Archivio di gennaio 2009

Corte dei Conti: i controllori li sceglierà il controllato

farsa_9.jpg

«Mi ricorderò di te alle prossime elezioni!» sibila il solito prepotente al bravo sceriffo in ogni film di cowboy. Così era il Far West. Anche nella legge italiana, però, sta per essere infilato un tarlo simile. Che rischia di divorare l’autonomia della Corte dei conti fino al punto che il governo (il controllato) si sceglierà di fatto il controllore, cioè chi deve esaminare come sono spesi i soldi pubblici. Il tarlo, come tutti gli insetti che si rispettino, non è facile da scovare. Proprio come il dirottamento ad «amici» di un mucchio di soldi per lavori stradali marchigiani venne infilato anni fa in un decreto sulle «arance invendute in Sicilia», anche questo tarlo è stato nascosto dove poteva passare inosservato.

LEGGI TUTTO

da: www.corriere.it

Unicredit verso gli aiuti di Stato

Unicredit ribadisce l’interesse agli aiuti di Stato per fronteggiare l’attuale momento di crisi. In un’intervista a Davos al quotidiano tedesco Handelsblatt l’amministratore delegato Alessandro Profumo ha detto di pensare ad «aiuti di stato per eventi imprevedibili». E in particolare ha citato l’Austria come uno dei Paesi in cui Piazza Cordusio potrebbe ricorrere al sostegno statale «a causa dei rischi con gli stati confinanti dell’Europa dell’Est» mentre fonti vicine all’istituto hanno poi precisato di «non escludere un possibile ricorso ad aiuti di Stato anche in Italia e Polonia». Per quanto riguarda il nostro Paese si tratta di un’apertura implicita di Profumo ai Tremonti-bond. Ma il numero uno di Unicredit è andato oltre e nell’intervista ha accennato alla solidità patrimoniale del gruppo. L’obiettivo di un Core Tier 1 al 6,7%, ha spiegato, «basta per tempi normali. Potremmo aver bisogno però di un cuscinetto sul capitale per eventi imprevedibili. Per questo serve attendere il momento giusto».
Sul fronte della ricapitalizzazione l’istituto milanese ha intanto diffuso i risultati dell’aumento di capitale concluso venerdì che ha visto confermate le previsioni di un’adesione quasi nulla: pari allo 0,48% dell’offerta. C’è ora l’impegno di Mediobanca a sottoscrivere le azioni corrispondenti ai diritti di opzione che non verranno esercitati, da porre poi al servizio di strumenti convertibili (cashes) per 3 miliardi da collocare ai soci e agli altri investitori che li hanno già prenotati.
Nel frattempo a livello di governance – cioè di regole e assetti al vertice della società – sono entrate nel vivo le manovre per il rinnovo del cda in vista dell’assemblea del 29 aprile. Da quanto si è appreso resta sul tavolo delle fondazioni Cariverona, Crt e Carimonte l’ipotesi di un cambio al vertice con l’uscita del presidente tedesco Dieter Rampl per far spazio a un nome italiano.
I tre enti stanno verificando se organizzare lunedì prossimo, a Milano o a Verona, un nuovo incontro fra i loro presidenti con un occhio al consiglio del 12 febbraio, data indicata dal comitato governance di Piazza Cordusio per arrivare, in tempi stretti, a quella che era stata definita «una proposta condivisa» sul nuovo consiglio. Ora l’idea è che per quella scadenza possa essere pronta l’architettura con i nuovi pesi all’interno del board per far spazio ai soci libici, probabilmente a spese dei tedeschi, e non una lista definitiva coi nomi dei candidati da proporre in assemblea.

da: www.ilgiornale.it

Dove va l’Italia?

fine.jpg

In questo blog mi soffermo sia sui fatti di cronaca sia sugli spunti che cercano di allargare la prospettiva su un determinato argomento. In questo post di servizio ho raccolto alcuni contributi. Alcuni decisamente fuori dal coro, ma li reputo comunque utilissimi per capire verso quale direzione si stia muovendo il nostro Paese. E non parlo dell’economia, che viene a ruota. Mi riferisco alla coscienza della gente, ammesso che ve ne sia ancora una. Ecco i miei suggerimenti.

