Fiamme Gialle in Comune e in Aim. Indagini sul cda bufera a palazzo

Da stamani le Fiamme Gialle stanno effettuando perquisizioni a tappeto presso la sede di Aim e negli uffici del comune. Si tratta di una operazione chiesta dalla procura della repubblica di Vicenza, dopo alcune segnalazioni giunte dalla guardia di finanza veneziana, che su AIM aveva avviato alcuni controlli sull’Iva. Falso in bilancio e false comunicazioni sociali le accuse mosse nei confronti di Beppe Rossi, presidente dimessosi la settimana passata. Stesse accuse nei confronti del resto del cda, dimessosi ieri nel pieno di una bufera politica alla quale oggi se ne somma una giudiziaria. La posizione del sindaco di Vicenza Enrico Hüllweck, socio unico della spa in rappresentanza della municipalità, è ancora al vaglio degli inquirenti.

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AIM: ecco una parte della galassia di San Biagio

Ecco un assaggio della galassia AIM, lo schema completo (di una parte) degli intrecci societeri è scaricabile qui in formato pdf 

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Sostanze tossiche a base di cianuro. Azienda sotto inchiesta, ignoto il nome

Leggiamo oggi su Il Giornale di Vicenza a pagina 15: «I carabinieri del Noe di Roma hanno denunciato nei giorni scorsi il titolare di una ditta vicentina. Durante un controllo, i militari hanno trovato circa 364 chilogrammi di sostanze tossiche stoccati in locali non autorizzati e non idonei. Il titolare è stato pertanto segnalato alla procura per omessa custodia di gas tossico in soluzioni acquose a base di cianuro e per averlo impiegato, senza autorizzazione. Inoltre, i carabinieri gli contestano la mancata tenuta del registro di carico e scarico di gas tossici. Il blitz rientra in un piano di controlli su scala nazionale che mira a prevenire gli infortuni causati dall’utilizzo in maniera non adeguata del cianuro. Un sequestro analogo era avvenuto un paio di mesi fa, sempre in città: milleduecento chili di cianuro erano stati sigillati dal magazzino di una azienda vicentina che commercia prodotti per galvaniche ed industrie orafe. I permessi, infatti, si limitavano ad un quantitativo di 1000 chilogrammi e per questo la quantità in eccesso era stata sequestrata». Sarebbe bene che il GdV dicesse chi sono queste aziende.

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Ruozi e le stime «fuori mercato»

berlusconi_espresso.jpgEcco come alla fine di dicembre 2005 l’Espresso (articolo di Peter Gomez) racconta alcune imprese di Roberto Ruozi, ex consulente ingaggiato da Giampiero Fiorani per alcune stime bancarie. Speriamo solo che non si comporti allo stesso modo con AIM. Insomma Ruozi è un esperto di intrichi societari. Viene a Vicenza per districare il nodo San Biagio o viene per aggrovigliarlo ancor più?

Roberto Ruozi, ex rettore dell’Università Bocconi, non ha mai nascosto da che parte stava. Ha sempre tifato per Gianpiero Fiorani e per la sua Popolare di Lodi. E il 30 aprile scorso, nel pieno della battaglia per l’Antonveneta, non ha mancato di far sentire la sua voce esprimendo l’auspicio che la banca olandese Abn Amro finisse sconfitta proprio come il Psv Eindhoven appena battuto dal Milan. Fiorani apprezzava molto. Tanto che, secondo quanto hanno ricostruito i pm milanesi, nel novembre del 2001 il banchiere diede istruzioni al suo braccio destro Donato Patrini di accreditare la somma di circa 1,5 milioni di euro a favore di Ruozi. Il nome del professore spunta a più riprese nella storia della velocissima ascesa della banca di Fiorani. Nel 2003 fu proprio Ruozi a fare da consulente per la riorganizzazione del gruppo bancario con la costituzione delle due subholding Reti Bancarie e Bipielle investimenti. Un anno dopo, nell’ambito di una perizia per la fusione con Area banca, l’accademico-tifoso di Fiorani fissò a 9,4 euro il valore di un’azione Bipielle investimenti, contro i 5,7 euro della quotazione corrente in Borsa. Del resto, pare proprio che Ruozi, almeno nel caso della Lodi, amasse viaggiare controcorrente. Nel maggio del 2000, quando il mondo finanziario rimase attonito di fronte alla somma che Fiorani era disposto a sborsare per comprare la piccola Popolare di Crema, il presidente della Mediolanum (Fininvest-Doris) spiegò in un articolo per il ‘Sole 24 Ore’ che “l’integrazione della Crema nel gruppo Lodi, costruito secondo un progetto federale che sembra molto attraente ed economico, dovrebbe del resto dare a quest’ultimo (…) soddisfazioni economiche tali da giustificare la spesa”. In effetti i magistrati hanno individuato una categoria di investitori che ha ricavato grosse soddisfazioni dall’operazione. Sono Fiorani e i suoi amici che parteciparono all’Opa sulla Crema dopo aver parcheggiato di nascosto le azioni in società off shore all’estero.

