Il Consiglio di Stato congela il ricorso di Villaverla

(m.m.) C’è una novità sul versante della Pedemontana Veneta. Il Giornale di Vicenza oggi in edicola, a pagina 9, pubblica un servizo in cui si precisa che anche sul fronte Villaverla il Consiglio di Stato si è pronunciato per una sospensiva del blocco  dei lavori e del relativo iter precedentemente stabilito dal Tar Lazio. Il provvedimento d’urgenza, ma nel merito la decisione è rinviata, è stato firmato ieri dal giudice Gaetano Trotta della IV sezione del Consiglio di Stato. Per conseguenza quindi ora su tutti i cantieri Spv i lavori ritornano legittimi: il tutto mentre si attende il pronunciamento definitivo dei giudici al riguardo.

Veneto Strade a rischio crac

Orizzonti foschi per Veneto Strade spa: la società per le infrastrutture della Regione, costituita nel 2001, rischia il default – per ammissione dell’ad Silvano Vernizzi – se la Regione confermerà l’azzeramento dello stanziamento per il 2012, e soprattutto se le banche dovessero chiedere il rientro dei prestiti. Una situazione preoccupante, emersa in Consiglio regionale durante l’audizione dei vertici di Veneto Strade davanti alla Commissione trasporti e viabilità, presente l’assessore Renato Chisso. La chiusura dei rubinetti da parte dell’Ente non pregiudicherebbe le grandi opere, secondo Chisso. Ma secondo Vernizzi e il presidente della spa, Roberto Turri, non permetterebbe a Veneto Strade «di aprire nel 2012 nuovi cantieri o di garantire interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria».

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Spv, Chisso e Covepa ai ferri corti

Dopo il nuovo slittamento a giugno deciso dal Consiglio di Stato sulla vicenda Pedemontana Veneta arriva il botta e risposta a distanza tra l’assessore veneto alla mobilità Renato Chisso del Pdl e i portavoce del Covepa, il coordinamento delle associazioni che si batte per bloccare l’attuale tracciato della Spv. «La Giustizia amministrativa, al suo massimo livello, ha fatto un passo in più, prendendo atto delle nostre argomentazioni, che io considero le ragioni della ragione e del diritto, che ci hanno portato, finalmente e con almeno un trentennio di ritardo, a dare la risposta che il territorio interessato merita, della quale ha bisogno e per il quale abbiamo trovato soluzioni e progettato interventi che rappresentano uno dei più alti esempi europei e mondiali di inserimento di un’opera strategica nel territorio». Queste le parole di Chisso riportate dal portale del quotidiano Libero nel primo pomeriggio. Passa poco più di un’ora. Francesco Celotto, Massimo Follesa e Elvio Gatto, i portavoce del Covepa, diramano una nota al vetriolo in cui pur non citando direttamente l’assessore lo si attacca frontalmente…

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Fallo e martello

Potrebbe sembrare una novella del Boccaccio e invece è una storia vera. Una storiaccia di sesso, potere, affari e politica che ruota attorno alla faccia un po’ allungata (sembra il fratello di Niccolò Ghedini) di Orfeo Goracci. Comunista di Rifondazione, vicepresidente del consiglio regionale umbro, ex sindaco di Gubbio nel Perugino, è finito in manette con otto suoi fedelissimi con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, alla concussione. «O eri donna e cedevi alle avances del sindaco, o eri uomo e avevi agganci politici o di amicizia con Goracci o con persone riconducibili al suo gruppo, oppure eri fuori dai giochi». Così Luigina Procacci su Lastampa.it descrive il metodo Goracci. Che sia Franza o che sia Spagna basta che se magna verrebbe da dire. E soprattutto basta che se tromba… Ma a sinistra non avevano tenuto lontano il morbo di Arcore?