Marco De Marco
Marco Milioni
Marco Travaglio
Gustavo Zagrebelsky

Maxi scandalo politco nel Veronese

Capannoni per i maiali in importanti zone archeologiche e ricoveri per attrezzi agricoli trasformati in industrie. Terremoto nella Bassa Veronese: sei arresti e  84 indagati per presunti  abusi edilizi. il sindaco di Gazzo Veronese, Stefano Negrini, l’ex segretario comunale Antonio Tambascia, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune e tre componenti della commissione edilizia, sono stati posti agli arresti domiciliari. L’accusa è quella di associazione  per delinquere finalizzata a compiere reati contro la sede pubblica e la pubblica amministrazione in materia di abusi edilizi. I  provvedimenti  sono stati emessi dal gip di Verona Taramelli su richiesta del pm scaligero Ballarin. Sono però 84 gli indagati nell’inchiesta della Procura: tra questi persone legate a studi privati ed esterni che facevano da prestanome.

LEGGI TUTTO

da: L’Arena di Verona del 29 gennaio 2009

Crisi finanziaria: Sapori a Creazzo invitata dai ‘grilli’ locali

(E.F.) Un convegno per parlare di mutui e banche e dell’attuale situazione di crisi economica nazionale ed internazionale. L’iniziativa, organizzata dal forum d’informazione “Gli altoparlanti in difesa dei cittadini” di Creazzo (http://www.meetup.com/altoparlanti-459/it) con il patrocinio dell’Onerpo (Osservatorio nazionale ed europeo per le pari opportunità), si svolgerà domani dalle 20.30 nella sala congressi dell’hotel “Vergilius” in via Carpaneda a Creazzo. Nel corso della serata, condotta dalla giornalista Rosanna Sapori, verrà presentata un’analisi della crisi economica in relazione allo stato attuale degli istituti di credito e dell’erogazione dei finanziamenti ad essa connessa; interverranno il senatore Elio Lannutti, presidente dell’associazione consumatori Adusbef, Wanda Montanelli, vice presidente Onerpo, Giovanni Pirovano, vice direttore generale vicario di banca Mediolanum e Paolo Barrai, consulente finanziario e responsabile del blog “Mercato Libero” che si occupa di finanza. L’ingresso è libero.

da: www.larena.it

Cis: Bottene contro Filippi

filippi1.jpg(m.m.) Cinzia Bottene consigliere comunale per il gruppo Vicenza Libera punta l’indice contro l’interporto di Montebello, in fase progettuale da una dozzina d’anni e sul quale grava una esposizione verso le banche per ben 15 milioni di euro. È successo ieri in consiglio comunale a Vicenza e il tutto ha preso la forma di una interrogazione urgente depositata poco prima dell’inizio della seduta. Sulla graticola finiscono Galdino Zanchetta, presidente della società pubblico-privata (Cis spa, tra i soci vi sono provincia, comune, Camera di Commercio e Serenissima Autostrade), le amministrazioni provinciali di Vicenza da otto anni a questa parte, nonché il consigliere comunale Alberto Filippi (che è anche senatore, nella foto), identificato come il terminale ultimo di una maxispeculazione edilizia. Il documento della Bottene è diretto: «Il 29 gennaio Il Giornale di Vicenza pubblica un articolo a pagina 14 dal titolo “Centro merci, ora il Cis mette in vendita i terreni”. Sempre nel pezzo in questione sono riportate le affermazioni del presidente di Cis spa Galdino Zanchetta: “È previsto che il privato realizzi 81.000 metri quadri di strutture logistiche e 32.000 metri quadri di direzionale-commerciale”…». Questa la premessa della Bottene che poi attacca: «Si chiede di sapere quindi: quale sia la quota del comune in Cis spa; che giudizio dà la giunta circa la gestione della vicenda da parte della provincia durante gli ultimi otto anni; quale sia la attuale destinazione d’uso dell’area Cis a Montebello Vicentino e di sapere se in questa sia consentito realizzare edifici commerciali-direzionali; se risulti vero che sia stata concessa alla società AF, in capo all’onorevole leghista Alberto Filippi, la possibilità di ottenere in permuta terreni situati a ridosso della statale 11; se questa giunta sia in possesso di informazioni secondo le quali sui terreni permutati e ora in disponibilità della società AF dell’onorevole Filippi, potrebbe sorgere uno shopping centre; se questa giunta non consideri l’azione amministrativa di questo comune durante gli ultimi otto anni, di mero supporto politico ad una privatissima speculazione edilizia; se questa amministrazione intende inoltrare un esposto alla autorità giudiziaria in merito alle circostanze appena descritte, anche in relazione ai comportamenti tenuti dalla società Cis, dalla provincia, dalla società Af, nonché dal comune di Montebello Vicentino, che ospita i terreni in questione (500.000 metri quadri, Ndr)».

