Archivio di febbraio 2012
Un affare da 330 milioni sulle terre dei Pomini
La procedura è la stessa attivata per la realizzazione della nuova Ikea a Casale sul Sile: l’articolo 32 della legge regionale 35/2001. E giace a Venezia dove la giunta regionale deve dichiarare «l’interesse regionale» dell’operazione, presentata da due ditte private: Colomberotto spa di Moriago della Battaglia e Rotocart spa di Piombino Dese; e con l’avallo del Comune di Vedelago…
Caso Sis, il Covepa scrive al prefetto di Venezia: informi l’Antimafia
«Le recenti rivelazioni della stampa veneta sulle possibili infiltrazioni mafiose nei cantieri della Pedemontana Veneta ci preoccupano non poco. Per questo oggi abbiamo inviato un esposto alla prefettura di Venezia affinché metta in atto ogni azione di tutela… In un momento così difficile per il Paese lo Stato non può rimanere immobile rispetto ad una situazione che potrebbe sfuggire dal controllo delle istituzioni». Con un dispaccio di poche righe Massimo Follesa, portavoce del Covepa, annuncia di avere indirizzato poche ore fa una segnalazione all’ufficio territoriale del governo. Nella missiva si definiscono di potenziale «allarme sociale» le notizie da poco pubblicate sulla stampa veneta. Nel mirino di Follesa, che è anche consigliere comunale a Trissino nel Vicentino, è finito così il consorzio Sis, lambito da una maxi inchiesta per mafia e appalti truccati condotta dalla procura di Palermo. Nell’esposto per di più si chiede al prefetto di Venezia Domenico Cuttaia di «… informare la Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia nel merito delle notizie riportate dalla stampa nazionale».
Manca sola ‘a verità
I lettori avranno notato oggi sul Gdv un articolo di Gianmarco Mancassola in cui si fa cenno ad una parte del cosiddetto caso Fontana, ampiamente trattato da VicenzaPiù e Vicenzapiu.com sin dall’autunno scorso. Mister Gmm, bontà sua, ha spiegato quali sarebbero stati i motivi formali che avrebbero, dico avrebbero, innescato l’attività della commissione disciplinare che ha sospeso Diego Fontana dalle sue mansioni in comune. Gmm però si è ben guardato dal dire che la stessa questione era stata sollevata ben prima da VicenzaPiù…
Puppato: l’esecutivo regionale chiarisca sulla Sis
(m.m.) «La Regione Veneto ci dica se esiste il rischio di infiltrazioni mafiose nella realizzazione della Pedemontana Veneta… alla luce delle notizie che stanno emergendo circa l’ipotesi che il consorzio Sis avrebbe accettato subappalti e forniture da ditte collegate a clan mafiosi relativamente all’appalto per il passante della metropolitana di Brancaccio-Carini a Palermo». Usa queste parole il Corriere Veneto di oggi che rispetto all’affaire Sis-Palermo pubblica una breve in seconda pagina nella quale si dà conto di una interrogazione al riguardo redatta da Laura Puppato, capogruppo del Pd a palazzo Ferro Fini. Tra le varie iniziative che in passato avevano affrontato la questione della lotta a possibili infiltrazioni mafiose va ricordata una conferenza prefettizia organizzata nel luglio 2010 e un protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali del maggio 2011.
L’ombra della mafia sulla Spv? Pettenò: la giunta riferisca
Dopo l’interpellanza presentata da Massimo Follesa al sindaco di Trissino a partire dalle rivelazioni di “VicenzaPiù” e de “L’Espresso” sulla Pedemontana Veneta; anche il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò, per il Gruppo consiliare della Federazione della Sinistra Veneta, presenta un’interrogazione alla Giunta veneta che ha come oggetto: «L’ombra della mafia sulla Pedemontana Veneta? La Giunta riferisca immediatamente in Consiglio»…
L’ombra della mafia sulla Sis
La voce circola da parecchi giorni a palazzo Balbi e avrebbe mandato in fibrillazione un pezzo della giunta regionale del Veneto che starebbe cercando una strategia mediatica per tranquillizzare l’opinione pubblica. Ma quale è la voce? Il consorzio Sis, quello che sta realizzando la Pedemontana Veneta, in un altro appalto, quello per il passante della metropolitana di Brancaccio-Carini a Palermo, avrebbe accettato subappalti e forniture da ditte in odore di mafia: fra queste la “Prime Iniziative” e la “Medi Tour”. L’infiltrazione delle impresemalavitose in una commessa che vale 620 milioni di euro sarebbe stata decisa già nel 2006 sotto la supervisione del capo dei capi di Cosa Nostra Bernardo Provenzano e di Salvatore Lo Piccolo, il barone della mafia palermitana. Entrambi furono arrestati poco dopo. Dell’inchiesta sul metrò aveva già parlato il portale on-line de L’Espresso con un lungo servizio del 6 giugno 2011. Ma lo sconquasso in Regione Veneto è arrivato quando a metà gennaio si è saputo del licenziamento in tronco deciso da Sis (che stando ai resoconti di stampa non ha alcun coinvolgimento