Archivio di luglio 2010

Ancora su Ghiotto…

Vabbeh che volevo sfruguliare un po’ i miei lettori, ma mai avrei creduto di suscitare tanto clamore con il mio post sul sindaco di Arzignano, (il finto scoop in cui lo scoop era dire ciò che tutti sapevano senza che nessuno lo dicesse). Ad ogni buon conto ciò che imputo sul piano politico al sindaco di Arzignano non è la stretta di mano a Ghiotto quando Gentilin era ancora primo cittadino in pectore e non formalmente insediato. Fa male Gentilin a prendersela, se è vero che se l’è presa, perché non è il ghiottismo sessual-godereccio ciò che mi interessa (per la cronaca uno può andare a troie, tradire la moglie il marito, il partner, andare a trans, escort, essere monogamo per sempre, praticare astinenza sessuale o onanismo spinto: per me pari sunt, è come preferire i ravioli ai tortellini, se uno rispetta la legge, le regole e non usa una doppia morale a me non me ne può fregare di meno). Al sindaco di Arzignano però rimarco alcune cose. Uno, è seccante che risponda solo a certi giornalisti e ad altri no. Paura delle mie domande? Teme che io non sia come i colleghi del GdV? Due, gli ho fatto una domanda precisa su Marcigaglia e Pretto e non mi ha risposto. Tre, quando si è scagliato contro Ghiotto non ha stigmatizzato espressamente l’evasione fiscale. Perché? Diverso sarebbe stato se Gentilin avesse detto tanto per dire: “evadere il fisco è peggio che stuprare un bambino in chiesta sotto l’altare”. Perché non l’ha detto? Che cosa pensa veramente il sindaco dell’evasione fiscale? In molti mi hanno scritto e telefonato privatamente, sembrava una processione, per ammonirmi: “sì vabbeh ma prima c’erano gli altri e facevano le stesse cose; un big del centrosinistra è pure andato in montagna con Ghiotto perché non pubblichi quella foto?” Semplice, non posso pubblicarla perché non ce l’ho e non ho riscontri precisi per sparare un post del genere sul mio sito. Se qualcuno me la mandasse ‘sta foto farei lo stesso che ho fatto col primo cittadino arzignanese. Ma ripeto, si tratta di questioni di costume. Il grosso (e a livello locale centrodestra e centrosinistra hanno pari responsabilità, leggetevi l’ultimo numero di Vcienza Più al riguardo) riguarda invece la gestione del potere. Gli intrallazzi, le commistioni sconvenienti. Di questo nessuno parla ad Arzignano. Nessuno mi attacca apertis verbis. Alcune settimane fa ho incontrato un noto conciatore arzignanese indagato; era circondato dai suoi collaboratori ma quando mi ha visto ha abbassato lo sguardo intimorito, con la vergogna tipica del ladro. Sarebbero questi i capitani coraggiosi del distretto? Basta una pernacchia per liquefarli.

Marco Milioni

Mogliano, arrestato trafficante legato a Cosa Nostra

Era ricercato dal 1999 dopo un condanna a 29 anni di reclusione e a tre di libertà vigilata per spaccio e traffico di droga, con l’aggravante delle modalità mafiose ed è stato catturato a Mogliano Veneto mentre faceva tranquillamente jogging. Il 61enne Vito Zappalà è stato bloccato in via Barbiero, nei pressi dell’abitazione di una donna che lo ospitava, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

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Accendi il cervello


In Italia la situazione non è affatto seria, ma è molto grave. E se diventasse tanto grave che prima poi qualcuno, più di qualcuno s’incazza sul serio, mandando a quel paese chi si è sempre strafogato alla facciaccia di tutti usando il vecchio e collaudato stratagemma del divide et impera? Spacca il televisore, spegni il pc e accendi il cervello! Magari leggendo qualche libro.

Raf Perugini

Il Verso del Nord? Il raglio

Perché si fa un gran parlare attorno al manifesto Verso Nord? Come mai quello che dovrebbe essere un semplice documento d’intenti nell’ottica di un rilancio dell’Italia settentrionale è diventato un caso politico, soprattutto nel Veneto? La cosa è molto semplice. Il dominio dell’ex governatore azzurro Giancarlo Galan sulle terre che furono già della Serenissima è finito. Dopo le elezioni di primavera a un vecchio sistema di potere, che aveva i suoi referenti politici più accreditati in Galan e Lia Sartori (eurodeputato del Pdl) è venuto meno. La vittoria a mani basse del Carroccio, che pure è alleato del Pdl, ha messo in discussione vecchie rendite di posizione, a partire dalla sanità…