Tra azione e ascolto

lama.jpg

Ricevo e pubblico per intero.

Sabato 31 gennaio alle 20.30, presso la Cooperativa Insieme,  in via Dalla Scola 255 a Vicenza, è in programma una serata con Filippo Scianna, direttore del centro buddhista Tara Cittamani di Padova (www.taracittamani.it). Con lui il lama Ghesce Ngawang Sangye, nella foto. Al centro dell’incontro ci sarà “La via di mezzo tra azione e ascolto“, argomento che sarà approfondito in modo specifico e particolare affrontando il tema della ‘Compassione’ secondo la cultura buddhista. La traduzione verrà effettuata da Andrea Capellari, interprete ufficiale del dalai lama per la lingua italiana. Sarò grato a chiunque vorrà diffondere questo comunicato.
 
Giuliano Corà

Il Pat e le ombre di cemento

mani.gifBisogna far sentire il fiato sul collo sulla giunta del comune di Vicenza. In questi mesi l’amministrazione comunale ha allestito una serie di incontri pomposamente chiamati focus event nei quali si cercano di mettere a punto le strategie che porteranno il comune alla scrittura del nuovo Pat ovvero la versione riveduta e corretta del piano regolatore. Le giornate programmate sono state molteplici e l’iniziativa è tesa ad avvicinare la cittadinanza e le associazioni al procedimento amministrativo appena cominciato. Ma c’è un ma. Il sito del comune di Vicenza riporta i seguenti appuntamenti: focus su sostenibilità e qualità dell’ambiente e del territorio; focus su infrastrutture e trasporti; focus su Vicenza città dell’architettura, del turismo e  della cultura; focus su Vicenza città dei saperi della ricerca e dell’innovazione. Al di là della terminologia da rigatteria cafonal-yuppie di provincia (conosce la giunta il vocabolo ‘approfondimento’?), c’è un’altra cosa che balza all’occhio. Dagli incontri sono stati esclusi due temi importantissimi. Uno, una disamina sugli oneri di costruzione e urbanizzazione unitamente alla questione dei limiti per le nuove edificazioni. Due, la localizzazione delle aree commerciali. Stranamente sono stati tenuti fuori dalla discussione i due argomenti dove gira la grana. Il Sunia, sindacato degli inquilini, sezione di Vicenza, quattro anni orsono lanciò un’accusa durissima su Il Gazzettino. Il responsabile locale Fulvio Rebesani infatti sostenne che durante gli ultimi vent’anni Vicenza aveva lasciato ai costruttori e ai lottizzatori la bella cifra di 500 miliardi del vecchio conio. Il tutto per oneri di costruzione, oneri di urbanizzazione o tributi di altro titolo, indebitamente non richiesti o mal calcolati. All’epoca non ci fu un solo commento, nemmeno contrario… Ricordo inoltre il caso politico che scoppiò proprio durante il primo mandato della giunta di Enrico Huellweck quando Carlo Lòro, maxi consulente dell’esecutivo venne cacciato in modo misterioso. Lòro tra le altre si stava occupando proprio della questione oneri. Insomma, tramite un ufficio apposito, si era messo a fare i conti della serva non solo alla amministrazione in carica, ma pure a quelle precedenti. Poi ci fu la cacciata misteriosa, attorno alla quale si apprese che fu l’allora direttrice del territorio Lorella Bressanello (poi chiacchieratissima moglie del sindaco con lauto stipendio sempre nella medesima carica) a far fuori de facto Lòro. Nonostante questi precedenti della questione oneri non si parla. Faccio notare un’altra cosa. Durante il secondo mandato Huellweck il sindaco affiancò all’assessore al commercio un consigliere comunale con delega speciali alle questioni della distribuzione e della grande distribuzione. Il consigliere in questione, si chiama Dino Nani (Fi), guarda caso era dirigente di punta del Gruppo Cestaro-Unicomm: una delle prime realtà venete della grande distribuzione. Altra stranezza. Dopo gli sconvolgimenti di giunta dell’estate il sindaco Achille Variati (Pd) si è tenuto la delega al commercio. E poi che succede? Il Gruppo Cestaro viene illuminato da un voto del consiglio comunale che gli concede un maxi cambio di destinazione d’uso (da agricolo a edificabile) in zona Vicenza Est.

