Un Coisp interruptus

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 Che cosa ci si può aspettare da uno Stato in cui capita che i poliziotti difendono i delinquenti e fanno loro pure una colletta se vengono condannati? Ebbene sì. Un episodio del genere è capitato all’ispettore di polizia Ezio Zernàr. La cornice è quella del famoso caso di Unabomber delle Tre Venezie. I media hanno dato risalto alla condanna in primo grado di Zernàr per falso, calunnia e violazione della pub­blica custodia.

Oggi però quando ho letto i giornali del mattino ho provato un senso di tristezza prima, poi di disgusto, rabbia e vomito. Non ci volevo credere. Ma i sindacati di polizia, capeggiati dal Coisp, hanno avuto l’ardire di avviare una colletta a favore del collega giudicato responsabile. Ho provato ribrezzo e una sensazione di ridicolo leggendo le parole di Franco Maccari segretario nazionale del sindacato di polizia  Coisp. Parole pubblicate proprio sul bollettino on-line della associazione: «Tanto, tantissimo baccano attorno ai due decimi di millimetro, una pagliuzza se paragonata alla trave del terrore e degli attentati, che i responsabili delle Procure non hanno saputo incriminare». Ora se Unabomber non è stato acciuffato la responsabilità è di tutti gli inquirenti, magistratura e forze dell’ordine. Se Maccari ha invece elementi probanti di altra natura per cortesia li tiri fuori e ci renda edotti. E comunque rimango basito perché di fronte ad una condanna del genere mi sarei aspettato una presa di posizione diversa da parte dei sindacati. Una presa di posizione basata su un solo concetto: licenziare l’ispettore infedele alla legge, allontanare le mele marce. Invece una posizione del genere non l’ho notata col caso Zernar, non l’ho notata col caso Rasman, non l’ho notata col caso Aldrovandi.

Federico AldrovandiDa cittadino però mi domando: Zernar (ricordando che si è al primo grado di giudizio) ha agito da solo o qualcuno gli ha suggerito qualcosa? Difficile pensare che abbia agito da solo. E se ha agito su imbeccata di qualcuno allora questo qualcuno o è un superiore, o qualcuno ai piani alti del ministero, oppure qualche pezzo grosso presso qualche procura della repubblica. Non credo sia stato il pizzicagnolo o il fruttivendolo. Se Zernar sa, parli. Se i sindacati sanno parlino. Ma non si può fare come fa il Coisp che chiede una applicazione draconiana della legge quando si tratta di delinquenza comune per poi usare i guanti di velluto quando si tratta dei colleghi. Se c’è una cosa che non sopporto è lo spirito di corpo male-inteso. Lo spirito di corpo è una cosa sacrosanta e ammirevole quando si è in servizo. Ma quando ci si allontana dalla legge allora diventa un cancro. Specie per un poliziotto. E questo Maccari dovrebbe saperlo. Si rende conto Maccari che quei «due decimi di millimetro» potevano costare decenni di galera ad un innocente? Si rende conto Maccari che i reati contestati a Zernàr sono di una gravità inaudita? Si rende conto Maccari che tali reati, sotto il profilo etico, sono assai più gravi di quelli contestati ad Unabomber perché commessi da chi la legge dovrebbe difenderla? La colletta non sarebbe meglio sottoscriverla invece a favore di Zornitta? Certo non pretendo che argomentazioni del genere siano comprensibili a chi mostra di essere intriso di una visione etica dello stato e non da una convinzione per cui nello stato di diritto anche le istituzioni sono soggette alla legge. So che si tratta di un principio di difficile comprensione per chi non ha effettuato studi giuridici adeguati. D’altronde da uno come Maccari che ha il coraggio di strombazzare la sua battaglia e la sua felicità per la reintroduzione nel codice penale del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, tipico reato di concezione fascista, non è che si possa pretendere chissà che. Caro Maccari perché lei e il suo sindacato hanno interrotto il flusso di prudenza che sarebbe utile in casi come questo? Ironicamente questa condizione la si potrebbe definire un “Coisp interruptus” di buon senso. Ah un’ultima cosa. Un vostro logotipo recita: Polizia, nuova forza indipendente. Assomiglia un po’ troppo a Forza Nuova. Non sta bene, cambiatelo.