Marco Milioni

Dal Vicentino l’80% dei danni erariali del Veneto

Quasi l’80% dei danni erariali segnalati alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto viene dal Vicentino. Lo rende noto la Guardia di Finanza del Veneto, per conto del Comandante Regionale Generale di Divisione Walter Cretella Lombardo, nel rapporto annuale (anno 2011) per quanto riguarda le azioni svolte nell’ambito della tutela della spesa pubblica. Ciò che balza all’occhio nel resoconto è l’incidenza del danno erariale proveniente dal Vicentino che ammonta a 32.240.089 di euro su un totale regionale di 41.046.875 euro. La provincia seconda classificata in questa poco edificante classifica, Rovigo, arriva a malapena a superare un danno erariale di 8 milioni. Insomma, Vicenza prima con distacco.

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Spv, il Consiglio di Stato rinvia ancora a giugno

(m.m.) «Il Consiglio di Stato ha rinviato a metà giugno la decisione nel merito rispetto al ricorso contro il progetto Spv portato avanti da un residente di Loria nel Trevigiano». Così si è espresso pochi minuti fa Massimo Follesa, uno dei consulenti tecnici del comitato dei ricorrenti contro la Pedemonatna Veneta. Follesa, che è anche uno dei portavoce del Covepa, il coordinamento delle associazioni che chiede un percorso alternativo per la grande infrastruttura, nel concreto fa riferimento al ricorso presentato da Patrizio Zen. Più nel dettaglio comunque ieri a Roma i giudici di palazzo Spada, nelle cui carte si trova la conferma della anticipazione di Follesa, hanno stabilito una sola cosa: il rinvio nel merito di ogni decisione. Il motivo? Allo stato non sussistono necessità e urgenza per accogliere il no tout court alla Pedemontana sentenziato a fine dicembre 2011 dal Tar Lazio; nella capitale quindi le toghe hanno ritenuto, almeno in questa fattispecie, preminente l’interesse generale affinché al momento non siano bloccati i lavori. Si tratta però di un ragionamento che appunto non entra affatto nel merito della contesa. La quale sarà discussa in udienza il 19 giugno, sempre avanti il Consiglio di Stato. Ad ogni buon conto tale scelta modifica gran poco la prospettiva generale della situazione poiché il no all’intero percorso amministrativo che ha generato gli attuali cantieri della Spv è ancora in piedi. Ed è in piedi per l’effetto di una differente sentenza del Tar Lazio del 2 febbraio, radicata in un differente procedimento; sentenza cui si è giunti dopo un ricorso del comune vicentino di Villaverla. Frattanto si registra una dura presa di posizione di Lanfranco Tarabini, portavoce del comitato No Pedemontana della Valle Agno. Quest’ultimo infatti ha puntato l’indice contro Franco Miller, delegato Assindustria Veneto per le infrastrutture in ragione dell’intervento pro Spv dello stesso Miller pubblicato alcuni giorni fa sul Corriere del Veneto.

Punti interrogativi pedemontani

(m.m.) Andrà come andrà sul piano delle carte bollate, la vicenda della Spv rimane un grande punto interrogativo; quantomeno sul piano progettuale, amministrativo e politico. Un piccolissimo esempio? L’11 febbraio su VicenzaPiù a pagina 10 ho pubblicato un servizio nel quale si evidenziavano le pendenze giudiziarie della Girardini, una delle ditte che sta lavorando ai cantieri della Pedemontana Veneta. Mi sarei aspettato un chiarimento in primis dalla giunta regionale. E invece no. Si preferisce il silenzio. Più o meno la stessa cosa è accaduta quando nell’ottobre dello scorso anno Vicenzapiu.com ha pubblicato un servizio in cui si evidenziavano i dubbi sullo stato di Sacyr, una delle compagini cui è affidata la realizzazione della Spv. Frattanto ad horas, salvo rinvii et similia, si dovrebbe conoscere il verdetto nel merito del Consiglio di Stato rispetto al ricorso contro il progetto presentato da Patrizio Zen, residente a Loria nel Trevigiano. Per chi invece è interessato ad una cronistoria del progetto Spv, segnalo un lucido ed esaustivo schema redatto ai primi dell’ottobre 2010 da Osvaldo Piccolotto e da Alberto Baccega. Il primo è uno dei portavoce del comitato dei ricorrenti trevigiani, il secondo è il loro cosulente tecnico.

