Doppiezze pedemontane

(m.m.) Quale è il futuro della Pedemontana Veneta? Quali sono le forze realmente schierata a supporto del progetto? Sarà veramente utile alla comunità? di questo si è discusso mercoledì durante un’animata assemblea pubblica a Cassola nel Vicentino. Il dibattito è stato serrato e non sono nemmeno mancate le critiche. Da mesi ormai, se non di più, è chiaro che l’opera ha l’appoggio incondizionato del Pdl. Più complessa la partita nel campo leghista in cui la base non ha mai fatto mistero di non amare l’opera. Una condizione simile a quella del Pd che a Roma mostra un atteggiamento accondiscendente mentre sul territorio sembra mal digerire il diktat. Si tratta di una analisi condivisa in settori pur minoritari dello stesso Pd e che il M5S, facendo esplodere le contaddizioni interne agli altri schieramenti, porta come dimostrazione «dell’ambiguità dei partiti». Nell’audiointervista raccolta oggi Francesco Celotto, uno dei supporter di spicco del M5S di Bassano conferma questa tesi e critica le forze politiche «tradizionali».

Un Commento a “Doppiezze pedemontane”

  • luciano panato says:

    ritornare alle istanze del 2001, scrive l’architetto Massimo follesa a nome del CoVepa in comunicato pubblicato oggi su Vicenzapiù. bene ecco cosa proponevo come come consigliere provinciale del PRC in quell’anno:
    Egregio direttore;
    Il dibattito sull?autostrada o superstrada, da costruire nell?area pedemontana Veneta, si riaccende, dopo l?impennata estiva, e l?incontro dei sindaci con il ministro Nesi , che ha aperto alla possibilità di un?arteria superstradale. Assistiamo, anche a repentini cambiamenti di posizione, da parte di forze politiche. Non più di due mesi fa, il capogruppo dei Democratici di sinistra del comune di Bassano, in un?affollata assemblea pubblica, organizzata dal comitato per l?alternativa all?autostrada, dichiarava che l?autostrada non si doveva costruire. Sarà utile, che i Democratici di Sinistra, si dimostrino più coerenti, accettando una delle due ipotesi in campo, e non cercando di tenere il piede in due scarpe. Chi è a favore dell?autostrada, si scorda di rammentare alcuni antefatti: a) alla società Bonifica è stato dato mandato di progettare un?autostrada, che usi il più possibile gli attuali sedimi stradali e che sia di tipo aperta, perché ne possano usufruire i residenti nella fascia pedemontana b) che al progetto sia correlato uno studio sulla sostenibilità finanziaria e ambientale dell?autostrada pedemontana (art. 10 della legge finanziaria approvato nella seduta parlamentare del 21/04/1999 con 333 voti a favore su 350 votanti). Con i voti favorevoli anche dei deputati del centrodestra e con il voto contrario di Rifondazione Comunista, da sempre propensa alla costruzione di una superstrada.
    Dopo quest?ampio consenso politico, e trascorsi i quattro mesi di tempo per redigere il progetto dell?infrastruttura da parte della società Bonifica vincitrice della gara d?appalto è iniziato il confronto con le amministrazioni locali interessate all?opera. Qui sono iniziati i dolori e i mal di pancia dei sindaci. Nessun particolare entusiasmo ha accolto il progetto della società Bonifica da parte degli amministratori pubblici. Meno che meno hanno espresso toni entusiastici i comitati per l?alternativa all?autostrada Pedemontana.
    La contrarietà dei sindaci e dei comitati, nasce perché nel progetto redatto dalla società Bonifica, è stata completamente disattesa la priorità di usare al massimo i sedimi stradali esistenti e sono state inserite due complanari che affiancheranno la futura autostrada Pedemontana. La stessa Presidente della Provincia, non si è mai espressa a favore del progetto della società Bonifica. La dimostrazione è che il Comune di Rosà, governato dalla Lega Nord ha approvato nel Consiglio Comunale del 17/07/2000 un ordine del giorno che contiene il seguente passaggio ?premesso che a seguito di un recente incontro avuto in data 22/06/2000 con i sindaci dei comuni interessati de il responsabile provinciale della viabilità si è concordato ad unanimità di redigere un documento