Archivio di giugno 2009

I dubbi di Giorgio

(m.m.) Alcuni giorni fa ho scritto un post che ha creato un po’ di scompiglio e non solo sul blog. Il titolo era: «Il miracolo del Nordest e il ‘padan lover scoassaro». Un lettore, che non credo di conocere e che si firma Giorgio, mi muove diverse contestazioni, talune dure peraltro, alle quali non intendo per nulla sottrarmi. I dubbi di Giorgio vengono riportati giusto qui di seguito. Anzi replicherò (leggere il post successivo) con piacere visto che l’argomento è a me congeniale.

Marco lei deve avere qualche patologia in essere per avere una sifatta visione del Nord-est, dal momento che in detto luogo ci vivo anch’io e, da costruttore edile, innalzo abitazioni eco-compatibili; sostenibili ed autosufficienti. Da agricoltore applico il metodo biodinamico se non omeodinamico, quindi la generalizzazione è da aborrire, la prego, in seguito, cosa che per lei sarà particolarmente ardua, visto la sua estrazione “comunista”, di non fare di ogni erba un fascio, NON siamo tutti euguali, anzi. Con simpatia.

Giorgio

Print

Il balcone e il cartello… di Sartorello

moretti01.jpg

Domanda. Il cartello di cantiere non compilato ritratto affacciato al balcone in foto è quello dei lavori in corso in una casa della famiglia Moretti? Si tratta della famiglia di Alessandra Moretti vicesindaco di Vicenza? Si tratta di colei che alle 17.37 di oggi fissava proprio quel cartello percorrendo in contromano via Pasi in bici? Se il cartello è quello, il vicesindaco (che oltre ad essere vicesindaco è pure avvocato) dovrebbe sapere che i tabelloni di cantiere vanno compilati correttamente, altrimenti si può incorrere in una sanzione amministrativa. Che c’è di male nel sapere che quella insegna col logo Sartorello per ipotesi riguarda un condominio amministrato dal vicesindaco? Ovviamente si tratta di minuscole inezie, ma considerando le bordate del consigliere di opposizione Maurizio Franzina del Pdl (quello che da assessore all’urbanistica veniva giornalisticamente massacrato dal sottoscritto), eleganza vorrebbe che quel cartello venisse compilato correttamente… altrimenti le voci diventano dubbi e i dubbi qualcos’altro. Attendiamo con cristiana trepidazione. Ah tanto per dire su Il Vicenza la Moretti aveva dichiarato di avere chiesto agli uffici di controllare la pratica che la riguarda affinché fosse verificato che tutto fosse in ordine. I cartelli sono difficili da leggere?

Marco Milioni

Print

La prima casamatta

La descrizione di Asor Rosa sulle cause e responsabilità, politiche, personali e morali, che portarono al naufragio della “ Camera di Consultazione ” è esatta. Le cose sono andate così. Attardarsi in una polemica retrospettiva è pura perdita di tempo, anche perché significherebbe riaprire una discussione proprio con coloro che hanno creato il disastro e che rivelano, ogni giorno che passa, di non avere più la capacità intellettuale di partecipare a un qualsiasi rinnovamento.  Ripartire da quel processo è impossibile. Troppe cose sono cambiate, e si sono, in certo senso, chiarite. Anche sulla diagnosi dello stato delle cose a sinistra non avrei granché da aggiungere. Ma l’idea della Camera di Consultazione non è da buttare via. Bisogna soltanto ridefinire chi è che vogliamo “consultare”. Chi deve prendere parte a questa consultazione. I due, tre, quattro spezzoni della sinistra istituzionale (a sinistra del PD)? Naturalmente no. È finita del tutto l’epoca in cui qualcuno deve e può “dare la linea”.

