Crisi, ossigeno dalle banche centrali Volano le Borse, le banche e l’euro
Un intervento coordinato di cinque banche centrali per l’immissione di liquidità in dollari sul mercato interbancario ha messo le ali ai listini europei e in particolare a quello italiano e alle banche. Ma anche l’euro si rafforza sopra quota 1,39 e lo spread tra Bund e Btp scende di colpo sotto i 360 punti base.
Siamo tutti islandesi
«L’arrivo dell’Fmi in Islanda come è noto fu accolto in maniera estremamente fredda da gran parte della popolazione, convinta che il Fmi avrebbe chiuso l’Islanda in uno stato di permanente debito». Con questa premessa la premier islandese Johanna Siguroardottir ha annunciato l’uscita del suo paese dal Fondo Monetario Internazionale. Parole pacate per spiegare una scelta dura e coraggiosa: liberarsi dalla morsa dei pelosi “aiuti”, dei rapinosi “piani di aggiustamento” e delle intrusive “raccomandazioni” con cui il centro di potere sovranazionale ricatta ed espropria le economie, e di conseguenza la vita, di interi popoli. A nulla sono valsi gli spauracchi di bancarotta e le minacce di sanzioni: la piccola e fiera Islanda, dopo aver rispedito al mittente tre anni di aut aut e aver messo alla sbarra i politici e i banchieri colpevoli del crack, mentre sta riscrivendo la sua Costituzione, è entrata nella Storia compiendo un passo finora impensabile, inconcepibile per le classi dirigenti mondiali. Da ora in avanti riconquistare la propria sovranità nazionale non è più un tabù.
Il re è morto
Un giorno, in un paese di merda lontano lontano, morì il re. Ma non si poteva dire. La sua corte di servi, mignotte, papponi, ladri, stallieri, menestrelli, nani, avvocati, scribi e farisei, “Gianpi” propose alla Arcuri di concedersi in cambio di Sanremo, ma lei rifiutò. Decine di escort portate al Caimano dallo sfruttatore che otteneva appalti e puntava addirittura dipendeva in tutto e per tutto da lui e non era affatto certa che il successore continuasse a mantenerla. Così, a palazzo, si misero d’accordo per non far uscire la notizia. Il medico legale, chiamato a constatare il decesso del sovrano, fu murato vivo in un sottoscala col suo referto. La notizia trapelò presso qualche gazzetta del regno, ma gli editori erano tutti finanziati dal re o dalla corte e dunque fu agevole bloccare i necrologi.
Napoleoni: «L’Italia scelga il default pilotato»
«Sa che potrebbe essere il giorno in cui la Grecia andrà in bancarotta»? Curioso che il libro di Loretta Napoleoni, economista e consulente di terrorismo internazionale, compaia proprio oggi in libreria. Un testo, Il contagio (edito da Rizzoli), che fotografa l’attuale situazione internazionale nella quale anche l’Italia di qui a poco potrebbe trovarsi – drammaticamente – ad essere protagonista. L’esigenza (leggasi l’urgenza) è quella di uscire dalla fase del “non ritorno”. Come? La soluzione c’è, dice Napoleoni: l’Italia, d’accordo con l’Europa, scelga il “default pilotato”. Il resto è puro accanimento terapeutico che rischia semplicemente di procrastinare una situazione rischiosa non solo per il nostro Paese ma per l’intera zona euro.
Camerata Cicero: presente!
Sbaglia chi banalizza le sparate di Claudio Cicero, il fascista rotante (assessore ai trasporti nel centrodestra, assessore ai trasporti di fatto col centrosinistra, e fascio dentro, antropologicamente). Ridendoci sopra si lasciano passare indenni messaggi inaccettabili, come quello, mutuato dall’arrogante Morena Martini, che il nostro ha voluto ribadire per non esserle da meno: se lei, gli studenti che protestano, li spedirebbe dritti in miniera, lui, facendo a gara nella battuta più becera e scontata, li manderebbe «a zappare».
