Massimo Decimo Gerardo Meridio: il gladiatore dell’Ipab

gladiatorC’è aria stantìa, forse cattiva, dalle parti dell’Ipab. Durante gli ultimi dieci giorni Il Giornale di Vicenza, a firma di Gianmarco Mancassola, ha pubblicato due pezzi ben esaustivi sull’acquisto da parte di Ipab-Ipark di una corte in zona Longara, una frazione a sud nel comune di Vicenza. Nel primo pezzo si descrive come l’acquisto sarebbe stato pensato per trovare una nuova sistemazione per il pensionato Ipark di Parco Città. Nel secondo invece si spiega come la transazione sia stata de facto congelata dall’intervento della giunta comunale la quale ha fatto sapere che non fornirà all’antico casolare il cambio di destinazione utile all’operazione paventata dall’Ipab.
QUALCHE DETTAGLIO. Nel medesimo articolo per di più si racconta che sia lo stesso cda di Ipab (un ente pubblico i cui vertici sono di nomina regionale) ad avere bloccato il presidente. Dagli articoli del GdV però si evince che l’attuale proprietario del casolare e dei terreni di pertinenza è la società Le Betulle. Una srl che secondo il quotidiano berico avrebbe acquistato il tutto al prezzo di 3,5 milioni di euro nel gennaio di quest’anno: il cedente sarebbe la società Ristocenter srl per un contratto depositato nella mani del notaio Giuseppe  Curreri proprio quest’inverno. Sempre il GdV racconta però che Le Betulle srl, in un preliminare di vendita in mano allo stesso consiglio di amministrazione di Ipab, era pronta a cedere ad Ipab lo stesso casolare per la somma di 15 milioni di euro scarsi più iva. Insomma, iva inclusa una plusvalenza che dando retta agli articoli de Il Giornale di Vicenza ammonta a ben 11,5 milioni di euro. Plusvalenza ovviamente sulla carta perché fino ad oggi la transazione non è andata in porto. Tale cessione si sarebbe comunque dovuta materializzare con la formula della locazione unita all’opzione di acquisto garantita. Una strana scelta, che assomiglia per certi versi alla medesima formula con la quale Aim si caricò sul groppone la piattaforma Ecoveneta di Marghera. Un affare che costò una lunga e arcinota inchiesta della magistratura tuttora in corso.
STRANEZZE. Le stranezze comunque non finiscono. Basta leggere lo stesso GdV. I proprietari di Le Betulle srl risultano altre due società. Pannorica srl e Svir spa. Si tratta di due note fiduciarie, ovvero di società che in qualche maniera possono permettere di occultare i reali proprietari delle quote di una società di capitali. Nello specifico la srl Le Betulle. Lo stesso Mancassola nel suo articolo del 26 agosto spiega che amministratore unico di Le Betulle srl sino a gennaio era Giovanni Fante, commercialista noto in città, nonché braccio destro dell’ex presidente di Aim Beppe Rossi nel mosaico societario che fa riferimento allo stesso Rossi. Quest’ultimo per giunta (sempre secondo Mancassola, articolo del 25 agosto) sarebbe stato incaricato di risistemare il podere secondo le specifiche di comune, Ulss ed Ipab.
IL RETROSCENA. Ma chi c’è dietro Le Betulle srl? Chi c’è dietro Ristocenter srl? Perché i membri del cda di Ipab avrebbero insistito per conoscere le vere facce di coloro che erano dietro la trattativa? È possibile, vista la presenza di Fante, che si tratti di persone vicine all’ex presidente di Aim? E come si spiegherebbe una differenza di valore così cospicua tra ciò che è stato pagato dal privato e ciò che sarebbe stato pagato dal pubblico? C’è qualcuno che da questa operazione sperava di trarre quel profitto utile a ripianare debiti pregressi contratti altrove? Di più. La sigla di un eventuale impegno preliminare da parte di Ipab verso Le Betulle srl comporterà una penale da addebitare ad Ipab? È vero che un consigliere di amministrazione di Ipab con buone conoscenze di diritto avrebbe intimato l’alt per la transazione al presidente Gerardo Meridio temendo una nuova indagine della magistratura sulla falsariga di quella avviata su Aim? Ed è vero che lo stesso Meridio (Pdl) ha dovuto faticare come un gladiatore romano per far digerire al suo capocorrente (l’euro-onorevole Lia Sartori del Pdl) l’infilzata patita nella frazione di Lòngara? Poiché la legge comunque impone ai reali possessori di quote di società, anche fiduciarie, di depositare i loro nominitavi presso i comuni di residenza, l’attuale giunta proverà a scoprire chi c’è dietro l’operazione?

Marco Milioni

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6 Commenti a “Massimo Decimo Gerardo Meridio: il gladiatore dell’Ipab”

  • JOHN22 scrive:

    Solite porcherie; spiace che a dare la stura questa volta è stato Il Giornale di Vicenza…

  • Arianna scrive:

    Articolo interessante nel quale si approfondiscono gli spunti dell’ottimo Mancassola…

  • un cittadino cosmopolita scrive:

    aiuto……
    arianna…con un commento quasi civile…!!!

  • un cittadino cosmopolita scrive:

    quel john…carino…sempre in lòinea col potere …che non ha e di cui è invidioso.
    Basterebbe per placare l’invidia un po’ di cultura…alias…letture !!

  • un cittadino cosmopolita scrive:

    ops..linea

  • Cleto Solina scrive:

    Se dovesse essere vero quel che scrive e che fa capire il Giornale di Vicenza, la destra vicentina subirebbe un doppio pesantissimo colpo. In tal caso il centrosinistra vicentino potrebbe avere la maggioranza in Comune per altri vent’anni. Magari, con davanti un tempo così lungo, potrebbe dopo una quindicina d’anni addirittura tentare di provare a governare la città.

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