penale) del direttore dei lavori, l’ingegner Giuseppe Galluzzo. La vicenda, con nomi e cognomi, è stata poi rilanciata dal portale Caidoo. Più nel dettaglio però, sempre su l’Espresso, parla il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia che segue le indagini. Non fa nomi rispetto alle imprese coinvolte ma ne delinea un quadro comportamentale preciso: «… Direi che forse appartengono a un terzo genere. Non sono totalmente attivi nei rapporti con Cosa Nostra in modo tale da poter essere sottoposti a ipotesi di reato né sono vittime nel senso ampio del termine: pensavano di poter trarre un beneficio da questa vicinanza ma si sbagliavano». In questo contesto va anche rilevata la domanda che Umberto Lucentini, autore del servizio su L’Espresso, fa allo stesso Ingroia proprio in merito alla possibilità di bypassare il setaccio amministrativo antimafia: «Come è potuto accadere? Cosa non ha funzionato nei controlli preventivi?». La risposta di Ingroia è densa di significati: «Nell’appalto erano coinvolti due grossi gruppi imprenditoriali: uno di Madrid e uno di Torino, quindi non sospettabili di infiltrazioni mafiose. Eppure le due aziende hanno ceduto alla pressione mafiosa… concedendo questa sorta di monopolio sulla fornitura di materie prime. Mi sembra che sia un dato molto indicativo della permeabilità del sistema degli appalti e dei controlli della pubblica amministrazione. Ma anche sulla tenuta del sistema economico privato davanti alle organizzazioni criminali».
Marco Milioni
Ellero, quarta lettera a Monti
Caro Presidente Monti, nessun dubbio che se Lei avesse apposto la Sua firma sulla candidatura di Roma per le olimpiadi del 2020 (fra otto anni), si sarebbe risvegliata l’enorme schiera dei “mazzettieri” d’Italia. Tuttavia l’affermare che l’Italia non è in grado fra otto anni di organizzare un’olimpiade significa anche definire con brutalità questo come un Paese di morti di fame. Vede, caro Monti, il Capo di un Governo ha dei doveri molto particolari. Il Suo predecessore non ne aveva la minima idea; ma anche Lei sembra la pubblicità del «più piatto non si può».
Il Consiglio di Stato congela il ricorso di Villaverla
(m.m.) C’è una novità sul versante della Pedemontana Veneta. Il Giornale di Vicenza oggi in edicola, a pagina 9, pubblica un servizo in cui si precisa che anche sul fronte Villaverla il Consiglio di Stato si è pronunciato per una sospensiva del blocco dei lavori e del relativo iter precedentemente stabilito dal Tar Lazio. Il provvedimento d’urgenza, ma nel merito la decisione è rinviata, è stato firmato ieri dal giudice Gaetano Trotta della IV sezione del Consiglio di Stato. Per conseguenza quindi ora su tutti i cantieri Spv i lavori ritornano legittimi: il tutto mentre si attende il pronunciamento definitivo dei giudici al riguardo.
Veneto Strade a rischio crac
Orizzonti foschi per Veneto Strade spa: la società per le infrastrutture della Regione, costituita nel 2001, rischia il default – per ammissione dell’ad Silvano Vernizzi – se la Regione confermerà l’azzeramento dello stanziamento per il 2012, e soprattutto se le banche dovessero chiedere il rientro dei prestiti. Una situazione preoccupante, emersa in Consiglio regionale durante l’audizione dei vertici di Veneto Strade davanti alla Commissione trasporti e viabilità, presente l’assessore Renato Chisso. La chiusura dei rubinetti da parte dell’Ente non pregiudicherebbe le grandi opere, secondo Chisso. Ma secondo Vernizzi e il presidente della spa, Roberto Turri, non permetterebbe a Veneto Strade «di aprire nel 2012 nuovi cantieri o di garantire interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria».
Spv, Chisso e Covepa ai ferri corti
Dopo il nuovo slittamento a giugno deciso dal Consiglio di Stato sulla vicenda Pedemontana Veneta arriva il botta e risposta a distanza tra l’assessore veneto alla mobilità Renato Chisso del Pdl e i portavoce del Covepa, il coordinamento delle associazioni che si batte per bloccare l’attuale tracciato della Spv. «La Giustizia amministrativa, al suo massimo livello, ha fatto un passo in più, prendendo atto delle nostre argomentazioni, che io considero le ragioni della ragione e del diritto, che ci hanno portato, finalmente e con almeno un trentennio di ritardo, a dare la risposta che il territorio interessato merita, della quale ha bisogno e per il quale abbiamo trovato soluzioni e progettato interventi che rappresentano uno dei più alti esempi europei e mondiali di inserimento di un’opera strategica nel territorio». Queste le parole di Chisso riportate dal portale del quotidiano Libero nel primo pomeriggio. Passa poco più di un’ora. Francesco Celotto, Massimo Follesa e Elvio Gatto, i portavoce del Covepa, diramano una nota al vetriolo in cui pur non citando direttamente l’assessore lo si attacca frontalmente…