Il Coisp replica a La Sberla

Il sindacato di Polizia Coisp ha inviato a La Sberla un commento molto puntuto rispetto ad un mio post pubblicato il giorno 9 luglio 2009. Poiché il sottoscritto non si sottrae mai al confronto pubblico per intero i rilievi del Coisp ai quali peraltro replicherò a mia volta.
Marco Milioni – LaSberla.net

Roma, 11 luglio 2009

Abbiamo avuto notizia di un suo articolo di commento alla diffusione di un comunicato inerente una raccolta di fondi volta a sostenere il processo in appello di Ezio Zernar, poliziotto veneziano, condannato in primo grado dalla Sezione Distaccata di Mestre del Tribunale di Venezia. L’articolo pubblicato su www.lasberla.net non riporta il testo integrale del comunicato siglato da tutte le sigle sindacali della Polizia di Stato della Provincia di Venezia, rappresentando la totalità dei poliziotti veneziani sindacalizzati, oltre mille. Nel medesimo sito www.lasberla.net viene utilizzato, senza autorizzazione il logo del Sindacato di Polizia COISP che deve quindi essere immediatamente rimosso. La invitiamo inoltre a leggere con maggiore attenzione i resoconti giornalistici di chi, come noi, ha seguito tutte le udienze del processo ad Ezio Zernar, ove troverà certamente molti altri spunti di riflessione sulla vicenda, che forse, la faranno riconsiderare le posizioni espresse. Nella libertà di ogni confronto tra opinioni diverse, non si dovrebbe, se non altro per educazione, trascendere nell’insulto, a meno che, come risulta evidente nel pezzo pubblicato, non si cerchino argomenti a sostegno a tesi preconcette, dimostrando solo, in realtà, di non conoscere i fatti, associando altri casi giudiziari, di natura completamente diversa a quello in questione.

Tutte le scelte sindacali, compresa questa, vengono giudicate in primis, e con cognizione di causa, da parte degli iscritti, che si confrontano liberamente sulla bontà delle stesse, in quanto vengono costantemente informati e possono scegliere da chi farsi rappresentare. Peraltro lo stesso vale per ogni forma associativa, grazie alle Leggi che i poliziotti italiani difendono quotidianamente, per permettere a chiunque di esprimere opinioni, magari, a volte, anche spunti intelligenti. Ma niente di tutto questo pare riguardarla. Forse dare le cose per scontate fa parte della sua (mal)educazione, del suo modo di essere. Nell’augurarLe ogni successo grazie alla pubblicazione di questo articolo, nel diritto di replica previsto dalle norme sulla stampa, la invitiamo a riprendere con serenità e sicura soddisfazione le proprie masturbazioni mentali sui “grandi complotti” e gli “ordini superiori”, atteggiamento che conferma quanto poco si sia informato prima di parlare del caso Zernar. Saluti.

Il Segretario Generale del Coisp
Franco Maccari

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2 Commenti a “Il Coisp replica a La Sberla”

  • tomtom scrive:

    Se posso prendermi la libertà di commentare il commento di Maccari (o forse bisogna, per non risultare maleducati, chiedere l’autorizzazione preventiva allo stesso?) mi sembra che il Segretario generale del Coisp faccia un po’ di confusione nel suo scritto. Maccari esordisce riconoscendo che il post in questione è un “articolo di commento”, (un editoriale, se fossimo su un giornale cartaceo) un pezzo dunque dove il giornalista (o meglio qui: il blogger) espone ciò che pensa riguardo un determinato fatto con lo scopo di stimolare la riflessione e la discussione tra i suoi lettori. Ma poche righe più sotto il segretario dei mille (Garibaldi?) lamenta A) la mancata pubblicazione integrale del comunicato (in un articolo di commento???), B) la scarsa conoscenza del giornalista del caso in questione, C) la tesi sbagliata (chi lo decide che è sbagliata?) sostenuta da Marco Milioni, D) la mancata autorizzazione per la pubblicazione del logo.
    Dunque, tralasciando per pudore il punto D, posso osservare che tutti gli altri punti che ho individuato implicano, per stare in piedi, la presenza di un articolo di cronaca. Un articolo cioè nel quale il giornalista è chiamato ad informare nei minimi particolari e possibilmente con imparzialità i lettori sul caso in questione. Qui invece, come osservava lo stesso segretario all’inizio, siamo di fronte ad un articolo di commento, nel quale l’autore semplicemente espone la sua opinione (giusta o sbagliata che sia).
    Se poi volessimo considerare La Sberla come un blog le lamentele del segretario non avrebbero proprio motivo di esistere in quanto in un blog ognuno può scrivere quel cavolo che gli pare, nel rispetto ovviamente della legge.

  • Giorgio scrive:

    Marco, mi auguro che la sua risposta al sig. Franco Maccari non sia tardiva quanto quella a me dovuta.
    Spesso il parlarsi addosso non è tanto producente, come nel caso in questione, e da me stimmatizzato, la schermaglia sintattica, spesso, è sterile.
    Loricarsi in maniera lepore con dei lemmi forbiti è un’ibrida speciosità.
    Dal dire al fare c’è di mezzo il mare! Lei in che modo e con che mezzi cerca di solcarlo?
    Cordialità.

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