Archive del 18 febbraio 2009

Il patto degli scellerati


(m.m.) Nei palazzi dell’urbe eterna tutti lo sanno. Appena dopo la caduta del primo governo Berlusconi, era il 1995, fu siglato un patto segreto. Lungo l’asse Palermo Roma Milano si stabilì che qualora gli oppositori del centrodestra fossero andati al potere, comunque non si sarebbe toccato l’impero Mediaset, che pure aveva (ed ha peraltro) una forte connotazione di illegittimità; idem con patate per lo status di Silvio Berlusconi. Quest’ultimo, come Marcello Dell’Utri, è a conoscenza ovviamente di questo patto che in un momento di scoramento cinico e sincero è stato pure svelato da Luciano Violante nel 2003 in parlamento. Massimo D’Alema, esponente i spicco dell’ala migliorista degli ex Ds, è il maggior referente di questo accordo in seno al centrosinistra. A parte del segreto c’è anche Emanuele Macaluso, padre dei miglioristi, per anni sindacalista di spicco della Cgil siciliana. Nel mondo degli affari Cesare Geronzi, numero uno di Mediobanca, è pure a conoscenza dei dettagli dell’intesa. Ma quali sono i particolari e le implicazioni relative ai santuari della finanza? Che ruolo ha avuto Geronzi (salvatore di Mediaset ai tempi delle sue massime difficoltà e salvatore dai debiti della baracca dell’ex Pc)? Perché nel 2003 Violante decise di svelare solo alcuni aspetti minimi della combine ma non andò mai oltre? Perché i maggiorenti degli ex Ds non hanno mai smentito? Perché il centrosinistra, quando ha potuto, non ha mai votato la legge sul conflitto di interessi e quella sul tetto alla raccolta pubblicitaria? È vero che esiste un gruppo di potere “iperatlantico con addentellati siculi” che sull’impero TV di Sua Emittenza ha calato una coltre di silenzio e protezione? In queste ore Walter Veltroni si è dimesso. L’esito del processo Mills avrebbe indotto qualsiasi altro governante a lasciare. Ma il premier è sempre lì. Il PD perde perché tra i maggiorenti dello stesso ci sono delle regole d’ingaggio che gli impediscono di usare contro l’avversario ogni arma a disposizione. Una di queste regole riguarda il malaffare in casa del centrosinistra. Malaffare ben noto anche dall’altra parte. In un sistema in cui tutti sono ricattabili i motivi per cui si ricatta non salteranno mai fuori, a meno che non prendano il sopravvento forze estranee a questa logica. A meno che qualcuno da dentro non impazzisca. A meno che la gente non si incazzi… Ma gli italiani hanno nel dna la fogna morale che ammorba il Paese. Spero che arrivino i tedeschi o i talebani o i marziani o i vulcaniani. Anzi no. Corromperemmo anche loro. Faccio notare un’altra cosa. La Guardia di Finanza e ora la Corte dei Conti ci dicono che c’è un tesoro da 70-90 miliardi di euro che il ministero dell’economia potrebbe prendere in qualsiasi momento per far fronte alla crisi. Quel tesoro è costituito dalle multe e dai diritti mai pagati allo Stato dai concessionari delle macchinette dei videopoker. Chi sono quelle società? Hanno per caso addentellati con mafia e partiti e altro? I protagonisti sono gli stessi del patto Mediaset?

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Primo passo

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Io vorrei darmi una mossa perché i tempi stanno maturando. Vorrei fare qualcosa di intelligente. Coloro che come Massimo Fini da tanti anni criticano le follie della cosiddetta modernità vedono giorno dopo giorno avverarsi le loro intuizioni. Il loro ragionamento diviene ancora più attuale. Il sistema comincia a produrre strepiti veramente troppo fragorosi. Ma come si può far passare il messaggio? Come si può tirare il fil rouge che unisce eventi apparentemente slegati, almeno secondo il giudizio dei più? Crisi economica, umana e delle coscienze, scempi ambientali, conformismo, finte libertà, corruzione, politica serva, poteri forti, scacchiere energetico e internazionale come tavolo da Monopoly, annullamento del senso del sacro, quantomeno nella sua accezione antropologica, elite bancarie ancor più spietate e avide, follia di massa: sono birilli dello stesso filotto. Così mi è venuta in mente un’idea. Un documentario con sceneggiatura a più mani. Girato per strada, incontrando la gente, incontrando chi propone soluzioni profonde e di ampio respiro. Per farlo ci vorranno risorse e organizzazione. Occorre agire con rigore e professionalità. Io metto a disposizione il mio tempo e le mie capacità. Presto pubblicherò un secondo appello con relativa bozza di piano economico. Chiedo a tutti un aiuto. Spero di sentire la vostra voce. Intanto ecco in video un primo scampolo di proposta…

Marco Milioni

http://oltrelacrisi.blogspot.com

mrk223@gmail.com

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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