Archive del 1 luglio 2009
Desaparecido

(m.m.) Ieri sono passato davanti la casa, o presunta tale, del vicesindaco Alessandra Moretti. Il famoso cartello di cantiere non c’era più, desaparicido. Forse anche il presunto abuso edilizio non c’è più? Oggi controllo in consiglio, magari è sparito anche il consigliere Maurizio Franzina che aveva acceso i fari della polemica politica sull’argomento. Birra Moretti, viva la sincerità!
Il valzer dei manager, ecco l’organigramma comunale
Primi passi del valzer dei dirigenti comunali. Mentre prosegue la scrematura degli oltre cento candidati a ricoprire sei posizioni dirigenziali a tempo determinato, il sindaco Achille Variati ha assegnato gli incarichi ai dirigenti di ruolo. Non mancano le novità, tutte comunque incardinate nel nuovo organigramma disegnato dalla giunta e dall’assessore al personale Tommaso Ruggeri. Il nuovo schema prevede una suddivisione in 4 dipartimenti e 22 settori. Il capo del dipartimento per i Servizi alla cittadinanza e alla persona è Carlo Scapin, che conserva anche la direzione dei Servizi sociali e abitativi. Maria Elisa Avagnina è confermata direttrice dei musei civici, mentre Ruggiero Di Pace d’ora in poi si occuperà di sport, decentramento, servizi demografici ed elettorali. A Micaela Castagnaro è stato affidato il dipartimento Affari generale e personale. Castagnaro è anche direttrice del settore risorse umane, segreteria generale e organizzazione, oltre che vicesegretario generale. Maurizio Tirapelle continua a occuparsi di servizi legali, contratti e patrimonio, mentre Peter Edward Liverani viene confermati ai servizi informativi e telematici. Con il pensionamento di Paolo Andreatta, Mauro Bellesia diventa capo del dipartimento economico finanziario. Confermato Guido Cunico al provveditorato. Novità, invece, alle Entrate, dove è stato assegnato Fausto Zavagnin, che prende il posto di Giovanna Pretto, destinata a sostituire Arcangelo Murzio allo Sviluppo economico. Antonio Bortoli guida il dipartimento Territorio e il settore urbanistica. Gianfranco Menarin conserva la direzione del settore Ambiente, tutela del territorio e igiene, così come Vittorio Carli resta alla protezione civile e prevenzione. Cristiano Rosini continua a guidare il comando di polizia locale, mentre all’apice dell’organigramma svetta sempre Simone Vetrano, direttore e segretario generale. Resta da occupare la casella di vicedirettore, mentre si attende che a Venezia si completi l’iter per il trasferimento di Carlo Andriolo, dirigente che sarà inserito nel dipartimento Territorio. Sei gli incarichi da assegnare con la selezione pubblica, afferenti ai settori “Servizi scolastici ed educativi”, “Servizio amministrativo del dipartimento territorio”, “Cultura e turismo”, “Edilizia privata, gestione energetica e Suap”, “Lavori pubblici e grandi opere”, “Mobilità e trasporti”. «Ritengo positivo – commenta il sindaco Variati – che una quota significativa degli incarichi venga assegnata a personale a tempo determinato, con nomina fiduciaria che spetta al sindaco».
Gian Marco Mancassòla
da Il Giornale di Vicenza del primo luglio 2009; pagina 17
Equizi Vs. Formisano
(m.m.) L’ex consigliere comunale Franca Equizi ha inviato ai media vicentini un comunicato che sino ad oggi, a quanto mi risulta, nessuno ha pubblicato. Come mai? Il testo è pubblicato qui di seguito.
