Archivio di giugno 2010

«Le concerie? Tabù della Lega»

«Lega Nord e Pd, come gli amministratori locali, in questi anni non hanno saputo o voluto mettere mano ad un malaffare di cui tutti sapevano. E anche adesso, da destra a sinistra, tutti tacciono». Sono le accuse di Franca Equizi (nella foto), ex consigliera leghista vicentina (fino al 2008), ai partiti della provincia per il «terremoto» sulla concia scatenato dalle inchieste della Guardia di Finanza «Dirty leather» e «Reset». Immediata la replica del segretario provinciale del Carroccio, il senatore Paolo Franco: «Tutte sciocchezze, ben vengano le indagini e facciano il loro corso». E l’ex sindaco di Arzignano e consigliere regionale Pd Stefano Fracasso risponde che «Equizi forse non legge bene le cronache, abbiamo più volte trattato il tema e da sindaco andai anche a fare segnalazioni all’Agenzia delle Entrate regionale».

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I fiamminghi in Belgio come la prima Lega di Bossi e Miglio

Il Belgio, Paese con un già forte federalismo, rischia di spaccarsi definitivamente in due. Nelle Fiandre, fiamminghe, ha vinto «Nuova alleanza fiamminga» il partito del giovale leader Bart De Wever che vuole la scissione dalla Vallonia, francofona. Ed è probabile che, prima o poi, ci si arrivi. Del resto fiamminghi e valloni non si sono mai amati e la loro unione in un unico Paese, il Belgio, nel 1830, fu dovuta a una decisione, o piuttosto un’imposizione, di Francia e Gran Bretagna che allora dominavano la scena europea. Se quindi scissione alla fine sarà avverrà in modo indolore, democratico, con un referendum, e senza particolari traumi tranne che per la monarchia belga che peraltro, a differenza di quella inglese, ha una funzione puramente decorativa…

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La BP e l’anarchia aziendale

In occasione del disastro della marea nera della BP, il presidente Obama ha rilasciato ieri sera dalla Sala Ovale un discorso – un capolavoro di timida finta indignazione. Il discorso era tutto incentrato su “energia pulita” e “porre fine alla nostra dipendenza dai carboni fossili”. A fronte della marea nera della BP – probabilmente il più grave disastro ambientale di tutti i tempi – la risposta del presidente Obama è stata questa: gentile indignazione e vaghi piani per “adottare la linea dura”, “mettere da parte la sola compensazione” e “fare qualcosa”. Il presidente Obama non ha capito veramente di cosa si tratti. Sebbene è indubbio che sia un disastro ambientale, la marea nera della BP è molto, molto di più.

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Bilderberg 2010

Le foto che abbiamo visto dalla conferenza di quest’anno, che stiamo presentando nella “Bilderberg Power Gallery” dei personaggi molto influenti, sono state molto rivelatrici. Potete vedere dal linguaggio del corpo chi gestisce il Bilderberg. Molto potere passava il tempo attorno all’Hotel Dolce di Sitges la scorsa settimana, molta ricchezza, molta influenza, ma potete percepire l’Überpower quando si rivela. Non abbiamo visto David Rockefeller questa settimana (può darsi che la sua testa si trovi in una cappelliera criogenica, aspettando la nanosuscitazione). Ma abbiamo preso gli altri due pesci grossi: la regina Beatrice d’Olanda e Henry Kissinger. Al loro improvviso arrivo, l’umore del piazzale cambia, le teste si voltano, i sorrisi si irradiano, gli ordini sono sussurrati nei polsini delle camicie e mormorii di servilismo passano attraverso il gruppo…

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Equizi, la concia e la Lega

«Le notizie pubblicate in questi giorni dai quotidiani fanno venire i brividi». Comincia così una lunga lettera aperta inviata ieri da Franca Equizi agli organi di stampa vicentini. Equizi, che scrive in qualità di ex consigliere comunale di Vicenza ed ex leghista, non fa sconti alla politica berica e soprattutto non fa sconti al suo partito. La questione al centro della missiva è la maxi inchiesta sul mondo della concia. Ma nel suo dispaccio Equizi punta pure l’indice sulla Uil, adombrando il dubbio che possa avere cercato di ostacolare, almeno sul piano dialettico, il lavoro degli inquirenti con una sorta di ricatto occupazionale, al fine di proteggere gli interessi degli imprenditori finiti sotto indagine. L’ex consigliere fa pure un spaccato della storia politica nella città del Palladio arrivando a ricordare l’omicidio Fioretto e l’affaire “Valle-Cassiopea“.

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Il funzionario dell’Agenzia sotto torchio con altri tre

È accusato di corruzione in relazione ad una maxi tangente da 300 mila euro pagata da Bruno Mastrotto attraverso il suo consulente Marcello Sedda, per sistemare con l’accertamento con adesione la verifica fiscale nella sua conceria. Sarà interrogato nella giornata di oggi Angelo Fiaccabrino, 58 anni di Creazzo, funzionario dell’Agenzia delle entrate in servizio a Verona. Assistito dagli avvocati Renato Bertelle Paolo Mele jr., è l’unico fra gli arrestati ad essere stato accompagnato in carcere.

