Bordate sul project financing

(m.m.) Dopo l’esplosione del caso Baita la temperatura in seno alla politica veneta sembra andare in fibrillazione anche in ragione di un aumento del pressing del M5s. Quest’ultimo nel week-end aveva organizzato a Padova una iniziativa sul progetto di finanza che ha avuto grande eco sui media regionali. Passano pochi giorni e a Verona, dopo la proposta lanciata da una serie di comitati locali che si battono contro il traforo delle Torricelle (che realizzerà l’onnipresente Mantovani), è arrivata la risposta dei supporter del M5s che hanno appoggiato massicciamente l’evento. Una mobilitazione che ha anche coinvolto il Pd. Ed è proprio questa idem sentire tra la base democratica e la linea dei grillini che ha messo in allarme i piani alti dei democratici che nel Veneto pur tra mille distinguo hanno sempre tenuto bordone rispetto alle iniziative promosse con la finanza di progetto. Con la presenza massiccia dei parlamentari del M5S il peso e gli equilibri sono mutati: ne è prova la reazione irritata del sindaco di Verona dopo che proprio sul sito di Grillo era comparso un lungo post in cui si criticava il tunnel delle Torricelle. Al j’accuse di Grillo ha dato parecchio risalto il portale del Corvenet mentre lo stesso quotidiano oggi nella sua parte cartacea dedica agli approndomineti del caso un servizio in pagina  due e un servizio in pagina 2 e un servizio in pagina 3. Le critiche al tunnel veronese si affiancano alle altre gettate sul tappeto da tutto il M5S veneto nei confronti di altre opere realizzate col project financing; tra queste la Spv, la Valsugana bis e gli ospedali di Mestre e Santorso. Rimane da capire se ora il M5S aumenterà l’intensità della querelle o se le critiche si quieteranno. Almeno per un po’.

Pranzo, fiori e inviti: caro assessore ci spieghi le spese di quei convegni

Egregio assessore Donazzan,

come ricorderà alcuni mesi addietro ho inviato una lettera al presidente della Regione Zaia, oggetto della quale era il consistente contributo erogato in favore del Coisp per l’organizzazione di alcuni eventi. Più in particolare in quell’occasione ho chiesto di accedere agli atti per verificare come fosse stato possibile spendere 38 mila euro per tre convegni. Nella dichiarazione con cui Lei ha pubblicamente replicato alla mia istanza (Corriere del Veneto, 31 ottobre 2012), dopo aver criticato «Filippi e i suoi», a Suo giudizio incapaci di «dimostrare un po’ più di dinamismo», ha concluso affermando che «Patrocinio e contributi li ridarei domani, se solo ci fossero i soldi». Adesso che, dopo una defatigante attesa delle autorizzazioni, ho potuto finalmente avere accesso – solamente – ad una parte degli atti (quelli relativi a due dei convegni), sono in grado di capire meglio il Suo entusiamo auto – apologetico…

LEGGI L’INTERO INTERVENTO PUBBLICATO SUL CORRIERE VENETO

Emiliano? You can’t


«Grillo scelga il premier. Per noi è un’opportunità… È il Pd che deve appoggiare i Cinque Stelle, non viceversa. Il M5S vuole recuperare la centralità del Parlamento, combatte per acqua e scuole pubbliche, contrasta i privilegi della casta: idee che professiamo da anni, ma che non siamo mai riusciti a concretizzare…». È questo uno dei passaggi fondamentali di una breve intervista a Michele Emiliano, primo cittadino democratico di Bari, pubblicata oggi su Il Fatto a pagina 5 e rilanciata sul portale della testata capitolina. La proposta lanciata da Emiliano, uno dei sindaci più noti del Pd, ha immediatamento fatto il giro nel movimento capitanato dal segretario nazionale Pigi Bersani. Dai rumors che arrivano da Roma pare che la «trovata» abbia riscosso più di qualche parere favorevole, specie nella base e nell’ala legalitaria del partito che vede in Emiliano e in Ignazio Marino tra i personaggi di punta. Dopo i primi entusiasmi per una soluzione, che a dire di diversi dirigenti del Pd, potrebbe costituire una stretta via d’uscita dall’impasse istituzionale in cui si trovano le due camere, sarebbe però arrivata una doccia gelata da parte di influenti ambienti Usa in Italia che avrebbero definito l’opzione sommamente inopportuna. Il motivo? Il premier in forza al M5S avrebbe accesso totale ad una serie corposa di documenti soggetti a segreto di Stato, ivi inclusi i protocolli operativi che regolano la presenza nella Nato dell’Italia e quelli relativi all’utilizzo delle basi militari in uso agli americani, Vicenza in primis. Si tratta di questioni di natura strategica rispetto alle quali da anni il M5S, come altre forze del resto, chiede chiarezza totale. Per questo motivo l’ipotesi Emiliano avrebbe incontrato la ferma contrarietà di alcune cancellerie occidentali che non condividono in questo senso l’apertura integrale cara ai supporter del M5S.

