Blitzquotidiano.it: altri guai fiscali per i Mastrotto
(m.m.) «Nel corso di una ulteriore, recente attività ispettiva condotta nei confronti di un gruppo imprenditoriale multinazionale, attivo nel settore conciario, operante nel vicentino, sono state rinvenute rilevanti violazioni in materia di retribuzione dei lavoratori dipendenti: circa 4 milioni di euro risulterebbero i compensi che l’imprenditore ha elargito “fuori busta”, nel corso di cinque anni, ai propri dipendenti. Si tratta di un vero e proprio “sistema” di retribuzione irregolare, scoperto dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza, che coinvolgeva 174 lavoratori dipendenti, pur risultati regolarmente assunti». Così recitava una nota diffusa stamani della Guardia di Finanza di Vicenza. Ma a chi si riferiscono le fiamme gialle? Secondo un importantissimo quotidiano vicentino, che ha poi ha rimosso i nomi dal servizio pubblicato sul suo portale elettronico, si tratterebbe ancora del Gruppo Mastrotto, da qualche giorno al centro di uno scandalo di cospicue dimensioni. Ma che del Gruppo Mastrotto si tratti lo riferisce invece il portale blitzquotidiano.it, il quale dedica alla notizia un breve approfondimento.
Uniti per la pelle, tenuti per le palle

«L’autorizzazione è un bel messaggio, che consente a migliaia di lavoratori di andare in vacanza con la tranquillità che al rientro le aziende rimarranno aperte». È il 2008 la pagina è la numero 32 del GdV del 3 luglio. Così l’allora sindaco di Arzignano, Stefano Fracasso del Pd, commenta la maxi sanatoria ambientale che deroga ad importanti parametri ecologici in materia di reflui. Ne beneficieranno a mani basse le concerie della Valchiampo. Lo stesso giorno sullo stesso quotidiano così si esprime Giuliana Fontanella, consigliere regionale del Pdl e presidente della commissione attività produttive: «C’è grande soddisfazione per l’autorizzazione: c’è più tranquillità e ora ognuno dovrà fare la sua parte per risolvere i problemi che rimangono». E ancora, stesso giornale stesso giorno così parla Paolo Franco, senatore del Carroccio: «L’autorizzazione è un ottimo risultato, soprattutto per le imprese». Viva lo scudo ambientale. Le imprese ringraziano, i malati di tumore meno.
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Cassa integrazione per quattrocento nell’azienda della grande evasione
Per la Finanza ha omesso di dichiarare redditi per un centinaio di milioni e ha un patrimonio all’estero nei paradisi fiscali di 1,3 miliardi di euro. Eppure da qualche mese chiede i soldi allo Stato per la cassaintegrazione ordinaria dei suoi operai in quanto attraversa un periodo di calo delle commesse. E lo Stato, che non ha ricevuto quanto gli spettava, paga. E’ un altro dei paradossi che coinvolge il Gruppo Mastrotto, finito sotto inchiesta e sulle pagine di tutti i giornali per una colossale evasione fiscale. Cifre contestate, come riportiamo nella lettera a lato: il gruppo sostiene che la pretesa tributaria non è di 106 ma di 53 milioni di euro e che non c’è alcun patrimonio nascosto oltre confine. Al contrario, si apprende, l’azienda attraversa un momento di difficoltà e la conferma arriva dai sindacati che hanno trattato con l’azienda la richiesta di ammortizzatori sociali. I primi accordi risalgono a questa primavera e hanno ottenuto il benestare della commissione Inps.
Guida in stato di ebbrezza, Bulgarini conferma multa e ritiro patente
Ormai la voce girava da parecchie settimane. Jacopo Bulgarini d’Elci, portavoce del sindaco di Vicenza nonché capo di gabinetto dello stesso comune, sarebbe stato fermato a bordo della sua vettura in stato di ebbrezza dalla polizia municipale di Malo a tarda sera durante l’ultima settimana di luglio o la prima di agosto. Chi scrive ha così cercato di avere dal diretto interessato un riscontro in prima battuta. E il riscontro c’è stato…
Energico
(m.m.) Di fronte a ceti politici o a certi imprenditori vicentini che in questo momento stanno finendo di spolpare quel poco che rimane dell’Italia o della nostra provincia occorrerebbe mostrare una durezza come quella che si sprigionò nell’impatto tra il tedesco Harald Schuemacher e il francese Patrick Battiston nel 1982 (semifinale Francia-Germania dei campionati mondiali di calcio). Una selva di ignoranti, fra le altre, continua a sostenere che quello di Schuemacher fu un fallo; cosa che non fu visto che Battiston aveva già perso la possibilità di recuperare la sfera.
