Archive del 22 luglio 2010
Lodi per Achille
(m.m.) «Sul piano urbanistico attuativo “Lodi” il presidente di zona Lucio Zoppello di Fi ha un conflitto d’interessi perché è il progettista dell’opera. Andremo alla corte dei conti». Così tuonava nel 2007 il democratico Gigi Volpiana del Pd. All’epoca era un consigliere della zona 3 che sul no al Lodi si è guadagnato l’elezione al consiglio comunale di Vicenza. Oggi i giornali danno la notizia che la giunta municipale berica in quota al Pd, partito che un tempo si era opposto al piano, dirà sì alla lottizzazione. La foglia di fico scelta per l’occasione è una rimodulazione della viabilità circostante e un piano in meno per i condomìni previsti in partenza. L’assessore all’urbanistica Francesca Lazzari, che un tempo aveva recitato la parte della pasionaria che combatte il mattone selvaggio, oggi ha definitivamente gettato la maschera. La combine Pd-Pdl denunciata in aula nel febbraio 2008 dall’ex consigliere Franca Equizi si è materializzata.
Il sindaco democratico Achille Variati è stato eletto il 28 aprile 2008. Ricordo le sue parole di quel giorno pronunciate alle 18.15 dai gradini del Caffé Garibaldi: «Basta alla Vicenza degli affari. Pulizia, trasparenza e lealtà saranno le mie guide». In questi due anni la pulizia e la trasparenza sono come la moglie del sindaco, non esistono. La lealtà invece è rimasta, quella per i poteri forti ovviamente. Ad eccezione delle buone nuove in casa Aim, dal 2008 Variati ha inanellato le seguenti perle: lottizzazione Cestaro (40.000 metri quadri), «il regalo» alla Conchiglia d’oro, un Pat scritto coi piedi che contiene l’immane regalo a Vicenza Futura, la sconfitta volontaria per il caso della banca fantasma di piazza Matteotti, la Torre Girardi che non paga e mai viene giù, il regalo del centro per l’impiego nello stabile Muzzana, la stasi sulle lottizzazioni illecite di Ponte Alto, il piano Marotti, una nuova dirigenza comunale ancora una volta legata ai soliti giri di potere e ora il regalo al mega benzinaio Carlo Lodi e alla omonima lottizzazione. Per non citare la resa premeditata sul caso Dal Molin. Rimane per fortuna il no al cubo della AF immobiliare davanti alle mura di Santa Lucia, ma c’è un nuovo cartello di cantiere lì esposto. E sento puzza di bruciato.
Su La Sberla del 13 dicembre 2007, nell’edizione cartacea scrivevo: «Ma Zoppello è tranquillo, lì comanda lui. Il padre padrone nel feudino azzurro sa che il suo piano passerrà». E così è stato, ma i suoi appetiti sono stati saziati non dalla giunta amica di centrodestra, bensì da quella avversaria di centrosinistra. Invertendo le chiappe il prodotto non cambia si direbbe in satira. Ma qui c’è poco da ridere. E tutto sommato la lettura politica di questo guazzabuglio è facile. Durante il decennio delle due passate consiliature di Enrico Huellweck (marcate centrodestra) si erano affrontati, senza mai sopraffarsi, due potentati politico-economici. Da una parte la cordata vicina al Gruppo Amenduni che aveva i suoi massimi referenti in Manuela Dal Lago (Lega) e Ubaldo Alifuoco (Pd). Dall’altra la cordata vicina ai gruppi Maltauro, Marchetti, Cestaro e che aveva come sommo pontefice Lia Sartori del Pdl. Sconfitta in Confindustria la cordata di Amenduni, il centrosinistra si è immediatamente allineato ai nuovi padroni del vapore. E aggiungo un’altra chicca. Tra i consiglieri del Pdl in sala Bernarda da chi è formata la compagine che fa l’opposizione più morbida? Questi consiglieri sono Lia Sartori appunto, Marco Zocca e Lucio Zoppello. Sì proprio lo Zoppello che inscenò la conferenza stampa farsa assieme al suo lobbista, ben descritta da Toni Trentin sul GdV (a dimostrazione che il sistema berlusconiano “chiagni, ringhia e fotti” funziona sempre). Zocca poi, da assessore al territorio durante l’ultima giunta Huellweck cercò di portare avanti il piano Lodi. Chi portò nella Dc che conta Achille Variati? Assieme ad altri fu tal Alberto Zocca padre di Marco. Ultime da palazzo… Sembra che in un cassetto del gruppo Maltauro dorma, ma non troppo, un progettino piccino piccino. Cedere o fittare ad Aim un terreno in zona industriale. Magari con la scusa di rimuovere dal centro cittadino la “smoggosa” sede operativa della multiservizi. I camioncini non piacciono al sindaco?