Atomiche Usa. Nrcd: «La presenza in Italia viola la legge e i trattati internazionali»

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Nucleare, rivelazione dagli Usa: «In Italia 90 bombe atomiche». Secondo un rapporto dell’Nrdc, le armi si trovano ad Aviano e Ghedi. La loro presenza sarebbe vietata dalla legge italiana e dai trattati internazionali. In Italia un quinto degli ordigni atomici europei

Lo vieta la legge e in più occasioni in passato lo ha dichiarato anche il governo, ma l’Italia è un paese nucleare. A rivelarlo è uno studio americano, secondo il quale sul territorio italiano ci sono 90 bombe atomiche statunitensi. Una presenza della quale si parla molto poco, ma che ha un peso strategico importante negli equilibri internazionali. A rigor di norma, la presenza di questi ordigni non sarebbe consentita: la legislazione la vieta espressamente con la legge 185 del 9 luglio 1990. La disputa sulla 185 però non è nuova in Italia. I sostenitori della presenza nucleare americana fanno riferimento all’articolo 9 che escluderebbe dalla disciplina della 185, ponendo invece tale disciplina sotto la legge 1335 del 30 novembre 1955. Sul versante opposto i contrari alla presenza atomica Usa nella penisola sostengono invece che la 1335 non compendia il materiale nucleare e che de facto il divieto posto dalla norma del 1990 va quindi considerato perentorio e definitivo. Ma nel definire illegittima la presenza nucleare americana in Italia, lo studio americano prende in considerazione in primis un’altra fattispecie. Il nostro Paese ha infatti sottoscritto i trattati internazionali di non proliferazione nucleare e ha dichiarato di non far parte del club atomico, con tutti gli obblighi internazionali che ne derivano. Secondo il rapporto Us nuclear weapons in Europe dell’analista statunitense Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di Washington (http://www.nrdc.org), invece, l’Italia ospita 90 delle 481 bombe nucleari americane presenti nel Vecchio continente. Cinquanta sono nella base di Aviano, in Friuli, e altre 40 si trovano a Ghedi, nel Bresciano. Tra Italia e Stati Uniti esisterebbe anche un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell’associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: Stone Ax (Ascia di Pietra). Le bombe atomiche in Italia sono di tre modelli: B 61-3, B 61-4 e B61-10. Il primo ha una potenza massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all’atomica di Hiroshima; il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton. Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l’opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche ed ha avviato la produzione di bombe atomiche tattiche di potenza limitata, non escludendo di servirsene contro i paesi considerati terroristi. Almeno due di questi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri di stanza in Italia.

15 settembre 2007
fonti:
www.repubblica.it; www.nrdc.org

 

I no base piantano 100 alberi al Dal Molin

Riceviamo e pubblichiamo per intero 

Decine di alberi sono stati piantati all’interno dell’aeroporto Dal Molin di Vicenza dove gli Usa vorrebbero costruire una nuova installazione militare. Il corteo di oggi come sempre rumoroso e colorato, ha raggiunto intorno a mezzogiorno i cancelli del Dal Molin, ottenendo la possibilità di accedere alla struttura aeroportuale dall’ingresso principale e piantare gli alberi. La testa del corteo, a cui hanno partecipato più di quattromila persone, era formata da donne e uomini che tenevano in mano mano alberi, zappe e vanghe; alcune persone, invece, portavano le cesoie per tagliare le reti, nel caso in cui fosse stato impedito l’ingresso dal cancello. Tante le famiglie e i bambini che hanno suonato pentole e tamburi. La settimana di mobilitazione contro la costruzione della nuova base Usa si è chiusa con l’ennesima vittoria per l’Altrocomune di Vicenza: gli unici lavori iniziati all’interno del Dal Molin sono quelli per la costruzione del nuovo parco pubblico; quelli per l’installazione militare, invece, non inizieranno mai: i vicentini sono determinati ad impedirlo.

da: www.altravicenza.org

Gentilini scaccia «i culattoni» e Giovanna D’Arco s’incazza

duo01.jpgLe recenti esternazioni dello “sieriffo” trevigiano Giancarlo Gentilini sulla «pulizia etnica contro i culattoni» rischia di mandare a ramengo il quasi cinquantennale gemellaggio tra la città della Marca ed Orleans, la città francese che ha dato i natali a Giovanna D’Arco. Pare che oltralpe non abbiano gradito le sparate del prosindaco. Ora mi domando: Gentilini ci crede veramente o lo fa apposta? Non è che nel frattempo il prosindaco, ribattezzato prosecco, ha sparato nuovamente ad alzo zero solo per accontentare la sua considerevole truppa elettorale leghista, notoriamente emozionale e di pasta grossa? Magari si crede la nuova pulzella della Marca.

