Archivio di giugno 2009
Le casa fantasma: invisibili al fisco
Il debito pubblico italiano tocca nel mese di aprile un nuovo picco attestandosi a 1.750,392 miliardi a fronte dei 1.663,250 miliardi registrati nello stesso mese dello scorso anno. Lo si legge nel supplemento di finanza pubblica al Bollettino statistico pubblicato la scorsa settimana da Bankitalia.
ACQUISTI IN RIBASSO. È di 492 euro annui la perdita di potere d’acquisto che in media le famiglie italiane dovranno affrontare per gli effetti della crisi. A stimare l’impatto sul portafogli è la Federconsumatori. «È a rischio il potere d’acquisto di circa 24 milioni di famiglie italiane. Per effetto della perdita di posti di lavoro e della cassa integrazione il reddito disponibile diminuirà. Ciascun nucleo familiare perderà 492 euro annui, mentre le famiglie a reddito fisso subiranno una perdita vicina agli 850 euro». «Nello specifico – si legge nella nota di Federconsumatori – chi è in cassa integrazione dovrà far fronte ad una decurtazione del proprio salario dal 30 al 35%, mentre per le famiglie colpite direttamente dai licenziamenti, le ripercussioni saranno di 800-1000 euro al mese».
VIA COL VENTO. Nel 2008, con 3.750 MW di potenza eolica, l’Italia ha raggiunto la sesta posizione mondiale per energia prodotta dal vento. I dati, forniti dall’Associazione energia del vento, sono stati diffusi in occasione della giornata mondiale del vento. Il fatturato annuo mondiale del settore si aggirerebbe intorno ai 18 miliardi di euro. L’Europa è l’area leader nella produzione di energia eolica, ma anche l’Italia fa la sua parte. La capacità installata nel nostro Paese è passata da 1.100 MW nel 2004 a 3.750 MW nel 2008, dato che ci ha consentito di superare in produzione la Francia. Nonostante un continuo miglioramento, comunque, i dati della produzione italiana restano lontani dalla media di Paesi leader europei come Germania e Spagna.
PIANO CASA. Se il Piano Casa del Governo partisse in tutte le regioni potrebbe creare 100 mila posti di lavoro, aumentando l’occupazione del 5,3%. Sono dati dell’Anaepa resi noti al congresso di Firenze. Tra il primo trimestre 2008 e il 2009 le imprese dell’edilizia sono aumentate dell’1,5%. Il primato va al Lazio(+3,7%), seguito da Liguria(+3,6%), Puglia(+3,1%,) Toscana(+2,5%). Quattro le regioni che mostrano una diminuzione delle pmi: Veneto (-0,2%), Friuli (-0,4%) e Basilicata (-1,9%).
CASE FANTASMA. Sono un milione e mezzo gli immobili non accatastati risultanti dal confronto tra le orto-foto e le mappe catastali. In alcuni casi si tratta di edifici fatiscenti o di immobili in costruzione, ma in tutti gli altri casi sono semplicemente immobili per i quali non viene pagato un euro di tasse. L’Agenzia del Territorio ha rintracciato anche 800.000 immobili che hanno perso i requisiti della ruralità.
Emilio Garon
da Il Giornale di Vicenza del 22 giugno 2009; pagina 9
No Dal Molin, appello per il 4 luglio
Ricevo e pubblico integralmente.
Alla vigilia del G8 e dell’arrivo in Italia di Obama i No Dal Molin invitano tutte e tutti a Vicenza per liberare il Dal Molin dalla nuova base di guerra. «Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo [...] un conveniente riguardo alle opinioni dell´umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione». Questo è l’incipit alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Vogliamo essere indipendenti nel costruire il futuro del nostro territorio; vogliamo che quest´ultimo sia sensibile alle opinioni di gran parte dell´umanità che rifiuta e, troppo spesso, subisce la guerra come strumento di controllo e oppressione. Vogliamo costruire l’Altrocomune come pratica di autogestione e autonomia dei cittadini, fondandolo sulla disobbedienza alle imposizioni e sulle pratiche condivise; vogliamo riprenderci la nostra terra come luogo del vivere bene collettivo e non come oggetto di scambio tra governi. Dall´8 al 10 luglio, all´Aquila, si terrà il vertice del G8; in un luogo volutamente scelto perché non ci siano voci di dissenso, capi di stato e di governo si riuniranno per decidere le sorti del nostro futuro, senza di noi. Tra questi, ci sarà il Presidente statunitense Barak Obama: come si giustificano le sue promesse sulla fine dell´arroganza militare statunitense quando a Vicenza fa base la guerra?