Terza lettera al premier: ovvero della monotonia di Monti

Lei, Presidente Monti, ha sostanzialmente definito monotono il posto fisso. Poi, aggredito dall’opinione pubblica per l’acume scientifico dell’intuizione, ha dichiarato, come al solito, di essere stato frainteso. Ebbene Lei, non ha tutti i torti. Essere nominato senatore a vita per meriti non ancora acquisiti, deve essere proprio una noia. Chiacchierare davanti a tavole capaci di soddisfare l’appetito dei commensali, che sparano spesso sciocchezze e luoghi comuni, deve essere di una noia mortale. Dire alla propria moglie se è preferibile spendere qualche migliaio di euro per un abito di Tizio piuttosto che di Caio per essere eleganti alla “prima” di non so che cosa, deve essere noioso in guisa mortale…

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Nuovo stop alla Spv: «Resistere alla cementificazione»

Bloccata, sbloccata, ora di nuovo ferma. Per la Pedemontana veneta arriva un nuovo stop. Ancora dal Tar del Lazio: i giudici amministrativi, con una sentenza depositata a inizio febbraio hanno messo di nuovo in pausa l’iter della superstrada a pagamento che dovrebbe collegare Spresiano, in provincia di Treviso, a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Lo hanno fatto accogliendo il ricorso del sindaco di uno dei comuni interessati, quello di Villaverla, provincia di Vicenza: il primo cittadino aveva fatto ricorso per l’annullamento degli atti di governo e commissariali dell’intero iter amministrativo e i togati gli hanno dato ragione.

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Miller e la Spv

(m.m.) «La vicenda della Pedemontana veneta può essere portata come esempio di quell’Italia che non vuole cambiare e finge di non vedere che con le scuse della ricerca dell’ottimo, nei fatti svolge un ruolo di tutela di pochi interessi personali a scapito del bene della collettività». Comincia così un lungo intervento di Franco Miller, delegato dell’Assindustria Veneto per le questioni della mobilità. Nell’intervento, pubblicato a pagina 3 del Corriere Veneto di oggi ci sono una serie di riferimenti alla storia recente della Spv. Miller si dice dispiaciuto per i ricorsi contro l’opera decisi dai comitati dei residenti e in uno dei passaggi della sua missiva argomenta così: «Sono passati pochi giorni dalla presa di posizione del Consiglio di Stato, che ha rigettato la decisione del Tar del Lazio su un ricorso di un privato, di cui siamo ancora in attesa della sentenza di merito prevista per il 14 febbraio; ebbene il Tar del Lazio interviene nuovamente, mettendo da parte ogni prudenza che consiglierebbe almeno di aspettare il giudizio di merito del Consiglio di Stato, e accetta un nuovo ricorso teso a fermare i lavori della Pedemontana». La lettera aperta al Corriere Veneto si conclude poi così: «Le comunità locali nella stragrande maggioranza, le forze politiche economiche e sociali in maniera quasi unanime invocano da decenni un’infrastruttura che il governo e il Cipe hanno riconosciuto necessaria e inserita nella Legge Obiettivo. Queste continue interruzioni stanno alterando qualsiasi programmazione, stanno dilatando il termine dell’opera con una notevole perdita di soldi pubblici. C’è un progetto che è stato riconosciuto come il migliore ed un Concessionario pronto ad iniziare i lavori, con un Commissario straordinario intento a sciogliere gli ultimi nodi e che già nel caso del Passante di Mestre ha dimostrato capacità ed equilibrio. Lasciamoli lavorare! È un’invocazione fin troppo sfruttata, ma che questa volta mi sembra riassuma il pensiero delle imprese e della società veneta tutta».

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