Il rumore dell’inchiesta, il silenzio della politica

A Vicenza è scoppiato un pandemonio giudiziario. Le indagini condotte da magistratura e fiamme gialle hanno scoperchiato una pignatta piena di melma maleodorante. Di più; gli inquirenti dicono che il malaffare prosegue da trent’anni. E la politica, quella che conta, che fa? Il silenzio dei papaveri vicentini è assordante. Zitta la deputata Manuela Dal Lago (Lega), presidente della commissione attività produttive. Zitto il senatore leghista Albertone Filippi. Zitto il senatore leghista Paolone Franco, che pure è segretario provinciale del Carroccio. Zitto il plenipotenziario leghista per Vicenza, nonché esperto di rutti internazionali, onorevole Stefano Stefani. Zitto il deputato fresco di rispescaggio Giorgino Conte del Pdl. Zitto l’onorevole ectoplasmatico del Pd Danielona Sbrollini. Zitto l’onorevole antennista saltimbanco Max Calearo che oggi ha ormeggiato il suo piroscafo presso i lidi dell’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli e “Propaganda Fide”. Zitto l’euro-onorevole del Pdl Sergio Berlato; zitta l’euro-onorevole Lia Sartori (Pdl) che siede nel cda della veronese Cis assieme a Brono Mastrotto, re della concia berica ed uno degli indagati eccellenti dell’inchiesta. Zitto l’assessore regionale al turismo Marino Finozzi, il cranio tirato a lucido del Carroccio. Zitto l’assessore regionale al bilancio, nonché braccio destro della Dal Lago, Bob Ciambetti che in queste ore tremende avrà comunque la possibilità di gustarsi la solenne cerimonia durante la quale gli intitoleranno un asteroide (leggere Vicenza Più per credere). Zitti soprattutto il sindaco di Vicenza Achille Variati (il turibolo oratorio marcato Pd) e zitto il presidente della provincia, il leghista Attilio “Ombralonga” Schneck. Certo qualcosa hanno detto il sindaco arzignanese Giorgio Gentilin del Pdl, il quale ogni volta che fa una difesa d’ufficio della “sua” concia, si vede costretto ad assistere ad una nuova deflagrazione giudiziaria (in Valchiampo già lo accusano di portare sfiga…). Hanno detto qualcosa i consiglieri comunali di Vicenza Pippo Zanetti (Vicap) e Federico Formisano (Pd). Ma in queste circostanze, con tutto il rispetto parlando, l’opinione pubblica vorrebbe qualcosa in più dei due e dei tre di briscola. Silenzio totale invece dal segretario regionale del Pd, la bassenese Rosanna Filippin, la quale vive probabilmente in una dimensione parallela, incastrata tra le orbite degli elettroni del suo sito web, ancora fermo al congresso democratico del 2009. E silenzio estremo pure da parte del movimento legalitario per eccellenza l’Idv, la quale dai parlamentari sino ai consiglieri comunali, si astiene da ogni reprimenda. Unica eccezione il consigliere regionale del Pd Paolo Fracasso che ha abbozzato un ragionamento coerente seppur generico. Zitti infine il presidente degli industriali berici Roberto Zuccato nonché il presidente della Popolare Vicentina Gianni Zonin. Tutti zitti, perché la corruzione è una cosa seria e come si sa il silenzio è d’oro.

Marco Milioni
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