Xausa e De Francisco finiscono a pezzi sulla stampa

(m.m.) Escono con le ossa rotte gli ex componenti del collegio sindacale di Veneto Banca ovvero Diego Xausa, Marco Pezzetta, Michele Stiz, Martino Mazzoccato e Roberto D’Imperio. Così scrive ieri Panorama.it citando un brano del fascicolo di indagine che proprio sul rovescio di VeBa durante l’era di Vincenzo Consoli, viene portato avanti dalla procura di Roma che indaga, tra le altre, anche per il reato di aggiotaggio. Xausa per di più oltre ad essere uno dei più noti commercialisti di Vicenza, città sede di BpVi, l’altra grande banca dello scandalo delle popolari venete, è stato anche spesso consulente della procura berica. C’è invece un’altra notizia di interesse che gira in queste ore sul web. L’ha pubblicata Vicenzapiu.com che due giorni fa ha approfondito brevemente il caso del controverso abbandono di Francesco Iorio e dei suoi fedelissimi della cabina di comando di BpVi. Un lancio simile lo ha pubblicato sempre il 5 aprile pure Vvox.it. Una storia che si lega alla vicenda dei crediti non performanti (Npl) della stessa banca acquisiti da Credito fondiario (operazione di cui parla sempre Vvox.it il 31 gennaio di quest’anno): società ai cui vertici è finito l’ex direttore generale vicario di BpVi, ovvero Jacopo De Francisco, noto per la sua vicinanza all’ex ad di Popolare di Vicenza Iorio. Ora però la domanda nasce spontanea: esiste un qualche nesso rispetto al fatto che Credito fondiario assuma ai suoi vertici proprio quel De Francisco il cui capo in BpVi Iorio, andatosene ai primi di dicembre 2016, potrebbe avere preparato il terreno per la vendita degli Npl, guarda caso a quella società dove qualche mese appresso finisce giustappunto il suo ex braccio destro?

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