Archive del 3 luglio 2010

Concia, svolta clamorosa

L’inchiesta sulla concia Dirty Leather e l’inchiesta figlia “Reset” sarebbero ad una svolta clamorosa. Tra i documenti sequestrati ai consulenti fiscali finiti in un blitz delle fiamme gialle beriche tra il 15 e il 16 giugno ci sarebbero prove documentate su dvd di «dazioni» di denaro unitamente ad alcuni filmati piccanti che ritrarrebbero politici, imprenditori, finanzieri, agenti del fisco e faccendieri assieme a procaci intrattenitrici. E per la prima volta un giornale parla espressamente di politici coinvolti (alcuni sarebbero vicentini, alcuni arzignanesi). Lo rivela Il Gazzettino di oggi che in prima pagina pubblica un lungo servizio dell’inviato Giuseppe Petrobelli. Ma al di là dei volti più o meno noti delle starlette che avrebbero allietati big vicentini e non, Il Gazzettino spiega che tra i documenti sequestrati ai fiscalisti finiti sotto indagine ci sarebbero elementi schiaccianti: e-mail, documenti contabili, telefonate, colloqui riservati tra i consulenti fiscali ed i loro clienti. Una specie di manna per gli investigatori. A questo punto però appare sempre più difficilmente sostenibile la tesi della concussione fatta da agenti del fisco e commercialisti a danno degli imprenditori; perché proprio le registrazioni dei fiscalisti indagati potrebbero costituire la prova che gli accertamenti fiscali erano in qualche modo accomodati perché la cosa era conveninete per tutti. Il Gazzettino per di più aggiunge che la procura di Venezia è già pronta a chiedere gli atti alla procura della repubblica di Vicenza. Il motivo è semplice: fare luce sul comportamento dei vertici regionali della agenzia delle entrate, quei vertici che hanno il compito di controllare la regolarità fiscale nella condotta delle grandi imprese. Frattanto ieri, sempre secondo Il Gazzettino, Vittorio Bonadeo, tra gli indagati eccellenti dell’inchiesta Reset, sarebbe stato intorrogato dagli inquirenti e avrebbe cominciato a cantare, come molti dei suoi colleghi indagati. Si tratta comunque di novità che arrivano in un momento particolare; ai primi di giugno infatti Ildebrando Pizzato aveva lasciato in circostanze ancora da chiarire la direzione veneta della agenzia delle entrate per un incarico a Trento assai meno prestigioso e già ricoperto in passato (la cosa era stata evidenziata per la prima volta proprio su La Sberla). Nello stesso contesto la direzione nazionale della agenzia delle entrate aveva disposto una indagine interna dopo i fatti collegati alla inchiesta “Dirty Leather”.

Marco Milioni

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