Vieni avanti Schettino

Mentre l’Italia affonda, nonostante il governo tecnico, tra spread, tasse e la magra figura del capitano Schettino, i precari del comune di Vicenza naufragano nell’inerzia della giunta. Il sindaco Achille Variati trova un po’ di coraggio per dire ai poveracci della scuola e dei servizi sociali che non è colpa sua, che non c’è più posto per loro in scialuppa. Ma al contempo non si sogna di tagliare le spese del suo staff, a partire dal lautissimo stipendio del suo addetto stampa ad personam. Come non si sogna di redarguire con la stessa vis del capitano De Falco il dipendente comunale, suo amico, Diego Fontana che secondo radio scarpa avrebbe chiesto il part-time dopo le anomalie relative al suo doppio incarico, a palazzo Trissino e all’Opera Pia Cordellina. Sono mesi che chiedo al primo cittadino di dire la sua sul caso Fontana, ma l’uomo fugge. Forse ha pochissimo coraggio, come Schettino. Forse è stato catapultato, a sua insaputa, tra un inchino passando in auto davanti alla Gemmo e un altro passando in pedalò davanti alla Maltauro, già alla prossima campagna elettorale. Caro sindaco un po’ timido, perché non si fa avanti?

Marco Milioni

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Il peto nella prateria

Anche concependo la politica come come il luogo del cinismo e del tatticismo i nostri riescono a mala pena ad essere ridicoli. L’affaire tesseramento è stato ordito nell’ala galan-sartoriana del Pdl berico con una doppia finalità: tarpare le ali ad un Berlato vincitore in pectore del congresso e puntellare il viadotto gettato verso il Pd variatiano in vista di una rinascita del vecchio asse Dc Psi. Chi scrive è due anni che anticipa queste manovre, a Roma come nel Veneto.

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Giglioli: andrò fino in fondo contro chi mi ha coinvolto a torto


Gianni Giglioli intervistato da Vicenzapiu.com approfondisce il suo punto di vista in relazione alle circostanze che lo hanno portato ad essere tra gli imputati nel cosiddetto affaire Marghera-Aim. L’ex assessore della giunta di centrosinistra del capoluogo berico parla di soggetti che lo hanno coinvolto a torto nelle indagini e se la prende con chi avrebbe omesso di segnalare fatti determinanti per un differente esito degli accertamenti, come l’origine dei rifiuti tossici che sarebbero transitati per la piattaforma di Marghera tramite Ecoveneta.

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La fiera dell’oro e la uallera d’oro


«La sfida globale e mercati e sempre più complessi obbligano a superarsi ogni giorno». È questo il grido di battaglia con cui la Fiera di Vicenza, una spa posseduta in parti uguali da provincia, comune e camera di commercio, saluta la nuova esibizione internazionale che aprirà domani in via dell’Oreficieria. Peccato che un tale afflato in formato worldwide trovi spazio spazio non sul NYT, non sul China Daily, bensì sull’inserto vicentino de Il Corriere del Veneto. E mica una mezza paginetta. Ben quattro pagine dense di un linguaggio da Yuppies di provincia che nemmeno si sente più in bocca a Jerry Calà. Ma quanto è costato questa sagra patinata ai contribuenti berici? E quanto agli imprenditori visto che l’ente camerale è finanziato dalle imprese? Nella prima pagina dell’inserto campeggia il faccino pantocratore di Roberto Ditri, presidentissimo e gran visir della Fiera. Chissà se tra lo scintillìo d’un diamante ipotecato e la bestemmia d’un espositore con gli ordini in calo per l’ennesimo anno di fila, mister Ditri trovi il tempo di spiegare all’opinione pubblica quanto è costata la pralina incartata con le pagine del Corveneto. E soprattutto trovi il tempo di svelarci chi è il mago del marketing che spende bei soldini per pubblicizzare una fiera internazionale su un quotidiano più o meno di casa. E come dice Corrado Guzzanti in una delle sue più brillanti gag, quella della Loggia della Uallera d’oro: «Tu sai perché, tu sai com’è, tu sai quant’è».

Marco Milioni

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Valdastico Sud: il Giornale di Vicenza difende la Beltrame

L’articolo del Giornale di Vicenza di oggi 12 gennaio 2012, che intende fugare ogni preoccupazione e dubbio sugli scarichi di sostanze tossiche sotto la Valdastico Sud in realtà suscita molte perplessità. Vediamone qualcuna: intanto l’articolo è chiaramente una difesa d’ufficio di quelli che scaricano, dei costruttori e delle ditte implicate; niente di strano per il Giornale di Vicenza che difende sempre chi costruisce grandi opere dal Dal Molin alla Pedemontana in poi e ultimamente grande sponsor della Valdastico Sud e Nord e dell’autostrada in Valsugana con interi paginoni…

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Carpanedo torna in libertà

Torna di nuovo in libertà, Gian Giuseppe Carpenedo. L’imprenditore leader nel settore della compravendita di negozi nei centri commerciali era fino a giovedì detenuto al carcere di Vicenza, in conseguenza di un provvedimento d’arresto derivato da indagini della Divisione Antimafia di Napoli, che lo ritiene coinvolto in un affare finanziario con il clan dei famigerati Casalesi. Il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato di Carpenedo, Lino Roetta, che contestava «la mancanza di gravi indizi di colpevolezza» che giustificassero la necessità di una misura cautelare nei confronti del suo assistito. L’imprenditore, che ha sempre rigettato le accuse, era finito nei guai dopo essersi interessato di un affare relativo alla costruzione del centro commerciale il Principe, a Madonna di Briano, nel Casertano, affare che tra l’altro non era andato poi in porto. In quel contesto aveva avuto rapporti con Nicola Di Caterino, considerato dalla Dda uomo dei Casalesi.

