Archive del 13 luglio 2009

Dal patto per Vicenza al piatto su Vicenza

Ubaldo Alifuoco mi deve scusare. Ma ho impiegato sì e no 15 secondi a capire doveva voleva andare a parare con la sua ultima uscita sulla stampa. Mi riferisco al “patto per Vicenza” pubblicato il giorno 11 luglio 2009 su Il Giornale di Vicenza a pagina 7. Una pagina intera per nascondere una sola finalità principale. Quella di rendere in qualche maniera edificabili i terreni a est della nascente Ederle bis. Come si spiega altrimenti la necessità di una cortina fumogena del genere? La cosa è chiara. Dopo la ferita del Dal Molin, un’altra colata di cemento in zona sarebbe difficilmente digeribile dall’opinione pubblica. Allora come giustificare la volontà dei possessori delle aree (famiglia Mezzalira in primis?) di rendere il tutto edificabile? Ecco che arriva il clima di pacificazione che esclude i facinorosi e porta alla città le compensazioni. Tra queste la base veneta della protezione civile, prorio nei lotti ad est della Ederle bis. Proprio quei lotti la cui edificazione sembra tanto cara ad Alifuoco, presidente del club Vicenza Riformista. Una opportunità ricca per tutti i maggiori potentati politici che aleggiano su Vicenza. Va detto inoltre che se si dirà sì al patto sui terreni a est altri patti potrebbero arrivare. A partire dal nuovo piano regolatore e da Aim per i quali gli imprenditori vicini ad Alifuoco (Gruppo Ingui e Amenduni in primis, persone che al GdV decidono il giorno e la notte) sono rimasti al momento a bocca asciutta.

Ma c’è di più. Il documento firmato da Alifuoco, Mario Giulianati e Franco Figoli contiene anche una serie di altre implicazioni di natura politica che fanno riferimento ad un sistema di valori che in gran parte si sono rivelati falsi valori o valori travisati al fine di mascherare finalità e appetiti assai più materiali. Il documento non fa nomi, ma la logica che sottende è semplice: coloro che contestano la base per questioni non strettamente urbanistiche appartengono all’area no global e alla vecchia guardia della sinistra estrema “anti-americana”. Tali posizioni vanno in qualche modo isolate perché infruttifere per lo sviluppo della città. È chiaro però che si tratta di un trabocchetto mediatico. E vado oltre, perché se un domani Cinzia Bottene cominciasse a sostenere le proposte di “Alifuoco & partners” diverrebbe una nuova star della politica locale. Almeno sul GdV.

Ma il discorso va allargato. Non credo che chi ha una cultura che proviene dalla sinistra alternativa abbia bisogno della mia difesa d’ufficio. Quella non è la mia culla culturale. Dico però ad Alifuoco e a tutti i vicentini che la contestazione all’idea di sviluppo «occidentale» (e di rimbalzo, per forza anche alla nuova base americana) non è affare dei soli no global. I libri e i discorsi di Alain De Benoist, Ron Paul, Franco Cardini, Massimo Fini, Serge Latouche, Michael Hudson provengono da un brodo di sinistra? Ci sarà pure un motivo se queste personalità di spicco del pensiero e della politica «occidentali» dicano molte cose in comune con i vari Naomi Klein, Noam Chomsky, Giulietto Chiesa, che un po’ poco o un po’ tanto di sinistra dicono di esserlo. Non si rendono conto lorsignori che a Vicenza e nel mondo c’è qualcosa che non torna? Inoltre se Alifuoco fa capire che Vicenza deve tornare a discutere, e nel suo ragionamento si citano anche argomenti di politica estera, allora sarebbe corretto che la discussione fosse estesa a tutti. Sia sui temi locali, sia sui temi globali. Insomma, il manifesto di questo presunto patto andrebbe riscritto da chiunque ponga veramente la comunità vicentina al centro delle priorità. Per questo le tesi di Alifuoco sono facilmente smascherabili come i desideri di una lobby, più o meno trasversale. A questo punto ai poteri forti che non a caso proprio sul Giornale di Vicenza hanno lanciato una specie di proposta oscena ad Achille Variati e Lia Sartori dico solo una cosa. La prossima volta sceglietevi dei lobbisti più efficaci, più eleganti e ferrati nella scrittura. Perché questi li abbiamo scoperti subito. Come subito si è scoperto chi, proprio sul GdV, ha aderito ad una iniziativa che pretende di venire alla luce subito mentre è essa stessa un aborto. Quello di Alifuoco non è un “patto per Vicenza”, ma un “piatto su Vicenza”.

Marco Milioni
LEGGI LE OSSERVAZIONI DI MILIONI ALL’INTERO DOCUMENTO DI ALIFUOCO, GIULIANATI E FIGOLI

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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