LEGGI L’INTERO ARTICOLO DI GIULIETTO CHIESA

Print

Madame de Pompadour

Print

Il miracolo del Nordest e il ‘padan lover scoassaro’


Ve lo ricordate il padan lover scoassaro? Sì, quello che in un memorabile spot faceva arrazzare moganate segretarie di provincia arrivando dalle clienti a bordo di un possente eco-vettore (leggi camion dell’immondizia)? Quello spot, che aveva conferito immaginifiche doti amatorie anche agli spazzini (“se scopano come quello dello spot…”) e che benediceva patina, ecoballe ed eros in un’unica orgia paesana, ci permette di rispondere ad un quesito. Che cos’è il miracolo del Nordest? Il miracolo del Nordest è una ditta (anzi mille?) che ricicla plastica inquinata, la spedisce in Cina dove ci si costruiscono elettrodomestici, giocattoli e suppellettili varie e più o meno inutili ed orrende vendute sottocosto le quali finiscono in case affittate dal comune a pochi euro a finti-poveri-maxi-evasori fiscali milionari, così stupidi e boari da posteggiare i loro suv e le loro spider (tutte Porsche), magari con le loro Noemi dentro, a fianco della bicicletta arruginita del povero morto di fame. Ecco cos’è il Nordest. Il Nordest è suv con interno in pelle. Pelle lavorata in stabilimenti pullulanti degli odiati negri di merda che fanno un lavoro di merda che genera scorie di merda (magari fosse solo merda) così velenose da seminare tumori in interi distretti della concia. Tumori mai contabilizzati perché chi di dovere non li mette nelle statistiche sanitarie poiché a libro paga di conciari buzzurri che non sanno nemmeno l’Italiano. Conciari amici di costruttori altrettanto bifolchi che con i soldi delle mafie e con quelli da loro evasi costruiscono condomìni di merda e zone peep di merda con manodopera in nero che assume coca per lavorare e consumare di più in scia con i loro padroni; zone peep nelle quali si trovano appartamenti e villette geometril-pacchiane che gli evasori usano come bene rifugio mentre abitano in alloggi comunali a basso prezzo grazie a tangenti date a funzionari e a politici corrotti la cui corruzione ha permesso pure la realizzazione di scatolame edilizio (aree industriali, commerciali e direzionali) in spregio alle norme e soprattutto in spregio alla natura e al buon gusto. Ecco cos’è il mitico Nordest. Il Nordest è quell’accozzaglia di bottegai, bottegaie-Noemi e politici-papy amici loro che si incazzano perché il 4 luglio si manifesta città contro la Ederle bis. «Sono a rischio i saldi!… Inammissimibile provocare gli americani fino ad obbligarli a tenere chiusa la Ederle ai vicentini per i festeggiamenti del 4 luglio!… gettati alle ortiche cinquant’anni di amicizia?». Amicizia o servitù? Io a casa mia manifesto quando e come voglio. E non debbo chiedere l’autorizzazione al sindaco. Basta una comunicazione in questura. Cari domestici degli Usa, studiate un po’ le norme che brandite come spadini smussati e vibranti; così almeno potrete servire meglio i vostri padroni. Padroni sì… Ma non dovevamo essere “paroni a casa nostra”? Non dovevamo essere difesi dal “Leon che magna il teron”? No quel “leon” ormai è diventato un viziato gattino da compagnia che magna solo mangime di merda cagato in Cina e inscatolato in America. Produci, consuma, crepa. Questo il nuovo dio uscito da un mondo e dauna chiesa ormai in saldo. Questo è il pensiero unico che vi ha concquistato subito perché voi di pensieri non ne avevate nemmeno uno. E sarebbe ingiusto dire pensiero unico americano, perché il popolo americano è semplicemente uno strumento in mano ai padroni del vapore, ai corifei del pensiero unico e della globalizzazione, diffusa in giro per il mondo con le basi Usa, allo stesso modo con cui si tratta il concime con lo spargiletame. Ecco cos’è il Nordest. Il retrobottega di un palazzo che sta per crollare. Un retrobottega abitato da servi bifolchi e veline pronta cassa che si godono gli ultimi scampoli di un benessere in formato gadget già cominciato a franare ai piani alti. Il Nordest sarebbe potuto essere uno dei validi antidoti al ”Vizio oscuro dell’occidente” e invece è finito con l’essere il bagaglino che scimmiotta, senza averne i mezzi economici, la patina di una Hollywood con gli studios già in disarmo peraltro. Chi siamo noi del Nordest? Siamo i terzisti nella periferia di un impero in disfacimento. Subfornitori e al contempo scarti di lavorazione del “moloch nulla” che ci divora mentre noi ne ingurgitiamo le feci. Sempre più secche e striminzite per giunta. Sputi cordiali.