Federico Formisano, cui riconosco grande simpatia e affabilità sul piano umano, ha perso una nuova occasione per tacere sul piano politico. Mi riferisco ad un suo post pubblicato il 26 di giugno sul suo blog e rimaneggiato in seguito. In riferimento alla sottoscritta Formisano scrive: «… una ex consigliera comunale a capo di una lista civica bocciata dall’elettorato che straparla di concorsi, lettere anonime sullo stesso argomento, una denuncia di abusi edilizi completamente campata in aria… (si parla seppur indirettamente del presunto abuso edilizio in capo al vicesindaco di Vicenza, nde)». Il fatto che io non sieda più in consiglio comunale non toglie forza alle mie argomentazioni. Fa specie notare che Formisano usi alla fine la stessa ratio di Silvio Berlusconi: “mi hanno eletto faccio ciò che voglio”. E fa specie la difesa d’ufficio che si legge tra le righe a beneficio di Giovanni Fichera e Michela Piron, che radio scarpa in comune indica come “candidatissimi” alla posizione di dirigente tecnico. A questo punto alcune domande nascono spontanee. È vero o non è vero che Fichera era la longa manus di Claudio Cicero quando quest’ultimo, oggi consigliere di pseudo-minoranza, era assessore alla mobilità? È vero o non è vero che il Gruppo Sartorello ha eseguito lavori per conto di Aim o di Amcps quando Cicero era assessore? È vero o non è vero che tale gruppo lavori ancora per conto di Aim o Amcps? È vero o non è vero che alcuni gruppi consiliari hanno attaccato l’assessorato ai lavori pubblici quando hanno avuto sentore che il responsabile del referato (Ennio Tosetto) voleva tagliare i ponti con Fichera? A palazzo Trissino, quando era assessore Cicero, si sussurrava di una certa vicinanza tra lui e il Gruppo Sartorello costruzioni. La cosa è vera o no? Cicero l’ha mai smentita? Chi e in che modo ha finanziato la campagna elettorale di Cicero? Quale è il retroscena, se esiste, dell’accordo elettorale tra Cicero e il sindaco Variati? È vero che tale accordo ha portato alla vittoria in parte inaspettata proprio di Variati? È vero o non è vero che ci sono in città ambienti che gradirebbero assai la nomina a dirigente di Fichera e Michela Piron? La butto lì, ma ironia della sorte e coincidenza semplice e somma, la ditta che lavora a casa della Moretti, in situazione di presunto abuso edilizio sembra essere una del Gruppo Sartorello (lo si legge sul blog La Sberla). Che ridere…
Franca Equizi
Il ‘sistema’ Giornale di Vicenza secondo Rebesani
(m.m.) L’ex consigliere comunale Fulvio Rebesani mi invia una missiva che pubblico integralmente qui di seguito. Il blog è aperto ovviamnete ad ogni tipo di confronto.
Non condivido e contesto le posizioni di Vicenza Riformista sul libero mercato che a Vicenza ed in Italia non ha finora trovato controlli od indirizzi efficaci. Gli unici tentativi seri furono di Ezio Vanoni, in parte, e di Riccardo Lombardi con la programmazione economica ma si tratta di scelte di cinquant’anni fa. Dopo, sulla regolazione del mercato, molte parole ma pochi fatti. In mancanza di controlli il mercato, cioè le imprese, le finanziarie, le banche e simili possono agire senza limiti (sono pochini anche quelli penali dopo l’abolizione berlusconiana del falso in bilancio) e possono anche evadere al civico dovere fiscale. Tanto, ammesso che proprio li vogliano scovare, tra ricorsi ed attese va tutto in prescrizione, abbreviata sempre da Berlusconi. Senza con ciò toglier nulla al meritorio lavoro della Guardia di Finanza che, appunto, viene vanificato dal governo e dalla magistratura competente. Così nel tritacarne del mercato nostrano, comunale e provinciale, finiscono non solo i diritti sociali, il diritto di uguaglianza e di giustizia sociale, ma pure le persone: famiglie ridotte sul lastrico assieme a piccole e medie imprese.