La vicenda vicentina rappresenta, da questo punto di vista, una delle tante contraddizioni nella politica estera statunitense che promette legalità, rispetto e trasparenza, ma pratica illegalità, sopruso e imposizione. Come annunciato da importanti esponenti della amministrazione nordamericana, il Dal Molin sarà oggetto di discussione del summit al G8, non per restituire la democrazia a coloro a cui è stata negata, bensì come oggetto di accordo segreto e scambio tra governi per la ridefinizione, a partire da Africom, della presenza militare statunitense in Italia. Vicenza, patrimonio Unesco, è assoggettata alle servitù militari; la città che ha espresso la propria netta opposizione e ha ricevuto per questo la solidarietà di ogni angolo d´Italia, ha visto il bavaglio stringersi sulla sua bocca: palesi illegalità progettuali hanno accompagnato il tentativo di «sradicare alla radice il dissenso locale» prima impedendo alla città di esprimersi, poi perseguendo centinaia di cittadini con condanne pecuniarie e procedimenti penali. Ma Vicenza è anche uno dei tanti luoghi di costruzione di quel mondo che non accetta il diktat di quanti, riuniti per pochi giorni nelle regge imperiali, vorrebbero scrivere a tavolino la nostra storia. Quello del movimento vicentino non è un romanzo romantico e triste; le donne e gli uomini di questa città vogliono riscrivere la storia reale, stracciando le pagine su cui politici e militari hanno già disegnato il suo futuro di asservimento e tacita accettazione.
Il 4 luglio, giornata in cui gli statunitensi festeggiano la propria indipendenza dall´impero britannico, vogliamo decretare la nostra indipendenza dall´impero militare statunitense, liberando la terra dalla presenza di una nuova base di guerra. Nei tre anni di mobilitazione trascorsi abbiamo imparato che un sol giorno non cambierà le sorti della nostra città; ma sappiamo anche che la strada che abbiamo davanti non può che portarci a nuove sfide: per questo, alla vigilia del vertice del G8 e dell’arrivo in Italia di Obama, chiediamo alle donne e agli uomini che vogliono opporsi alla militarizzazione e alla guerra di tornare nelle strade di Vicenza e iniziare a costruire, dal basso e collettivamente, l´indipendenza dell’Altrocomune, ovvero un territorio libero e inospitale alla presenza militare perché vissuto e realizzato da un arcobaleno di diversità che, nel costruire un mondo di pace, liberano il territorio dalle servitù militari e dalle devastazione ambientale. Il 4 luglio 2009 a Vicenza, restituiamo il Dal Molin ai cittadini Indipendenza, dignità, partecipazione: la terra si ribella alle basi di guerra.
Cinzia Bottene
portavoce del comitato No Dal Molin di Vicenza
I Rothschild, la verità e la diarrea

(m.m.) «La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti sprofondino sempre più nel loro debito, e quindi sempre di più sotto il nostro potere». Dichiarazione di Mayer Amschel Rothschild (fondatore della omonima dinastia di banchieri) del 1773 riportata da Repubblica delle Donne del 14 febbraio 2009. «Ogni tanto gli scappa di dire la verità…» sostiene il traduttore e francesista vicentino Giuliano Corà. Ogni tanto gli scappa. Concordo. La verità come una rarissima forma di diarrea?