Marco Milioni

Print

L’”homo servilis et pomaricus” e i 530.000 euro

(m.m.) Un articolo pubblicato oggi su Il Giornale di Vicenza parla chiaro (il pezzo è riportato qui di seguito). Il comune, o altri enti pubblici, dovranno tirare fuori la bellezza di 530.000 euro per risistemare le strutture accessorie dei campi da calcio dei Pomari. Ma mi domando. Quei campi non facevano parte degli oneri che il Gruppo Incos doveva alla amministrazione in cambio del piruea Pomari, detto la madre di tutte le lottizzazioni? È così o no? Se è così mi aspetterei dalla giunta un giudizio tremendo su quella sciagurata lottizzazione propugnata durante il dominio dell’ex sindaco azzurro Enrico Huellweck e quello della di lui consorte Lorella Bressanello, suprema dama della consorterìa del territorio. E se quei campi da calcio sono il risultato di oneri di urbanizzazione mal studiati non sarebbe il caso di andare a chiedere i soldi a mister Gaetano Ingui, signore della Incos e lider maximo del partito del dio mattone? Perché questi dubbi il GdV non se li pone? Forse perché Ingui è nel cda della società che controlla il quotidiano di Vicenza più venduto (in termini di copie sia chiaro)? Perché qualcuno avrebbe avuto interesse a realizzare in economia ciò che si sarebbe dovuto fare a regola d’arte? Poveri vicentini. Siete così tordi che forse meritate la vostra condizione. Sto pensando seriamente di passare dall’altra parte. In poco tempo liquiderei i bottegai del potere che reggono le sorti da sgratto di questo guazzabuglio edilizio arditamente chiamato città. Poi reggerei Vicenza con ferocia cento volte maggiore di quella di Eccelino da Romano in modo da evitarne la ingloriosa fine. In ultimo raderei al suolo ogni edificio fuori la cerchia delle mura. La spada e l’umiliazione sono l’unico verbo noto all’”homo sapiens vicentinus”. Che in realtà non è sapiens, non è abilis e non è nemmeno… erectus. Al massimo è “servilis et pomaricus”.  

I campi da calcio dei Pomari avranno le nuove tribune e una diversa organizzazione degli spogliatoi che consentirà l’utilizzo contemporaneo di almeno due dei tre impianti. La notizia, da tempo attesa dalle società sportive, viene dalla giunta comunale che ieri mattina ha approvato il progetto preliminare dell’intervento, per un costo preventivato di 530 mila euro. «Per il mondo dello sport – commenta l’assessore Umberto Nicolai – si tratta di un risultato importante che darà ossigeno alla costante richiesta di impianti sportivi adatti alle competizioni. Avere tre campi di calcio senza i servizi igienici per il pubblico e la possibilità di spogliatoi separati per le squadre è assolutamente inutile. Finalmente poniamo fine a questa assurdità». «Il progetto – precisa l’assessore Ennio Tosetto – prevede la realizzazione di una tribuna per 350 spettatori a servizio di un primo campo e di un’altra di 320 posti, metà rivolti verso il secondo e metà verso il terzo campo da gioco. Negli spazi sottostanti la prima tribuna saranno realizzati i servizi igienici, un bar e una sala per le associazioni. Gli spogliatoi esistenti saranno suddivisi in due settori. In linea con la politica di utilizzo delle energie rinnovabili sarà installato un impianto fotovoltaico. Anche il verde circostante sarà sistemato». Ora inizia la caccia ai fondi: per la realizzazione dei lavori il comune chiederà un contributo alla Regione».