Marco Milioni

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16 Commenti a “Un Coisp interruptus”

  • Giorgio scrive:

    E che dire dei fratelli Salvi?
    “Io speriamo che me la cavo”!
    O è un mondo calato dall’alto oppure ognuno ha le proprie responsabilità, fate voi!

  • Giorgio scrive:

    Dopo aver letto i link indicati sul post sono arrivato alla conclusione che, come al solito, si sono colpiti i più deboli.
    Ritengo che la punizione speterebbe alla classe politica in primis e successivamente alla casta giudicante e proporrei la ghigliottina (metaforica).
    Se un piatto di tagliatelle risultasse scotto e salato, la rsponsabilità su chi ricadrebbe? Sul fuoco, sul sale, sulle tagliatelle stesse o sul cuoco?
    Sono della convinzione che il primo a pagare dovrebbe essere chi sta sopra alla catena di comando, ma noi siamo il paese che onora il gen. Graziani nominandoli toponimi e deprechiamo i soldati che lo stesso ha ordinato di passare per le armi!

  • Bikeman scrive:

    Che pessima figura. Il Coisp avrebbe dovuto tacere, sarebbe stato assai meglio. Adesso ha messo nel ridicolo quegli agenti onesti che ogni giorno fanno il loro lavoro. Da agente provo molta vergogna…

  • Cima Grappa scrive:

    Questo articolo è molto duro, ma Marco Milioni ha ragione purtroppo.

  • Gradela scrive:

    Ragione cosa? Questo è un articolo pieno di risentimento contro la polizia! Che cosa state dicendo! Vergognatevi voi!

  • Cima Grappa scrive:

    Caro Gradela,

    anche io sono in polizia. Peccato che Marco Milioni lo conosco bene fino da quando era bambino, suo padre comandava gagliardamente la sezione della polizia stradale di Vicenza. Marco era curioso, gioviale, ti tempestava di domande intelligenti, la sera andava a tenere compagnia ai piantoni di turno, sapeva come era impostato un ordine di servizio e maneggiava bene il codice della strada già alle medie. Leggeva i prontuari di PG, i bollettari per le contravvenzioni e stava ore a sentire i racconti delle pattuglie. Conosceva alla perfezione il gergo radio delle pattuglie, ogni tanto dava una mano a lavare le auto di servizio. Insomma si trovava bene, non aveva nessuna preclusione per la divisa e soprattutto aveva un fiuto innato per individuare i colleghi “melamarcia” o per capire che nell’aria c’era qualche grana. Capacità che in qualche occasione mi ha messo in imbarazzo. Quindi caro Gradela, hai toppato. Può essere benissimo che Milioni abbia una visione un po’ idealizzata della figura dell’agente e che questo lo porti quindi ad essere intransigente con i casi di ordinaria mediocrità che ci sono tra le forze dell’ordine e che Milioni, visti i racconti che il padra gli avrà fatto. La questione di fondo però rimane. Il comportamento di Maccari è censurabile. Tra gli ambienti di polizia si dice che i sospetti su Zornitta fossero veramente pesanti. Ammesso e non concesso che uno dei colpevoli sia lui, allora va detto che il pool di investigatori che lo ha tenuto sotto controllo non vale una pipa di tabacco. Se invece è proprio innocente, allora povero Zornitta che ha perso lavoro e salute per colpa di uno o più farabutti che devono essere cacciati dalla polizia. E dico polizia perché se pressioni ci sono state su Zernar credo che queste gli siano arrivate da qualcuno più alto in grado. Difficile che il magistrato si vada a cacciare da solo in un impiccio del genere. Consiglierei di andare a vedere chi erano i vertici ministeriali dell’epoca, chi i prefetti. Magari se ne ricava qualcosa.

  • Ivo scrive:

    Milioni è un comunista di merda e la sua unica occupazione è sparare merda su tutti, anche sui suoi amici comunisti. Per questo questo articolo è una infamità…

  • Lavinia scrive:

    Diciamo che Milioni si prende un po’ troppo sul serio. Però nel suo pezzo ci sono alcuni spunti molto interessanti.

