Maledizione!
La libertà di espressione inclusa quella artistica è inviolabile. Se un comico se la prende con le divinità dei cristiani, dei musulmani, degli ebrei, dei pagani, o di chicchessia altro ha il diritto inviolabile di farlo, perché nessuno toglierà il diritto a coloro che si sentono umiliati di umilare a loro volta l’autore del presunto affronto. Questa regoletta vale anche se la sua condotta di chiunque risultasse blasfema per qualcun altro. Non c’è altro da dire. Io mi batterò sino allo strenuo perché i credenti possano professare le loro idee. Io mi batterò perché possano professarle i fascisti, i nazisti, i comunisti, gli anarchici, i sostenitori della religione Jedi, i bestemmiatori e i diffamatori, i democratici, i satanisti, i gommisti, gli ortolani e forse anche gli imbecilli. Tutti insomma. Il reato di diffamazione è un reato inventato e sciocco, come quello di vilipendio di capo di stato, come quello di vilipendio della religione. I casi di censura come quello capitato in Israele (ma ce ne sono mille altri e di tutti i tipi) mi disgustano. Alle superiori una professoresa si è arrabbiata con me perché durante una interrogazione avevo affermato che presso gli egizi Anubi era il dio cane e Seth era, in taluni casi, il dio maiale (secondo lei per Anubi avrei dovuto dire dio sciacallo mentre per Seth avrei dovuto dire divinità assimilata ad un suino). Mi ha fatto una nota perché ciò che affermavo, quandanche storicamente veridico, offendeva volontariamente il sentire cattolico di lei e dei miei compagni. Mi sono beccato una nota sul registro. Ho protestato dal preside che non me l’ha tolta. Per vendetta, durante la ricreazione sono andato in classe, con un gesso ho fatto il contorno al crocefisso (che ho nascosto nel cassetto della prof) e sotto ci ho scritto: “Torno subito”. E per me questa è arte. Guardate invece come il Corriere dà la notizia sul caso israeliano, in modo assolutamente partigiano.
Marco Milioni

Marco sei un mito!!!!