Cis, valorizzare l’area prima di venderla

Arriverà entro giugno il bando per l’asta dei terreni del Cis di Montebello Vicentino. E per vendere si punta tutto sull’appetibilità commerciale di quell’area, inizialmente votata allo sviluppo logistico. Nei giorni scorsi i soci della Spa hanno prorogato il mandato per predisporre il documento ai tre liquidatori nominati qualche mese fa. Inizialmente era stato dato l’input di procedere con il bando entro fine gennaio, ma lo studio della situazione e della normativa richiede più tempo. Ed è proprio una legge regionale pubblicata di recente a rappresentare l’elemento di novità per l’area di 500mila metri quadrati (di cui 227mila della società Af99 della famiglia del senatore Alberto Filippi e il restante della spa pubblico-privata). Ora ci si concentra sulla valorizzazione del commerciale, lasciando definitivamente da parte lo sviluppo logistico, obiettivo per cui è sorta la società 25 anni fa. Il sogno di costruire un centro intermodale è tramontato definitivamente a novembre, quando l’assemblea dei soci (tra i principali ci sono Provincia, Autostrada Brescia-Padova, Camera di commercio, Fiera, Comune di Vicenza) ha deciso di mettere in liquidazione e ha dato mandato a tre esperti di portare avanti la questione. «Stiamo procedendo con l’iter di valorizzazione dell’area – spiega Monica Grassi che presiede il gruppo dei liquidatori – Dal primo gennaio c’è una nuova normativa che, per dimensioni, fa rientrare quest’area nella competenza regionale». Ciò potrebbe significare una procedura più veloce per realizzare insediamenti di quel tipo a Montebello. Sintetizzando, la procedura verrebbe snellita, «saltando l’iter delle delibere comunali. Così l’area diventa decisamente più appetibile e in tempi più brevi» afferma Grassi. Al momento non c’è ancora un’indicazione sul valore da attribuire ai terreni, la cui vendita avverrà attraverso un’asta. «Abbiamo l’appoggio di tutti i soci e le istituzioni coinvolte», tiene a precisare la presidente dei liquidatori.

Elfrida Ragazzo
da Il Corriere del Veneto del 17 febbraio 2013; edizione di Vicenza pagina 11

La banda del project

Nei comuni attorno a Bassano del Grappa sono nati numerosi comitati contro la nuova infrastruttura che, a pagamento, dovrebbe canalizzare in un tubo chiuso oltre 30.000 veicoli al giorno. Molti si sono concentrati sulle esche che sono state gettate per mettere fuori strada le attenzioni dei cittadini, dei sindaci e delle amministrazioni locali. Sulle questioni nodali e indispensabili per la realizzazione di infrastrutture come Valsugana e SP (ma in Veneto vi sono oltre una decina di PF in autostrade), a pagamento e con il Project Financing non vi è alcun approfondimento pubblico…

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Parentopoli in banca

(p.m.) È la banca dell’intelligence italiana. A servizio completo. Da oltre sette anni Banca Nuova gestisce i fondi per gli stipendi degli 007 italiani. Oltre a occuparsi di tesoreria, la direzione di Banca Nuova, sotto la gestione di Francesco Maiolini (oggi sotto indagine a Palermo per usura bancaria), ha sistemato tra i suoi ranghi figli e parenti di dirigenti dell’intelligence civile. L’ultima new entry è il figlio del capocentro Aisi di Palermo. A dire il vero, però, non dai soli servizi segreti ha attinto il management della banca per strutturare i propri uffici. I benefit sono stati distribuiti all’intero arco “istituzionale”, estesi anche a parenti di magistrati e politici. Maiolini, passato da qualche mese alla guida dell’Irfis, il mediocredito della Regione Sicilia, ha sempre rivendicato con orgoglio quelle assunzioni. Il dossier assunzioni a Bancanuova venne preso in carico un anno e mezzo fa dalla Dia di Palermo. Ma anche il capocentro degli investigatori antimafia del capoluogo siciliano aveva piazzato il figliuolo in cerca di lavoro.