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Roberto Ruozi, dai furbetti del quartierino ad AIM passando per Arcore

ruozi01.jpgChi è il nuovo amministratore unico di AIM? Chi è Roberto Ruozi. Il sindaco di Vicenza sostiene che Ruozi è un uomo fuori dai partiti. Sì, fuori dai partiti e dentro Mediolanum. Insomma è uno dei più grossi cortigiani del Berlusca. Uno che tifava a favore dei ‘furbetti del quartierino’. In questo articolo pubblicato su La Stampa il 23-12-2005 troverete qualche notizia interessante su Ruozi e gli amici dei ‘furbetti del quartierino’.

Era impacchettato in un deposito del caveau della Bpi: un Antonio Canal, detto il Canaletto, assicurato per 10 milioni di euro (e dunque di valore ben superiore) apparentemente intestato ad un anonimo, in realtà di Giampiero Fiorani.

È questa la «sorpresa» di Natale che gli uomini del nucleo provinciale della Gdf trovano in serata dopo una giornata dove sembrava non dovesse succedere nulla. Invece, mentre i magistrati studiano carte e trascorrono il pomeriggio in riunione, gli investigatori si presentano nella sede lodigiana della banca con un decreto di perquisizione e sequestro.

L’obiettivo sono alcune cassette di sicurezza ma è difficile non accorgersi del grande quadro riposto nel deposito. Sarà una perizia già disposta dalla Procura a decidere adesso il valore reale del dipinto. È forse la prima volta che gli inquirenti riescono a sequestrare qualcosa di concreto del leggendario «tesoro» di Fiorani valutato complessivamente in oltre 200 milioni di euro: in parte custodito all’estero, Jersey e Singapore (70 milioni di euro circa) e gran parte investito in ville e immobili.

Misterioso rimane invece il contenuto delle cassette di sicurezza, che fino a tarda sera non sono state aperte. Ma è l’unica nota positiva di una giornata che al contrario sembra trascorrere cupa e piena di tensioni. Rimandato l’interrogatorio in carcere di Fabio Massimo Conti, uno dei due fiduciari in Svizzera di Fiorani, l’aggiunto Francesco Greco e i pm Perrotti e Fusco si chiudono per buona parte del pomeriggio in riunione e alla fine ne emergono con facce scure e bocche cucite.

L’ex amministratore di Bpi intanto si prepara a un Natale a San Vittore. La vigilia, Fiorani potrebbe passarla in compagnia degli inquirenti per affrontare i nuovi temi dell’inchiesta che le 14 ore dei due interrogatori precedenti (davanti al gip e poi i pm) non sono bastate a chiarire.

Dopo aver parlato dei politici, spiegando che le operazioni finanziare relative ai loro conti erano semplicemente delle coperture per dei finanziamenti illeciti (dai soldi per Calderoli a quelli per Romani, Brancher, Tarolli, Grillo), confermando perciò quanto aveva raccontato nei suoi verbali il suo ex uomo di fiducia Patrini, Fiorani avrebbe iniziato a spiegare le alchimie finanziarie messe in piedi per trasferire soldi all’estero con cui appoggiare le spregiudicate operazioni di scalata delle società inglobate dalla Bpi fino alla più nota Antonveneta.

Da chiarire non c’è solo il leasing concesso a D’Alema per l’acquisto della barca a vela, ma anche il rapporto con Silvio Berlusconi interessato soprattutto all’operazione di Ricucci e dell’ex amministratore delegato di Mediaset Ubaldo Livolsi, sulla scalata Rcs. Tanto che Fiorani concesse un finanziamento di ben 570 milioni di euro (anche attraverso Bpl Suisse e la ancora misteriosa Garlsson) per l’assalto a via Solferino.

