I cattolicissimi

mastella22.jpgMa Agglemende Mashdelle sultano di ceppalonico (leggi Clemente Mastella) non era quello della guerra contro i Dico, a favore della famiglia casta e cattolicissima? Altra domanda: Aida Yespica, nella foto, partecipa al Family Day? E le tette della Yespica? Se poi al Family Day prenderanno parte anche personaggi come Giuliano Ferrara, l’ateo devoto, padre Gianni Baget Bozzo, il prete spretato amico della destra Dc prima e poi dei socialisti. Se al Family Day ci va questa gente, i socialisti, gli ex Dc, i forzisti tridivorziati, beh allora… fate attenzione alle vostre mogli e ovviamente… al portafogli.

Ve la ricordate?

cuore024.jpg

Oneri di urbanizzazione, questi sconosciuti: nuovo video

cantieri11.jpgChe cosa sono gli oneri di urbanizzazione? Diciamo che sono dei perfetti sconosciuti. In parole povere sono quella quota (in danaro od opere) che il costruttore deve al comune quando ottiene il permesso a costruire qualcosa. A Vicenza sono una questione spinosa. Non solo da più parti si ritiene che questi siano troppo bassi, ma c’è anche un problema di vera e propria evasione. Durante la seduta del 22 marzo il consigliere Franca Equizi ha sollevato per sommi capi il problema (vedi il video). Ma per la giunta si tratta di un argomento tabù. Prossimamente ritorneremo sull’argomento con una srie di approfondimenti. Si tratta di una questione fondamentale perché l’urbanistica costituisce il 70% dell’onere amministrativo di un comune. E dal territorio viene una gandissma parte delle risorse a disposizione dei comuni. Se queste non sono ben gestite, ovviamente mancano i fondi per le altre attività, sociali e servizi alla persona in primis. Ma la questione ha un altro risvolto. Pagare pochi oneri è un buon affare per il costruttore, perché automaticamente aumenta la redditività del suo investimento. Però i costi del guadagno di uno si scaricano sulla collettività. Quando ciò avviene in rare circostanze, la popolazione non avverte alcun disagio, sebbene la pratica sia scorretta.

play_video2.gifQuando questa diviene la regola allora ne risente tutto il sistema. Ed è la storia dei comuni italiani. I costruttori hanno sempre molto peso presso le amministrazioni municipali. Spesso posseggono giornali, tv radio. Finanziano le campagne dei partiti e non certo per scopo filantropico. Si tratta di interessi consolidati che esisteranno sempre. Compito del cittadino è quello di informarsi, di capire e di intervenire.

Marco Milioni

‘Banca veneta del mattone’: timori in vista

veneto011.jpg(M.M.) Segnalo un articolo molto interessante di Piero Erle, pubblicato oggi su Il Giornale di Vicenza. Si tratta di un disegno di legge allo studio presso la Regione Veneto. In soldoni in laguna stanno pensando ad una norma che permetta di spostare da un comune all’altro del Veneto, senza distinzioni e senza vincoli da parte dei comuni, le volumetrie edificabili da parte dei titolari delle concessioni. Invitto tutti (noi de La Sberla faremo altrettanto) ad approfondire la materia perché si tratta di una questione molto, molto delicata. Qui di seguito riporto il pezzo di Erle.