Inesorabilmente, come stiamo vedendo e leggendo ogni giorno. A Vicenza poi i poteri forti trovano una strana sensibilità alle loro esigenze. Lo si é visto con il “piano Lodi” che vorrebbe regalare un’altra colata di cemento fra Bertesina e Settecà: approvato dal centro-sinistra con la scusa, non veritiera, dell’atto dovuto. Perché quando si tratta di “lor signori” sbuca spesso fuori che l’appagamento dei loro appetiti é appunto un atto dovuto, con beneplacito di certi dirigenti comunali che sollevano eccezioni solo quanto si tratta di contestar l’abuso edilizio nella costruzione della basa USA al Dal Molin.
Il mercato, regolato in Italia ed a Vicenza solo a parole, é il punto di orientamento di Vicenza Riformista perché se essa fa politica a 360 gradi, nel nome ambiguo e mercantile della trasversalità, se ritiene di superare le divisioni e le categorie storiche ed ideali di sinistra e destra (v: tavola rotonda del luglio 2006 su La Domenica di Vicenza) cosa altro le resta? Non certo la Costituzione perché su questa sinistra e destra sono purtroppo profondamente divise. A Vicenza Riformista resta solo il mercato, come regolatore della vita economica, sociale, politica. Sulla base del mercato si potrà dialogare con i poteri forti e con buona parte della classe politica locale. Un dialogo “proficuo”.
Dai mezzi di comunicazione locale, dai comportamenti di certi personaggi, da talune scelte politiche ed amministrative vicentine mi sono fatto l’idea che nel nostro comune si sia formato un forte gruppo di potere nel quale hanno un ruolo primario alcuni industriali metalmeccanici ed alcuni immobiliaristi-costruttori edili. A tale gruppo sono attenti il Giornale di Vicenza e Vicenza Riformista con in testa il suo presidente Ubaldo Alifuoco. Sembra che ultimamente anche alcuni esponenti di spicco della attuale maggioranza abbiano una certa contiguità. Vogliamo degli esempi, o delle coincidenze? Un po’ di tempo fa a Torri di Quartesolo i gruppi Ingui e Valbruna avevano pianificato interventi edificatorii collegati alle Piramidi. La amministrazione comunale locale non sembrava condividere questa massiccia operazione, circa 200.000 metri cubi di cememnto. La medesima amministrazione venne a trovarsi per un certo periodo al centro di forti critiche su Il Giornale di Vicenza. Accadde poi che i porgetti speculativi ebbero alla fine l’agognato via libera. Le critiche si attenuarono sensibilmente.
Nel 2006, tramite alcuni giornali, misi a conoscenza la cittadinanza del fatto che dagli atti giudiziari penali relativi alla realizzazione del nuovo teatro, risultava un rapporto della Polizia nel quale si scriveva «… Inoltre, sempre per quanto appreso in città e negli ambienti comunali, l’operazione [teatro-Pomari-terreno ex Beltrame, NdR] si perfeziona nel senso che l’Ingui interviene sui consiglieri di opposizione [centro-sinistra, NdR] in modo che questi siano meno refrattari ai progetti di giunta. Ad esempio, in città gira voce che il consigliere DS Alifuoco sia “a libro paga” dell’Ingui…». Dopo qualche giorno Il Giornale di Vicenza dedicò una intera pagina a difesa di Alifuoco con una sua intervista. Il Comitato vicentino contro gli abusi edilizi si occupò di alcune speculazioni edilizie riconducibili gruppo Ingui. Il Giornale di Vicenza, a differenza del periodo precedente, non diede più alcuno spazio né alle conferenze stampa, né ai suoi comunicati del comitato. Invece ospitò le critiche contro di questo: anche quelle oltre la legge. Ovvero, due pesi e due misure. I numeri di Vicenza Più del 2 e del 9 maggio ospitarono due articoli di critica politica ad Alifuoco e a Vicenza Riformista. Il successivo lunedì 11 Il Giornale di Vicenza pubblicò una forte critica all’editore del settimanale accennando addirittura a sue possibili irregolarità fiscali: gli episodi riferiti, ammesso e non concesso che fossero veri, erano di alcuni mesi fa. Si tratta solo di coincidenze? Di esercizio del diritto di informazione? Oppure non sono affatto coincidenze per cui verrebbe da pensare che la mamma chiama ed il picciotto risponde? Siano i lettori, con la loro testa, a rispondere a queste domande.