Le larve carnivore

In queste settimane la giunta cittadina sta vivendo un momento cruciale per il futuro della città e per il futuro della stessa maggioranza di centrosinistra. Da tempo attorno al sindaco democratico Achille Variati girano voci di manovre di palazzo, piroette e cambi di schieramento più o meno visibili. E per la prima volta dalla sua vittoria di un anno fa il primo cittadino appare solo perché non è in grado di capire le mire di chi in superficie si dichiara suo alleato o suo avversario. A questa situazione delicata se ne aggiunge un’altra. Dopo mesi di quiete i proprietari dell’area Ftv si sono rifatti vivi col comune per perorare un sostanzioso piano di edificazione in zona San Felice. Una delle operazioni urbanistiche più chiacchierate della città.
Malformazione nell’informazione
Vorrei capire che differenza vi sia, sul piano della cronaca giornalistica, tra una persona pizzicata sul fatto a rubare vestiti, una pizzicata a rubare una bottiglia di spirito d’avena dopo avere scacciato in malo modo una commessa, una che assume illecitamente un clandestino e una intenta ad uccidere un agente di polizia. In teoria la cronaca dovrebbe essere arida. Scevra di posizioni personali. Soprattutto equilibrata. Cosa diversa sono invece i commenti alla notizia nei quali si può dire di tutto. Invece se si leggono i giornali locali e non solo si noterà che se la notizia riguarda un immigrato, anche se solo fermato, come d’incanto compaiono nome cognome, nazionalità, termini più o meno coloriti nonché foto in bella evidenza. Se si tratta di italiani, di frequente ma non sempre, ci si limita alle iniziali. Qualche volta però si arriva all’assurdo che si danno le iniziali anche di chi subisce una sentenza definitiva. Magari dopo che sui giornali era stato riferito di accuse gravi come il tentato omicidio. Non ci credete? In un mio post del 16 giugno riprendevo la notizia di due giovanissime (ribattezzate Thelma & Louise, il che dà una nuance eroica alla loro condotta) inseguite da una pattuglia della polizia stradale di Treviso: accuse pesanti per loro dopo essere state fermate. Fra queste il tentato omicidio appunto; poi derubricato quando le due sono giunte alla sbarra. Ad ogni buon conto durante il processo di ieri per direttissima avanti il giudice di Treviso, le venteni hanno ammesso le proprie colpe ed hanno patteggiato. La principale protagonista ha anche dichiarato (e la cosa le fa onore) di aver capito la gravità del suo gesto. Nessuna dichiarazione di Aldo Pardo, legale delle ragazze, è stata pubblicata sui quotidiani. Ma la stampa latita. Delle due ragazze non escono né la foto né i nomi. Perché? Perché del ghanese Samuel Dameida (Il Giornale di Vicenza del 19 marzo 2008; pagina 40, cronaca bassanese ) abbiamo tutti i dati, foto compresa? Anche lui ha patteggiato la pena come Thelma & Louise. Per lui la maxi foto sì. Come mai? Forse perché è “un negro” che ha rubato una bottiglia di acquavite in un supermarket dando una spinta alla commessa che lo aveva pizzicato (reato di rapina impropria)? E che dire di Sylvester Benson Iyohl. Tale nigeriano secondo Il Giornale di Vicenza del 16 giugno 2009 (pagina 15) è stato pizzicato con una complice dopo avere rubato vestiti all’ipermercato Emisfero di Vicenza. Il quotidiano parla di semplice fermo di polizia, ma dell’uomo si sanno già nome e cognome. Perché? C’è un codice di procedura penale diverso per gli immigrati? C’è un codice deontologico dei giornalisti diverso se la notizia riguarda un immigrato? Vieto già da ora a chicchessia la difesa d’ufficio nei confronti della stampa fatta di dati fittizi ed altre scuse con la quali si cerca di sostenere l’idea del pari trattamento. Guardate il tenore degli articoli relativi ai datori di lavoro che vengono condannati o patteggiano pene per non avere rispettato le norme sulla sicurezza quando di mezzo ci sono morti e feriti. Certi personaggi andrebbero trattati alla stregua dei mafiosi, dei tangentari, dei corruttori, dei concussori e dei pedofili. Invece no. Un esempio? Leggete questo articolo del GdV del maggio scorso e giudicate. Poi leggete questo articolo, sempre del GdV e noterete una cosa. In questa circostanza si parla di rissa tra un immigrato e due italiani. Siccome indicare le generalità del solo straniero sarebbe stato inopportuno, allora stavolta la regola delle sole iniziali è inter-etnica. Vale per tutti e tre. Magari, dico solo magari ed ipotizzo, perché nello specifico erano stati i due nostrani ad andare a