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Giù la maschera fratello

«Silvio Berlusconi è un massone e intrattiene ancora rapporti con la massoneria italiana e internazionale». In una lettera, le rivelazioni di Gioele Magaldi, leader del Grande Oriente Democratico. Il Venerabile Gioele Magaldi è stato di parola. Nel corso di un’intervista andata in onda durante il programma di Radio 24 “La Zanzara”, il leader del Grande Oriente Democratico aveva annunciato una lettera aperta a Silvio Berlusconi. Che è apparsa ieri direttamente sul sito curato dallo stesso massone (www.grandeoriente-democratico.com). Origine del suo potere, relazioni scottanti e rapporti compromettenti. C’è tutto nella missiva, comprese pesanti minacce nel post scriptum…

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Gentilin, un sindaco ghiotto

Scoop de La Sberla. Abbiamo la foto del sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin che stringe la mano all’ex patron del Grifo Andrea Ghiotto il giorno in cui lo stesso Gentilin vince le elezioni. Ma è propio lui? È proprio il sindaco di Arzignano? Quello che riferendosi a Ghiotto aveva sbraitato: «L’imprenditoria della vallata è sana. Non accettiamo accuse da un personaggio che deve ancora rispondere alla giustizia e che parla di escort, di suite e dimostrando piena assenza di valori morali». Ebbene sì; così parlò Gentilini Giorgio, sindaco di Arzignano il 15 giugno sul Corriere del Veneto. Era la reazione sdegnata di un probo uomo scandalizzato dalle affermazioni del reprobo Andrea Ghiotto pubblicate su Il Corriere del Veneto due giorni prima. In quella intervista Ghiotto aveva parlato della sua totale ritrosìa a pagare il dovuto al fisco, aveva tratteggiato il suo modus operandi nella corruzione, aveva spiegato come si allungavano le mazzette. E aveva parlato per la sua passione per donne e donnine. In che modo Gentilini fustigò Ghiotto? Censurando «escort e suite», ma le paroline magiche evasione fiscale e corruzione non comparvero mai nella solenne reprimenda del sindaco, la cui amministrazione però propone di impedire agli stranieri che lasciano le immondizie fuori dal cassonetto, di acquisire la cittadinanza italiana. Forse è una scusa per allontanare il sospetto che qualche big della concia che ammesso il pagamento di mazzette sia amico del primo cittadino di Arzignano? Insomma, viva la doppiezza. Ma se a uno che getta una «scoassa» fuori dal cassonetto va negata sine die la cittadinanza, uno, che ne so, un sindaco, che stringe la mano a personaggi del calibro di Ghiotto che cosa merita? La cancellazione dal circolo di Paperino? L’allontanamento dal direttivo della biennale del bagigio? La scomunica dal tempio massonico dei templari conciari dell’ordine di malta fina? Magari le dimissioni da primo cittadino? No, quelle le si rassegnano in Paesi arretrati come Germania, Svezia, Francia. Noi siamo avanti. Ghiotto è ancora più avanti. E Gentilin lo è più di lui. Ora rido. Voglio vedere ora quanti giornali domani daranno la notizia dello scoop de La Sberla… Gentilin è un sindaco. E Ghiotto è un imprenditore? Boh, forse però Gentilin è un sindaco ghiotto.

Marco Milioni

Bonadeo: non conosco Tremonti

«Nel numero attualmente in distribuzione del giornale VicenzaPiù, e nel sito web www.vicenzapiu.com, viene riportata una cosiddetta “indiscrezione circolata insistentemente negli ultimi giorni” secondo la quale il mio assistito signor Vittorio Bonadeo avrebbe “una solida conoscenza con l’attuale ministro dell’economia Giulio Tremonti del Pdl”. Il mio assistito non conosce né ha mai avuto modo di conoscere e frequentare il professor Giulio Tremonti, né ora né precedentemente alla sua nomina a ministro». Sono queste le parole, contenute in un dispaccio stampa di pochi minuti fa con il quale l’avvocato Roberta Bonadeo, figlia e legale di Vittorio, uno dei principali indagati nell’inchiesta “Reset”, commenta due miei articoli pubblicati su Vicenza Più che trattano dell’affaire concia e degli scandali collegati. Ancora una volta prendo atto della cortesia e della gentilezza della Bonadeo che esplicita senza remore il suo pensiero. Non riesco però a capire come mai queste dichiarazioni arrivino così in ritardo, visto che le domande sulla veridicità o meno di voci (che peraltro non hanno alcuna rilevanza penale) erano state girate in anteprima ai soggetti interessati con un largo anticipo. Evidentemente il clamore che l’inchiesta pubblicata su VicenzaPiù ha provocato tra gli addetti ai lavori è stato veramente molto. Di Più, Roberta Bonadeo continua a non rispondere ad una domanda precisa inviataLe a metà luglio («È vero che Suo padre prima di lavorare come consulente fiscale aveva prestato servizio nella Guardia di Finanza? Ed è vero che l’amicizia tra Suo padre e Stefani risale al periodo in cui Vittorio Bonadeo vestiva la divisa?»). Proprio in ragione di questo e proprio in ragione del vecchio adagio veneziano “pezo el tacon del sbrego” si fa un po’ più di fatica ad accettare le dichiarazioni di Bonadeo promanate dal suo legale; dichiarazioni che comunque hanno ed avranno lo stesso diritto di cittadinanza che naturalmente si accorda ad ognuno di noi.

