Le lobby

(m.m.) Da giorni sui media vicentini si parla di inquinamento dell’acqua derivante da Pfoa. Sia chiaro che la questione è seria. Ma c’è da scommettere che la troppa enfasi data all’argomento da un quotidiano come il GdV fa pensare ada una manovra in corso nelle alte sfere di Assindustria. Tra qualche giorno si leggerà che a provocare tali reflui sarebbe la Miteni di Trissino. Ottimo motivo per levarle la lavorazione del cloro e magari, col fatto che verrebbero meno i paletti della Seveso due, si avrebbe la possibilità di farci lì a due passi nei lotti Koris un bell’insediamento artigianale commerciale? Con quale scusa? Ovviamente con quella di ospitare gli operai di Mcs. Scommettiamo che succederà questo? Scommettiamo che qualche parlamentare del Pdl attaccherà la Miteni? Ma state sicuri però che una volta garantito l’insediamento commerciale alla Koris di approvare una norma in Italia stringente con il pfoa come in Germania non ci penserà più nessuno…

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Il comitato anti-abusi denuncia: tribunale troppo vicino al fiume

Il nuovo tribunale di Borgo Berga e il quartiere circostante non rispetterebbero la legge che impone una distanza dai fiumi di 10 metri per le nuove costruzioni. A certificarlo è un documento protocollato da Palazzo Trissino il 30 luglio 2009: il parere del Genio civile di Vicenza, firmato dall’allora direttore responsabile, l’ingegner Nicola Giardinelli. Il parere fu inviato dal Genio alla conferenza dei servizi convocata il 31 luglio 2009 in Provincia, per valutare la variante al piano urbanistico ex Cotorossi, variante con cui la giunta Variati metteva mano al piano ereditato dalla giunta Hüllweck. Sotto la lente del Genio c’è «la scopertura del fiume Retrone sul fronte del nuovo Tribunale», a causa della demolizione di un pezzo di fabbrica, che risultava pericolante.

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L’Antimafia reggina in cerca di carte in una filiale milanese della BpVi

(m.m.) Fa riflettere la notizia pubblicata due giorni fa dalla edizione milanese on-line del Corsera. Sul quale si legge testualmente: «Uomini della Direzione antimafia di Reggio Calabria, oltre a perquisire 25 abitazioni e tre sedi di società nell’ambito di un’operazione contro il riciclaggio di denaro, hanno effettuato una ricerca di documenti in sei filiali di tre banche diverse a Milano. In particolare il personale Dia ha visitato quattro filiali di Intesa San Paolo, una della Banca di credito artigiano ed una della Popolare di Vicenza». Ora indipendentemente dai nomi degli istituiti di credito citati nel servizio (e per chi è di Vicenza salta all’occhio il nome di BpVi), che possono tranquillamente essere estranei all’inchiesta, rimane un fatto. Le mafie, in ragione della grande capacità di muovere flussi ingenti di denraro, finiscono spesso, di riffa o di di raffa, con l’intersecare le loro storie con quelle del mondo bancario. Sono maturi i tempi per una riforma delle leggi in materia?

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Pedemontana, nessuna violazione di direttive Ue

L’Europa promuove la Pedemontana veneta. Nei giorni scorsi l’eurodeputato ambientalista Andrea Zanoni aveva ricordato pubblicamente le sue interrogazioni alla Commissione europea sulla realizzazione della superstrada in project financing, l’utilità dell’opera e, in particolare, sulle difficoltà dei comitati ad accedere alla documentazione per controllare l’impatto ambientale dell’opera. E Zanoni aveva riferito che, in risposta, il commissario Ue all’ambiente Janez Potocnik aveva avviato un’indagine su un’eventuale violazione della direttiva 2003/4/CE, relativa appunto all’ “accesso del pubblico all’informazione ambientale”. Ma proprio ieri con lettera ufficiale il Dipartimento politiche europee ha informato la Regione Veneto che «il Servizio competente della Commissione europea ha archiviato il caso». Insomma, tutto in regola. «Non sono sorpreso da questa archiviazione. L’unico commento che mi sento di fare – osserva Silvano Vernizzi, commissario di governo per la Pedemontana e dirigente regionale – è che il tempo impegnato dai nostri funzionari per rispondere alle richieste della Commissione europea poteva essere speso sicuramente meglio».

da Il Giornale di Vicenza del 29 maggio 2013; pagina 7

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Nel think tank trevigiano Casaleggio sente il profumo di Zaia