Claudio Milioni

Destra e sinistra compagne di merende

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Faccio notare una interessante inchiesta del 6 settembre pubblicata da l’Espresso. Al centro dell’attenzione del settimanale romano vantaggiosi acquisti di splendide case a Roma da parte di politici, magistrati e alti funzionari di Stato. E il reportage ha picchiato duro. Gli affaroni d’oro sono stati appannaggio di ministri in carica e svariati ex. Di presidenti dei due rami del Parlamento. Ma abbiamo letto anche il nome di qualche sindacalista di spicco. Ed il comune cittadino? Non pervenuto. Destra e sinistra italiane, pronte a sbranarsi su questioni irrilevanti, si trasformano immediatamente in compagni di merende quando si tratta spartire qualsiasi prebenda.

Claudio Milioni

20 mila euro

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Domenica 9 settembre 2007 un Airbus dell’Aeronautica militare uno dei quattro velivoli del 31esimo Stormo utilizzati per i voli di Stato, ha trasportato a Milano Linate e poi in elicottero a Monza, il vicepremier Francesco Rutelli e signora. Il GUardasigili Clemente Mastella assieme al figlio Elio. Con loro la delegazione di 17 persone, compresi gli uomini della scorta, per la premiazione dei vincitori del Gran Premio di Formula Uno. Costo stimato: 20 mila euro, che divisi per tutti contribuenti (anche loro in fondo hanno assistito virtualmente) non è poi così esoso. O no?

ANTONVENETA. Che pedante l’articolo 3 della Costituzione

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Per l’affaire Antonveneta il dispositivo depositato dal gip Clementina Forleo parla chiaro. Si legge infatti di come siano state commesse operazioni finanziarie illecite con la complicità di potenti esponenti istituzionali come il Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio «in totale spregio delle regole poste dal mercato e, con esso dei medi e dei piccoli risparmiatori». L’idea che in Italia la legge sia uguale per tutti, articolo 3 della Costituzione, ancora una volta sembra essere un fastidio inutile e pedante.

Il caso Aim mette in fuga il consiglio

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Non era mai successo, a memoria di cronista, che un consiglio comunale venisse annullato a mezzo telefonico e a mezzo comunicato stampa. A Vicenza però accade anche questo. Ieri infatti il presidente del consiglio Sante Sarracco «strafottendosene», come dicono le opposizioni, del testo unico degli enti locali, ovvero della legge, ha annullato una seduta già in calendario. La norma avrebbe invece voluto che l’adunanza si riunisse e che mancato il numero legale si decretasse il tutti a casa.  È solare che il sindaco Enrico Hüllweck ha sponsorizzato l’annullamento della seduta non tanto per dare la colpa ai supporter del No Dal Molin, che come al solito ieri hanno manifestato in modo colorito e pacifico. Il problema per Hüllweck era quello di affrontare una discussione sul bilancio e di conseguenza su Aim, dopo l’ultima bufera giudiziaria che si è riabbattuta su San Biagio. I conti sono in rosso. Tutti sanno ormai che il vecchio cda era nelle fodere dell’onorevole Giorgio Conte e dell’europarlamentare Lia Sartori; Conte e soprattutto Sartori, i due mandanti, politicamente parlando, dello sfasciume in cui Aim è ridotta. Oggi la stampa locale (leggi qui un pezzo del GdV), con toni diversi, ha messo in chiaro i retroscena sulla seduta di ieri. Per di più la stessa maggioranza è sfarinata, con An che chiede quel presidente di Aim che le spetta secondo il manuale Cencelli berico. Rimane però il comportamente del sindaco che continua a chiamare facinorosi coloro che democraticamente ieri hanno espresso il loro dissenso. Che cosa pretende il primo cittadino, una zona rossa ad ogni consiglio comunale, per rendere più tranquille e patinate i gossippatissimi consigli comunali? Ma come va espresso il dissenso secondo Hüllweck? Quali strumenti di protesta ci concedede la cosiddetta democrazia liberale? Una lettera di protesta al Tg4 di Fede? Una preghiera davanti alla madonna del Gabibbo? In realtà il sindaco (e chi lo fiancheggia) ha mostrato per l’ennesima volta la sua reale anima. Vigliacchetta: non affronta la seduta, non scende in piazza a spiegare le sue ragioni, rifiuta il confronto con i giornalisti scomodi. Fascistina: d’imperio, assieme al colonnello Sarracco, blocca una seduta regolarmente calendarizzata. Frivola: con un palazzo Trissino chiuso a tutti fornisce comunque i pass ad un gruppo di fortunati per il vernissage della prima di un libro. Da cornice, mentre la gente giù di sotto (erano in 350 circa) era esasperata, faceva una sala giunta grondante di panini, leccornie e spumanti. Frizzi lazzi e paparazzi…