La novità è enorme: la Regione vuole costruire una sorta di “banca del mattone” con licenza di comprare (in monopolio) i cosiddetti crediti edilizi maturati da qualsiasi parte del Veneto e “rivenderli” in qualsiasi altro Comune veneto. Insomma, una sorta di “mercato delle cubature” che ha un obiettivo dichiarato: far sparire gli edifici abbandonati o sorti dove non dovevano esserci, e far “risorgere” le stesse capacità edificatorie in altri terreni e zone in cui è prevista la possibilità di costruire.
Attenzione: già adesso la nuova legge regionale sull’urbanistica prevede questa rivoluzione dei “crediti edilizi”, ma il “mercato” si svolgerebbe solo nei confini di ogni singolo Comune. Con il nuovo progetto di legge firmato da esponenti di Forza Italia, An e Udc, invece, gli scambi di cubature potrebbero spaziare in tutto il Veneto, e pure con regole diverse. Si chiama “Disciplina per la formazione e la commercializzazione di crediti edilizi e riqualificazione ambientale” il progetto di legge firmato dai consiglieri Zigiotto, Cortelazzo, Degani, De Boni, Sernagiotto, Zanon, Ruffato e Bazzoni. È all’esame della Seconda commissione.
L’obiettivo dichiarato è “finanziarizzare” il credito edilizio. Il “credito edilizio”, stabilisce la proposta di legge, si matura quando un privato decide di abbattere appunto un edificio in disuso, oppure un’attività di allevamento, o un rustico inagibile, oppure rinuncia a una cubatura su un suo terreno. E qui viene la prima novità rilevante: è il Comune che deve certificare che si è maturato un “credito edilizio”, ma il testo stabilisce che il privato invia in municipio un “preavviso” e basta che passino 15 giorni senza ottenere risposta che automaticamente «l’assenso si intende dato» e il credito deve essere iscritto in un apposito registro comunale. Le aree liberate diventano inedificabili per 25 anni e possono essere cedute al Comune.
Seconda novità: quel credito edilizio può essere ceduto – a prezzo che viene stabilito da un’apposita commissione – solo a una nuova società, la “Società sistema scambi”, che la Regione farà costituire dalla sua finanziaria “Veneto sviluppo”: si può chiamarla la nuova “banca del mattone”.
Terzo passaggio: chiunque può andare alla “Società sistema scambi” e acquisire crediti edilizi da sfruttare. Ogni Comune segnala con una semplice delibera di Consiglio comunale alla Sistema scambi sia le tipologie edilizie e le volumetrie che ritiene siano da demolire, sia le aree in cui i relativi “crediti edilizi” possono essere sfruttati: può destinare all’utilizzo di “crediti edilizi” anche aree a suo tempo destinate a servizi ma mai espropriate.
La legge, scrivono i propositori, «interrompendo la corrispondenza riconoscimento-impiego edificatori nello stesso Comune, trasforma i “crediti edilizi” in autonome realizzazioni monetarie», insomma in denaro. Viceversa per chi li acquista diventano «diritti edificatori da impiegare, o negoziare, nei Comuni dell’intero ambito regionale».

Sul progetto di legge si è già espressa ufficialmente, durante un’audizione in Regione, l’Ance veneta, associazione dei costruttori. Che ha sollevato pesanti critiche in parte condivise – come ha reso noto “Il Sole24ore Nordest” – anche dall’Anci-Associazione dei Comuni.

In particolare l’Ance critica il fatto che questa proposta della maggioranza cambia radicalmente quello che la legge prevedeva. In sostanza, oggi è il singolo Comune a identificare nei piani urbanistici Pat (il nuovo piano regolatore) e Pi (piano degli interventi) sia dove andranno eliminati edifici e opere esistenti, sia dove si possono sfruttare i relativi “crediti edilizi”, sempre dentro i confini comunali.

Con la riforma invece tutto il meccanismo dei crediti e delle aree sfruttabili è contenuto in una semplice delibera di Consiglio di ogni Comune che rende «immediatamente operativi i crediti edilizi». Questo, sostiene l’Ance, «significherebbe immettere quantitativi incontrollati di nuovi volumi edificabili sugli attuali piani comunali, in barba ai dimensionamenti, andando a generare nuove aree di espansione senza nessun controllo di tipo urbanistico e infrastrutturale. In altre parole, sui piani veneti verrebbero a riversarsi milioni di metri cubi di volumetrie senza che a monte venga fatta la giusta programmazione».

Morale: l’Ance chiede di fermare la riforma e continuare invece con l’attuazione della riforma ubanistica attuale (manca l’atto di indirizzo della Regione che definisca “criteri per l’omogenea applicazione della perequazione, dei crediti edilizi e della compensazione”) e avviare semmai una fase di sperimentazione delle riforme in diverse aree venete.

Piero Erle
Il Giornale di Vicenza del 30-03-2007

Dal Molin: No contro sì a suon di comunicati

gianni-zonin.jpgNO DAL MOLIN: ZONIN SULLA GRATICOLA. L’imprenditore vicentino Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza e dell’azienda vitivinicola, proprietà della sua famiglia, Casa Vinicola Zonin spa, il 9 gennaio 2007 durante la breve visita a Vicenza dell’ambasciatore Usa in Italia, Roland  Spogli, oggetto un sopralluogo alla base militare americana Ederle e all’aeroporto Dal Molin, è stato l’unico imprenditore locale ad essere ammesso ad un colloquio privato con il diplomatico. L’incontro è avvenuto tra l’altro non in una sede istituzionale ma proprio presso la sede centrale della Banca Popolare di Vicenza. In un’intervista rilasciata il 15 gennaio al ‘Corriere della Sera’, Gianni Zonin, dopo aver dato un forte parere favorevole alla base USA Dal Molin, afferma: «Vicentini oppositori? Non ne conosco. Ho parlato con un centinaio di imprenditori. Non ce n’è uno che sia contrario». Questo significa che per il signor Zonin i diritti di cittadinanza sono legati al censo delle persone e che sul futuro della città non contano le opinioni e i sentimenti del resto della cittadinanza “non-imprenditoriale”. Nella stessa intervista Gianni Zonin minimizza sull’impatto ambientale dell’opera anteponendo a questo argomento i vantaggi economici di pochi!