Marco Milioni

Vicenza, Arzignano e il muro di gomma

Il giorno 16 luglio 2010 ho inviato alcune puntuali domande all’avvocato Marco Dal Ben relativamente alla posizione di alcuni suoi assistiti nell’ambito dell’inchiesta “dirty leather” e collegate. Le domande facevano parte del lavoro preparatorio sfociato poi nella mia inchiesta pubblicata sul numero 196 di Vicenza Più del giorno 24 luglio alle pagine 4 e 5. Tra gli stessi quesiti ne avevo incluso uno che riguardava anche la posizione di Linda Maulucci, che a quanto mi risulta è la moglie di Dal Ben e la figlia di Vito Maulucci, uno degli indagati eccellenti nell’affaire “dirty leather”. Purtroppo da Dal Ben non ho avuto replica alcuna, segno evidente che le domande hanno toccato un nervo scoperto.

Sempre il 16 luglio 2010 ho inviato altre domande all’avvocato Roberta Bonadeo in relazione alla posizione del padre Vittorio Bonadeo (nel riquadro), il quale oltre ad essere assistito dalla figlia è uno dei principali indagati nell’ambito della operazione “Reset”, collegata alla “dirty leather” e alla “Montebello”, per via del fatto che il minimo comun denominatore delle inchieste è dato da una serie di gravi illeciti che la magistratura presume siano stati perpetrati in Valchiampo e non solo. Anche la Bonadeo non ha risposto puntualmente ai quesiti posti. Quest’ultima però, con molto senso di cortesia nonché della tempistica, ha comunque deciso di diramare un comunicato nel quale in via più generale rende noto il suo punto di vista e quello del padre.

Il 14 giugno 2010 alcuni puntuali quesiti sull’affaire concia erano stati indirizzati sempre dal sottoscritto al sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin, al segretario provinciale del Carroccio berico, il senatore Paolo Franco, nonché al gruppo Lega Nord al consiglio comunale di Arzignano. Anche in questo caso non ho ricevuto risposta. Un brutto segnale da parte di chi riveste ruoli di responsabilità politica e amministrativa e che per questo non dovrebbe temere il confronto trasparente con la stampa; men che meno con l’opinione pubblica. Un vecchio adagio giornalistico americano dice: “chi non risponde ha comunque sempre torto”. I silenzi sul caso concia non fanno che aumentare i sospetti. I cittadini per bene meriterebbero chiarezza, ma in questo momento l’unica certezza cui sono messi di fronte è un imbarazzante quanto omertoso muro di gomma.

Marco Milioni
da VicenzaPiu.com del 26 luglio 2010
link originario

LEGGI IL COMUNICATO DI ROBERTA BONADEO
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE ALLA BONADEO
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE A DAL BEN
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE ALLA LEGA NORD DI VICENZA
LEGGI LE DOMANDE INDIRIZZATE ALLA GIUNTA DI ARZIGNANO
LEGGI L’INCHIESTA DI MARCO MILIONI

Lodi per Achille


(m.m.) «Sul piano urbanistico attuativo “Lodi” il presidente di zona Lucio Zoppello di Fi ha un conflitto d’interessi perché è il progettista dell’opera. Andremo alla corte dei conti». Così tuonava nel 2007 il democratico Gigi Volpiana del Pd. All’epoca era un consigliere della zona 3 che sul no al Lodi si è guadagnato l’elezione al consiglio comunale di Vicenza. Oggi i giornali danno la notizia che la giunta municipale berica in quota al Pd, partito che un tempo si era opposto al piano, dirà sì alla lottizzazione. La foglia di fico scelta per l’occasione è una rimodulazione della viabilità circostante e un piano in meno per i condomìni previsti in partenza. L’assessore all’urbanistica Francesca Lazzari, che un tempo aveva recitato la parte della pasionaria che combatte il mattone selvaggio, oggi ha definitivamente gettato la maschera. La combine Pd-Pdl denunciata in aula nel febbraio 2008 dall’ex consigliere Franca Equizi si è materializzata.

