Archive del 11 giugno 2009
L’Aim, il sindaco e gli avariati
Dall’aprile del 2007 non c’è pace in casa Aim. All’epoca la procura berica indagò i vertici di San Biagio, tutti in quota al centrodestra. Sono passati due anni. È cambiata la maggioranza, adesso governa il centrosinistra, ma le tensioni rimangono. Soprattutto perché attorno e dentro Aim si sta nuovamente giocando una partita giocata sul crinale tra potere politico, economico e giudiziario.
L’AFFONDO DI ZOSO. Alcune settimane fa Giuliano Zoso, ex parlamentare Dc ed opinionista del Corriere Veneto, aveva lanciato un siluro nei confronti del cda di Amcps. In seno a quest’ultimo infatti era stata redatto uno studio che aveva un obiettivo preciso (almeno a leggere controluce le parole di Zoso): quello di evitare il mantenimento di Aim nel recinto comunale, favorendo nello specifico le dismissioni dei rami produttivi. Rami che sarebbero quindi finiti a quel drappello di industriali che fa capo al Gruppo Valbruna. Lo scenario è arcinoto. Ne hanno aprlato a vario titolo Corriere Veneto, Vicenza Più, Canale 68 e La Sberla.
IL PIANO. In questo contesto si inserisce il famoso piano Aim voluto dal presidente di San Biagio Bob Fazioli. Uno dei cardini del progetto prevede il trasferimento di proprietà di reti e servizi dal comune ad Aim. Si tratta di una partita non solo industriale ma anche finanziaria perché con più patrimonio in pancia Aim allenterebbe la morsa del monte debitorio e potrebbe chiedere fidi più facilmente alle banche. Al contempo rimarrebbe pubblica, senza il pensiero di dover vendere i gioielli di famiglia per onorare l’impegno con le banche. Si tratta di un passaggio delicato ovviamente perché l’operazione è de facto un regalo del comune ad Aim. La pietra dello scandalo sono quei cento milioni di euro di indebitamento che secondo il centrosinistra sarebbero stati causati da una gestione allegra della multiutility quando governava il centrodestra. Uno stato delle cose che aveva a più riprese generato le ire della ex consigliera comunale Franca Equizi: «La questione fondamentale è che c’è una indagine della procura in corso che ormai si trascina da due anni. Se il maxi debito di Aim è stato cagionato da condotte penalmente rilevanti e gli inquirenti vanno al rallentatore il maltolto non sarà mai restituito alla città. Ovvio che per risistemare Aim dovrà pagare il comune. Alias Pantalone».
LO SCENARIO. Sicché stando alle voci che filtrano dagli uffici degli assessori sembra che da tempo il sindaco Achille Variati si sia rassegnato a considerare irrecuperabili quei fondi che hanno abbandonato la ex municipalizzata a causa di comportamenti leggeri del vecchio management. Così in quest’ottica, anche grazie alla opposizione in aula del centrodestra che incalza il sindaco per i suoi tentennamenti, i fautori dello smembramento di Aim hanno ricominciato a farsi avanti.
In queste settimane Variati ha potuto contare su un Partito Democratico che è rimasto nei ranghi. Almeno sembrerebbe. Diversa invece la posizione che potrebbe essere assunta dai consiglieri che fanno capo alla sua lista personale. Un primo segnale è arrivato dalla uscita pubblica di Gianni Rolando sul GdV del 10 giugno. Un’uscita che mette un freno alla parte principale del piano Aim voluto da Variati, ovvero quella della cessione delle sedi e delle reti alla spa.
LA MANOVRA. Frattanto sempre a palazzo Trissino e dintorni si parla di una vera e propria azione di lobbying da parte di esponenti della Valbruna nei confronti di una compagine trasversale di consiglieri. Tra questi ce ne sarebbero diversi della lista di Variati. Ma in che cosa consisterebbe la manovra? L’obiettivo sarebbe doppio. Il primo bloccare il piano per rendere momentaneamente più pesante la situazione debitoria di Aim. Il secondo sarebbe quello di accrescere a breve il numero di consiglieri (a destra come a sinistra) pronti per appoggiare il piano di dismissioni pensato durante la precedente amministrazione dall’avvocato Maurizio Borra e caro al gruppo Valbruna.
CONGIURA E DISSAPORI. Uno spunto del genere fra le altre rientrerebbe in quella manovra di corridoio a danno di Variati denunciata più volte dall’ex diessino Luca Balzi, oggi in sala Bernarda nelle fila del Pd. Per di più da oggi si parla a palazzo Trissino di una litigata furibonda tra lo stesso Variati e un consigliere comunale della maggioranza che sarebbe venuto a perorare la causa di uno slittamento della delibera per la cessione ad Aim delle reti e delle sedi già oggi utilizzati dalla spa ma di proprietà del comune. Il sindaco avrebbe ancora una volta risposto picche precisando al suo interlocutore di conoscere anche il nome degli assessori che più o meno segretamente caldeggerebbero il piano Borra.
Marco Milioni