Archive del 28 luglio 2009

Caso Dal Toso. Stamani la perizia della pubblica accusa

dubbio.jpgProcede l’inchiesta della magistratura vicentina circa le cause del decesso di Martino Dal Toso, l’anziano scooterista morto in zona Stanga a Vicenza ai primi di luglio. I consulenti della procura della repubblica infatti hanno impiegato quasi l’intera mattinata per redigere un documento che ovviamente sarà accluso agli atti prodotti dagli inquirenti. In mattinata ho cercato, invano, di contattare il professor Renato Èllero, difensore di uno dei due indagati. Dall’entourage del suo studio però avuto notizia che l’avvocato si dice tranquillissimo circa la posizione del suo assistito, il nome del quale al momento non mi è stato riferito. Ho appreso inoltre che le indagini difensive (che riguarderanno anche le modalità di progetto e di collaudo di tutti i sottopassi realizzati in epoca più o meno affine) dello stesso Èllero puntano in direzione secca dell’assessorato ai lavori pubblici del comune, inclusa la relativa direzione di settore (e non si esclude nemmeno l’assesorato alla mobilità). Questa la cronaca. Vorrei fare però una considerazione. Mi suona un po’ strana la celerità con la quale il comune ha ultimato una sorta di indagine amministrativa interna per chiarire gli aspetti legati alla vicenda. Sarei curioso di conoscere il domuneto inviato alla procura della repubblica di Vicenza. Soprattutto non mi sono chiari i rapporti di obbligo e convenzione (sempre che esistano) che rispetto alla manutenzione dei sottopassi regolino le competenze tra comune, Aim e Acque Vicentine. Compito del comune non è solo dire “non abbiamo avuto segnalazioni in merito ad eventuali malfunzionamenti”. Compito del comune è anche quello di vigilare sulle infrastrutture viarie che insistono sul suo territorio nonché quello di vigilare sui procedimenti tecnico-autorizzativi che ne hanno permesso la fruizione da parte degli utenti. Non vorrei mai che tanta fretta da parte del comune sia dovuta dalla volontà di coprire qualcuno o qualcosa.