Il sindaco democratico Achille Variati è stato eletto il 28 aprile 2008. Ricordo le sue parole di quel giorno pronunciate alle 18.15 dai gradini del Caffé Garibaldi: «Basta alla Vicenza degli affari. Pulizia, trasparenza e lealtà saranno le mie guide». In questi due anni la pulizia e la trasparenza sono come la moglie del sindaco, non esistono. La lealtà invece è rimasta, quella per i poteri forti ovviamente. Ad eccezione delle buone nuove in casa Aim, dal 2008 Variati ha inanellato le seguenti perle: lottizzazione Cestaro (40.000 metri quadri), «il regalo» alla Conchiglia d’oro, un Pat scritto coi piedi che contiene l’immane regalo a Vicenza Futura, la sconfitta volontaria per il caso della banca fantasma di piazza Matteotti, la Torre Girardi che non paga e mai viene giù, il regalo del centro per l’impiego nello stabile Muzzana, la stasi sulle lottizzazioni illecite di Ponte Alto, il piano Marotti, una nuova dirigenza comunale ancora una volta legata ai soliti giri di potere e ora il regalo al mega benzinaio Carlo Lodi e alla omonima lottizzazione. Per non citare la resa premeditata sul caso Dal Molin. Rimane per fortuna il no al cubo della AF immobiliare davanti alle mura di Santa Lucia, ma c’è un nuovo cartello di cantiere lì esposto. E sento puzza di bruciato.

Su La Sberla del 13 dicembre 2007, nell’edizione cartacea scrivevo: «Ma Zoppello è tranquillo, lì comanda lui. Il padre padrone nel feudino azzurro sa che il suo piano passerrà». E così è stato, ma i suoi appetiti sono stati saziati non dalla giunta amica di centrodestra, bensì da quella avversaria di centrosinistra. Invertendo le chiappe il prodotto non cambia si direbbe in satira. Ma qui c’è poco da ridere. E tutto sommato la lettura politica di questo guazzabuglio è facile. Durante il decennio delle due passate consiliature di Enrico Huellweck (marcate centrodestra) si erano affrontati, senza mai sopraffarsi, due potentati politico-economici. Da una parte la cordata vicina al Gruppo Amenduni che aveva i suoi massimi referenti in Manuela Dal Lago (Lega) e Ubaldo Alifuoco (Pd). Dall’altra la cordata vicina ai gruppi Maltauro, Marchetti, Cestaro e che aveva come sommo pontefice Lia Sartori del Pdl. Sconfitta in Confindustria la cordata di Amenduni, il centrosinistra si è immediatamente allineato ai nuovi padroni del vapore. E aggiungo un’altra chicca. Tra i consiglieri del Pdl in sala Bernarda da chi è formata la compagine che fa l’opposizione più morbida? Questi consiglieri sono Lia Sartori appunto, Marco Zocca e Lucio Zoppello. Sì proprio lo Zoppello che inscenò la conferenza stampa farsa assieme al suo lobbista, ben descritta da Toni Trentin sul GdV (a dimostrazione che il sistema berlusconiano “chiagni, ringhia e fotti” funziona sempre). Zocca poi, da assessore al territorio durante l’ultima giunta Huellweck cercò di portare avanti il piano Lodi. Chi portò nella Dc che conta Achille Variati? Assieme ad altri fu tal Alberto Zocca padre di Marco. Ultime da palazzo… Sembra che in un cassetto del gruppo Maltauro dorma, ma non troppo, un progettino piccino piccino. Cedere o fittare ad Aim un terreno in zona industriale. Magari con la scusa di rimuovere dal centro cittadino la “smoggosa” sede operativa della multiservizi. I camioncini non piacciono al sindaco?

Agenda rossa, testa di…


«Dove sta l’agenda rossa del giudice dove vi era il nome dei potenti? Ecco come l’informazione deviata nasconde la verità al mondo… Testa di cazzo è trattarlo bene, un cazzo sa quando venire, lui invece viene quando nessuno lo cerca. Cosa c’entra il comunismo con la strage?»

Utente maxclk70 su Youtube.it

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