da: www.nodalmolin.it

IL SÌ AL DAL MOLIN CONTESTA LA MANIFESTAZIONE DI SABATO SCORSO. Un corteo con sorpresa, quello di sabato pomeriggio dei comitati No Dal Molin in via Sant’Antonino. Con il primo atto di “disobbedienza edile”, più che civile. Perché, vestiti da operai con giubbetto arancione e casco , un gruppo di giovani del presidio incappucciati (violazione dell’articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza che impedisce a chiunque di girare con il volto coperto per non farsi riconoscere) ha aperto un tombino dell’Aim davanti all’aeroporto, tagliato un paio di tubi per le fibre ottiche, riempito il buco di cemento e saldato il tutto. Al grido di «riprendiamoci la strada».
Erano proprio quei cavi per le fibre ottiche posati dalle Aim, l’obiettivo della manifestazione. «Vogliamo sapere a cosa servono» era lo slogan.

Cerchiamo quindi ora di svelare l’arcano e spiegare, a coloro che sabato si sono fatti questa domanda, cosa sono e a cosa servono queste “diavolerie” tecnologiche.

Le fibre ottiche sono linee di trasmissione della radiazione elettromagnetica, costituite da materiali dielettrici con alto indice di rifrazione. Questa è la definizione tecnica!
In parole povere: le fibre ottiche sono dei sottilissimi fili di vetro o plastica, molto trasparenti alla luce, a sezione cilindrica, flessibili.

Tra le molteplici applicazioni delle fibre ottiche (medicina, astronomia, arredamento), un campo in grande sviluppo è quello delle telecomunicazioni.
I cavi a fibre ottiche costituiscono un’ottima alternativa ai tradizionali fili di rame nell’industria delle telecomunicazioni, avendo minore ingombro e maggiore capacità. Sono condotti sottilissimi attraverso i quali i segnali si propagano con la massima efficienza, senza subire consistenti attenuazioni come nei cavi tradizionali.
In Italia, l’applicazione delle fibre ottiche nella rete di telecomunicazioni, è iniziata negli anni ’80. Vicenza ne è già fornita, anche il centro storico.

Alla luce di questi fatti risulta palese che non v’è nulla di cui preoccuparsi se anche il Dal Molin verrà raggiunto da queste nuove vie di comunicazione.

da: http://sialdalmolin.megablog.it

Nuovo video musicale

dt01.jpgContinua la nostra recensione dei video musicali ospitati su You Tube. Il filmato scelto è tratto da un live della band americana Dream Theater. La canzone eseguita è un lunghissimo e monumentale pezzo di 13 minuti. Si chiama Learning to live: ci troverete di tutto dalla musica più dura a quella più soave. Non spazientitevi e buona visione… se avete video da segnalare non esitate a farlo

Video esclusivo: ancora Equizi contro giunta e Tva

play_video.gifAncora un altro intervento di Franca Equizi censurato sulla stampa locale. Nel video sono rivelati alcuni retroscena che il grande pubblico non conosce. Retroscena fatti di potere, affari, media ed imprenditori chiacchierati. Il consiglio è quello del 22 marzo 2007. Se avete altre segnalazioni, chiunque voi siate, a qualsiasi movimento apparteniate mandate le vostre segnalazioni a: lasberla@email.it; noi non censuriamo.

Provinciali: nuova formazione in arrivo

Riceviamo dal Comitato iniziativa civica provinciale e pubblichiamo integralmente

http://icp-vicenza.blogspot.com/

ICP Vicenza. Per una provincia di Vicenza pulita, trasparente… per la gente – icpvicenza@yahoo.it

Vicenza, 29-03-2007

È giunto il tempo di agire. A Vicenza le elezioni provinciali si stanno avvicinando. Sfregio del territorio, cattiva amministrazione della cosa pubblica, mancanza di trasparenza. E ultimo ma non da ultimo il caso Dal Molin. La gente ha patito molto per colpa di questa amministrazione. La nostra provincia è stata colpita più volte da chi l’ha governata; ma le colpe ricadono anche su una opposizione che non è stata tale.

Durante queste lunghissime settimane abbiamo ascoltato i cittadini, i comitati, le associazioni sparse per la provincia di Vicenza: l’indicazione è stata sempre unanime. È giunto il tempo di agire. Così si spiega la nascita del comitato-associazione ICP: Iniziativa Civica Provinciale. Il nostro obiettivo è quello di unire le forze per presentare una lista per le prossime amministrative il cui nome sarà reso noto a breve.

