Archive del 5 febbraio 2009

Dal Molin: il match entra nel vivo

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Finalmente, da un punto di vista giornalistico almeno, la partita sull’affaire Ederle 2 entra nel vivo. Sembra che i lavori negli ultimi giorni abbiano visto un cambio di passo. I No Dal Molin nel fine settimana hanno occupato l’area civile del Dal Molin. Stamani alcuni attivisti del coordinamento dei comitati No Base (i pacifisti cattolici direi con sommaria approssimazione) hanno manifestato a ridosso della strada che conduce all’ingresso dell’ex aeroporto militare. L’altro ieri il comitato vicentino per la salvaguardia dello scalo civile (capitanato da Franca Equizi) ha messo sul tavolo della discussione politica una serie di documenti risalenti agli anni Trenta, secondo i quali il procedimento che ha portato l’assegnazione dell’area destinata alla futura base Usa, è illegittimo. L’area infatti, sempre secondo Equizi, deve infatti tornare in pieno possesso della provincia perché quest’ultima cedette l’area al demanio statale nel ‘35 con la clausola che i terreni sarebbero tornati in disponiblità della provincia medesima qualora la funzione dello spazio aeroportuale fosse venuta meno. Insomma ce n’è un po’ per tutti.

I lavori delle ditte direttamente o indirettamente incaricate dagli Usa però procedono. Adesso occorre vedere di che pasta sono fatti coloro che si oppongono alla base, il sindaco Achille Variati in primis. Se veramente vogliono dire no alla base il primo a muoversi dovrebbe essere il comune. Anzitutto fermando ogni tir dedicato alla rimozione del materiale e dei terreni di risulta. Lo possono fare i vigili urbani. Per ogni camion va controllato l’eventuale sovraccarico, la congruità dei documenti di viaggio e di carico. Poi la patente del conducente, il suo stato psicofisico(eventuale presenza di droga o alcool), nonché la regolarità del permesso di soggiorno qualora sia un extracomunitario. Insomma un’ora e passa per ogni tir che esce o entra dal sito in costruzione.

Per vedere invece di che pasta sono fatti gli attivisti sarà sufficiente vedere se andranno a protestare davanti la sede della Carta Isnardo a Levà di Montecchio Precalcino. Il tutto con una sonora manifestazione di piazza, magari proprio all’ingresso, della sede, assai stretto peraltro. Mi attenderei per di più da parte di qualcuno in seno al fronte del ‘No’, una bella segnalazione in provincia nonché al comune di Montecchio Precalcino, affinché si faccia luce sulla natura del materiale depositato proprio all’interno della Carta Isnardo. Contemporaneamente chiederei anche alle forze dell’ordine di valutare il comportamento degli autisti dei camion. Seguendone un paio oggi, ho notato almeno una dozzina di infrazioni al codice della strada. E poiché ì ‘Sì Base’ si riempiono la bocca del concetto di legalità (salvo poi menare le donne o dar loro della puttana se non assecondano i loro sentimenti), sarebbe bene che la legalità fosse rispettata anche per strada.

Marco Milioni

P.S. I tir per il movimento terra in uscita dal cantiere della Ederle bis si riversano sulla statale Pasubio. Proprio in quel tratto di strada che faceva infuriare i residenti dell’Albera quando il centrosinistra era all’opposizione. Ma dove sono le lamentele di Gianni Rolando e soci?

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Asso di picche
                  Rubrica di Alessio Mannino                                          


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