Marco Milioni

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Una replica a Sergio Maino

Gentile Maino,

Nella missiva che mi ha indirizzato Lei sostiene di sottoscrivere l’appello alla dignità per Vicenza redatto da me e dal collega Alessio Mannino. Per questo La ringrazio. Sempre nella stessa lettera Lei sostiene de facto di non provare più molto interesse per il mio blog per una serie di quattro motivi. Il primo sarebbe dovuto al fatto che La Sberla scrive in pratica solo commenti, il che non sarebbe giornalismo, almeno il giornalismo come lo intende Lei. Secondo, Lei afferma di apprezzare la contro-informazione ma poi Lei sostiene che ciò che appare su La Sberla non sia contro-informazione ma qualcosa d’altro. Terzo, Lei dice di non trovare fatti sul blog, ma di trovare, al limite, interpretazioni o retroscena. Quarto, Lei poi argomenta così: «Che senso ha criticare Il Giornale di Vicenza o Il Corriere del Veneto per come danno le notizie, se voi di notizie non ne date mai… Come dai giornalisti mi aspetto che mi raccontino qualcosa, non che critichino i loro colleghi dei giornali perché non fanno bene il loro mestiere. Bella forza, voi così non lo fate…». Comincio la replica dagli ultimi due punti, ovvero il quarto ed il terzo. Ammesso e non concesso che La Sberla non dia «mai (è il termine che Lei usa, Ndr)» notizie è giornalismo anche l’attività di mero commento. Massimo Fini e Giorgio Bocca per esempio da tempo non scrivono più cronache o reportage eppure sono considerati tra i migliori giornalisti italiani. Indro Montanelli per vent’anni prima di morire ha solo pubblicato commenti e non so quanti siano pronti a dire che Montanelli non sia stato un vero giornalista sino all’ultimo. Il dizionario della lingua italiana alla voce giornalismo spiega che questo è «l’insieme delle attività tese alla elaborazione, al commento e alla pubblicazione delle notizie attraverso la stampa» o altre modalità. Se ne ricava che le varie attività possano essere condotte separatamente da ciascun giornalista. Paolo Mereghetti è un giornalista per esempio; anzi è il più autorevole critico cinematografico italiano. Si possono non apprezzare le sue recensioni ma sarebbe balzano attaccarlo dicendogli «Caro Mereghetti troppo facile fare il critico perché non si mette lei a fare film?». Nella Sua missiva, gentile Sergio, Lei dice di collaborare ad un progetto di alcuni atenei nazionali, Padova in primis, relativo allo studio dei media. Sinceramente però non riesco a capire come possa una persona, che si dice praticare da dieci anni il mondo della stampa con le finalità della ricerca universitaria, non conoscere quali siano le attività principali del giornalismo. Ora magari mi sbaglio ma mi piacerebbe conoscere la letteratura scientifica pubblicata proprio relatamente alla iniziativa che Lei menziona nella sua missiva. Insomma vorrei conoscere per, approfondirli, gli studi ai quali Lei dice di avere partecipato. Quanto al punto secondo (mancanza di contro-informazione) Le dimostro che la Sua affermazione non è vera. Un esempio? Un mio articolo di cronaca di una serata dedicata all’urbanistica (22 luglio 2009; titolo: Pat-atrac) contiene informazioni non presenti sulla stampa locale mainstream. Di più, il mio pezzo è corredato da materiale audio inedito che nessuno tra blog, radio, giornali o tv è stato in grado di produrre. Ora se questa non è contro-informazione ma altro, mi dica Lei almeno che cos’altro sia. Per il punto uno poi Lei sostiene che il blog non dà notizie. Non è vero. Ecco l’elenco dei post recenti del 2009  di mera cronaca i quali danno una o più notizie: 22 luglio (“Pat-atrac”); 21 luglio (“L’indiscrezione: Sarlo Pronto a partire”. In questo caso la notizia non è ufficiale ovviamente perché il ministero dell’Interno non ha ancora reso pubbliche le decisioni prese dal consiglio di amministrazione per gli affari del personale. E io non posso rivelare le mie fonti romane); 16 luglio (“Il cammino del Pat”); 10 luglio (“La torre dei miracoli, “Il bis del comitato anti-abusi”); 3 luglio (“Ederle bis, Salvarani e dirigenti nel mirino di Equizi”… cronaca di un fatto, in italiano notizia, accaduto in consiglio comunale… altro buco dato agli altri media); 2 luglio (Ederle bis, L’Aim, Fazioli e il consiglio rovente; cronaca consiliare, buco dato agli altri giornali circa le dichiarazioni di Manuela Dal Lago sulla presidenza di Aim); 1 luglio (“Desaparicido”. Cronache del cartello di cantiere del vicesindaco… altro buco dato al resto della stampa); 29 giugno (Il balcone e il cartello di Sartorello… altro piccolo buco dato alle altre testate); 12 giugno (“Vicenza by Night”… Unico giornalista ad essere presente sul posto a raccontare una notizia di nera. Primo a dare la notizia, unico a fornire la foto… Buco, bucone e controbuco agli altri giornali. dicesi buco di notizia pubblicata da un giornale e sfuggita ai concorrenti). Mi scusi Sergio come fa Lei a dire che non dò notizie? Le ricordo che il mio è un blog, non un quotidiano. Un blog è in primis un diario. Sa che di norma, la nera e la giudiziaria sono le attività più dispendiose per un giornale? Sa che questi argomenti nei giornali seri vengono trattati da persone che fanno solo questo per lavoro e che vengono assai ben pagate? Se io avessi una radio o una agenzia di stampa con un budget di 300.000 euro per tre cronisti scelti da me e dedicati a tempo pieno a nera e giudiziaria sa quanti buchi darei al GdV dopo un annetto di rodaggio? Io di mestiere faccio il giornalista freelance. Lavoro per chiunque me lo chieda. Servizi, foto, immagini, articoli, raccolta di informazioni, rassegne stampa. La Sberla è solo il mio blog. Stranamente però è quello che mi ha reso un po’ noto in città. Le dico di più. Quando al Gazzettino mi occupavo di cronaca bianca (da solo contro tre colleghi del GdV) ero diventato un “buchificio”. Ovvero riuscivo a dare spesso notizie con largo anticipo sugli altri colleghi. Passavo ore a seguire assessori e dipendenti del comune, politici, galoppini e persino amanti. Nella mia brevissima esperienza al Corriere Veneto sono stato fatto fuori proprio perché avevo uno scoop (alias super-notizia) in mano che non si voleva fosse pubblicata. Claro? Ho messo in piedi questo blog proprio per denunciare quelle ragioni che mi hanno impedito di riportare certe notizie sulla carta stampata. Se Il Giornale di Vicenza, uno tra i tanti, mi assegnasse un budget di 40-50 mila euro annui più la paga da redattore sa quanti scoop farei ? Sa come migliorerei il rating del GdV per il Suo lavoro universitario? Perché secondo Lei Il Gazzettino piano piano ha voluto chiudere i rapporti col sottoscritto (che per inciso aveva solo il ruolo di cronista)? Io però ho paura di parlare al vuoto. Magari mi esprimo male. Ma a questo punto Le chiedo di incontrarci per un caffé. Magari insieme a Mannino, così approfondiamo la questione.