Così abbiamo deciso di programmare la raccolta di firme necessarie, che comincerà a stretto giro. Tale lista per le provinciali sarà aperta a tutti. Cittadini, associazioni, organizzazioni e partiti. Conosciamo bene gli interessi che ruotano attorno alla politica, ci saranno sempre; ma spetta a noi identificarli, chiamarli con il proprio nome e portarli alla pubblica attenzione. Comunicate con noi. Fate sentire la vostra voce. Contattateci a questo indirizzo: icpvicenza@yahoo.it; tenete a mente questo blog per le iniziative che seguiranno.

Paolo Ruffato (Movimento Zero Vicenza)
Enrico Rosa (Iniziativa civica Tezze A.)
Michela Rosa
Raffaele Bonini
Errico Vezzaro (Circolo Culturale Progressivamente, Villaverla)
Lorenzo Signori
Gianluca Lacchetti (Iniziartiva civica per Trissino)
Franca Equizi
Emanuele Rivellino

Affittopoli: on-line il nuovo numero de La Sberla

la-sberla-29-03-2007.jpgEstratto da La Sberla di oggi.

Il bilancio comunale di previsiome 2007 è appena stato approvato. La giunta della Cdl, come avviene sempre per tutte le giunte, si lamenta perché i soldi non sono mai abbastanza. E ci mancherebbe altro. Ma che cosa succede quando nelle pieghe del bilancio si scopre che i cittadini non sono tutti uguali davanti all’amministrazione pubblica?

Qui di seguito è pubblicato un elenco ragionato degli immobili affittati dal comune a terzi. Le pigioni su base annua sono più o meno tutte al di sotto dei prezzi di mercato. Quelle inserite nella nostra lista sono le più macrocospiche (scarica il nuovo numero).

Tolettini, l’allarme immaginario, il petardo atomico, il terrorista trombone: alias il GdV

gdv2.jpgVuoi fare dell’allarmismo facile? Gridare al lupo come Dio comanda? Fomentare la paura della tua vecchia zia per terroristi e brigatisti d’asporto? Studia anche tu nella rinomata scuola di cronaca giudiziaria “Ivano Tolettini”, finanziata dal sempre puntuale Giornale di Vicenza. Il caso da manuale l’ha fornito in questi giorni il suddetto reporter (tra l’altro autore di imperdibili ed eccitanti editoriali scritti a mo’ di omelia) scrivendo sulla micidiale bomba carta deflagrata all’alba di domenica 25 marzo vicino all’abitazione di Camisano dell’onorevole mastelliano Mauro Fabris. Talmente pericolosa che Fabris “non se ne è neppure accorto: a svegliarlo sono stati i carabinieri di Vicenza e gli agenti della Digos” (Corriere del Veneto, 20/3/2007). 

Attentato!, urlerebbe un comico di Zelig. Attentato!, ha titolato in prima pagina il giornale tolettiniano. Sostenendo apertamente la tesi che dietro l’esplosione nel cestino dei rifiuti ci sarebbe la mano di chi non manda giù l’impegno di Fabris sul Dal Molin e i centri sociali. I no global, le Br, i rossi, i comunisti, eccoli che tornano alla carica dopo che, chissà perché, sulle indagini sul nucleo di bambocci ideologizzati di Padova e Milano è calato il silenzio un giorno dopo la Marcia dei Centomila No Base. Non importa se il cestino incendiato era a decine di metri dalla casa mentre proprio davanti ad essa ce n’è uno che sembro messo apposta, ma che è stato, guarda tu, ignorato dal temibile attentatore.

Non importa se in quel di Camisano già si erano verificati episodi simili, giusto qualche vandalo che si diverte a far scoppiare petardi e bombette rudimentali. “Ma questi sono particolari che valgono anche al contrario” scrive il giorno dopo la prima pacata cronaca il giornale di Ivan il Terrorizzabile. Che si arrampica sugli specchi: “Tra l’altro, gli inquirenti hanno subito fatto il collegamento tra lo scoppio e il politico dell’Udeur perchè in precedenza erano comparse scritte contro Fabris e il presidente del consiglio Prodi”. Ora, di scritte sul Dal Molin contro i politici, di destra e di sinistra, sono pieni da mesi gli intonaci della nostra provincia.

Ci spiega, Tolettini, che razza di prova sarebbe? Ma a coprire con una sana pernacchia questo teorema dalle evidenti finalità politiche è stato lo stesso Fabris, che ha fatto sapere che tutto questo pericolo mortale lui non ce lo ha visto, e che insomma è un’esagerazione bella e buona. “Perplessità”, così è stata derubricata dal sobrio foglio cittadino la risata che deve essersi fatto Maurone di Camisano, frazione di Ceppaloni. Ed è a Ceppaloni che noi invieremmo volentieri Tolettini. Per restarci a vita.

L’àpota

Cerca
Calendario
dicembre: 2017
L M M G V S D
« Feb    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
Archivio
Esenler temizlik şirketleri porno Bakırköy temizlik şirketleri