Archive del 11 febbraio 2009
Il copione. Da Vicenza Libera alle Coop rosse alla alla Vibeton

I segnali di questi giorni sono diventati evidenti, sebbene le prime avvisaglie si scorgessero già da mesi. Il fronte ‘No base’ (ora seguito da presidio, coordinamento dei comitati e comitato ‘Salviamo l’aeroporto’) è stato lasciato solo. Da quando le cooperative rosse emiliane si sono aggiudicate l’appalto è mancato l’apporto degli ex Ds e poi del partito democratico; quest’ultimo poi ha agito, in accordo con il centrodestra, come centrale operativa per togliere, petalo dopo petalo, consistenza al fiore del movimento. Le avanguardie sono stati i vertici della Cisl cittadina, da sempre favorevole alla base. Poi il Pd ha esercitato forti pressioni nei confronti della Cgil ottenendo la testa di Oscar Mancini, che da segretario provinciale del più importante sindacato italiano aveva appoggiato con molta fermezza la battaglia contro la base. Contemporaneamente a livello nazionale il Pd ha agito soprattutto sui vertici romani di Rifondazione (i bertinottiani) e Verdi, affinché l’impegno nei confronti della campagna venisse meno. Le ultime elezioni politiche hanno fatto il resto. Variati così si è trovato in un contesto molto meno battagliero e con un fronte contrario alla base in cui il Pd si è definitivamente defilato. Nonostante tutto ai primi di ottobre dopo lo smacco del consiglio di Stato la città aveva trovato ancora la forza di riunire 10.000 persone in piazza dei Signori. Pochi giorni dopo sulla stampa locale il sindaco Achille Variati, dopo aver arringato la folla aveva fatto capire che avrebbe utilizzato tutti i mezzi amministrativi per mettersi di traverso quando i lavori sarebbero entrati nel vivo. Poi a metà gennaio Walter Veltroni, leader nazionale del Pd, arriva a Vicenza. Quali direttive avrà impartito a Variati? Da quel momento il sindaco mette definitivamente i remi in barca, anche se in cuor suo forse l’aveva già fatto. Le prove? L’embargo amministrativo nei confronti della base non decolla. I vigili non fermano i camion della Isnardo Carta, nemmeno quando i sovraccarichi sono marchianamente evidenti; la giunta non mette in campo nessuno stratagemma per bloccare il traffico dei mezzi: feste, lavori fittizi, ordinanze ad hoc sull’inquinamento della zona. Se fossi sindaco io conoscerei cento modi, tutti perfettamente legali, per far impazzire chi lavora al cantiere, il questore ed il prefetto. Li gabberei con le loro stesse armi. Un uso pedissequo ed ossessivo, ma corretto e letterale della legge. Andrei da loro e direi per cosrtesia tacete. Io sono stato eletto voi siete solo degli impiegati statali. E per chiudere in bellezza c’è l’ultima miseria della Cgil targata Marina Bergamin (è il segretario che succede a Mancini). A palazzo Trissino gira voce che il subappalto delle Coop rosse sia andato al Gruppo Pigato (Vibeton o Betonberica per la precisione). E sembra che il capo degli edili della Cgil sia pronto a scendere in campo per difendere i lavoratori all’interno del cantiere della Ederle bis da eventuali contestazioni dei no base. Bel giro di walzer per la Cgil vero Marina? Oltretutto il gruppo Pigato è considerato storicamente vicino al centrodestra. Mi pare fra le altre che un membro della famiglia Pigato segga pure in consiglio nel gruppo di Cicero. Avete capito l’inciucio? Ora mia aspetterei da tutto il fronte No Base un casino pazzesco. Perché c’è modo e modo di perdere. Se il silenzio perdura significa che tutto quello cui stiamo assistendo è una pantomima in cui tutti, dal più intransigente dei no global fino al prefetto, fino ai giornali che danno il conto delle singole manganellate, fino alle litanie sgrammaticate dei capetti dei ‘Sì base’, dico tutti, recitano un copione già scritto. Almeno fosse scritto bene, sarebbe già un bel traguardo per una città come Vicenza.
Marco Milioni