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«Soraci cercò di rifare la cricca anche nell’ufficio di Vicenza 2»

Roberto Soraci avrebbe voluto creare anche a Vicenza la struttura parallela, ritenuta criminale, dell’ufficio dell’Agenzia delle entrate che ad Arzignano aveva dato vita ad un tourbillon di mazzette. È una delle ipotesi su cui guardia di finanza e procura stanno lavorando dopo le testimonianze di alcuni dipendenti degli uffici di Vicenza 2 di via del Mercato Nuovo. Soraci, infatti, nel gennaio 2009 aveva lasciato la sede nella valle del Chiampo degli uffici del Fisco per assumere la direzione di quelli in città.

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Draghi, il nemico

Ma chi è questo Mario Draghi a cui il Cuoa di Altavilla Vicentina, la scuola quadri dell’imprenditoria veneta, ha conferito in pompa magna il master honoris causa? Draghi, allievo del professor Caffè, nel 1976 ottiene il dottorato presso il Mit di Boston col celebre economista Franco Modigliani. Una brillante carriera accademica consacrata nel 1984, ancora giovanissimo per gli standard gerontocratici dell’ambiente, con la nomina a direttore esecutivo della Banca Mondiale.

Nel 1991 diventa direttore generale del ministero del Tesoro. Nel giugno del ’92 è uno dei partecipanti alla famosa riunione sul panfilo Britannia al largo di Civitavecchia, quando il gotha di Wall Street e della City londinese s’incontrò con i vertici dell’industria e delle banche di Stato italiane per ordire la fine dei campioni nazionali, dati in pasto al mercato internazionale. Presente anche l’allora governatore della Banca d’Italia Azeglio Ciampi, in quell’occasione ignorata dagli annali ufficiali furono decisi i termini della svendita di mezzo Paese, altrimenti nota come privatizzazione di Iri, Enel, Eni, Ina, Telecom, Credito Italiano, delle industrie siderurgiche e agro-alimentari statali ed altro.

Complice il filantropo Soros che speculò sulla lira facendoci uscire dallo Sme, la stampa alimentò una campagna martellante per incutere il timore nel popolo italiano di «non entrare in Europa». Condizione essenziale per entrarvi era infatti diminuire l’enorme debito pubblico italiano, e per fare questo il metodo veniva dato per obbligato: vendere massicciamente tutto il comparto industriale di Stato. Draghi fu l’architetto dei grandi saldi: nel 1993 viene messo a capo del Comitato Privatizzazioni. Le dismissioni fecero diminuire il debito pubblico di una quota irrisoria, dal 125% al 110% del Pil. Nel 2000 Ciampi, divenuto Presidente della Repubblica, lo nomina Cavaliere di Gran Croce. E nel 2002, sempre per meriti sul campo, la Goldman Sachs, punta di lancia dell’oligarchia finanziaria che sta dietro le speculazioni di questi anni, lo accoglie fra le sue file come vicepresidente per l’Europa. Oggi, l’uomo di fiducia della banca che più ha lucrato sulla crisi mondiale ce lo ritroviamo a presiedere l’istituto di via Nazionale (e da impunito eccellente qual è, ringraziando per il premio ricevuto dal Cuoa, ha avuto pure la faccia tosta di dire che «sono meglio le banche del territorio»).

Domani, questo figuro potrebbe manovrare l’intera politica monetaria europea se messo a capo della Banca Centrale Europea. «Disciplina, per tornare alla crescita», titolava il Corriere non più tardi di quindici giorni fa in una pagina dedicata alla relazione tecnica di Draghi. Non si accettano lezioni da parte di un ex dipendente Goldman Sachs e proconsole locale della centrale di potere sovranazionale nota come signoraggio bancario. Draghi è il nemico numero uno. La guerra del prossimo futuro sarà, prima di tutto, contro il sistema che lui rappresenta: la finanza che controlla i popoli usando la facciata democratica delle elezioni e dei partiti.

Alessio Mannino

I legami nascosti

Fa piacere che i politici vicentini sollecitati nel mio post del 17 giugno (pubblicato su LaSberla.net) abbiano in qualche maniera dato una risposta. Si vedrà nei giorni a venire se la loro azione sarà coerente e costante. Ci sono però alcuni aspetti che vanno approfonditi circa le “liaisons dangereuses” tra il mondo politico, gli imprenditori (evasori per loro stessa ammissione) e i consulenti accusati dalla magistratura…

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Standing army


Sono oltre settecento, questa la cifra ufficiale, le basi militari americane nel mondo. Avamposti di future guerre e sempre più spesso risultato finale e ragione degli interventi militari. In Standing Army, documentario realizzato da Thomas Fazi ed Enrico Parenti attraverso tre anni di ricerche e indagini sul campo, gli autori danno voce alle popolazioni che convivono con i militari americani e attraverso le interviste ad esperti quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson e molti altri, riflettono sulla politica estera e militare statunitense. Standing Army è stato selezionato al Bafici-Festival Internazionale del Cinema Indipendente di Buenos Aires e al Tek Festival di Roma, dove ha vinto il Premio per la miglior Fotografia.

LEGGI L’INTERA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO “STANDING ARMY”

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