Fulvio Rebesani
Cento miliardi di Euro. Cento miliardi di domande
(m.m.) C’è un’ombra lunga e cupa che si staglia sulla finanza internazionale. La notizia dei due asiatici pizzicati in Italia al confine con la Svizzera con titoli del tesoro americani lascia perplessi. L’ammontare è da capogiro: ben 134,5 miliardi di dollari, ovvero 100 miliardi di euro. Una somma equivalente a tre manovre finanziarie in Italia. Ad oggi non si sa bene se se i certificati siano veri o falsi, nonostante i dispacci ufficiali della amministrazione Usa. Non si capisce il silenzio della stampa sulla vicenda, visto che di solito la cronaca nera abbonda di dettagli. Non si sa se la magistratura abbia aperto un fascicolo o meno. Tutto assai singolare. Ma ammettiamo che per un attimo i titoli siano falsi. Ci sono discrete possibilità che questa guerra falsaria sia condotta da governi o diramazioni di questi. Certo che se si dovesse scoprire che una o più banche centrali (è solo una ipotesi) si sono messe a stampare titoli falsi per permettere a loro stesse o alle banche private loro amiche di uscire dalle cattive acque della crisi, allora capite che la situazione potrebbe essere grave. In modo diligente e prudente Paolo Colonnello su La Stampa di Torino ha fatto una panoramica delle congetture uscite sul web. L’articolo è del 29 giugno 2009.
Caro Giorgio Le scrivo…
Ho letto con obliquo stupore le sue rimostranze al mio post sul “padan lover scoassaro“. Non voglio tirarmi indietro ed eccomi qui a scrivere senza esitazione.
L’INCIPIT. Lei comincia paventando che una qualche «patologia» affligga il mio fisico o la mia psiche. Ovviamente non la prendo come un’offesa, perché leggendo il Suo scritto si è tentati di capire che Lei faccia questa affermazione in guisa di figura retorica. Una iperbole per essere precisi. Epperò, Lei che maneggia sì bene le iperboli, non si perita di accorgersi che l’intero mio post è una iperbole. Immagino che Lei molte volte abbia detto, o sentito pronunziare, l’espressione ‘il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle’. Bene. Io mai mi sognerei di contestarLe di non avere trovato schizzi di petrolio dalle parti di Andromeda o nel mezzo di qualche ammasso stellare. Nemmeno in groppa ad una nana bianca. Ma questa è la ratio con la quale Lei tratta il mio articolo. Di seguito Lei mi imputa di non essere in grado di incorrere nell’errore di fare di tutta un’erba un fascio. Tralascio il fatto che un campo di sola gramigna con un paio di margherite rimane un campo di gramigna. Tuttavia non capisco che cosa c’entri la mia matrice comunista fra virgolette con la mia tendenza alla generalizzazione. Il Suo non è un sillogismo; e Lei non non giunge nemmeno al rango di paralogismo. Insomma è come se io dicessi: ‘fuori piove, quindi gli esseri umani hanno i pollici opponibili’. Come si fa a contestare una affermazione che contiene un rapporto causa-effetto in cui la causa non ha nulla a che fare con l’effetto? Come si fa a confutare un quindi inesistente? Come si fa a confutare il nulla?