«Noi piccoli conciari eliminati dai grandi evasori»
Sono un ex artigiano del settore concia con 2 aziende fallite nell’anno 2010 (Biellezeta srl e Conceria Ellebi srl), entrambe avevano sede a Zimella (Verona) ma erano comunque collegate ad Arzignano. Intervengo per segnalare una grave ingiustizia che sta accadendo in questo periodo.Io ho lavorato nel settore concia per circa 40 anni, tra dipendente e imprenditore, ho fallito con entrambe le ditte, grazie anche a questi personaggi che hanno fatto di tutto e di più. Una mia azienda, Biellezeta srl, lavorava da circa 15 anni, per conto terzi, pelli di vario genere sia per calzatura che per arredamento e l’altra società Conceria Ellebi srl lavorava da 10 anni sia per conto terzi sia per la vendita in proprio.
LEGGI L’INTERO INTERVENTO PUBBLICATO SU IL GIORNALE DI VICENZA
Equizi: sciolgliere il comune di Arzignano per mafia

«Dopo le vicende di questi giorni ho chiesto alla prefettura di Vicenza di valutare lo scioglimento del comune di Arzignano per infiltrazione mafiosa». Non usa mezze misure l’ex consigliere comunale Franca Equizi, un passato da dura e pura nella Lega, un presente di militanza in alcuni gruppi di difesa civica. Era mezzodì stamani quando l’ex segretaria cittadina del Carroccio è uscita dall’ufficio territoriale del governo con l’esposto timbrato e protocollato.
Variati, dittatore democratico
La lottizzazione partitocratica è una piaga che il centrodestra ha inflitto a Vicenza al tempo del suo malgoverno, e non la rimpiango di certo. Ma passare dal manuale Cencelli a un sindaco dittatore che prende decisioni sbattendosene altamente della sua maggioranza, del suo partito e financo del rispetto delle forme istituzionali, mi sembra francamente troppo. Variati è un primo cittadino che interpreta il proprio ruolo come se lui comandasse in splendida solitudine, e i suoi consiglieri comunali fossero una truppa sull’attenti. E per fortuna che il partito a cui è iscritto si chiama “democratico”.
Dieci anni dopo
Dieci anni sono passati da quell’11 settembre che ha cambiato la storia del mondo, avviando la guerra infinita contro il terrorismo internazionale. I dubbi su quella vicenda si sono ingigantiti, diventando certezze. Non 19 terroristi, da soli, hanno attaccato l’America, bensì un pugno di terroristi “di stato” (occidentali e amici dell’occidente) con passaporti americani, israeliani, pakistani, sauditi. Osama bin Laden non è mai stato incriminato, sebbene, in suo nome, siano state combattute due guerre (contro l’Afghanistan e contro l’Iraq) che hanno prodotto centinaia di migliaia di morti civili e che non sono ancora terminate. Guantánamo è rimasta in funzione nonostante le promesse di Obama. Nessun processo contro nessun presunto colpevole è stato celebrato in questi dieci anni. Gran parte dei “risultati” della Commissione ufficiale d’inchiesta (contenuti nel “9/11 Commission Report”) sono completamente inutilizzabili di fronte a qualunque tribunale perchè ottenuti con l’uso sistematico della tortura contro i prigionieri. Nessuno dei torturatori è stato incriminato. Tutte le regole democratiche sono state violate, sia dentro che fuori degli Stati Uniti. L’Europa intera è divenuta complice ospitando prigioni segrete, permettendo l’atterraggio illegale di aerei con prigionieri a bordo nei propri aeroporti.
Lo sciopero inutile e l’Europa dei banchieri
Oggi c’è lo sciopero generale della Cgil contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi. La solita giornata di protesta simbolica, senza veri effetti. L’unico sciopero che avrebbe senso dovrebbe protrarsi a oltranza, paralizzando l’intero paese. Ma questo equivarrebbe a una rivolta contro Eurolandia e le Borse, e l’Italia è sì sull’orlo della bancarotta, ma crede, a destra come a sinistra, che ripudiare il debito sia un tabù intoccabile. Da quando ci siamo messi al collo il guinzaglio dell’Europa delle banche, non siamo più uno Stato sovrano: siamo schiavi dei mercati internazionali.
