Archivio di giugno 2010
Senza fine
In questi giorni nella casella di posta elettronica di molti ciechi sta giungendo un messaggio, contenente un appello alla sottoscrizione di una petizione, che vorrebbe ottenere dal presidente del Consiglio e dal ministro dei beni culturali un passo indietro circa il taglio dei finanziamenti pubblici all’ente Regina Margherita di Monza. Infatti questo ente la funzione del quale è rendere accessibili ai minorati della vista libri e spartiti in formato digitale e non, in forza del decreto Legge che mette in atto l’ultima manovra finanziaria, rischia di subire un taglio di 2.650.000 euro su un totale di 4.000.000, che probabilmente porterà alla chiusura dello stesso. Questo perché se l’ente in oggetto già ora non riesce a soddisfare le richieste degli iscritti, figuriamoci poi come potrebbe operare con un taglio dei finanziamenti pubblici come quello sopra descritto.
Agenzia Entrate del Veneto: Pizzato a ritroso
A margine dell’inchiesta “Dirty Leather” è successa una cosa curiosa. Non so proprio se abbia legami o meno con le indagini svolte dalla procura di Vicenza, ma i fatti vanno comunque registrati. Oggi Il Corriere del Veneto pubblica un mezzo scoop. Nel servizio si spiega che Angelo Fiaccabrino, uno degli indagati eccellenti tra i funzionari della agenzia delle entrate berica, avrebbe svelato i nomi tra i pezzi grossi della agenzia veneta, che hanno chiuso un occhio sui controlli fiscali per i grandi gruppi industriali. Pochi giorni fa, il 7 giugno per essere precisi, l’agenzia delle entrate del veneto annuncia il trasferimento del direttore, il 57enne bassanese Ildebrando Pizzato. Prende il suo posto Achille Sanzò, fino a pochi giorni fa direttore dell’agenzia abruzzese. La cosa singolare è che Pizzato, a differenza di Sanzò, non viene trasferito per un incarico di maggior prestigio, ma finisce a dirigere l’ufficio provinciale dell’agenzia delle entrate di Trento, che equivale sì ad una specie di regione vista la provincia autonoma, ma non è certo una sede come Lombardia o Lazio. Per di più Pizzato era già stato direttore della agenzia trentina dal 2002 al 2005. Dal 2005 al 2007 era stato direttore aggiunto del Veneto. Insomma Pizzato stranamente fa un po’ il gambero e nei suoi incarichi va a ritroso. Questioni di meritocrazia in salsa Brunetta o le ragioni sono ben altre?
Marco Milioni
Tangenti, confessa Fiaccabrino e coinvolge il Fisco di Venezia
Ha confessato, ha fatto i nomi, ha raccontato le tangenti e il sistema di corruttela. E ora l’inchiesta affonda il colpo sugli uffici regionali del Fisco di Venezia. A parlare è stato Angelo Fiaccabrino, il funzionario che lavorava alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, arrestato per corruzione l’11 giugno scorso nell’ambito dell’indagine che ha portato alla luce 57 episodi di corruzione di uomini del Fisco (per circa un milione di euro) da parte di decine di imprenditori vicentini e dei loro commercialisti, tutti indagati. L’accusa: aver versato robuste bustarelle agli uomini delle imposte in cambio di un occhio di riguardo. Fiaccabrino, fino al giorno dell’arresto in forza alla Direzione provinciale di Verona, è considerato l’anello più importante della catena corruttiva, un po’ l’ufficiale di collegamento fra le sedi locali delle imposte (Arzignano in particolare) e Venezia. Lunedì scorso è stato interrogato, ha «cantato» e il verbale è stato naturalmente secretato.
La mozione di Pettenò
«L’istituzione regionale dovrebbe esprimere la più convinta e totale solidarietà alla Guardia di Finanza e alla Magistratura di Vicenza per aver scoperto il maxi giro di evasione fiscale nel distretto conciario di Arzignano, che vede coinvolti imprenditori e funzionari pubblici». A sollecitare un pronunciamento del genere il capogruppo della Federazione della Sinistra veneta Pietrangelo Pettenò che ha presentato una mozione in Consiglio con cui chiede a tutte le forze politiche di far propria tale istanza. Il documento ricorda in premessa come «l’organizzazione criminale» smascherata dalle forze dell’ordine e dalla magistratura vicentine abbia creato un gravissimo danno alla libertà di impresa e ad un corretto rapporto tra istituzioni ed imprese nel campo della riscossione dei tributi. E conclude invitando la Giunta regionale ad adoperarsi presso il Governo per evitare che i reati valutari non siano facilitati da leggi, come quella sulle intercettazioni telefoniche, che minano la capacità investigative e di conseguenza la possibilità di scoprire illeciti gravi come quelli scoperti a Vicenza.
fonte: agenzia Arv – www.consiglioveneto.it; Venezia, 28-06-2010
LEGGI L’INTERA MOZIONE DI PIETRANGELO PETTENÒ
Intoccabili banche
Nel momento in cui Francia, Germania e Gran Bretagna annunciano l’intenzione di presentare al prossimo G20 di Toronto la proposta di una tassa basata sugli utili delle banche, da applicare con caratteristiche diverse a seconda delle condizioni economiche e dei sistemi fiscali di ciascun Paese, e l’Unione Europea esplora addirittura la possibilità di un’imposta “globale” sulle transazioni finanziarie, può essere utile fare il punto della situazione sugli interventi pubblici a favore delle banche e degli istituti finanziari durante gli scorsi due anni, in Europa e negli Stati Uniti, basandosi sull’ultimo dei rapporti semestrali elaborati da RS-Mediobanca Da questo risulta che il totale di aiuti, in termini di iniezioni di capitale e di prestazione di garanzie, ammonta a 1.518,7 miliardi (di euro) per l’Europa ed a 2.593,2 miliardi (di dollari) oltreoceano.
