Futurologia post berlusconiana

Cade Berlusconi. Iniziano le consultazioni. Fini fallisce, perché non riesce a convincere tutto il Pd a entrare nel governo di unità nazionale per fronteggiare la crisi economica. L’incarico viene dato a Draghi, che gode del consenso di Napolitano, di tutto il mondo industriale e finanziario, dei sindacati e perfino della Cgil. E dell’appoggio parlamentare del centro destra (Lega esclusa) e del centrosinistra (solo D’Alema scettico, resta fuori…). Riesce. Camera e Senato non battono ciglio. Napolitano, in modo istituzionalmente estemporaneo, fa un discorso televisivo a rete unificate (private incluse), dove celebra la nuova unità d’intenti di tutti gli italiani “strettisi intorno al Nuovo Governo della Repubblica nata dalla Resistenza”. Draghi – si legge sui giornali – dovrebbe portare l’Italia alle elezioni, non prima però di aver fatto alcune riforme, tra cui quella elettorale. Ma nessuno dice come e quando…

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2 Commenti a “Futurologia post berlusconiana”

  • gorgorogorgorogorgo scrive:

    Se accadrà, pur con tutto il male che vogliamo a Berlusconi, sarebbe un colpo di stato neanche tanto mascherato…
    Non tutto il male verrebbe per nuocere però, almeno si saprebbe contro chi combattere senza nane-interposizioni di comodo (sue e del sistema che sostiene l’apparato mafioso-mignottaro di SB).

  • Raf Perugini scrive:

    Concordo pienamente con gorgorogorgorogorgo.
    Non se ne può più dello psiconano e del fango che sta gettando addosso al nostro Paese grazie alle sue vicende sessuali degne di un vecchio rinc……. (mi autocensuro!). Perchè non riapriamo le case chiuse?

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