  • emiliano scrive:

    ho un grande rispetto per gli agenti che rischiano la vita tutti i giorni, anche un “banale” inseguimento o controllo di routine possono trasformarsi in tragedia.
    sottopagati e presi in giro dai vari governi succedutisi,in particolare quest’ultimo visto che ha basato tutta la campagna elettorale sulla sicurezza salvo poi tagliare i fondi alle forze dell’ordine e uscirsene con leggi strampalate
    e demagogiche tipo quella sulle ronde!
    certo mi spaventa che gli agenti del caso aldrovandi siano ancora in servizio e
    l’esiguità della pena inflitta (è di questi giorni la notizia di una condanna a tre anni per furto di wafer…!!!) e i tentativi di insabbiamento!
    capisco che qualche volta si possa chiudere un’occhio per “spirito di corpo”
    ma è in primis nell’interesse delle forze dell’ordine stigmatizzare certi comportamenti che gettano discredito su tutta la categoria!
    quel logo (Polizia, nuova forza indipendente)e ciò che sottointende,dà i brividi.
    in merito a certi commenti al post ,tipici dell’italiano medio:ignorante ,rancoroso e incapace di mettere assieme una frase che abbia un senso!

  • Giorgio scrive:

    Ma se l’apparato di gestione dello stato -leggi burocrazia o funzione pubblica- non funziona di chi è la responsabilità, forse dell’usciere? Renato Brunetta è assolto?
    Personalmente mi è stata sospesa la patente per un mese, nel 1998, proprio dalla polizia stradale di Vicenza, in località Carmignano di B.ta, perchè accusato di aver superato i limiti di velocità di oltre 40 km/h. Cosa NON corrispondente al vero perchè ho vinto il ricorso, cmq una vittoria di Pirro perchè io sono rimasto trenta giorni senza il possesso del documento che autorizza la guida. Non basta, lo stesso porta stampigliata in evidenza, ed indelebilmente, la supposta infrazione, marchiato come usava Hitler con gli ebrei.
    A rilevare sul posto la mia sedicente contravvenzione c’erano ben 4 pattuglie della polizia stradale inbraccianti il mitra, cioè a caccia di formiche con una bomba nucleare. In quella sede, l’ho dichiarato nel verbale di rilievo, ho fatto notare che nessuno aveva mosso un dito per ritrovare gli autori del furto ed il mezzo stesso, da me patito poco tempo prima. La risposta avanzatami dagli agenti, in quel momento, fu:” Noi facciamo quello che ci ordinano”.

  • COISP scrive:

    Roma, 11 luglio 2009

    A Marco Milioni
    Direttore http://www.lasberla.net

    Abbiamo avuto notizia di un suo articolo di commento alla diffusione di un comunicato inerente una raccolta di fondi volta a sostenere il processo in appello di Ezio Zernar, poliziotto veneziano, condannato in primo grado dalla Sezione Distaccata di Mestre del Tribunale di Venezia.

    L’articolo pubblicato su http://www.lasberla.net non riporta il testo integrale del comunicato siglato da tutte le sigle sindacali della Polizia di Stato della Provincia di Venezia, rappresentando la totalità dei poliziotti veneziani sindacalizzati, oltre mille.

    Nel medesimo sito http://www.lasberla.net viene utilizzato, senza autorizzazione il logo del Sindacato di Polizia COISP che deve quindi essere immediatamente rimosso.

    La invitiamo inoltre a leggere con maggiore attenzione i resoconti giornalistici di chi, come noi, ha seguito tutte le udienze del processo ad Ezio Zernar, ove troverà certamente molti altri spunti di riflessione sulla vicenda, che forse, la faranno riconsiderare le posizioni espresse.