FONTE L’Espresso
AUTORE Primo Di Nicola
in edicola il 18 gennaio 2013 con data di pagina al 24 gennaio 2013

Indagini su Maiolini? «Notizie infondate»

A carico dell’ex direttore generale della siciliana Banca Nuova (gruppo BpVi) Francesco Maiolini non risultano indagini come riportato da alcuni organi di stampa. Lo sostiene il legale dello stesso Maiolini Lillo Fiorello in una breve nota pubblicata il 31 dicembre 2012 sul portale Livesicilia.it. Più nel dettaglio l’avvocato spiega che «in relazione agli articoli di stampa nei quali è riportata la notizia di una indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Palermo per una presunta ipotesi di riciclaggio, che fonti esclusivamente giornalistiche, all’evidenza tra loro contrastanti, vorrebbero legata, in alcuni articoli di stampa, alla costituzione di un nuovo istituto bancario, in altri, a denaro proveniente da alcune sale Bingo, ribadisce che al dottor Maiolini non risulta l’esistenza di procedimenti per tali fantomatiche ipotesi di reato che possano direttamente o indirettamente riguardarlo. Pertanto, la diffusione di tali notizie, tutte infondate, sarà perseguita in ogni sede giudiziaria». Il nome di Maiolini era emerso quando a Palermo era esploso il caso delle presunte rivelazioni d’ufficio del procuratore Francesco Messineo proprio a Maiolini.

Messineo-Maiolini, il caso a Catania

Il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, ha deciso di astenersi sul caso della fuga di notizie dalla Procura di Palermo, in cui è coinvolto il capo dell’ufficio, Francesco Messineo. “Per fare chiarezza sul mio ruolo nella vicenda sulla presunta fuga di notizie riservate che avrebbero favorito l’ex direttore generale di Banca Nuova, Francesco Maiolini, voglio precisare – spiega Lari – che del caso si è occupato in esclusiva il procuratore aggiunto Domenico Gozzo, unitamente a due sostituti”.

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Silenzio togato

Era il 19 maggio del 2012 quando Adusbef, una delle associazioni dei consumatori tra le più attive sul fronte del controllo degli istituti di credito, inserì sul proprio sito un comunicato al vetriolo. Nella nota si prendeva di mira la Popolare di Vicenza, ma al contempo si facevano pesanti riferimenti nei confronti del tribunale della città palladiana, messo sulla graticola in ragione di una lamentata influenza esercitata sullo stesso dalla banca. Ora al di là della querelle che ci può stare tranquillamente tra una associazione dei consumatori e un istituto di credito, ciò che lascia basiti è il silenzio della magistratura berica, rispetto ad una accusa tanto diretta. Solitamente quando si ritiene una affermazione priva di fondamento lo si dice ad alta voce… e lo si ripete a più non posso.

Care primarie…

Sarà che ormai pochi ne parlano, ma sarebbe simpatico se la giunta comunale di Vicenza spiegasse bene una volta per tutte quanto l’amministrazione ha incamertato dall’utilizzo dei locali usati per le primarie del Pd e quanto fosse realmente dovuto. E sarebbe ancor più simpatico se si sapesse se la cifra che sta circolando in queste ore abbia preso corpo solo dopo che alcuni consiglieri della minoranza di centrodestra. A breve ci saranno le cosiddette parlamentarie democratche. Non si sa se saranno utilizzati ancora i locali del comune, ma se stavolta l’eventuale importo fosse definito e comunicato pubblicamente sarebbe meglio. Molto meglio. Ad ogni modo nel mare magnum dei botta e risposta della politica berica mi piacerebbe che qualcuno spiegasse ai vicentini il motivo per cui da tanti mesi nel tratto della A4 tra Montecchio Alte Ceccato e Vicenza Ovest sia in atto un pericoloso restringimento delle carreggiate. A palazzo Nievo da settimane gira voce che il tutto sia dovuto ad un materiale di origine metallica, terre di fonderia, che hanno alterato la tenuta del sedime. Scorie legali? Illegali? Al momento questo non è il punto. Il punto è un altro, ma chi paga per i disagi e i quattrini che Brescia Padova dovrà utilizzare, si spera presto, per ripristinare lo stato delle cose?

Marco Milioni

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