Bruno Mastrotto? Santo subito
«Sì ma quello della concia è un sistema che gira in quel modo». Così parlò l’onorevole Max Calearo su “Repubblica del 27 agosto 2011 a pagina 21. Uno sobbalza e dice, ma caspita, chi parla non è Bepi del casolin. No è l’ex presidente dell’Assindustria Vicenza. Ma se sapeva, perché non ha parlato in passato? Perché non ha preso provvedimenti contro il collega che distorceva sua verginità la libera concorrenza? Uh, ma quando si discetta di sua santità conciaria Bruno Mastrotto la prudenza è come il botox al Billionaire di Briatore; è d’obbligo. E così nonostante il caso Arzignano deflagri su tutta la linea i «ma»e i «però» si fanno avanti pronti a tirar su la fabbrca, o meglio «el capanon», dell’omertà made in Vicenza.
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Quelli che “Io il debito non lo pago”
L’idea è semplice: abbiamo un debito troppo alto che non si riesce a ripagare? Basta cancellarlo con un tratto di penna e si risolve tutto. L’ipotesi è che il default sia la soluzione e non il problema da evitare. In Italia sta nascendo un movimento proprio all’insegna dello slogan “Non pagare il debito” che ha convocato a Roma la prima riunione all’inizio di ottobre, giusto in tempo per aderire – due settimane dopo – alla manifestazione spagnola degli indignados sullo stesso tema.
Il Grande imbroglio è stato scoperto
Ora c’è la prova provata. La pistola fumante. Il documento epocale. Quattro parlamentari americani decisamente fuori dagli schemi hanno scoperto che tra il 2007 e il 2010 la banca centrale americana, la Fed, ha stampato dal nulla una cosa come 16mila miliardi di dollari, ovvero 16 triliardi di dollari (qualcosa in più dell’intero debito Usa!) e li ha prestati, ad interessi zero, al solito crocchio di amici e fiancheggiatori per comperare tra gli altri titoli spazzatura che si sapeva valevano zero. Ora lorsignori i soldi prestati li rivogliono indietro (vedi la nostra finanziaria lacrime e sangue), ma buoni però, ovvero dissanguando bilanci ed asset nazionali e quindi i cittadini degli stati occidentali che si sono fatti infinocchiare. La cosa, sulla quale bisognerà parlare in futuro vista la portata mondiale della truffa, la spiega in profondità Giulietto Chiesa che cita le fonti. Ora se di fatto chi ha generato questo sconquasso finanziario è la Fed coi suoi soci privati è bene che quei denari non vengano restituiti, visto che chi ha investito sapeva di comperare merda; e merda sarà restituita, non certo oro (per caso la Bce ha fatto lo stesso?). Tale scenario è stato ben tratteggiato dal professor Micheal Hudson sul New York Times di venerdì. La notizia passerà sui grandi media? Oltretutto questa faccenda comporta delle implicazioni di natura penale che non hanno solo il sapore della truffa ma anche della violazione dei diritti internazionali perché quando con una truffa metti alla fame milioni di persone o peggio finanzi guerre mortifere, la mannaia della giustizia diventa necessaria.
Marco Milioni
Draghi affamati
«A questo punto si vorrebbe sperare, ma c’è da essere pessimisti al riguardo, che non si verifichi quanto accaduto tra il ’92 e il ’96 quando strumentalizzando una vicenda sacrosanta (Tangentopoli e la moralizzazione della politica nella gestione della cosa pubblica) si trovò il modo di svendere ai soliti amici degli amici una bella parte dei gioielli di Stato, usando la scusa del debito pubblico (privatizzazioni risoltesi in un disastro). Cosa che viste le condizioni dell’economia italiana e dei debiti accumulati dai grandi speculatori internazionali che sull’Italia e altri potrebbero rifarsi, accadrà con ogni probabilità fra l’estate e l’autunno del 2011. Il debito che per carità esiste ed è enorme, ma non va ripianato svendendo a prezzo di fallimento gli asset del Paese. I draghi hanno fame, hanno già avuto il loro pasto, ma ne vogliono ancora». L’autocitazione è sempre seccante, ma così scrivevo su LaSberla.net il 23 giugno di due anni fa. Le previsioni si sono avverate. Non ci voleva certo un genio, perché già due anni orsono dopo le turbolenze del 2007-2008 la situazione era chiara. Il piano per spolpare il risparmio occidentale con relativi asset pubblici pensato dai signori della grande finanza internazionale era già lì. C’era bisogno di una scusa. E la recentissima burrasca scatenata ad arte dagli attacchi speculativi confezionati con l’ausilio delle agenzie di rating è stata la prova del nove. Ma è possibile che a pagare un debito pubblico dovuto a mafie, corruzioni varie e appetiti internazionali debba essere sempre pantalone? Siamo disposti ancora a farci spremere e a non reagire per paura non si sa bene di che cosa?
Marco Milioni
LEGGI ARTICOLO CORRELATO DI PAOLO BARNARD
L’inconsistenza della politica
Veti contrapposti sulla definizione del pacchetto di misure anticrisi che il Ministro Tremonti sta presentando in Parlamento. Anche in una situazione d’emergenza come quella che stiamo vivendo la politica non riesce a fare fronte comune e si dimostra inadeguata? Totalmente inadeguata. Sostanzialmente i partiti politici italiani sono come i polli di Renzo nel Romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni che si beccano l’uno con l’altro senza capire che stanno finendo entrambi in padella.