    Nella libertà di ogni confronto tra opinioni diverse, non si dovrebbe, se non altro per educazione, trascendere nell’insulto, a meno che, come risulta evidente nel pezzo pubblicato, non si cerchino argomenti a sostegno a tesi preconcette, dimostrando solo, in realtà, di non conoscere i fatti, associando altri casi giudiziari, di natura completamente diversa a quello in questione,

    Tutte le scelte sindacali, compresa questa, vengono giudicate in primis, e con cognizione di causa, da parte degli iscritti, che si confrontano liberamente sulla bontà delle stesse, in quanto vengono costantemente informati e possono scegliere da chi farsi rappresentare. Peraltro lo stesso vale per ogni forma associativa, grazie alle Leggi che i poliziotti italiani difendono quotidianamente, per permettere a chiunque di esprimere opinioni, magari, a volte, anche spunti intelligenti. Ma niente di tutto questo pare riguardarla. Forse dare le cose per scontate fa parte della sua (mal)educazione, del suo modo di essere.

    Nell’augurarLe ogni successo grazie alla pubblicazione di questo articolo, nel diritto di replica previsto dalle norme sulla stampa, la invitiamo a riprendere con serenità e sicura soddisfazione le proprie masturbazioni mentali sui “grandi complotti” e gli “ordini superiori”, atteggiamento che conferma quanto poco si sia informato prima di parlare del caso Zernar.

    Saluti.

    Il Segretario Generale del Coisp
    Franco Maccari

  • michael S.M. scrive:

    anch’io ho conosciuto papà Milioni (notare la M maiuscola) è proprio vero padre modello e figlio cret…..o che a confronto dovrebbe chiamarsi centesimi (notare la C in minuscolo, ma non conoscendo Marco personalmente magari e ripeto magari è un bravo ragazzo e quindi mi astengo sul commento di uno che presumo attualmente non viva a contatto con i problemi di un poliziotto e di quello che rappresenta e fantastichi in un mondo aprallelo magari fumando qualcosa di proibito (mi scuso con il Comandante). Ma quello che mi da più fastidio è quanto detto dal caro bikeman che asseritamente dice di essere un poliziotto, ma tu conosci Ezio, conosci la sua storia, conosci la sua esperienza !!!! sai chi è la sua famiglia, che ha due spendide figlie e duna moglie. Vergognati una persona come Ezio non avrebbe modificato nemmeno il motorino quando aveva 14 anni (quelli che prob. hai tu di cervello) prima di parlare bisogna conoscere le persone, hai capito!! vergogna, vegogna, vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ricordatevi falsi moralisti prima di commentare bisogna conosce e sapere, dietro alla divisa c’è un uomo che per carità può essere un uomo con le palle od un uomo di merda, ma bisogna conoscerlo e poi giudicare (se si è in grado) capito!!!

  • matteo scrive:

    Un conto è fare una colletta per le spese di giudizio (ricordo di primo grado ed esiste la presunzione di innocenza) un altro è fare dietrologia. Un uomo ed un poliziotto sono fatti anche del loro vissuto e di quello che hanno dato..

  • Silvy scrive:

    Per micheal (notare la m in minuscolo scritta pure da lui) S.M.
    Si vede che non conosci Marco…effettivamente lo ammetti! Per il mio modestissimo parere Marco Milioni potrebbe essere chiamato Marco Travaglioni. Saluti.

  • Il vulcaniano scrive:

    A Maccari direi, ogni scarafone è bello a mamma sua. Avete fatto una gaffe colossale assieme a tutti gli altri sindacati di polizia! Caspita, abbiate almeno la decenza di tacere. E invece no. Date pure fiato alla cavità orale. Perché visto che ci siete non fate partire anche una sottoscrizione per Spaccarotella? Magari anche per Pietro Caruso, questore di Roma, se non erro, il 23 settembre 1944.

  • Il vulcaniano scrive:

    PER MICHAEL S.M. E PER MATTEO
    Guardate che l’etica è cosa diversa rispetto alle banalità da caserma che sparate (cane boia, parlo io che ho pure fatto l’ausiliare in polizia…). La giustizia non è una somma, è un’equazione. Basta un segno meno davanti a mille segni più per trasformare l’intera espressione da positiva a negativa. Non so se il concetto vi sfiora. Superior stabat lupus.

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