Archive del 27 luglio 2010

Gentilin, un sindaco ghiotto

Scoop de La Sberla. Abbiamo la foto del sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin che stringe la mano all’ex patron del Grifo Andrea Ghiotto il giorno in cui lo stesso Gentilin vince le elezioni. Ma è propio lui? È proprio il sindaco di Arzignano? Quello che riferendosi a Ghiotto aveva sbraitato: «L’imprenditoria della vallata è sana. Non accettiamo accuse da un personaggio che deve ancora rispondere alla giustizia e che parla di escort, di suite e dimostrando piena assenza di valori morali». Ebbene sì; così parlò Gentilini Giorgio, sindaco di Arzignano il 15 giugno sul Corriere del Veneto. Era la reazione sdegnata di un probo uomo scandalizzato dalle affermazioni del reprobo Andrea Ghiotto pubblicate su Il Corriere del Veneto due giorni prima. In quella intervista Ghiotto aveva parlato della sua totale ritrosìa a pagare il dovuto al fisco, aveva tratteggiato il suo modus operandi nella corruzione, aveva spiegato come si allungavano le mazzette. E aveva parlato per la sua passione per donne e donnine. In che modo Gentilini fustigò Ghiotto? Censurando «escort e suite», ma le paroline magiche evasione fiscale e corruzione non comparvero mai nella solenne reprimenda del sindaco, la cui amministrazione però propone di impedire agli stranieri che lasciano le immondizie fuori dal cassonetto, di acquisire la cittadinanza italiana. Forse è una scusa per allontanare il sospetto che qualche big della concia che ammesso il pagamento di mazzette sia amico del primo cittadino di Arzignano? Insomma, viva la doppiezza. Ma se a uno che getta una «scoassa» fuori dal cassonetto va negata sine die la cittadinanza, uno, che ne so, un sindaco, che stringe la mano a personaggi del calibro di Ghiotto che cosa merita? La cancellazione dal circolo di Paperino? L’allontanamento dal direttivo della biennale del bagigio? La scomunica dal tempio massonico dei templari conciari dell’ordine di malta fina? Magari le dimissioni da primo cittadino? No, quelle le si rassegnano in Paesi arretrati come Germania, Svezia, Francia. Noi siamo avanti. Ghiotto è ancora più avanti. E Gentilin lo è più di lui. Ora rido. Voglio vedere ora quanti giornali domani daranno la notizia dello scoop de La Sberla… Gentilin è un sindaco. E Ghiotto è un imprenditore? Boh, forse però Gentilin è un sindaco ghiotto.

Marco Milioni

Bonadeo: non conosco Tremonti

«Nel numero attualmente in distribuzione del giornale VicenzaPiù, e nel sito web www.vicenzapiu.com, viene riportata una cosiddetta “indiscrezione circolata insistentemente negli ultimi giorni” secondo la quale il mio assistito signor Vittorio Bonadeo avrebbe “una solida conoscenza con l’attuale ministro dell’economia Giulio Tremonti del Pdl”. Il mio assistito non conosce né ha mai avuto modo di conoscere e frequentare il professor Giulio Tremonti, né ora né precedentemente alla sua nomina a ministro». Sono queste le parole, contenute in un dispaccio stampa di pochi minuti fa con il quale l’avvocato Roberta Bonadeo, figlia e legale di Vittorio, uno dei principali indagati nell’inchiesta “Reset”, commenta due miei articoli pubblicati su Vicenza Più che trattano dell’affaire concia e degli scandali collegati. Ancora una volta prendo atto della cortesia e della gentilezza della Bonadeo che esplicita senza remore il suo pensiero. Non riesco però a capire come mai queste dichiarazioni arrivino così in ritardo, visto che le domande sulla veridicità o meno di voci (che peraltro non hanno alcuna rilevanza penale) erano state girate in anteprima ai soggetti interessati con un largo anticipo. Evidentemente il clamore che l’inchiesta pubblicata su VicenzaPiù ha provocato tra gli addetti ai lavori è stato veramente molto. Di Più, Roberta Bonadeo continua a non rispondere ad una domanda precisa inviataLe a metà luglio («È vero che Suo padre prima di lavorare come consulente fiscale aveva prestato servizio nella Guardia di Finanza? Ed è vero che l’amicizia tra Suo padre e Stefani risale al periodo in cui Vittorio Bonadeo vestiva la divisa?»). Proprio in ragione di questo e proprio in ragione del vecchio adagio veneziano “pezo el tacon del sbrego” si fa un po’ più di fatica ad accettare le dichiarazioni di Bonadeo promanate dal suo legale; dichiarazioni che comunque hanno ed avranno lo stesso diritto di cittadinanza che naturalmente si accorda ad ognuno di noi.

Marco Milioni

Vicenza, Arzignano e il muro di gomma

Il giorno 16 luglio 2010 ho inviato alcune puntuali domande all’avvocato Marco Dal Ben relativamente alla posizione di alcuni suoi assistiti nell’ambito dell’inchiesta “dirty leather” e collegate. Le domande facevano parte del lavoro preparatorio sfociato poi nella mia inchiesta pubblicata sul numero 196 di Vicenza Più del giorno 24 luglio alle pagine 4 e 5. Tra gli stessi quesiti ne avevo incluso uno che riguardava anche la posizione di Linda Maulucci, che a quanto mi risulta è la moglie di Dal Ben e la figlia di Vito Maulucci, uno degli indagati eccellenti nell’affaire “dirty leather”. Purtroppo da Dal Ben non ho avuto replica alcuna, segno evidente che le domande hanno toccato un nervo scoperto.

Sempre il 16 luglio 2010 ho inviato altre domande all’avvocato Roberta Bonadeo in relazione alla posizione del padre Vittorio Bonadeo (nel riquadro), il quale oltre ad essere assistito dalla figlia è uno dei principali indagati nell’ambito della operazione “Reset”, collegata alla “dirty leather” e alla “Montebello”, per via del fatto che il minimo comun denominatore delle inchieste è dato da una serie di gravi illeciti che la magistratura presume siano stati perpetrati in Valchiampo e non solo. Anche la Bonadeo non ha risposto puntualmente ai quesiti posti. Quest’ultima però, con molto senso di cortesia nonché della tempistica, ha comunque deciso di diramare un comunicato nel quale in via più generale rende noto il suo punto di vista e quello del padre.

Il 14 giugno 2010 alcuni puntuali quesiti sull’affaire concia erano stati indirizzati sempre dal sottoscritto al sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin, al segretario provinciale del Carroccio berico, il senatore Paolo Franco, nonché al gruppo Lega Nord al consiglio comunale di Arzignano. Anche in questo caso non ho ricevuto risposta. Un brutto segnale da parte di chi riveste ruoli di responsabilità politica e amministrativa e che per questo non dovrebbe temere il confronto trasparente con la stampa; men che meno con l’opinione pubblica. Un vecchio adagio giornalistico americano dice: “chi non risponde ha comunque sempre torto”. I silenzi sul caso concia non fanno che aumentare i sospetti. I cittadini per bene meriterebbero chiarezza, ma in questo momento l’unica certezza cui sono messi di fronte è un imbarazzante quanto omertoso muro di gomma.

Marco Milioni
da VicenzaPiu.com del 26 luglio 2010
link originario

LEGGI IL COMUNICATO DI ROBERTA BONADEO
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE ALLA BONADEO
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE A DAL BEN
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE ALLA LEGA NORD DI VICENZA
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE ALLA GIUNTA DI ARZIGNANO
LEGGI L’INCHIESTA DI MARCO MILIONI

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