Il miracolo del Nordest e il ‘padan lover scoassaro’


Ve lo ricordate il padan lover scoassaro? Sì, quello che in un memorabile spot faceva arrazzare moganate segretarie di provincia arrivando dalle clienti a bordo di un possente eco-vettore (leggi camion dell’immondizia)? Quello spot, che aveva conferito immaginifiche doti amatorie anche agli spazzini (“se scopano come quello dello spot…”) e che benediceva patina, ecoballe ed eros in un’unica orgia paesana, ci permette di rispondere ad un quesito. Che cos’è il miracolo del Nordest? Il miracolo del Nordest è una ditta (anzi mille?) che ricicla plastica inquinata, la spedisce in Cina dove ci si costruiscono elettrodomestici, giocattoli e suppellettili varie e più o meno inutili ed orrende vendute sottocosto le quali finiscono in case affittate dal comune a pochi euro a finti-poveri-maxi-evasori fiscali milionari, così stupidi e boari da posteggiare i loro suv e le loro spider (tutte Porsche), magari con le loro Noemi dentro, a fianco della bicicletta arruginita del povero morto di fame. Ecco cos’è il Nordest. Il Nordest è suv con interno in pelle. Pelle lavorata in stabilimenti pullulanti degli odiati negri di merda che fanno un lavoro di merda che genera scorie di merda (magari fosse solo merda) così velenose da seminare tumori in interi distretti della concia. Tumori mai contabilizzati perché chi di dovere non li mette nelle statistiche sanitarie poiché a libro paga di conciari buzzurri che non sanno nemmeno l’Italiano. Conciari amici di costruttori altrettanto bifolchi che con i soldi delle mafie e con quelli da loro evasi costruiscono condomìni di merda e zone peep di merda con manodopera in nero che assume coca per lavorare e consumare di più in scia con i loro padroni; zone peep nelle quali si trovano appartamenti e villette geometril-pacchiane che gli evasori usano come bene rifugio mentre abitano in alloggi comunali a basso prezzo grazie a tangenti date a funzionari e a politici corrotti la cui corruzione ha permesso pure la realizzazione di scatolame edilizio (aree industriali, commerciali e direzionali) in spregio alle norme e soprattutto in spregio alla natura e al buon gusto. Ecco cos’è il mitico Nordest. Il Nordest è quell’accozzaglia di bottegai, bottegaie-Noemi e politici-papy amici loro che si incazzano perché il 4 luglio si manifesta città contro la Ederle bis. «Sono a rischio i saldi!… Inammissimibile provocare gli americani fino ad obbligarli a tenere chiusa la Ederle ai vicentini per i festeggiamenti del 4 luglio!… gettati alle ortiche cinquant’anni di amicizia?». Amicizia o servitù? Io a casa mia manifesto quando e come voglio. E non debbo chiedere l’autorizzazione al sindaco. Basta una comunicazione in questura. Cari domestici degli Usa, studiate un po’ le norme che brandite come spadini smussati e vibranti; così almeno potrete servire meglio i vostri padroni. Padroni sì… Ma non dovevamo essere “paroni a casa nostra”? Non dovevamo essere difesi dal “Leon che magna il teron”? No quel “leon” ormai è diventato un viziato gattino da compagnia che magna solo mangime di merda cagato in Cina e inscatolato in America. Produci, consuma, crepa. Questo il nuovo dio uscito da un mondo e dauna chiesa ormai in saldo. Questo è il pensiero unico che vi ha concquistato subito perché voi di pensieri non ne avevate nemmeno uno. E sarebbe ingiusto dire pensiero unico americano, perché il popolo americano è semplicemente uno strumento in mano ai padroni del vapore, ai corifei del pensiero unico e della globalizzazione, diffusa in giro per il mondo con le basi Usa, allo stesso modo con cui si tratta il concime con lo spargiletame. Ecco cos’è il Nordest. Il retrobottega di un palazzo che sta per crollare. Un retrobottega abitato da servi bifolchi e veline pronta cassa che si godono gli ultimi scampoli di un benessere in formato gadget già cominciato a franare ai piani alti. Il Nordest sarebbe potuto essere uno dei validi antidoti al ”Vizio oscuro dell’occidente” e invece è finito con l’essere il bagaglino che scimmiotta, senza averne i mezzi economici, la patina di una Hollywood con gli studios già in disarmo peraltro. Chi siamo noi del Nordest? Siamo i terzisti nella periferia di un impero in disfacimento. Subfornitori e al contempo scarti di lavorazione del “moloch nulla” che ci divora mentre noi ne ingurgitiamo le feci. Sempre più secche e striminzite per giunta. Sputi cordiali.

Marco Milioni

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12 Commenti a “Il miracolo del Nordest e il ‘padan lover scoassaro’”

  • gorgorogorgorogorgo scrive:

    uahahahahahahaahah una risata (di merda radioattiva) vi (ci) seppellirà!!!!!!

