsi il titolare di una ditta vicentina. Durante un controllo, i militari hanno trovato circa 364 chilogrammi di sostanze tossiche stoccati in locali non autorizzati e non idonei. Il titolare è stato pertanto segnalato alla procura per omessa custodia di gas tossico in soluzioni acquose a base di cianuro e per averlo impiegato, senza autorizzazione. Inoltre, i carabinieri gli contestano la mancata tenuta del registro di carico e scarico di gas tossici. Il blitz rientra in un piano di controlli su scala nazionale che mira a prevenire gli infortuni causati dall’utilizzo in maniera non adeguata del cianuro. Un sequestro analogo era avvenuto un paio di mesi fa, sempre in città: milleduecento chili di cianuro erano stati sigillati dal magazzino di una azienda vicentina che commercia prodotti per galvaniche ed industrie orafe. I permessi, infatti, si limitavano ad un quantitativo di 1000 chilogrammi e per questo la quantità in eccesso era stata sequestrata». Sarebbe bene che il GdV dicesse chi sono queste aziende.

Ruozi e le stime «fuori mercato»

berlusconi_espresso.jpgEcco come alla fine di dicembre 2005 l’Espresso (articolo di Peter Gomez) racconta alcune imprese di Roberto Ruozi, ex consulente ingaggiato da Giampiero Fiorani per alcune stime bancarie. Speriamo solo che non si comporti allo stesso modo con AIM. Insomma Ruozi è un esperto di intrichi societari. Viene a Vicenza per districare il nodo San Biagio o viene per aggrovigliarlo ancor più?

Roberto Ruozi, ex rettore dell’Università Bocconi, non ha mai nascosto da che parte stava. Ha sempre tifato per Gianpiero Fiorani e per la sua Popolare di Lodi. E il 30 aprile scorso, nel pieno della battaglia per l’Antonveneta, non ha mancato di far sentire la sua voce esprimendo l’auspicio che la banca olandese Abn Amro finisse sconfitta proprio come il Psv Eindhoven appena battuto dal Milan. Fiorani apprezzava molto. Tanto che, secondo quanto hanno ricostruito i pm milanesi, nel novembre del 2001 il banchiere diede istruzioni al suo braccio destro Donato Patrini di accreditare la somma di circa 1,5 milioni di euro a favore di Ruozi. Il nome del professore spunta a più riprese nella storia della velocissima ascesa della banca di Fiorani. Nel 2003 fu proprio Ruozi a fare da consulente per la riorganizzazione del gruppo bancario con la costituzione delle due subholding Reti Bancarie e Bipielle investimenti. Un anno dopo, nell’ambito di una perizia per la fusione con Area banca, l’accademico-tifoso di Fiorani fissò a 9,4 euro il valore di un’azione Bipielle investimenti, contro i 5,7 euro della quotazione corrente in Borsa. Del resto, pare proprio che Ruozi, almeno nel caso della Lodi, amasse viaggiare controcorrente. Nel maggio del 2000, quando il mondo finanziario rimase attonito di fronte alla somma che Fiorani era disposto a sborsare per comprare la piccola Popolare di Crema, il presidente della Mediolanum (Fininvest-Doris) spiegò in un articolo per il ‘Sole 24 Ore’ che “l’integrazione della Crema nel gruppo Lodi, costruito secondo un progetto federale che sembra molto attraente ed economico, dovrebbe del resto dare a quest’ultimo (…) soddisfazioni economiche tali da giustificare la spesa”. In effetti i magistrati hanno individuato una categoria di investitori che ha ricavato grosse soddisfazioni dall’operazione. Sono Fiorani e i suoi amici che parteciparono all’Opa sulla Crema dopo aver parcheggiato di nascosto le azioni in società off shore all’estero.

Roberto Ruozi, dai furbetti del quartierino ad AIM passando per Arcore

ruozi01.jpgChi è il nuovo amministratore unico di AIM? Chi è Roberto Ruozi. Il sindaco di Vicenza sostiene che Ruozi è un uomo fuori dai partiti. Sì, fuori dai partiti e dentro Mediolanum. Insomma è uno dei più grossi cortigiani del Berlusca. Uno che tifava a favore dei ‘furbetti del quartierino’. In questo articolo pubblicato su La Stampa il 23-12-2005 troverete qualche notizia interessante su Ruozi e gli amici dei ‘furbetti del quartierino’.

Era impacchettato in un deposito del caveau della Bpi: un Antonio Canal, detto il Canaletto, assicurato per 10 milioni di euro (e dunque di valore ben superiore) apparentemente intestato ad un anonimo, in realtà di Giampiero Fiorani.