COMUNISTA. Rimane poi quel termine ‘comunista’. Se Lei avesse letto attentamente i miei pezzi sulla edizione cartacea de La Sberla nonché il mio blog. Se Lei avesse letto i miei post sul blog di Movimento Zero, movimento di cui faccio parte. Se Lei desse almeno a vedere di conoscere la massima di Bertrand Russell: ‘l’ultima grande religione è stato il comunismo (e si dimenticava il consumismo)’. Se Lei solo conoscesse la mia matrice diciamo filosofica (Russell, Dewey, Nietsche, Fini tra i tanti). Se Lei conoscesse la mia posizione duramente anti-idealista, anti hegeliana ergo anticomunista, perché anti-ideologica. Se Lei solo mi conoscesse. Se Lei solo sapesse quanto il mio relativismo porti la mia sintassi etica ad essere in re ipsa anti-comunista. O se solo Lei parlasse con il capogruppo del Pdl al comune di Vicenza, i suoi dubbi sul mio “comunismo” sarebbero fugati. Sempre che il suo j’accuse in salsa di falce e martello non sia una metafora mal padroneggiata.
GLI IMPRENDITORI. Ma veniamo al merito: gli imprenditori del mitico Nordest; concetto questo ultimo, inventato dal compianto Giorgio Lago, già direttore de Il Gazzettino. Anche io, come Lei si descrive, sono un imprenditore veneto. Ho la partita iva pure io. Quindi questo post è anche contro me stesso in ultimo. Eppure. Eppure amo il Veneto, lo ritengo una delle regioni più uniche al mondo. Ne conosco le bellezze, spesso nei suoi angoli più remoti e per questo non posso accettare lo scempio in cubatura pronta cassa che ha triturato la nostra regione. E dico nostra perché qui vivo, de facto dagli anni Ottanta. Ora che Lei abbia un profilo imprenditoriale che guarda lontano, Le fa onore. Questo però non va ad adiuvandum di ciò che hanno fatto e fanno i suoi colleghi ‘prenditori’. È come dire che a Vicenza la stampa è libera e di qualità perché c’è La Sberla o Vicenza Più. Dimenticando il silenzio tombale che ruota attorno al GdV e ai suoi satelliti. È come dire che siccome in Italia c’è Travaglio che scrive, allora la stampa è buona e libera. Claro? C’è in fisica una nozione utilissima per interpretare anche la realtà. Parlo della risultante delle forze. E nel Veneto, ma non solo, la risultante la si compone guardando il territorio. Ha mai letto un rapporto di Legambiente? Sa che un paio d’annetti fa si finì terzi o quarti nella black list? Dico di più. Un memorabile reportage di Luca Matteazzi su Vicenza Più legge in controluce un rapporto del Centro Idrico di Novoledo sullo stato della cementificazione nel Vicentino. Ne esce un quadro eloquente.
MODERNITÁ VENETA. Ad ogni modo la vicenda dello scoassaro non doveva servire a far storcere le ciglia agli imprenditori veneti a mezzo orgoglio male inteso. Doveva servire a ragionare dei mali della modernità. Del fatto che in una terra in cui i leghismi la fanno da padrone, proprio i signori del ‘paroni a casa nostra’ hanno rinunciato alla loro istanza primigenia, svendendo in primis la loro amata terra e quindi loro stessi. Svendendo quel genius loci, quella scintilla invisibile che ha reso magico, super-diversificato eppure carsicamente unito ciò che a volte si chiama Italia. Terra disgraziata che è nello stesso solco del Veneto e del mondo. So che il linguaggio pesante spesso è indigesto, anche quando è strumento e non fine. Ma è più volgare il mio linguaggio o il quartiere dei Pomari? La puzza tumorifera che si sente ad Arzignano e Trissino o le mie parolacce? Perché l’homo venetikus (e con lui gli altri uomini moderni) ha deciso di scegliere il predominio della forma (un certo tipo di forma) sulla sostanza come mezzo per il suicidio? Perché il grilletto di questa rivoltella se l’è scelto di patina? Me lo dica Lei Giorgio. Io intanto La invito a fare un giro con i miei amici la domenica. Diventeremo amici, Lei cambierà idea. Mi scriva. Con sincerità.
Marco Milioni