da proporre all?ente di competenza sulla fattibilità di realizzo di una superstrada, alla luce dei notevoli problemi che crea invece la soluzione autostradale?. Dallo scritto, si deduce che l?ente Provincia, avvalla la scelta dei sindaci di opporsi costruttivamente all?autostrada Pedemontana.. Ricordo che i Veneti D?Europa hanno presentato in Provincia un ordine del giorno in appoggio alla richiesta dei sindaci per la superstrada e che il loro leader locale Sen. Giuseppe Ceccato (tra l?altro sindaco interessato al troncone Malo-Montebello della pedemontana veneta) cosi si è espresso su tale opera stradale ?non mi sento di dire che il tratto Dueville-Spresiano è indispensabile come autostrada: è indispensabile come collegamento. Per quanto riguarda poi i modi in cui questo collegamento deve essere portato a termine, si può discutere. Capisco anche il parere contrario dei sindaci che hanno il dovere di rispondere ai loro cittadini e di preservare il loro territorio da eventuali scempi. La priorità della pedemontana a livello governativo è da ripristinare; ma se anziché un?autostrada deve essere una superstrada potrebbe andare bene lo stesso???La mia posizione per ribadire il concetto è questa: indispensabilità dell?arteria, ma non indispensabilità che sia una autostrada.?( La Domenica di Vicenza 29/07/2000).
    Arrivati a questo punto, mi sembra che vi sia un ampio consenso politico per la scelta della superstrada, dopo l?apertura del Ministro Nesi ai sindaci interessati all?opera viaria. Rimane il dissenso delle categorie economiche. Da non sottovalutare. Ma molte lamentele, che si sentono fare oggi, sullo stato della viabilità da parte dei vari forum degli interessi imprenditoriali, assomigliano alle lacrime di coccodrillo. E? evidente, infatti, che non si può pretendere di edificare stabilimenti industriali e commerciali in ogni luogo, attuare modalità produttive fondate sulla segmentazione e sul decentramento dei cicli produttivi, e poi lamentarsi se vi è troppo traffico per le strade. Vi sono molti segnali che dimostrano come il ?modello? produttivo e urbanistico che si è affermato nel Veneto stia incontrando limiti seri nella possibilità di continuare a riprodursi nelle uguali modalità, inglobando porzioni sempre più grandi di spazio, consumando territorio, esternalizzando i costi degli elevati impatti ambientali. Agli operatori economici nello specifico del caso autostrada Pedemontana contesto alcune affermazioni e alcuni dati. Non corrisponde al vero l?affermazione che l?autostrada si deve costruire perché toglierà il traffico dalle strade locali e che abbatterà i costi delle merci all?uscita dai cancelli delle fabbriche. Il progetto preliminare redatto dalla società IDROESSE ha stimato in un 30% il traffico che sarà sottratto alle arterie stradali locali se si costruirà l?autostrada, e che la sostenibilità finanziaria dell?autostrada si otterrà con un aumento tariffario del 150% del pedaggio che pagheranno gli utenti. Gli industriali, sanno benissimo che il corridoio cinque europeo è bloccato, perché molte nazioni dell?est Europeo, vogliono usare i finanziamenti comunitari per migliorare la rete stradale e autostradale interna alla loro Nazioni e solo dopo accetteranno le grandi infrastrutture transeuropee ( si veda a questo proposito la contrapposizione tra il sindaco di Trieste, l?autorità portuale di Trieste e il governo sloveno). Vogliamo pensare come forze politiche sociali , sindacali economiche a una riqualificazione produttiva del Vicentino e del Veneto prima che ci costringano le emergenze ambientali o puntiamo a sostenere una crescita economica basata su una produzione di merci che secondo il piano regionale di sviluppo può portare al collassamento ambientale del territorio Veneto?. La scelta, tra superstrada o autostrada, sarà la cartina di tornasole per capire la volontà di riqualificazione urbanistica e produttiva presente nei soggetti istituzionali ed economici che guidano la Provincia di Vicenza.

    Luciano Panato Consigliere Provinciale del P.R.C

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