La conoscenza di Fiorani con il Cavaliere risale ad antica data, fin dagli anni in cui la Bpl inglobò la Banca Rasini comprandola da Nino Rovelli (il defunto re della chimica che avrebbe poi corrotto cesare Previti) e trattando l’acquisto con Paolo Marmont, finanziere milanese sposato con una nipote di Leopoldo Pirelli e attualmente rifugiato in Svizzera inseguito dal mandato di cattura del gip Forleo per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio.

Anche a Berlusconi Fiorani concesse un prestito: un miliardo di lire nel 1994 alla società Dolcedrago che amministrava alcune ville in Sardegna. Fu poi sempre Fiorani a garantire i 50 milioni di euro con i quali Paolo Berlusconi pagò il risarcimento per poter patteggiare nella vicenda della discarica di Cerro.

Fiorani dovrà anche spiegare il ruolo di quel «professor Ruozzi» indicato dall’ex fiduciario Patrini come destinatario di un milione e mezzo di euro sul conto «Coppe» in Svizzera. Si tratterebbe in realtà del professor Roberto Ruozi, ex rettore della Bocconi, nonchè presidente della banca Mediolanum (Fininvest-Doris) e presidente del Touring Club. Secondo Patrini Ruozi, che è sempre stato uno dei più accesi sostenitori dell’ascesa di Fiorani e delle manovre della Bpl, ivi compresa l’illecita scalata della Popolare di Crema, avrebbe percepito del dnaro anche in altre occasioni.

Intanto Consorte, Sacchetti e Gnutti ieri hanno mandato in avanscoperta i loro legali per sondare gli umori della Procura. Il timore ovviamente è quello di possibili provvedimenti giudiziari.

Così gli avvocati, dopo essere rimasti a colloquio con Francesco Greco per circa due ore, avrebbero avuto un quadro abbastanza preciso dei risultati finora raggiunti. Sufficente per farli decidere se accompagnare la prossima settimana i loro clienti in Procura.

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È on-line la nuova Sberla: what’s AIM?

la-sberla-19-04-2007.jpgChe cosa sta succedendo nel firmamento di AIM? Perché il consiglio comunale di ieri si è trasformato in una baraonda in cui il sindaco è stato bersagliato da tutti, maggioranza inclusa? Cosa si nasconde nella ragnatela delle società controllate da Aim? Chi è il nuovo amministratore unico Roberto Ruozi? È a queste domande che stiamo cercando di rispondere. L’ultimo numero de La Sberla è ora scaricabile dal web, ma gli approfondimenti proseguiranno nei prossimi giorni. AIM, un tempo gioiello della città, versa ora in una grave situazione debitoria. L’entourage che gravita attorno all’ex presidente del cda Beppe Rossi è stato definito in consiglio comunale il covo «della Banda Bassotti» dal consigliere Franca Equizi. Nessuno in aula ha preso le difese di Rossi e soci. Che cosa sta per succedere? I media locali in questi giorni si stanno dando molto da fare, La Sberla inclusa. Vediamo un po’ che cosa salterà fuori dal cilindro dell’informazione.

Marco Milioni

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Il No Dal Molin occupa la basilica palladiana

basilica012.jpgRiceviamo dal comitato “NO Dal Molin” e pubblichiamo integralmente.

