Dal Molin, una verità che costa
In un lontano futuro, quando l’affaire Dal Molin abbandonerà le pagine della cronaca, per divenire argomento di studio, sarà interessante indagare fino in fondo il ruolo svolto dal commissario Costa nella gestione di questa intricata vicenda. Fino ad allora, sarà sufficiente ricordare il tenore della lettera da lui indirizzata al ministro Arturo Parisi, del 17 settembre 2007, con la quale, si evidenziano tutti i rischi derivanti dall’assoggettamento del progetto americano alla procedura di V.I.A.

Il silenzio spesso è più esplicativo di una geremiade, è d’accordo Milioni?
quante lacrime per le generazioni future
siamo una colonia…
il Cermis …ricordate? bene quell’episodio ne è una tra le tante prove.
E chi la pensa diversamente da voi ha diritto di cittadinanza?
questo patto per Vicenza puzza di paura, paura che hanno i titolari del gdv di vedere i loro cantieri per i servizi alla base (fognature, acquedotti ecc.insomma le bricciole che rimarrano a loro) esposti ai probabili sabotaggi da parte del presidio che a quanto pare ha alzato il tiro delle proteste e cittadini arrabbiati che scopriranno che i 750 milioni necessari saranno a carico della città. Inoltre il dal molin lo difendi con polizia, carabinieri ecc. perchè già militare , ma la sicurezza dei vari cantieri sarà a carico delle ditte con margini di guadagno già risicati perchè sub-sub-appaltate e quindi è tutto interesse di assoindustria calmare gli animi .Non so se ciò è vero , ma come dicono i giornalisti anglosassoni “se vuoi scoprire la verità, segui i soldi”. Mariano – Vicenza
PER GIORGIO
A chi si riferisce? Al comunicato di Asproso? Se si riferisce ad Asproso il suo intervento avrebbe vero senso se Lei replicasse sulla base del diritto. Altrimenti si spieghi meglio. Meglio una geremiade che un silenzio omertoso che spesso è sinonimo di mafioso…
PER JONES
Chi la pensa diversamente da noi ha ovviamente diritto di cittadinanza virso che tra l’altro tale pensiero è maggioritario. I pro base però non hanno mai accettato un faccia a faccia con me davanti a 2-3-400 persone. Forse perché non hanno gli attributi e le argomentazioni per replicare?
PER DRAGONE
Temo che lei abbia ragione… ghh ghh
Marco Milioni
Milioni, il mio commento non fa capo al post in nota, ma ai suoi silenzi in generale. Lei ha l’obbligo morale di rispondere pressochè immediatamente alle osservazioni che le vengono mosse, qualora lo facesse dopo, anche un pur minimo, intervallo di tempo perderebbe di significato. Le dice niente che il ferro va battuto fin che è caldo? O forse Aristotele non glielo ha suggerito?
Cordialità.
Mi scusi, ma perchè qualcuno dovrebbe accettare un faccia a faccia (a molte facce, visto che, come lei ammette, si tratta di una pluralità che configura addirittura una maggioranza) con lei? Che cosa rappresenta?
Forse per venire azzannato da domande pregiudizievoli e parziali davanti a 2-3-400 amichetti del Presidio?
Non mi pare una prospettiva edificante. Per nessuno.
Il confronto si è aperto con il Patto, ma lei è talmente obnubilato dai suoi pregiudizi da non aver reso nemmeno merito di ciò.
D’altronde, in 15 secondi aveva capito tutto….
PER JONES
No no, accetto la tenzone anche da solo contro cinque pro base davanti ad un pubblico di filo americani. Lo scontro duro mi esalta. Circa la domanda su che cosa io rapprenti rispondo, anzitutto che io rappresento l’articolo 21 della costituzione. Poi rappresento una posizione scevra di interessi personali o di pagnotta o di bottega… E il patto chi o cosa rappresenta? So solo che lei invece rappresenta un consigliere comunale che non ha le palle di firmarsi con nome e cognome. Cosa che io invece faccio sempre. Allora facciamo così se Milioni non va bene può andar bene un dibattito con un ex parlamentare europeo come Chiesa, con un parlamentare come De Magistris? Con un intellettuale come Massimo Fini? Lo so perdere la faccia non piace quando si è annichiliti sul piano della ragione. Ma non vi pagano per questo o lo fate gratis?
Marco Milioni
Gentile Milioni, lei ha il pregio di esprimersi chiaramente in questa sua, chiarendo benissimo la sua posizione.
Come c’era da attendersi, lei cerca “la tenzone”, impavido come un bullo di periferia “anche da solo contro cinque” , poichè “lo scontro duro mi esalta”.
Ma mi sovviene un dubbio: stiamo parlando di giornalismo o di scazzottate?
Perchè, vede, il citato art. 21 parla di libertà di espressione, non di aggressione, di libertà di stampa, non di scontro.
Magari prima di autoincensarsi potrebbe anche dare uno sguardo ad un manuale di diritto costituzionale, preferibilmente moderno, non tardomedievale.