«Di questo argomento ho voluto parlare direttamente con Gianroberto Casaleggio, perché avevo il sentore che la posizione No Tav venisse travisata, traducendo la contrarietà agli sprechi con una bocciatura senza appelli dell’alta velocità. Alla fine ci siamo chiariti. Noi vogliamo le infrastrutture e anche loro». Così parlò Massimo Colomban sul Corriere del Veneto del 13 aprile 2013 a pagina 3. Tesi simile ripresa pochi giorni appresso sul portale della stessa testata. Ma siamo sicuri che dalle parti del M5S sappiano bene chi è Colomban? E soprattutto è vero che il M5S sulla Tav la pensi come uno che in fondo in fondo la vuole?

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La puntura del Grillo

Tra un’oretta e poco più Beppe Grillo sarà in piazza dei Signori a Vicenza per dare lo shock ai suoi in vista delle elezioni municipali di fine mese. È la seconda volta che succede giacché nel 2008 «Beppe nazionale» gremì di persone, di speranze e di attese, il palasport di via Cavalieri di Vittorio Veneto. Nonostante il fuoriclasse ligure in posizione di centravanti all’epoca il M5S, che rifiutò l’apparentamento con una serie di compagini più piccole fece pochino. Non è un caso che quella sera si decise di non portare sul palco e di non offrire a Grillo i tabù della giunta e della città: nomi, cognomi, lottizzazioni, conflitti di interesse, inchiste penali, collusioni confindustriali con media e istituzioni: tutto rimase sospeso. Il M5S pagò cara l’inesperienza e la scelta prudente tanto che nonostante un endorsement così potente nessuno dei candidati finì in sala Bernarda. L’aria che tira è quella che oggi in questo senso sarà replicata l’opzione del 2008. Ad ogni modo fra qualche giorno l’obiettivo di minima dell’ingresso in aula sarà senza dubbio raggiunto. Ma se sul palco Grillo & Zaltron non caleranno i carichi di briscola, e ce ne sono, giacché i media non allineati ne parlano da anni, il risveglio a giugno potrebbe essere amarissimo per chi si attende il cambiamento 2.0. Recentemente intervistata dal GdV Zaltron alla domanda su quali siano i suoi quotidiani in qualche modo preferiti o letti d’abitudine ha risposto Il giornale di Vicenza e Il Sole 24 Ore, ovvero i due fogli di Confindustria a Vicenza e a livello nazionale. Sottigliezze per accalappiarsi il voto moderato? Oppure disvelamento di un’anima votata alla mediazione «toujours» che nel M5S del Veneto sembra crescere giorno dopo giorno? In sei anni in città e dintorni la protesta contro la Ederle bis è stata completamente ristretta, sterilizzata, ridotta in certe sue parti ad una protesi di Variati. Succederà lo stesso per i «rivoluzionari» del M5S o questi avranno la forza, o meglio l’intelligenza, di non farsi fagocitare da un sistema di cooptazione che è l’arma finale per una elite sempre più arroccata, assediata, ma sempre più decisa a non mollare un solo privilegio?

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Il «miraggio» degli sconti fiscali per salvare i project financing

La ciambella delle agevolazioni fiscali per salvare le autostrade in project financing. Gli sconti previsti dalla legge 183/2011 (articolo 18) sbloccati con le linee guida del 18 gennaio scorso cominciano a essere valutate dagli enti concedenti e dalle società concessionarie come l’unico strumento in grado di salvare le molte operazioni incagliate a causa di un piano economico che non regge più, a causa della crisi bancaria ed economica degli ultimi anni.
Saltata l’ipotesi di portare subito al Cipe il progetto da 8,7 miliardi per la Orte-Mestre, tra le grandi opere a caccia di «defiscalizzazione» figurano la Pedemontana Piemonte (da 800 milioni) e il progetto da 2 miliardi per la Tirrenica.

LEGGI L’INTERO SERVIZIO SU IL SOLE 24ORE

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Valdastico Nord, ok del Cipe sul prolungamento della A31

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato con prescrizioni il progetto preliminare riguardante la realizzazione del primo lotto funzionale Piovene Rocchette – Valle dell’Astico dell’Autostrada A31 Valdastico Nord. «È una buona notizia, un ulteriore passo per il completamento di un’arteria – ha commentato l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, presente alla seduta del Cipe in rappresentanza del presidente Luca Zaia – la cui utilità non è di oggi, ma venne capita ancora negli anni 60, quando venne ipotizzato il collegamento Trento – Vicenza – Rovigo».