Un gruppo di cittadini del Presidio Permanente NO DAL MOLIN ha occupato simbolicamente questa sera alle 19 la Basilica Palladiana, simbolo di Vicenza e del suo patrimonio artistico. Sono donne e uomini, adulti e giovani che, come tanti vicentini, vogliono impedire la costruzione di una nuova installazione militare. La nostra città, patrimonio Unesco, per le tante opere architettoniche che ospita, è minacciata dalla costruzione di una nuova base militare Usa presso l’aeroporto Dal Molin, situato ad appena 1500 metri in linea d’aria dalla Basilica. Un’opera devastante, che la comunità locale contrasta da mesi, ma che Governo e amministrazione locale vorrebbero imporre contro la volontà – più volte espressa – dei cittadini. La Basilica che si trova di fronte a palazzo Trissino (sede del consiglio comunale) rappresenta da questa sera la sede dell’Altrocomune, luogo simbolo di tutti coloro che non si sentono rappresentati da quanti hanno svenduto la città per un pugno di dollari. La nostra iniziativa ha un contenuto fortemente simbolico in difesa della città del Palladio, del suo territorio e del futuro dei suoi abitanti. Dopo il 17 febbraio su Vicenza è calato il silenzio mediatico, ma il movimento ha continuato a vivere e costruire iniziative. In questi giorni l’ambasciatore Spogli, il generale Helmick e i vertici militari italiani si incontrano per discutere la realizzazione dell’installazione militare; si moltiplicano le voci di una possibile imminente firma del Governo per la cessione dei terreni. Noi vogliamo ribadire la nostra determinazione nel continuare a batterci pacificamente contro questa nuova base di guerra. Alla vigilia del cinquecentenario del Palladio, il nostro territorio è minacciato dall’arroganza di quanti, a Vicenza come a Roma, vorrebbero decidere senza tenere in alcuna considerazione la comunità locale e la volontà dei cittadini. Noi abbiamo sempre detto che il futuro è nelle nostre mani e che resisteremo un minuto in più di chiunque voglia costruire la base. Questa sera abbiamo occupato la Basilica del Palladio per riappropriarci della nostra città e del nostro futuro. Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione di giovedì 19 aprile – ritrovo ore 18 in piazza Matteotti – che si concluderà sotto le finestre del consiglio comunale in piazza dei Signori. Vorrebbero mettere a tacere quanti sono contrari alla nuova base: col fragore delle nostre pentole faremo sentire quanto forte è la nostra voce. Difendiamo la terra per un futuro senza basi di guerra.

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Asproso chiede notizie sull’inquinamento alla Ederle di viale delal Pace

Riceviamo dal consigliere comunale Ciro Asproso e pubblichiamo integralmente.

Ha destato non poca preoccupazione la notizia apparsa oggi, di un inquinamento ambientale rilevato presso la caserma Ederle e apparentemente “insabbiato” da questa Amministrazione comunale. In realtà la questione è alquanto datata e si riferisce ad uno spargimento d’idrocarburi, avvenuto in corrispondenza di alcune cisterne di gasolio per riscaldamento, collocate all’interno della caserma stessa. Una questione che non va sottovalutata, ma non dissimile da una decina di situazioni analoghe, che interessano numerosi distributori di carburante della città, attualmente fuori esercizio. Tuttavia, l’occasione è buona per affrontare un tema delicato e di grande interesse, ossia il grado di coinvolgimento della Ederle e più in generale, degli insediamenti militari, rispetto alla globalità dell’inquinamento cittadino.

Tutto ciò considerato si chiede

- il versamento di idrocarburi è stato rilevato in conformità a un’autodenuncia del comando USA, che tempi prevede il Piano di Bonifica? L’inquinamento è statico o dinamico? Cosa sappiamo delle emissioni in atmosfera? Vengono effettuati dei controlli e con che cadenza? La legislazione comunitaria in materia d’inquinamento si applica anche agli insediamenti militari?

- tra i numerosi interventi edilizi programmati presso la caserma Ederle, vi sono nuove costruzioni e ristrutturazioni di edifici esistenti, ma non risultano progetti di rifacimento degli impianti di riscaldamento. Il Comune è impegnato con la Provincia, in una campagna di controllo di tutti gli impianti di generazione del calore in città, esiste una collaborazione con l’amministrazione militare USA per la trasformazione delle caldaie a gasolio con altre tipologie a minore impatto ambientale?

- è mai stata quantificata “l’impronta ecologica” che la Caserma Ederle imprime all’ecosistema vicentino, in termini di emissioni in atmosfera, consumi idrici ed energetici, reflui inquinanti e produzione di rifiuti? In caso di risposta negativa, è possibile ottenere dall’assessore all’Ecologia un impegno in tal senso, attraverso la redazione di un rapporto statistico da consegnare a questo Consiglio in tempi ragionevoli?

Ciro Asproso, consigliere comunale in Vicenza

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Un amico per la sala Bernarda

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Credete che questo lampadario possa essere un buon arredo per la sala Bernarda?

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On line l’ultimo numero de La Sberla

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Insomma, è stata dura, tra allergie, pc sfasciati e rogne dell’ultim’ora La Sberla ha un po’ tribolato, ma… è sempre li’. Qui potete scaricare l’ultimo numero.

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