È questa la «sorpresa» di Natale che gli uomini del nucleo provinciale della Gdf trovano in serata dopo una giornata dove sembrava non dovesse succedere nulla. Invece, mentre i magistrati studiano carte e trascorrono il pomeriggio in riunione, gli investigatori si presentano nella sede lodigiana della banca con un decreto di perquisizione e sequestro.

L’obiettivo sono alcune cassette di sicurezza ma è difficile non accorgersi del grande quadro riposto nel deposito. Sarà una perizia già disposta dalla Procura a decidere adesso il valore reale del dipinto. È forse la prima volta che gli inquirenti riescono a sequestrare qualcosa di concreto del leggendario «tesoro» di Fiorani valutato complessivamente in oltre 200 milioni di euro: in parte custodito all’estero, Jersey e Singapore (70 milioni di euro circa) e gran parte investito in ville e immobili.

Misterioso rimane invece il contenuto delle cassette di sicurezza, che fino a tarda sera non sono state aperte. Ma è l’unica nota positiva di una giornata che al contrario sembra trascorrere cupa e piena di tensioni. Rimandato l’interrogatorio in carcere di Fabio Massimo Conti, uno dei due fiduciari in Svizzera di Fiorani, l’aggiunto Francesco Greco e i pm Perrotti e Fusco si chiudono per buona parte del pomeriggio in riunione e alla fine ne emergono con facce scure e bocche cucite.

L’ex amministratore di Bpi intanto si prepara a un Natale a San Vittore. La vigilia, Fiorani potrebbe passarla in compagnia degli inquirenti per affrontare i nuovi temi dell’inchiesta che le 14 ore dei due interrogatori precedenti (davanti al gip e poi i pm) non sono bastate a chiarire.

Dopo aver parlato dei politici, spiegando che le operazioni finanziare relative ai loro conti erano semplicemente delle coperture per dei finanziamenti illeciti (dai soldi per Calderoli a quelli per Romani, Brancher, Tarolli, Grillo), confermando perciò quanto aveva raccontato nei suoi verbali il suo ex uomo di fiducia Patrini, Fiorani avrebbe iniziato a spiegare le alchimie finanziarie messe in piedi per trasferire soldi all’estero con cui appoggiare le spregiudicate operazioni di scalata delle società inglobate dalla Bpi fino alla più nota Antonveneta.

Da chiarire non c’è solo il leasing concesso a D’Alema per l’acquisto della barca a vela, ma anche il rapporto con Silvio Berlusconi interessato soprattutto all’operazione di Ricucci e dell’ex amministratore delegato di Mediaset Ubaldo Livolsi, sulla scalata Rcs. Tanto che Fiorani concesse un finanziamento di ben 570 milioni di euro (anche attraverso Bpl Suisse e la ancora misteriosa Garlsson) per l’assalto a via Solferino.

La conoscenza di Fiorani con il Cavaliere risale ad antica data, fin dagli anni in cui la Bpl inglobò la Banca Rasini comprandola da Nino Rovelli (il defunto re della chimica che avrebbe poi corrotto cesare Previti) e trattando l’acquisto con Paolo Marmont, finanziere milanese sposato con una nipote di Leopoldo Pirelli e attualmente rifugiato in Svizzera inseguito dal mandato di cattura del gip Forleo per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio.

Anche a Berlusconi Fiorani concesse un prestito: un miliardo di lire nel 1994 alla società Dolcedrago che amministrava alcune ville in Sardegna. Fu poi sempre Fiorani a garantire i 50 milioni di euro con i quali Paolo Berlusconi pagò il risarcimento per poter patteggiare nella vicenda della discarica di Cerro.

Fiorani dovrà anche spiegare il ruolo di quel «professor Ruozzi» indicato dall’ex fiduciario Patrini come destinatario di un milione e mezzo di euro sul conto «Coppe» in Svizzera. Si tratterebbe in realtà del professor Roberto Ruozi, ex rettore della Bocconi, nonchè presidente della banca Mediolanum (Fininvest-Doris) e presidente del Touring Club. Secondo Patrini Ruozi, che è sempre stato uno dei più accesi sostenitori dell’ascesa di Fiorani e delle manovre della Bpl, ivi compresa l’illecita scalata della Popolare di Crema, avrebbe percepito del dnaro anche in altre occasioni.

Intanto Consorte, Sacchetti e Gnutti ieri hanno mandato in avanscoperta i loro legali per sondare gli umori della Procura. Il timore ovviamente è quello di possibili provvedimenti giudiziari.

Così gli avvocati, dopo essere rimasti a colloquio con Francesco Greco per circa due ore, avrebbero avuto un quadro abbastanza preciso dei risultati finora raggiunti. Sufficente per farli decidere se accompagnare la prossima settimana i loro clienti in Procura.

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