da Il Giornale di Vicenza del 25 giugno 2009; pagina 22

Print

La gatta sul tetto che scotta

gatta01.jpgIl comune di Vicenza con le sue orbite, è fonte di bizzarrie continue, soprattutto quando queste ultime hanno riflessi così singolari sulla stampa. Provo a dare corpo alle mie argomentazioni con un esempio concreto. Da un paio di giorni è in corso una querelle tra il vicesindaco Alessandra Moretti e il consigliere d’opposizione Maurizio Franzina del Pdl. Oggetto del contendere è un presunto abuso edilizio imputato da Franzina sul capo del numero due della giunta. Il consigliere peraltro non aveva mai esternato sui media i suoi j’accuse. Tale abuso edilizio sarebbe stato cagionato in un palazzo del quale la stessa Moretti è comproprietaria. È stata quest’ultima due giorni orsono ad uscire su Il Vicenza professando la correttezza del suo operato. E ieri è stata la volta di Franzina (ex assessore forzista al territorio); il quale difendendosi ha sparato a palle incatenate contro il vicesindaco: sostenendo tre accuse durissime peraltro. Uno, che l’abuso sia ancora oggi in fieri; due che ci sono «200 foto che documentano il fatto»; tre, che gli uffici stanno tenendo un comportamento omertoso. Per di più Franzina sostiene tra che la direttrice dell’edilizia privata (Michela Piron) «si rifiuta di firmare» il documento che attesta la completa regolarità delle opere contestate. Opere invece giudicate conformi alla norma dal vicesindaco. Se questa discrasia tra uffici e giunta esiste, la cosa è grave. Sotto il profilo giornalistico rilevo intanto, se non erro, che solo Il Vicenza ha dato la notizia. Come mai? Per di più le parole di Franzina risultano pesanti alla luce della querelle relativa alla lettera anonima inviata alla stampa; scritto che reca i nomi di alcuni dipendenti comunali che con una spintarella politica potrebbero ottenere una nomina a dirigente del comune. Fra questi spicca il nome della Piron. Coincidenze? Una situazione spinosa perché il comportamento omertoso denunciato da Franzina potrebbe indurre qualcuno a pensare (indipendentemente da come stiano realmente le cose) che l’inattività vera o presunta della Piron possa essere in futuro benedetta in qualche modo, compreso un avanzamento di carriera. Fantapolitica? Illazioni? I fatti di questi giorni descrivono uno scenario poco chiaro e questi dubbi sono più che legittimi. Sta all’esecutivo cittadino fugarli, se può.

Marco Milioni

Print

Attenti a quei due

due.jpg

Giovanni Fichera e Michela Piron arroventano l’atmosfera a palazzo Trissino. I due quadri del comune di Vicenza che aspirerebbero alla posizione di dirigente rispettivamente del settore lavori pubblici e del settore edilizia privata, sono finiti in una una lettera anonima che ne paventa tra le righe la nomina sicura grazie a corsie preferenziali di natura politica (lo scritto, pubblicato sabato 20 giugno sul settimanale Vicenza Più contiene peraltro altri quattro nomi ugualmente dati per certi, nonostante il personale dovrebbe essere scelto con criteri di solo merito) . Una eventualità che ha mandato in subbuglio settori della maggioranza di centrosinistra nonché delle opposizioni.

Fichera e Piron, qualora nominati, verrebbero ad assumere posizioni apicali perché i lavori pubblici e l’edilizia privata sono settori in cui tradizionalmente gli interessi economici si fanno sentire in modo pressante. Al momento tutti i consiglieri tacciono; non tace l’ex consigliere del Carroccio Franca Equizi che attacca: «Fichera è stata la longa manus di Claudio Cicero quando questi era assessore alla mobilità di An. E non si capisce perché l’attuale amministrazione debba dare continuità alla precedente visto che proprio l’attuale maggioranza aveva definito vergognoso il sistema messo in piedi dalla precedente giunta di centrodestra proprio a palazzo degli Uffici». Ma Equizi va oltre e spiega: «Quanto alla Piron chiedo all’assessore Pierangelo Cangini del Pd se siano vere o meno quelle voci secondo le quali proprio la stessa Piron di recente avrebbe de facto ignorato e poi calpestato le richieste di alcuni cittadini che chiedevano protezione rispetto al comportamento di alcuni immobiliaristi con pochi scrupoli. Questa storia è settimane che gira sulla bocca di alcuni consiglieri sia del centrosinistra sia del centrodestra».
E l’ex consigliere non parla senza cognizione di causa visto che della pulizia a palazzo degli Uffici aveva fatto una delle sue battaglie politiche. «A questo punto – precisa ancora l’ex consigliere – se saranno nominati i soliti amici degli amici significa che passeremo ai raggi x l’operato di lorsignori, l’operato passato, presente e futuro. A partire da una storiaccia ripavimentazioni in centro storico».