Marco Milioni

Ad memoriam…

fini21.jpgRiporto questo articolo comparso oggi sul sito del Corsera che contiene alcune precise dichiarazioni di Gianfranco Fini sulla partitocrazia… ad memoriam.

L’intervento davanti ai dirigenti territoriali di An: «Il V-day è la punta di un iceberg. Attenti agli sprechi o saremo travolti».

ROMA – «Beppe Grillo è la punta di un iceberg, di una protesta che monta e da cui rischiamo di essere travolti. Quindi, dobbiamo agire in anticipo: aggredire la cattiva politica dei privilegi e degli sprechi con un risposta netta, senza eccessive prudenze. Dobbiamo incarnare la buona politica». Il leader di An Gianfranco Fini parla davanti ai dirigenti territoriali del partito, riuniti a Roma per mettere a punto l’organizzazione della manifestazione indetta contro il governo Prodi per il prossimo 13 ottobre sui temi di tasse e sicurezza, e li ammonisce: «Attenti, quindi, nelle vostre reltà locali. Attenti ad essere favorevoli all’aumento del numero dei consiglieri, alla presenza di politici nelle municipalizzate. Attenti a tutti quei provvedimenti che sono cattiva politica».
COSTI DELLA POLITICA – Fini parla per poco meno di un’ora e, affrontando il tema dei costi della politica, aggiunge ancora: «Non voglio enfatizzare il fenomeno Beppe Grillo, ma il suo successo è lo specchio di un diffuso sentimento di rifiuto verso il sistema. Oggi- spiega- c’è un vero e proprio fenomeno di rigetto contro la partitocrazia. Noi, per primi, dobbiamo dimostrare cosa vuol dire fare buona politica».
SCONTRO DI PIETRO-BERTINOTTI – A sinistra, invece, Grillo fa litigare Di Pietro con Bertinotti. L’ex pm lancia il sasso: «Mi ha fatto male sentire il Presidente della Camera che dice di condivider la proposta di Grillo di non candidare i condannati in via definitiva. Ma come? Se io gli scrivo tutte le settimane per chiedere di mettere all’ordine del giorno il provvedimento che ho firmato cinque anni fa e lui non mi ha mai risposto…». A stretto giro arriva la replica stizzita del numero uno di Montecitorio: «Il ministro Di Pietro davvero ha perso il senso della misura continuando ad attaccare la presidenza della Camera per una presunta omissione di fronte a sue presunte sollecitazioni». Bertinotti non fa sconti a Tonino, un «ministro che si rivela, in questa occasione, poco rispettoso delle prerogative del Parlamento».
GRILLO PARLANTE – E lo stesso Grillo, a quattro giorni dal successo di piazza, è tornato a farsi vivo. Ovviamente sul web. In un post sul suo blog ha così descritto quanto accaduto sabato a Bologna e in altre 200 città:«Un momento di democrazia. Cittadini hanno fatto la fila volontariamente, per ore. Sono state raccolte SOLO 300.000 firme perché sono finiti i moduli». Quindi ha rincarato la dose contro chi l’ha attaccato: «La V-generation è stata definita “Italia di merda” e “anti politica”. Il popolo della V-generation è un’offesa vivente per i professionisti della politica. Il milione di persone che è sceso in piazza, in modo composto, senza bandiere, senza il più piccolo incidente, dovrebbe essere ringraziato. È la valvola di sfogo di una pentola a pressione che potrebbe scoppiare».