Concia, i tentacoli della cricca veneta

Che cosa è successo durante gli ultimi giorni a Vicenza e provincia? Come vanno valutati gli ultimi sviluppi delle inchieste Dirty Leather e Reset? Come vanno valutate le ultime rivelazioni uscite sulla stampa locale? Si può parlare di un livello politico lambito dall’inchiesta della procura berica? I primi riscontri pubblicati dai media ovviamente dovranno affrontare un percorso giudiziario lungo. Ma una cosa è la verità secondo i dettami del codice penale, altra è invece la verità storica descritta anche dai comportamenti sociali.
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Parco della Pace? No, foglia di fico
Non capisco cosa abbiano da festeggiare Variati, la Bottene e i pacifisti della domenica: hanno combattuto per anni, alcuni soltanto a parole, il Dal Molin a stelle e strisce, e ora si ritrovano con un parco ribattezzato della pace accanto ad una caserma con truppe di guerra (i parà della 173a brigata vanno a crepare in Afghanistan e Irak per “esportare la democrazia”). Il trucco sta nella parola “pace”: 650 mila metri quadri di verde a fare da foglia di fico alla sconfitta del no alla Ederle 2. E tutti ad applaudire. Questi o ci sono o ci fanno.
I due ufficiali della guardia di finanza fuori dall’inchiesta: «Nessun reato»
Gli ufficiali della guardia di finanza escono dall’inchiesta “Dirty leather”. A testa alta. Sul loro conto, non sono infatti emersi sospetti di episodi penalmente rilevanti. Il tenente colonnello Giuseppe Gianquinto, che comandava il nucleo di polizia tributaria fino al 2008, oggi a Brescia, e il suo vice, il maggiore Michele Caliandro, oggi a Trieste, se anche sono andati a cena (e si sono eventualmente fermati dopo) all’hotel Principe di Arzignano nella suite del faccendiere Andrea Ghiotto non gli hanno compiuto dei favori tali da commettere dei reati.
Sigillati 1,5 milioni ai funzionari corrotti
La guardia di finanza ha sequestrato beni per circa un milione e mezzo di euro ai cinque funzionari del Fisco accusati (4 di loro sono rei confessi) di corruzione. Si tratta di sigilli preventivi, nell’ottica del sequestro per equivalente: hanno ricevuto mazzette per circa 2 milioni di euro, e pertanto gli inquirenti li hanno privati di beni per pari importo. Il blitz, ancora in corso, ha interessato beni e proprietà di Roberto Soraci, 60 anni, di Verona (avv. Ambrosetti e Lillo); di Angelo Fiaccabrino, 58, di Creazzo, tuttora in carcere (avv. Mele jr); di Filiberto Segantini, 63 anni, di Zimella; di Claudio De Monte, 50, di Arzignano, e infine di Vito Maulucci, 70, di Vicenza (avv. Roetta)…
Concia, Pettenò attacca Zaia e il Carroccio
Non solo lo Stato e gli onesti contribuenti, ma anche i piccoli imprenditori sono vittime della scandalosa evasione fiscale scoperta dalla magistratura vicentina nel distretto conciario della Valle del Chiampo. A richiamare l’attenzione sugli effetti della “cricca” messa a nudo con l’operazione investigativa “Dirty Leather” è il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra Veneta. Pettenò (nella foto) ricorda come commercialisti e imprenditori corrotti, anche attraverso interpellanze fatte fare al Parlamento da deputati della Lega Nord e del Pdl, abbiano praticato e difeso la prassi del concordato preventivo che, notoriamente, permette ai creditori di recuperare un misero 10-20 per cento delle somme spettanti. «Quando si scende sotto il 20% dei pagamenti concordati – rileva Pettenò, citando le valutazioni di Giuseppe Sbalchiero e di Filippo De Marchi presidenti vicentini di Confartigianato e Confapi – il valore è zero. E quando non superano il 10 per cento sono addirittura immorali. Vorrei sapere dalla giunta presieduta da Luca Zaia della Lega – conclude Pettenò, che ha presentato una interrogazione a tutela dei piccoli imprenditori – quali strumenti legislativi nel campo dell’attuazione del federalismo fiscale, si stiano predisponendo per tutelare i creditori, i quali spesso spesso sono quegli artigiani che la Lega Nord afferma di voler tutelare, contro l’operato di quei gruppi industriali che nelle procedure fallimentari lasciano, sempre più spesso, operai e artigiani con un pugno di mosche in mano».
fonte: agenzia Arv – www.consiglioveneto.it; Venezia, 23-06-2010
LEGGI L’INTERROGAZIONE DI PETTENÒ