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Lettera a Calogero

Signor Procuratore Generale, Lei mi scuserà se, anche a nome dei 130.000 contatti unici medi di VicenzaPiù online e delle decine di migliaia di lettori dell’omonimo periodico cartaceo, Le rivolgerò alcune domande. Da una decina di giorni i vicentini sono tempestati da una valanga di articoli di un quotidiano locale che li informa in diretta di ogni passo che compie la Procura della Repubblica di Vicenza in relazione ad alcune richieste di tessere, con firma falsa, in previsione del prossimo congresso provinciale del Pdl. Ognuno ha le proprie idee politiche ma l’unica cosa di cui Le posso dare assicurazione è che io non voto Pdl.

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Sic et sbrolliniter

(m.m.) «La libertà di coscienza della Lega dimostra ancora una volta le contraddizioni presenti all’interno di quel gruppo parlamentare (Maroniani e Bossiani). Oggi la Lega, insieme ai Radicali, è stata determinante nel salvare una figura molto discutibile come quella dell’onorevole Nicola Cosentino. Questo atteggiamento leghista che continua a far finta di essere paladina della legalità non perde occasione per salvare i cosiddetti membri delle diverse cricche. Altro che “Padania”, qui ogni scusa è buona per evitare processi e accertamenti della legalità». Sono le parole con cui l’onorevole berico Daniela Sbrollini commenta i fatti di ieri alla camera. Bene puntare l’indice sulle ambiguità della Lega. Ma sul marcio del Pdl non dice nulla? Forse perché è in settori del Pdl particolarmente vicini a Berlusconi (che ha difeso Cosentino) che l’azionista di maggioranza di Daniela, alias Variati, vuole ammammellare un po’ di nuovi ex Dc da impizzire nella sua maggioranza sempre più vasta e dorotea? E comunque rimaniamo in campo leghista allora. Leghista è la guida della provincia che esprime il leghista Titti Schneck che è presidente della Brescia Padova finita in odore di mafia per l’affaire Beltrame-Valdastico? Come mai la Sbrollini tace? Perché fino ad ora sul caso “A4″ non ha nemmeno redatto uno sputo di interrogazione parlamentare? Per caso ha paura di disturbare i sonni ferrosi della Beltrame azionista de facto del GdV, giornale che ospita spesso e senza acuti critici i pigolii della Danielona?

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Locatelli, fa le cose per bene

«Nel Veneto la mafia è radicata… Quanto uscito in queste settimane non è che la punta dell’iceberg. In un Paese come il nostro in cui un terzo dell’economia alla spiccia è illegale che cosa pretende?… Cave, calcestruzzo, movimento terra in primis. E poi non va dimenticato il traffico dei materiali ferrosi come non va dimenticato il mondo delle costruzioni, quello della sanità. E poi i trasporti, specie quelli di rifiuti. I clan si muovono con un doppio fine. Lavare il danaro sporco o investire in attività lecite. Non sono infrequenti subappalti riconducibili ad aziende mafiose al servizio di enti pubblici o società controllate da enti pubblici». Così scrivevo su VicenzaPiù del 6 maggio 2011 intervistando un operativo dei servizi segreti che aveva accettato un’intervista. Poi è esploso il caso Valdastico Sud. Chi appalta i lavori? La Serenissima ovviamente, ma si dice poco. Sette mesi fa politica e società civile rimasero in silenzio. Oggi, nonostante un’indagine dell’antimafia veneziana, nonostante le voci sulle acciaierie Beltrame e nonostante il coinvolgimento della Locatelli ancora non parla nessuno. O quasi. Evidentemente qualcuno ha lavorato bene.

Marco Milioni

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Rifiuti: parla Casson

Ci sono i cavalcavia della Transpolesana, quello di Padova non lontano dal Santo, la ferrovia che va dal capoluogo patavino a quello lagunare e il parco più grande del Veneto: quello di San Giuliano a Mestre dove ha detto messa anche Benedetto XI di fronte a migliaia di fedeli. E poi ci sono case, palazzi e interi quartieri delle città vanete realizzati utilizzando rifiuti. Qualche volta inerti, come ammettono i protocolli, qualche volta pericolosi, come la legge non consente. E infatti l’ex pm veneziano Felice Casson, oggi senatore e membro della Commissione ambiente, avverte: «Ci sono rifiuti di Marghera in metà delle strade e delle opere del Veneto, ma non si riescono mai a fare i processi perché le analisi richiedono tempi lunghi e invece dopo appena quattro anni i reati sono prescritti».

LEGGI L’INTERA INTERVISTA A FELICE CASSON

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