I rilievi di Maino
(m.m.) Ricevo una e-mail, indirizzata anche al collega Alessio Manino, da un lettore che si firma Sergio Maino. Nella missiva sono contenuti alcuni rilievi relativi alla conduzione del blog da parte mia. Per Mannino risponde Mannino stesso ovviamente perché non sono il suo avvocato difensore. Qui di seguito pubblico l’intervento del lettore cui seguirà sul post seguente la mia replica.
Continuo a leggervi anche se da qualche tempo ho molto diradato i miei commenti alla sberla e non scrivo più mail ad Alessio. Chissenefrega, direte, e fate benissimo. Però ho deciso di scrivervi adesso, e di farlo a tutti e due con una sola lettera, per dirvi alcune cose. Fatene l’uso che credete, potete anche pubblicare la mia e le vostre considerazioni, anche se non aspiro certo a far nascere un dibattito. Se vi ricordate di me, sapete che collaboro con l’università di Padova principalmente e con altri atenei con il gruppo di studio Mediawork che si occupa di una serie di ricerche sui media locali e nazionali; visto che abito a Schio, da una decina d’anni lavoro nel territorio vicentino e quindi ho ormai una lunga conoscenza del mondo del giornalismo locale, su cui voi scrivete molto, e di cui fate parte. Ho sempre apprezzato, da quando vi ho conosciuti, il vostro stile chiaro e diretto, e in molti casi ve l’ho scritto; in altri ho criticato le vostre idee e le vostre prese di posizione. Oggi scrivo ad entrambi per due motivi. Il primo è che sottoscrivo il vostro appello alla dignità sul caso Dal Molin; sono sempre stato contrario alla nuova base americana e mi trovo d’accordo con le vostre posizioni. Il secondo è che, passatemi il termine forte e improprio, non vi reggo più. Vi spiego: ho sempre avuto a cuore la cosiddetta “controinformazione”, ma sono arrivato a capire che quella che fate voi, o meglio, come la intendete voi è solo un’altra cosa. Perché? Perchè leggendovi trovo solo una serie di commenti, peraltro spesso – Alessio – sugli stessi argomenti. Il vostro, da come lo intendo io, non è giornalismo, ma commento a quello che scrivono i giornalisti. Voi, negli ultimi mesi, non avere fatto i giornalisti, ma i commentatori. Spesso, di quello che fanno i giornalisti. Perché i giornalisti cronisti raccontano fatti, e leggendovi io di fatti non ne trovo, ma solo interpretazioni, al massimo retroscena. Insomma, punti di vista, che alla fine mi hanno molto stancato. Che senso ha criticare il Giornale di Vicenza o il Corriere del Veneto per come danno le notizie, se voi di notizie non ne date mai? È come fa Emilio Franzina: mi sono comprato il suo Librogiornale, ma vi ho trovato spesso acredine, e nessuna idea nuova su niente. Da un politico di opposizione mi aspetto non solo critiche ma anche progetti. Da lui zero. Come dai giornalisti mi aspetto che mi raccontino qualcosa, non che critichino i loro colleghi dei giornali perché non fanno bene il loro mestiere. Bella forza, voi così non lo fate! Fatemi sapere cosa ne pensate.
Sergio Maino – Schio (VI)

[...] missiva che mi ha indirizzato Lei sostiene di sottoscrivere l’appello alla dignità per Vicenza [...]
Non entro nel merito ma approfitto (scusatemi) per chiedere un’informazione: in quali librerie è in vendita il Librogiornale di Franzina del quale ho visto l’articolo su vicenzapiù? Grazie…
Da Traverso, credo… Marco Milioni
Grazie per la risposta che confermo in quanto stamattina l’ho trovato proprio da Traverso.
Grazie! Un articolo molto intessante.