rompere le balle al foresto. Plausibile? Sta di fatto che oggi La Tribuna, Il Giornale di Vicenza, Il Gazzettino, Il Vicenza, nonché Il Treviso, si sono ben guardati dal fornire le generalità di Thelma & Louise. Perché? La sentenza oltretutto è un atto pubblico. Ma l’oscar della doppiezza se lo becca proprio La Tribuna di Treviso che proprio su Thelma & Louise a pagina 16 pubblica un grande servizio, senza generalità ovviamente; mentre a fianco ne pubblica uno più piccolo con nome e cognome di immigrati e foto di uno di questi. I soggetti sono stati arrestati ma non processati con sentenza definitiva. Eppure la foto del loro “capobanda” c’è. Il Treviso si rifa comunque, sempre sul numero di oggi, perché in un ampio servizio dedicato ad un maxi evasore fiscale denunziato dalla Guardia di Finanza le generalità dell’accusato non compaiono. L’evasione dell’Iva è una pratica moralmente accettabile? I reati dei colletti bianchi contengono in grembo una sorta di auto-assoluzione a delinquere? Potrei capire una certa discrepanza se la notizia delle ventenni e quella del fisco eluso l’avessero data due cronisti diversi. Invece il cronista è sempre lo stesso. Si chiama Antonella Scambia, che evidentemente scambia i valori in campo. In nome del papy della figlia e del santo in paradiso. Amen.
Marco Milioni
La rete rettificata
Il disegno di legge sulle intercettazioni può far chiudere la Rete. Se questo succederà, la responsabilità di ciò che verrà dopo sarà del Governo e del Parlamento. La Rete è lo strumento, lo spazio, il media che ha permesso a milioni di italiani di credere a un cambiamento democratico. Di illudersi di essere cittadini e non sudditi. Senza la Rete, con le televisioni e gran parte dei giornali in mano allo psiconano e ai suoi amici piduisti e mafiosi questo Paese si avvia verso una dittattura senza controllo e dagli esiti sociali imprevedibili. I gestori di siti informatici dovranno procedere entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato. Non dar corso alla richiesta da parte di blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e di chiunque sia definibile “gestore di sito informatico” avrà come conseguenza una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire. Si potrà richiedere a questo o a un altro blog, per ogni commento, per ogni video pubblicato su YouTube, per ogni fotografia, una rettifica. Più informazione pubblichi, più rettifiche puoi ricevere e dover pubblicare. Ci potrebbe essere il caso di chi invia un commento con un nickname e poi chieda lui stesso la rettifica. È una legge insensata e chi l’ha scritta è un analfabeta di Internet o uno che vuole metterle il bavaglio. I blog di liberi informatori come Martinelli o Byoblu chiuderanno dopo le prime multe e con loro centinaia di altri. Solo per gestire le richieste di rettifica entro 48 ore dovrei assumere 10 persone, e forse non sarebbero sufficienti. In un anno dovrei pagare probabilmente alcuni milioni di euro di multa. Una legge che non esiste neppure in Cina o in Birmania, concepita per fottere la libertà di espressione. Se passa, sarà la morte della blogosfera italiana. Se dovesse avvenire non dimenticheremo chi l’ha firmata, chi l’ha votata e chi, eventualmente, la controfirmerà. La Rete non è un ballo delle debuttanti, questi golpisti se ne accorgeranno. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
da: www.beppegrillo.it
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LEGGI L’APPROFONDIMENTO DI PUNTO INFORMATICO
Sit-in contro il governo. Gli sfollati aquilani a Roma
È arrivata a Montecitorio per il sit-in dimostrativo, la marcia degli sfollati delle tendopoli dell’Aquila, che protestano proprio nel giorno in cui la Camera deve approvare il decreto legge sull Abruzzo. Slogan e proteste. Senza bandiere di partito e scandendo vari slogan tra cui «forti e gentili sì, fessi no!», «100% ricostruzione, partecipazione e trasparenza» e «Buffoni, buffoni», 1000 aquiliani dei Comitati dei cittadini sono arrivati a Roma con 20 pullman partiti questa mattina alle 9 e 30 da Collemaggio. Presente anche un grande striscione con la scritta: «Case, scuole, Università. Subito. Contro la speculazione ricostruzione dal basso». Ad imitazione delle tendopoli, alcuni ragazzi montano tende da campeggio sotto l’obelisco che domina la piazza. Sono scesi in piazza anche gli studenti dell’Onda che chiedono che a occuparsi della ricostruzione non sia Impregilo poiché fu proprio «la stessa azienda a costruire l’ospedale che poi crollarono».