  • Giorgio scrive:

    Marco lei deve avere qualche patologia in essere per avere una sifatta visione del Nord-est, dal momento che in detto luogo ci vivo anch’io e, da costruttore edile,
    innalzo abitazioni eco-compatibili-sostenibili-autosufficienti. Da agricoltore applico il metodo biodinamico se non omeodinamico, quindi la generalizzazione è da abborrire, la prego, in seguito, cosa che per lei sarà particolarmente ardua, visto la sua estrazione “comunista”, di non fare di ogni erba un fascio, NON siamo tutti euguali, anzi.
    Con simpatia.

  • gorgorogorgorogorgo scrive:

    Direi che sarebbe ora di usare il termine imprenditore nella stessa accezione che SB e Giorgio fanno di quello comunista; in fin dei conti nel nostro Piccolo Mondo Moderno hanno fatto più male i primi dei secondi…

  • emiliano scrive:

    mi congratulo con giorgio , ma anch’io ci vivo e ci lavoro nel nord-est e credo che l’analisi di milioni si avvicini un po’ di più alla realtà (anche se esposta con condivisibile rabbia).
    ne ho conosciuta di gente senza il minimo scrupolo e disposta a tutto, non per sopravvivere ma per comprarsi il suv o la villetta….

  • emiliano scrive:

    …certo è che in altre parti d’italia va pure peggio….

  • michele scrive:

    Veemenza e disprezzo: una critica sguainata, feroce e fredda.

    A parer mio vien difficile comunicare in questi termini:
    in parte perché coloro ai quali è indirizzato questo j’accuse non hanno la benché minima percezione di essere ciò che è descritto nell’articolo.
    Sono privi di onestà intellettuale quindi non capiranno nemmeno che la critica è rivolta a loro.
    Mentre i cinici che agiscono consapevolmente rideranno lautamente, e tronfiamente addurranno che senza la logica clientelare mafiosa in italia non vai da nessuna parte.
    Per ultimi coloro che, privi d’un loro pensiero, vanno a traino di questi signori pendendo unicamente dalle loro labbra, la insulteranno abbaiando in difesa del padrone (sia esso un’idea preconcetta, un modello, una persona). Comunque tutto ciò non svaluta la spudorata sincerità che trasuda lo spaccato sociale che ha descritto (e mi congratulo). Certo è che di fronte ad un’analisi visu aperto del genere, si rischia di shockare il lettore più che fornire un elemento pedagogico. Ma tutto sommato mi pare che fosse questo l’intento.

    un vicentino a padova.

  • Giorgio scrive:

    gorgorogorgorogorgo, ogni opinione è rispettabilissima ma bisognerebbe supportarla con un minimo di ragionamento, il web è stra-saturo di critiche ma completamente vuoto di proposte.
    Se si vuole evolvere è doveroso seguire chi s’impegna in tale direzione e non concentrare la propria attenzione su chi “fa peggio”.
    Ringrazio Emiliano x la solidarietà e condivido il pensiero di Michele, che sottolinea l’inesistenza dell’io nell’individuo, rilevando il pensiero unico frutto dell’anima di gruppo. “fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e canascenza”, questo è il moto che ho adottato come vessillo, “tutto il resto è noia”.

  • Jacopo scrive:

    Giorgio, se tu guardassi bene il web è pieno di proposte.
    Basta aprire gli occhi.
    Seconda cosa: ci sono molte strade da seguire per la tua cosiddetta evoluzione, ma il cammino lo si fa tutti assieme e non ognuno per sè, perché tutti subiamo le scelte (giuste o sbagliate) altrui.
    A mio parere Marco Milioni ha perfettamente ragione sul concetto dell’impero in disfacimento.
    Bisogna pensare ad una nuova economia e cultura che sia veramente tesa al benessere sia del ricco e sia del povero, sia dell’immigrato e sia dell’indigeno, sia dei padroni e sia dei servi.
    Un’economia che non punti a crescere, ma quanto a DEcrescere.
    Questa magari è una proposta che non hai letto.

  • Giorgio scrive:

    Jacopo, lei deve scusare la mia evidente cecità, ma, per cortesia, potrebbe presentarmi una, non dico tante, di quelle proposte che non ho visto? Grazie.
    Lo stesso vale per la mia c.d. evoluzione, un’unica indicazione, grazie.
    Quale sarebbe il benessere a cui deve tendere il ricco ed il povero, l’immigrato o l’indigeno, il padrone o il servo?
    Cosa significa un’economia che punti a decrescere? Od io ho sostenuto il contrario? Non mi risulta. Io coltivo la terra con metodo biodinamico se non omeodinamico, sa di cosa si tratta?
    Mi permetta di reiterarle i ringraziamenti per quanto vorrà rispondermi, cordialità.

  • admin scrive:

    PER GIORGIO

    Rispondo, sperando che sia questo il post per il quale mi si chiede una replica. Nel dettaglio i Suoi rilievi diverranno un post; guardi sul blog…

  • [...] Alcuni giorni fa ho scritto un post che ha creato un po’ di scompiglio e non solo sul blog. Il titolo era: «Il miracolo del [...]

  • [...] letto con obliquo stupore le sue rimostranze al mio post sul “padan lover scoassaro“. Non voglio tirarmi indietro ed eccomi qui a scrivere senza [...]

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