da: www.corriere.it

FIL ROUGE. Aim-Parco Città. Se l’inchiesta profuma di An e Fi

rouge.jpgLe notizie che vengono a galla sulla stampa vicentina sono abbastanza desolanti. Anzitutto per la prima volta Aim chiude i conti in rosso con un disavanzo di 68.000 euro ed una esposizione finanziaria accertata nell’ordine di 100 milioni di euro. Ieri il Giornale di Vicenza ha pubblicato un interessantissimo articolo a firma di Ivano Tolettini in cui si spiega che la magistratura è tornata dalle parti di Beppe Rossi, ex presidentissimo di Aim in quota ad An (ed ora indagato per truffa dalla procura berica). Il motivo? Mettere a fuoco il suo ruolo di numero uno del consiglio di amministrazione e valutare eventuali irregolarità nella cessione e nella acquisizione di aziende o rami di esse. Cessioni e acquisizioni che stando alle opposizioni in consiglio comunale avrebbero fatto schizzare alle stelle i debiti di San Biagio nonché i conti correnti di qualche big della politica berica. Ma c’è di più. Sempre il GdV oggi pubblica altri due lunghi articoli. Il primo parla del maxi crac della società Parco Città. Nel secondo si fanno i nomi coinvolti nell’inchiesta. Tra questi spiccano il plurindagato e già menzionato Rossi nonché il suo consulente fiscale Giovanni Fante. Il primo è l’ex segretario cittadino di Alleanza Nazionale. Da sempre viene indicato come il braccio destro dell’onorevole Giorgio Conte, ex segretario provinciale di An. Ma tra i destinatari degli avvisi di garanzia figurano pure Massimo Mander e Alberto Filosofo. I due sono indicati nell’alveo di Forza Italia. Va aggiunto qualche dettaglio però sempre in relazione al caso Parco Città-Aim. Rossi, lo sanno in molti, è l’ex presidente della municipalizzata, ma conserva anche un bel po’ di cariche tra le controllate di San Biagio. Filosofo è stato consigliere nel cda di Aim. Fu uno degli artefici occulti della caduta di Carla Àncora, fino a tre anni fa potentissimo assessore azzurro al bilancio. Sempre Filosofo, secondo Infocamere, risulta ancora nel cda di una delle collegate alla municipalizzata. Nemmeno Mander necessita di tante presentazioni, visto che fino al 23 marzo 2001 aveva ricoperto la carica di vicepresidente del cda della spa. Insomma tirando le somme per l’affaire Parco Città risultano indagati l’ex presidente di Aim, l’ex vice di Aim, un membro del collegio dei sindaci della multiutility berica (Fante), un ex componente il cda di San Biagio (Filosofo). Esiste un nesso tra il rosso della municipalizzata e il caso Parco Città? Finora il riserbo della magistratura è assoluto, ma le indagini sono in corso. Rimane da capire in questa vicenda il ruolo del primo cittadino azzurro Enrico Hüllweck. Si è accorto in questi anni di quanto accadeva? Si è accorto che il presidente non sollevava questioni circa l’ingaggio del suo commercialista tra i revisori contabili? Non si è accorto che Maurizio Interdonato, ideatore della trasformazione in hoding di Aim, fa parte dello stesso studio di Giancarlo Trevisan, il capo del collegio dei sindaci di Aim? Sa il sindaco che il collegio sindacale di Aim è il massimo organo di controllo aziendale e che le ombre del conflitto di interesse non dovrebbero nemmeno sfiorarlo? Forse no, visto che il conflitto di interessi il sindaco ce l’ha addirittura nel suo letto. Vero signora Hüllweck? Caro sindaco, che ne pensa di questo bizzarro fil rouge che lega Fi ed An?

Marco Milioni

Effluvi di parole

oblomov012.jpgIl mio Nome é Adamo Mallarmo, sono un trentenne di Mestre. Di natura sono smonato e non ho voglia di fare un cazzo, faccio fatica persino a leggere un libro o un giornale. Inoltre sono irresoluto in ogni circostanza (o quasi) che comporti una decisione immediata, un po’ come l’asino di Buridano. Spesso mi chiedo che cosa ci sto a fare in questa valle di lacrime e ripenso alla famosa frase di Teognide: «La cosa migliore è non nascere,  ma visto che che siamo nati la cosa migliore è morire presto». Ovviamente  il sesso nella mia vita è inesistente in quanto le donne fuggono da me a causa del mio atteggiamento cosi scazzato. Tuttavia in questi giorni sono un po’ meno smonato ma più incazzato di questa mia inedia. Chissà perché… Forse avrei bisogno di una scossa adrenalinica. Voi che cosa ne pensate?

Saluti smonati
Adamo Mallarmo

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