Italia, debito record
Il debito pubblico italiano segna un nuovo record. Secondo quanto riportato nel supplemento al Bollettino statistico di Bankitalia «Finanza pubblica, fabbisogno e debito» nel mese di aprile è cresciuto a 1.750,4 miliardi. Il dato segna un aumento di 9 miliardi rispetto al mese precedente, quando il debito pubblico dello stivale aveva fatto il balzo maggiore passando da 1.707 a quota 1.741 miliardi. Rispetto alla fine del 2008 lo stock del debito è cresciuto del 5,3%, con un aumento di 87 miliardi di euro. A livello centrale, tra marzo e aprile 2009, si è passati da 1.637,8 a 1.647,1 miliardi di euro. Aumenti generalizzati per gli enti locali. Torna a salire il debito degli enti locali che, in aprile, si attesta quota 109,5 miliardi e si avvicina così alla soglia dei 110 miliardi. Sale in particolare il debito pubblico delle Regioni, che passa dai 41,6 miliardi di marzo ai 42,6 miliardi di aprile. Cresce anche il debito dei comuni, seppure in maniera contenuta, e sale da 48,2 a 48,7 miliardi mentre sostanzialmente stabile è quello delle province che si attesta attorno ai 9,2 miliardi.
da www.ilsole24ore.com
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La pirata della strada
A 190 chilometri orari hanno sfrecciato per le strade della città con la polizia che tentava di raggiungerle. Questa scappatella in pieno stile Thelma e Louise costerà cara a due ragazze di 22 anni, una di Quinto di Treviso e l’altra di Bassano del Grappa: le giovani sono state arrestate con l’accusa di resistenza e tentato omicidio, visto che durante la loro folle corsa hanno quasi investito un agente. Erano le 2 di notte quando un posto di blocco ha cercato di fermare la Golf con a bordo le due sulla via Pontebbana, all’altezza di Carità di Villorba. La Golf in un primo momento è sembrata accostarsi alla pattuglia, poi però ha accelerato ed è sfrecciata via, è stato allora che la ragazza alla guida ha quasi investito un agente. Da quel momento è stata caccia alle due fuorilegge: prima lungo la Pontebbana, a 190 chilometri orari, poi dritte verso Treviso, lungo le strade che portano alle mura cittadine. La corsa è finita in prossimità del centro storico, le ragazze sono state inchiodate dalla pattuglia, ma non si sono date per vinte: una volta ferme hanno cercato di scappare a piedi e, quando si sono viste raggiunte, hanno dato il via ad una colluttazione con gli agenti. Alla fine, Thelma e Louise, ovvero C.M. di Quinto di Treviso e P.E. di Bassano del Grappa, già conosciute per piccoli reati, sono state portate in caserma e arrestate.
da www.gazzettino.it
link originario: http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=62241&sez=NORDEST
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