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Bordate sul project financing

(m.m.) Dopo l’esplosione del caso Baita la temperatura in seno alla politica veneta sembra andare in fibrillazione anche in ragione di un aumento del pressing del M5s. Quest’ultimo nel week-end aveva organizzato a Padova una iniziativa sul progetto di finanza che ha avuto grande eco sui media regionali. Passano pochi giorni e a Verona, dopo la proposta lanciata da una serie di comitati locali che si battono contro il traforo delle Torricelle (che realizzerà l’onnipresente Mantovani), è arrivata la risposta dei supporter del M5s che hanno appoggiato massicciamente l’evento. Una mobilitazione che ha anche coinvolto il Pd. Ed è proprio questo idem sentire tra la base democratica e la linea dei grillini che ha messo in allarme i piani alti dei democratici che nel Veneto pur tra mille distinguo hanno sempre tenuto bordone rispetto alle iniziative promosse con la finanza di progetto. Con la presenza massiccia dei parlamentari del M5S il peso e gli equilibri in seno alla discussione sulle super commesse sono mutati: ne è prova la reazione irritata del sindaco di Verona dopo che proprio sul sito di Grillo era comparso un lungo post in cui si criticava il tunnel delle Torricelle. Al j’accuse di Grillo ha dato parecchio risalto il portale del Corveneto mentre lo stesso quotidiano oggi nella sua parte cartacea dedica agli approndomineti del caso un servizio in pagina  due e un servizio in pagina 2 e un servizio in pagina 3. Le critiche al tunnel veronese si affiancano alle altre gettate sul tappeto da tutto il M5S veneto nei confronti di altre opere realizzate col project financing; tra queste la Spv, la Valsugana bis e gli ospedali di Mestre e Santorso. Rimane da capire se ora il M5S aumenterà l’intensità della querelle o se le critiche si quieteranno. Almeno per un po’. C’è però un aspetto ancor più inquietante che trapela dai corridoi della politica regionale. Sembra che il cosiddetto sistema Mantovani, oltre alle coperture delle quali più o meno velatamente si parla sui media, disponga ancor oggi di una sorta di intelligence privata. Un gruppo undercover pronto a difendere gli affari poco puliti di un gruppo di potere massimamente influente dalle indagini degli inquirenti; ma anche dal sindacato ispettivo dei soggetti eletti in consiglio regionale e in altre assemblee in seno agli enti locali. Si tratterebbe quindi di una congrega spionistica dedita anche al depistaggio che può contare sulla complicità di uomini di spicco in seno alla polizia, ai carabinieri, alla guardia di finanza e pure nei servizi segreti. Una congerie di tentacoli che si estenderebbe ad altissimi ambienti del cardinalato romano, di ambienti paramassonici e persino a uomini della magistratura, anche veneta. Parte di questo inquietante affresco sarebbe già noto ai pm che stanno indagando sul malaffare veneziano. Anche perché il Mose, con i suoi cinque miliardi, con le sue regole speciali cucite addosso ad un pool di imprese che sono sempre le stesse, costituisce una delle commesse più cospicue di tutto il Paese.

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Pranzo, fiori e inviti: caro assessore ci spieghi le spese di quei convegni

Egregio assessore Donazzan,

come ricorderà alcuni mesi addietro ho inviato una lettera al presidente della Regione Zaia, oggetto della quale era il consistente contributo erogato in favore del Coisp per l’organizzazione di alcuni eventi. Più in particolare in quell’occasione ho chiesto di accedere agli atti per verificare come fosse stato possibile spendere 38 mila euro per tre convegni. Nella dichiarazione con cui Lei ha pubblicamente replicato alla mia istanza (Corriere del Veneto, 31 ottobre 2012), dopo aver criticato «Filippi e i suoi», a Suo giudizio incapaci di «dimostrare un po’ più di dinamismo», ha concluso affermando che «Patrocinio e contributi li ridarei domani, se solo ci fossero i soldi». Adesso che, dopo una defatigante attesa delle autorizzazioni, ho potuto finalmente avere accesso – solamente – ad una parte degli atti (quelli relativi a due dei convegni), sono in grado di capire meglio il Suo entusiamo auto – apologetico…

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