Cotorossi, come hanno distrutto un pezzo di storia. In barba alla Soprintendenza

Benvenuti alla nuova puntata della vicenda Borgo Berga, tornata sotto i riflettori della Commissione Territorio del Consiglio comunale di Vicenza. Una sorta di “inchiesta” che ha avuto la prima puntata il 7 gennaio con la relazione di Antonio Bortoli, l’architetto a capo del dipartimento Territorio nonché direttore generale del Comune. Domani giovedì 30 gennaio alle 17.30 ci sarà la seconda seduta, con un rappresentante del Genio Civile.

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Pededomanda da un milione di dollari

Sarà quel che sarà, ma i cantieri bassanesi della Pedemontana Veneta non erano stati temporaneamente bloccati sino al giorno 15 gennaio 2014? Giorno in cui peraltro il Tar stesso deciderà se il blocco provvisorio, cui i magistrati sarebbero giunti per alcuni presunti ed evidenti illeciti amministrativi, sarà cancellato o meno in attesa del giudizio di merito. Ciò che conta però è che oggi pomeriggio presso i cantieri a ridosso del Parco delle Rogge e del ponte sul Brenta (vedi foto) si lavorava e come: uomini e mezzi, di tutto e di più. Ma allora come stanno le cose? Siamo di fronte ad un abuso o chi era all’opera lo faceva in ossequio a qualche precisa disposizione? Bella domanda, domanda da un milione di dollari… In realtà questa è cronaca minuta. Ben altri nembi si addensano all’orizzonte. E sono quelli che riguardano i rapporti economici fra pubblico e privato nell’ambito della realizzazione e della gestione della Spv…

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I baroni della Silicon Valley venerati dalle sinistre mondiali

(m.m.) «C’è un gruppo di capitalisti americani che sembra incarnare lo spirito dei peggiori monopolisti di inizio Novecento. Usano ampiamente denaro pubblico e ricerca pubblica, soprattutto negli Stati Uniti, per sviluppare i loro prodotti che poi… lanciano sui mercati. Poi in tutti i modi cercano di pagare meno tasse… fanno ampio uso dell’offshoring, cioè di manodopera cinese… che costa molto meno di quella americana, spesso chiudendo un occhio sulle condizioni di lavoro. A parole sono per la concorrenza ma impiegano batterie di lobbisti a Washington e avvocati ovunque per frenarla…». Danilo Taino, firma conosciutissima del Corsera non fa sconti oggi su sette ai «baroni della Silicon Valley». In un corsivo pubblicato su Sette, l’inserto settimanale del quotidiano di via Solferino, Taino, che non è certo un nemico del mercato o del capitalismo, con poche parole smonta l’aura, quasi mitica, che avvolge i guru dell’hi-tech, dei quali spesso i movimenti di protesta, dimenticano doppiezze e contraddizioni. «L’Iphone annebbia le menti», spiega Taino che non lesina critiche: le sinistre mondiali «i baroni»non li toccano: spesso anzi «li venerano».

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Falchi e Colomban

(m.m.) Che le circostanze da chiarire fossero più d’una era evidente. Quando diverse settimane fa ho cercato di capire di più rispetto ai rapporti tra il M5S veneto, le sue battaglie in favore dell’ambiente e le contemporanee liason con il mondo Confapri Colomban (per diversi aspetti latore di idee antitetiche a quelle del movimento), avevo messo in conto l’attenzione dei media e pure le polemiche, alcune pure di basso livello. Ma il gioco è questo ed è bene che sia così.

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Colomban, Confapri e Casaleggio: tre “C” che agitano il M5S

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Bassanopiu.com ieri ha pubblicato un intervento del «Gruppo di lavoro sulle grandi opere» del M5S del Veneto. Si tratta di un segnale d’allarme rispetto alle indagini dell’Antimafia di Venezia sugli appalti per la realizzazione della Valdastico sud. Inchiesta che per gli attivisti non ha trovato la dovuta eco presso la stampa regionale. Nello stesso solco, ovvero quello delle grandi opere venete, almeno da un punto di vista generale, si inserisce anche l’approfondimento de Il Fatto Quotidiano pubblicato due giorni orsono in seconda pagina: un impietoso servizio sull’ennesimo coniglio che l’attuale governo ha tirato fuori dal grande cilindro delle commesse pubbliche.