Ma chi sarebbero «i santi in paradiso» dei due? Per Fichera si parla del consigliere di minoranza Cicero (oggi a capo di una lista civica che porta il suo nome); mentre per la Piron si parla di dell’assessore all’edilizia privata Pierangelo Cangini, unitamente ad alcuni ambienti clericali della città. «Sono proprio curiosa di vedere – sottolinea Equizi – a quali conclusioni giungerà la commissione che sta seguendo le selezioni. In teoria dovrebbero essere scelti i migliori. Se così non sarà significa che la sottoscritta, per capire che succede, dovrà percorrere altre strade, compprese quelle che portano alla procura della repubblica. Il sindaco Achille Variati del Pd è a conoscenza di quella strana lettera anonima? Se dovessi concludere con una battuta – sorride la ex leghista – direi che se questa vicenda fosse una vecchia fiction il suo nome sarebbe Attenti a quei due».

Marco Milioni

Print

Ladri e cretini atomici

nuclearplant.jpg(m.m.) Davide Marchiani, portavoce dei ‘Grilli Berici’ mi manda una lettera aperta che pubblico integralmente qui di seguito. L’argomento è quello dell’energia atomica. Nel dettaglio una raccolta di firme con la quale si sollecita la amministrazione comunale di Vicenza a chiedere alla sua municipalizzata Aim una cosa ben precisa; ovvero l’acquisto di significative quantità di energia elettrica derivanti da fonti rinnovabili, in modo da evitare l’acquisto di energia derivante dallo sfruttamento dell’uranio. Diciamo che sta bene. Ma rammento a tutti i contrari al nucleare che potrebbero smontare le tesi dei favorevoli con un semplice ragionamento. Perché le centrale non le costruite con i soldi privati, visto che il referendum degli anni Ottanta non pregiudica questa opportunità? Perché I Draghi, i Marcegaglia, i Berlusconi, i Colaninno, i D’Alema, gli Scajola che si riempiono la bocca di libero mercato, non chiedono ai privati di cacciare loro tutta la grana? Perché non si lega la costruzione delle centrali atomiche al deposito di una garanzia bancaria fidejussoria di 750 miliardi di euro per singola centrale cui attingere in caso di disastro? Perché non si vincola l’autorizzazione delle centrali alla presenza di una polizza di assicurazione per la responsabilità civile unitamente alla garanzia di smaltire le scorie in modo non dannoso per l’ambiente ovunque esse siano stipate? È ovvio che così pensate le centrali non le vorrebbe nessuno perché “nun ce poi magnà”. Ne deriva quindi che chiunque ne caldeggi la realizzazione, con lo Stato (o sue propaggini come Eni-Enel) pronto a scucire, o è un cretino o è un ladro. O tutte e due le cose. In sostanza il nucleare è una banale ed enorme questione di tangenti e di risorse rubate alla collettività. Fine.  

Berlusconi, il nostro presidente del consiglio di 73 anni che va con le minorenni, vuole costruire le centrali nucleari in Italia e ha dichiarato che i lavori saranno presidiati dall’esercito. Nell’87 sono stati fatti 3 referendum contro il nucleare e in tutti l’affluenza e l’orientamento del voto sono stati molto significativi. Perchè ora questo corruttore accertato (in primo grado ndd) si permette di insultare il volere e l’espressione democratica degli italiani con queste affermazioni da dittatore boliviano? Ma perchè lo lasciamo fare liberamente? Ma che fine ha fatto la dignità del nostro popolo? Lui vuole costruire le centrali nucleari solo e unicamente perchè ricevere soldi pubblici per costruire qualcosa di enorme che non entrerà mai in funzione è il businness dei grandi imprenditori italiani.

