La sinistra a Variati «Piano da modificare»

La “sinistra diffusa” che raduna Sel e gruppi ambientalisti e pacifisti nella rete “Disegniamo Vicenza” chiede «modifiche migliorative sostanziali al Piano degli interventi». All´incontro con il sindaco Achille Variati per sondare le possibilità di aderire alla sua alleanza e partecipare alle primarie di coalizione per il candidato sindaco del 2013, Disegniamo Vicenza porterà anche questa sollecitazione, emersa durante l´assemblea di sabato scorso a Villa Tacchi. Se da un lato, come già raccontato, i portavoce della rete hanno espresso un «giudizio positivo» sull´operato generale dell´attuale amministrazione, dall´altro tengono a sottolinere ancora una volta la loro diversa posizione sull´urbanistica. L´assemblea di Disegniamo Vicenza ha «dato mandato a una delegazione per il confronto con la maggioranza di governo della città su punti dirimenti: urbanistica e mobilità, municipalizzate, politiche sociali e cultura saranno i temi su cui saranno presentate proposte e per quanto riguarda il Piano Interventi saranno avanzate richieste di modifiche migliorative sostanziali». Tutto ciò a ribadire che l´accordo con il primo cittadino e la sua maggioranza è tutt´altro che chiuso e che l´incontro dei prossimi giorni non sarà una passerella, ma uno snodo cruciale. Dopo l´incontro l´assemblea della sinistra diffusa si riunirà per decidere il da farsi: se c´è accordo, presenterà un suo candidato alle primarie, altrimenti proseguirà in un percorso autonomo.

da Il Giornale di Vicenza del 30 ottobre 2012; pagina 18

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Idv, Rc e Ci: pronto il patto per le comunali

Idv, Rifondazione e Comunisti Italiani hanno perfezionato durante il week-end l’accordo per le prossime municipali nel capoluogo berico. L’indiscrezione è circolata oggi nel primo pomeriggio a palazzo Trissino. Il gruppo dei tre starebbe cercando ora un volto di spicco come candidato sindaco. In realtà i conciliaboli erano cominciati parecchio tempo fa e nonostante i segretari provinciali dei tre partiti, rispettivamente Alessandro Pesavento, Giuliano Ezzelini Storti (in foto) e Giorgio Langella, abbiano da giorni le bocche cucite le indiscrezioni sono filtrate anche a margine delle discussioni recenti in sala Bernarda…

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L’Antimafia indaga sul caniere? Rebus a Dueville

«Nubi scure all’orizzonte per la caserma dei carabinieri in costruzione a Dueville. Due tegole si sono abbattute, per così dire, sulla testa del sindaco Giuseppe Bertinazzi: un ritardo sui tempi di consegna dei lavori e un’indagine dei carabinieri dei Ros a livello nazionale sugli appalti pubblici che coinvolge anche l’impresa calabrese Elle Due Costruzioni di Lamezia Terme (Catanzaro), con sede anche a Dueville, che sta eseguendo l’intervento». È questo uno dei passaggi salienti dell’articolo pubblicato il 26 ottobre a pagina 36 su Il Giornale di Vicenza. Sempre sullo stesso quotidiano, stesso giorno e stessa pagina, viene pubblicato un servizio a corredo in cui si scrive che «… I militari stanno compiendo dei controlli mirati sulle aziende che hanno vinto appalti pubblici per individuare eventuali violazioni, sia rispetto al contratto sia rispetto a presunti legami con la criminalità organizzata». E ancora si scrive che gli accertamenti che coinvolgono la società che operava a Dueville sono coperti «dal più stretto riserbo» e che sarebbero seguiti «dalla procura antimafia di Venezia».

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Project financing. Pettenò: siamo al collasso, si blocchino tutti i progetti

Rivedere immediatamente gli accordi finanziari per le opere in project financing in fase di costruzione e bloccare tutti i progetti in fase di approvazione. Lo chiede in un’interrogazione alla giunta regionale veneta il consigliere della Federazione della Sinistra Veneta, Pietrangelo Pettenò…

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Covepa: rischio collasso per il project financing nel Veneto

Per anni il mostro è rimasto nascosto. Il mostro è quello dei conti della sanità veneta. I cui fondi sembrano non bastare mai per pagare le opere e i servizi in corso. Oggi dalla stampa regionale si apprende che la regione Veneto sta pensando, con un disegno di legge, ad utilizzare alcuni beni in disponibilità delle Ulss locali per chiedere prestiti allo Stato con l’obiettivo di far cassa per i lavori nei nuovi ospedali. Si legge sempre sulla stampa che il problema starebbe nei minori trasferimenti da parte dello Stato. Apprendiamo che la Regione Veneto non ha versato i 13 milioni di euro corrispondenti al canone annuale 2012 del progetto di finanza dell’ospedale di Santorso, nonostante le continue sollecitazioni della Ulss 4…

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Usb: la Regione non paga 13 milioni di canone per l’ospedale di Santorso

Siamo a conoscenza che la Regione Veneto non ha versato i 13 milioni di euro corrispondenti al canone annuale 2012 del progetto di finanza dell’ospedale di Santorso, nonostante le continue sollecitazioni della Ulss 4. Un progetto di finanza particolarmente oneroso della durata di 24 anni che costa alla cittadinanza esattamente il doppio di un “mutuo diretto”. Abbiamo già dichiarato più volte che è un vero regalo alle solite note ditte appaltanti.

