Archive del 9 luglio 2009

Un Coisp interruptus

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 Che cosa ci si può aspettare da uno Stato in cui capita che i poliziotti difendono i delinquenti e fanno loro pure una colletta se vengono condannati? Ebbene sì. Un episodio del genere è capitato all’ispettore di polizia Ezio Zernàr. La cornice è quella del famoso caso di Unabomber delle Tre Venezie. I media hanno dato risalto alla condanna in primo grado di Zernàr per falso, calunnia e violazione della pub­blica custodia.

Oggi però quando ho letto i giornali del mattino ho provato un senso di tristezza prima, poi di disgusto, rabbia e vomito. Non ci volevo credere. Ma i sindacati di polizia, capeggiati dal Coisp, hanno avuto l’ardire di avviare una colletta a favore del collega giudicato responsabile. Ho provato ribrezzo e una sensazione di ridicolo leggendo le parole di Franco Maccari segretario nazionale del sindacato di polizia  Coisp. Parole pubblicate proprio sul bollettino on-line della associazione: «Tanto, tantissimo baccano attorno ai due decimi di millimetro, una pagliuzza se paragonata alla trave del terrore e degli attentati, che i responsabili delle Procure non hanno saputo incriminare». Ora se Unabomber non è stato acciuffato la responsabilità è di tutti gli inquirenti, magistratura e forze dell’ordine. Se Maccari ha invece elementi probanti di altra natura per cortesia li tiri fuori e ci renda edotti. E comunque rimango basito perché di fronte ad una condanna del genere mi sarei aspettato una presa di posizione diversa da parte dei sindacati. Una presa di posizione basata su un solo concetto: licenziare l’ispettore infedele alla legge, allontanare le mele marce. Invece una posizione del genere non l’ho notata col caso Zernar, non l’ho notata col caso Rasman, non l’ho notata col caso Aldrovandi.

Federico AldrovandiDa cittadino però mi domando: Zernar (ricordando che si è al primo grado di giudizio) ha agito da solo o qualcuno gli ha suggerito qualcosa? Difficile pensare che abbia agito da solo. E se ha agito su imbeccata di qualcuno allora questo qualcuno o è un superiore, o qualcuno ai piani alti del ministero, oppure qualche pezzo grosso presso qualche procura della repubblica. Non credo sia stato il pizzicagnolo o il fruttivendolo. Se Zernar sa, parli. Se i sindacati sanno parlino. Ma non si può fare come fa il Coisp che chiede una applicazione draconiana della legge quando si tratta di delinquenza comune per poi usare i guanti di velluto quando si tratta dei colleghi. Se c’è una cosa che non sopporto è lo spirito di corpo male-inteso. Lo spirito di corpo è una cosa sacrosanta e ammirevole quando si è in servizo. Ma quando ci si allontana dalla legge allora diventa un cancro. Specie per un poliziotto. E questo Maccari dovrebbe saperlo. Si rende conto Maccari che quei «due decimi di millimetro» potevano costare decenni di galera ad un innocente? Si rende conto Maccari che i reati contestati a Zernàr sono di una gravità inaudita? Si rende conto Maccari che tali reati, sotto il profilo etico, sono assai più gravi di quelli contestati ad Unabomber perché commessi da chi la legge dovrebbe difenderla? La colletta non sarebbe meglio sottoscriverla invece a favore di Zornitta? Certo non pretendo che argomentazioni del genere siano comprensibili a chi mostra di essere intriso di una visione etica dello stato e non da una convinzione per cui nello stato di diritto anche le istituzioni sono soggette alla legge. So che si tratta di un principio di difficile comprensione per chi non ha effettuato studi giuridici adeguati. D’altronde da uno come Maccari che ha il coraggio di strombazzare la sua battaglia e la sua felicità per la reintroduzione nel codice penale del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, tipico reato di concezione fascista, non è che si possa pretendere chissà che. Caro Maccari perché lei e il suo sindacato hanno interrotto il flusso di prudenza che sarebbe utile in casi come questo? Ironicamente questa condizione la si potrebbe definire un “Coisp interruptus” di buon senso. Ah un’ultima cosa. Un vostro logotipo recita: Polizia, nuova forza indipendente. Assomiglia un po’ troppo a Forza Nuova. Non sta bene, cambiatelo.

Marco Milioni

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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