Guarda il ponte sullo stretto, guarda la tav, ecc. Sono 25 anni che nell’Europa dei 15 nessuno costruisce centrali nucleari ad eccezione di un raddoppio di reattore in Francia. L’unico impianto in costruzione è in Finlandia ma si sono fermati i lavori perchè i costi sono levitati tantissimo e ora c’è un buco di 1 miliardo e 900 milioni di euro che nessuno vuole pagare. Inevitabile la causa penale e il blocco dei lavori. In USA sono invece 30 anni che non si costruiscono centrali. L’energia prodotta dagli impianti nucleari di tutto il mondo è pressochè costante dagli anni 80 e considerando che la produzione energetica aumenta di anno in anno significa che siamo di fronte ad una tecnologia morta nell’inconsapevolezza dell’opinione pubblica.

Stiamo raccogliendo firme per chiedere al consiglio comunale di vicenza di chiedere ad AIM di impegnarsi ad acquistare energia rinnovabile così da evitare quella prodotta dalle centrali nucleari. Abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile. Venite a firmare al nostro banchetto di Festambiente, oppure andate a firmare nelle vostre circoscrizioni o all’ufficio relazioni con il pubblico di palazzo trissino. Contattateci per chiederci dubbi o perplessità.
 
Davide Marchiani
portavoce Meet-up Beppe Grillo Vicenza
http://www.meetup.com/vicenza5stelle

Print

La fame dei draghi

Da giorni le voci su un governo tecnico pronto a sostituire quello di Silvio Berlusconi si fanno sempre più incessanti. Che il piccino di Arcore se ne vada fuori dalle scatole può essere di gran sollievo viste le porcate che sta facendo e che ha fatto, unitamente ai suoi sodali. Ma certo non è accettabile che si sostituisca la corte del premier con la filiale italiana della Goldman Sachs; cosa che accadrebbe se si realizzasse l’ipotesi di un Draghi (o suo assimilabile) come capo dell’esecutivo. A tal proposito ricordo una frase di Francesco Cossiga andata in onda il 24 gennaio 2008 durante Unomattina, seguitissimo programma di Rai Uno. Ecco le parole dell’ex presidente della Repubblica Cossiga: «Sembra che Mario Draghi, già socio della Goldman & Sachs, nota grande banca d’affari americana, oggi Governatore della Banca d’Italia sia il vero candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di un ‘Governo istituzionale’. Mario Draghi? Impossibile immaginarlo a Palazzo Chigi. È un vile affarista che venderà l’economia italiana… E così avrà modo di svendere, come ha già fatto quando era Direttore Generale del Tesoro, quel che resta dell’industria pubblica a qualche cliente della sua antica banca d’affari». D’altro canto che cosa ci si può aspettare dalle banche centrali? Esse sono fintamente pubbliche. Fanno prevalentemente l’interesse dei loro soci privati. Non vigilano. Di fatto sono le merchant bank delle merchant bank. A questo punto spero tanto che non si verifichi quanto accaduto tra il ’92 e il ’96 quando strumentalizzando una vicenda sacrosanta (Tangentopoli e la moralizzazione della politica nella gestione della cosa pubblica) si trovò il modo di svendere ai soliti amici degli amici una bella parte dei gioielli di Stato, usando la scusa del debito pubblico. Debito che per carità esiste ed è enorme, ma che non è stato ripianato cedendo a prezzo di fallimento gli asset del Paese. I draghi hanno fame, hanno già avuto il loro pasto. A tal proposito consiglio la lettura di un pezzo di Paolo Barnard. Interessante.

Raf Perugini

Print
Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


LEGGI LA RUBRICA

Cerca
Calendario
giugno: 2009
L M M G V S D
« mag   lug »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  
Archivio