Marco Milioni

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I rilievi di Maino

(m.m.) Ricevo una e-mail, indirizzata anche al collega Alessio Manino, da un lettore che si firma Sergio Maino. Nella missiva sono contenuti alcuni rilievi relativi alla conduzione del blog da parte mia. Per Mannino risponde Mannino stesso ovviamente perché non sono il suo avvocato difensore. Qui di seguito pubblico l’intervento del lettore cui seguirà sul post seguente la mia replica.

Continuo a leggervi anche se da qualche tempo ho molto diradato i miei commenti alla sberla e non scrivo più mail ad Alessio. Chissenefrega, direte, e fate benissimo. Però ho deciso di scrivervi adesso, e di farlo a tutti e due con una sola lettera, per dirvi alcune cose. Fatene l’uso che credete, potete anche pubblicare la mia e le vostre considerazioni, anche se non aspiro certo a far nascere un dibattito. Se vi ricordate di me, sapete che collaboro con l’università di Padova principalmente e con altri atenei con il gruppo di studio Mediawork che si occupa di una serie di ricerche sui media locali e nazionali; visto che abito a Schio, da una decina d’anni lavoro nel territorio vicentino e quindi ho ormai una lunga conoscenza del mondo del giornalismo locale, su cui voi scrivete molto, e di cui fate parte. Ho sempre apprezzato, da quando vi ho conosciuti, il vostro stile chiaro e diretto, e in molti casi ve l’ho scritto; in altri ho criticato le vostre idee e le vostre prese di posizione. Oggi scrivo ad entrambi per due motivi. Il primo è che sottoscrivo il vostro appello alla dignità sul caso Dal Molin; sono sempre stato contrario alla nuova base americana e mi trovo d’accordo con le vostre posizioni. Il secondo è che, passatemi il termine forte e improprio, non vi reggo più. Vi spiego: ho sempre avuto a cuore la cosiddetta “controinformazione”, ma sono arrivato a capire che quella che fate voi, o meglio, come la intendete voi è solo un’altra cosa. Perché? Perchè leggendovi trovo solo una serie di commenti, peraltro spesso – Alessio – sugli stessi argomenti. Il vostro, da come lo intendo io, non è giornalismo, ma commento a quello che scrivono i giornalisti. Voi, negli ultimi mesi, non avere fatto i giornalisti, ma i commentatori. Spesso, di quello che fanno i giornalisti. Perché i giornalisti cronisti raccontano fatti, e leggendovi io di fatti non ne trovo, ma solo interpretazioni, al massimo retroscena. Insomma, punti di vista, che alla fine mi hanno molto stancato. Che senso ha criticare il Giornale di Vicenza o il Corriere del Veneto per come danno le notizie, se voi di notizie non ne date mai? È come fa Emilio Franzina: mi sono comprato il suo Librogiornale, ma vi ho trovato spesso acredine, e nessuna idea nuova su niente. Da un politico di opposizione mi aspetto non solo critiche ma anche progetti. Da lui zero. Come dai giornalisti mi aspetto che mi raccontino qualcosa, non che critichino i loro colleghi dei giornali perché non fanno bene il loro mestiere. Bella forza, voi così non lo fate! Fatemi sapere cosa ne pensate.

Sergio Maino – Schio (VI)

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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