Archive del 8 febbraio 2012
Venezia, quel palazzo venduto al doppio
L’unità d’Italia è fatta anche di palazzi storici venduti al primo merlo che passa per strada, per un prezzo doppio di quello d’acquisto. Venezia e Roma non sono lontane 600 chilometri: il palazzone di via della Stamperia, vicino alla Fontana di Trevi, comprato a 26,5 milioni di euro dal senatore del Pdl Riccardo Conti e venduto per 44,5 milioni poche ore dopo all’Enpap, l’ente di previdenza degli psicologi italiani, con un surplus di 18 milioni di euro, ha un precedente nel palazzo delle Ferrovie di Venezia, che oggi ospita 600 dipendenti della Regione, comprato dalla giunta Galan nel 2007 per 70 milioni di euro dopo che era stato valutato 70 miliardi di lire, ovvero 35 milioni di euro, da dirigenti della stessa Regione nel 2001. Al netto del tempo passato e di lavori di ripristino, la plusvalenza è stimata in 24 milioni di euro: Venezia batte Roma 3-1. A vendere entrambi i palazzi è la stessa persona, Massimo Caputi, il Fregoli dell’immobiliarismo italiano: a Venezia indossava la giacca di amministratore delegato di Grandi Stazioni, a Roma è il titolare di “Idea Fimit”, la società che gestisce il patrimonio immobiliare del fondo “Omega”, di cui fa parte il palazzo romano. Questo fondo è posseduto al 30% di Intesa San Paolo ma la banca si dissocia dall’accaduto.
Marcegaglia: «Lo Stato ci paghi cento miliardi»
«Il Nordest ha i dati economici migliori del resto paese, ma tutta l’Italia soffre e purtroppo anche qui non c’è da gioire. La crescita è fissata a – 1,6% ma nella seconda parte del 2012 speriamo di vedere qualche miglioramento in un anno che sarà di recessione». Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria guarda oltre e punta sulla ripresa della locomitiva Italia. L’ha detto ieri, in quella che resterà una delle sue ultime uscite pubbliche prima della scadenza del mandato, all’assemblea generale di Confindustria Padova al Gran Teatro Geox davanti a 1.500 imprenditori. Ne è seguita una tavola rotonda con Giuseppe Mussari dell’Abi e il professor Carlo Dell’Aringa, moderata da Alberto Orioli.