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Grandi opere, tensioni interne al M5S del Veneto

Il possibile azzeramento del «gruppo grandi opere» in seno ai Cinque stelle del Veneto sta mandando in fibrillazione il movimento che il 27 di questo mese ha in calendario una importante riunione su base regionale in cui si dovrebbe discutere di questioni organizzative. Almeno queste sono le indiscrezioni che filtrano da una parte degli attivisti che nel Trevigiano, nel Bassanese e nel Veneziano non hanno preso bene la cosa; tanto che sono cominciati a volare gli stracci.

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Cosa sua, cosa loro

Un affare da cento milioni di euro; un tribunale che sorge su un sito industriale iper inquinato già appartenuto alla famiglia Berlusconi; un’opera, se così la si può chiamare, che ormai è stata ribattezzata l’ecomostro; una gestazione decennale avviata sotto una giunta di centrodestra e proseguita sotto una di centrosinistra. Un fondo di 25 milioni di euro che il governo Berlusconi II decide di destinare ad un nuovo palazzo di giustizia sorto proprio su una sua area. Sono questi i contorni di un vero e proprio caso nazionale (vedi il video sopra riportato e qui ripreso Il palazzo della discordia), stranamente dimenticato per molto tempo dai grandi media italiani. Ovvero il caso del nuovo palazzo di giustizia di Vicenza. Una struttura che vede il suo iter cominciare nel 2003 quando a Vicenza governava il forzista Enrico Hüllweck, il sindaco che ad alta voce disse sì alla nuova base americana, prima osteggiata dal centrosinistra, poi da quest’ultimo accolta nel suo grembo non appena nel 2008, l’amministrazione passò in mano ad Achille Variati, ancor oggi primo cittadino del Pd…

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Nembi scuri in valle Agno

Sentire riecheggiare la parola mafia in valle dell’Agno fa un certo effetto, ma la cosa purtroppo non desta più di tanto stupore nei confronti di chi conosce la situazione di un Veneto sempre più esposto ad infiltrazioni da parte delle organizzazioni criminali. Ovviamente saranno le indaggi, se saranno condotte in modo serio, a dare una prima risposta ai fatti di Castegomberto riportati da Vicenzapiu.com. Ma la crisi in corso e la tendenza di molti veneti ad assumere un atteggiamento omertoso quando le mafie si insinuano nel tessuto produttivo, devono farci riflettere sulle capacità della società civile e delle perosone comuni a prendere coscenza di un problema che c’è, anche a scapito di chi vuole ignorarlo.

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Silvio Berlusconi assolto dalla Cassazione, anzi prescritto

(m.m.) Ho fatto un sogno. Silvio Berlusconi sarà giudicato colpevole ma i reati ascritti gli saranno in qualche modo prescritti. Questo è il verdetto della Cassazione riunita in queste ore a roma per decidere sul caso Mediaset Berlusconi. So che si tratta solo di un sogno fatto durante un pisolino finito poco fa. Ma chissà se qualcuno mentre dormivo mi ha sussurrato che…

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Incognita su incognita

(m.m.) Dopo il recente esposto presentato dal Comitato vicentino contro l’abusivismo edilizio sembra che la Forestale si sia messa al lavoro per ordinare le carte e per chiedere i primi lumi in comune richiedendo copie di atti depositati a palazzo Trissino. Questa almeno è la voce che arriva dalla sede provinciale del Corpo forestale dello Stato. Ma in piazza Biade, oltre ad essere in ansia per la questione delle distanze dai corsi d’acqua, che non sarebbero rispettate (almeno così sostengono gli esponenti ovvero Legambiente Veneto e lo stesso comitato), ci sarebbe un ulteriore elemento di preoccupazione. Che riguarda sostanzialmente la eventualità che la violazioni penali non riguardino solo il testo unico sulla disciplina dei corsi d’acqua. Ma anche la possibilità che gli inquirenti valutino la violazione 47 del 1985, che prevede, tra gli altri quello che viene comunemente definito come reato di lottizzaizone abusiva. Si tratta di una opzione che potrebbe trascinare nel gorgo giudiziario sia lo stabile del nuovo palazzo di giustizia sia le lottizzazioni private propugnata da Sviluppo Cotorossi spa.

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