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Il j’accuse del comitato Biron

«La Bretella Dal Molin inserita nel Piano interventi è in contrasto con la determina del Ministero della Difesa del 17.07.2007. I dirigenti comunali rispettano le indicazioni del sindaco Achille Variati sull’accesso agli atti di cui al decreto legge numero 195 del 2005?». È questo l’incipit di un breve dispaccio diramato pochi minuti fa da Giovanni Marangoni, uno dei portavoce del comitato Biron. Nella nota si mette in dubbio la trasparenza dell’amministrazione comunale di Vicenza nell’ambito della progettazione della bretella che dovrebbe attraversare il capoluogo nella zona Ovest. In uno dei passaggi salienti dell’intervento, che non supera la pagina dattiloscritta, si legge: «Contrariamente a quanto affermato dal sindaco l’accesso alla base Dal Molin inserito nel Piano interventi da sud-sud-ovest, cioè da viale Ferrarin, non solo non è l’unico possibile ma, come correttamente indicato nel comunicato del Coordinamento dei Comitati del 22.10.2012, è in aperto e palese contrasto con la determina del Ministero della Difesa del 17 luglio 2007 che condiziona la realizzazione del Dal Molin… alla collocazione dell’accesso… nella parte nord». Ora la palla quindi è stata gettata sul campo della giunta che dovrà replicare agli addebiti in un peiodo particolare in cui nella gestione dell’urbanistica e del territorio arrivano accuse un po’ da tutti i settori. Compreso il M5S che da settimana col sindaco Achille Variati ha ingaggiato un duello a distanza. Frattanto proprio tra i grillini si è sparsa la voce secondo cui ci sarebbe un gruppo ristretto di militanti che starebbe preparando il terreno per la discesa in campo come candidato sindaco di Liliana Zaltron, volto nuovo in seno al movimento berico. A meno di sconvolgimenti dell’ultim’ora sarà proprio lei il candidato sindaco e l’indiscrezione è attendibile al 99%.

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Orizzonte ortofrutta

«La gestione di buona parte del mercato ortofrutticolo del comune di Vicenza passa ai privati della coop Agrovì. L’obiettivo? Permettere al comune di risparmiare e modernizzare l’impiantistica con l’obiettivo di realizzare in zona un grande market coperto sulla scia di quanto accade da decenni nei centri di mezz’Europa». È questo uno dei passaggi salienti di un servizio pubblicato oggi da Vicenzapiu.com che può rivelarsi utile a fare il punto sul futuro del mercato ortofrutticolo di Vicenza. La questione ovviamente va ben al di là degli annunci fatti dalla giunta comunale di Vicenza perché se questa sarà in grado di dare compimento ai suoi propositi allora quella che è un’area degradata potrebbe tornare a rivivere grazie ad una funzione eccellente. Lo scenario peraltro, quanto meno sul piano urbanistico, è legato a filo doppio con quello del vicino comparto dei Magazzini generali, una partecipata municipale al centro di un complesso contenzioso giudiziario che proprio su quei lotti potrebbe accendere una serie di appetiti speculativi.

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La filiera di Matteo

Pochi minuti fa su Piazza Pulita, La7, è stato mandato in onda un servizio che domani sicuramente farà parlare sui giornali. Un servizio in cui si mostra l’elite dei pretoriani che tifano Matteo Renzi: banchieri, gestori di hedge-found, amministratori delegati di corpotation con solidi ammanigli internazionali. E l’immancabile Giorgio Gori. Insomma i caposcala italici della finanza internazionale. Quelli che in gran parte sono i responsabili della tonnara internazionale che partita oltre Atlantico si è abbattuta in Europa

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Renzi e Variati, marketing neo-berlusconiano

L’11 ottobre scorso il teatro comunale di Vicenza straripava per ascoltare la buona novella di Matteo Renzi. Stimate 1300 persone, un grande successo di pubblico per lo show del sindaco di Firenze, la rockstar del momento – altro che Celentano. Perchè la sua campagna coi discorsi in piedi, microfono in mano, modello convention, è un format di spettacolo, un reality televisivo, come ha sottolineato il critico Aldo Grasso sul Corriere.

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