In questo contesto, proprio durante il primo ‘focus’ sul Pat chiedo all’assessore all’edilizia privata Angelo Cangini (Pd) se questa amministrazione abbia o meno intenzione di aumentare gli oneri, visto che i costruttori in questi ultimi anni hanno fatto fortune. Cangini democristianissimamente mi dice: «Stiamo valutando la cosa». Pochi minuti dopo alla stessa domanda posta dal bravo Giangio Maselli de Il Giornale di Vicenza Don Cangini precisa: «Con la crisi attuale sarebbe controproducente pensare di aumentare gli oneri di urbanizzazione. Meglio allora agire sugli sconti nei calcoli volumetrici per chi accetta di farsi classificare come virtuoso». Caro assessore, ma lei crede di fare fessi i cittadini con questi tiri da curato di campagna? Avete capito? Al blogger rompicoglioni la risposta generica, al giornale di proprietà dei costruttori e degli industriali la risposta rassicuratrice!

E visto che ci siamo direi altre due cose. Se si vuole fare un piano regolatore serio bisogna tenere conto di questi cinque indirizzi. Uno, non verrà più costruito un millimetro cubo di cemento su aree verdi, anche se l’attuale previsione urbanistica lo prevede. Si riutilizzeranno quindi solo le edificazioni presenti o le aree dismesse. Due, gli oneri di costruzione e di urbanizzazione si aumentano e alla grande. Tre, i permessi a costruire si rilasciano solo ad edifici di classe energetica A. Quattro, basta ai centri commerciali, veri o mimetizzati. Cinque, si riapre l’ufficio per il controllo sugli oneri pregressi, perché in un momento di ristrettezze è sacrosanto far pagare a chi ha fatto il furbo. Chi non è d’accordo con questi princìpi elementari o è un mascalzone o è, politicamente parlando, un imbecille. Tertium non datur.

Marco Milioni

Il caso Genchi visto da Marco Travaglio


Ecco il caso Genchi visto da Marco Travaglio. Confrontare prego con quest’altro articolo.

Il cosiddetto caso Genchi

genchi01.jpgDa oltre un anno destituito dall’incarico che proprio su delega dell’allora pm De Magistris aveva assunto nell’ambito delle inchieste Why Not e Poseidone. A intervenire sulla questione, neanche a dirlo, tutto il meglio della politica bipartisan, capitanata questa volta da Francesco Rutelli, presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica “Copasir”. E in straordinaria concomitanza con le polemiche sulla tecnica investigativa delle intercettazioni che dal Presidente del Consiglio in giù – chissà perché – tutti vorrebbero eliminare. Il pretesto, questa volta, è un fantomatico archivio illegale del quale Genchi sarebbe in possesso e che conterrebbe oltre un milione di conversazioni telefoniche oltre a centinaia di migliaia di record anagrafici, più di 1400 tabulati utilizzati nell’ambito dei procedimenti catanzaresi e chissà quanto altro ancora. Accusa non nuova, per la verità, già formulata a seguito dell’avocazione del procedimento Why Not a De Magistris, quando il procuratore generale di Catanzaro generale Dolcino Favi aveva sollevato il dottor Genchi dall’incarico di consulenza nel procedimento. Punto sul quale avevano investigato i giudici di Salerno Apicella, Nuzzi e Verasani, riportando le loro conclusioni nel discusso decreto di perquisizione probatoria sfociato nei sequestri dello scorso 2 dicembre. “Gli approfondimenti esperiti da questo ufficio”, si legge nel documento, testualmente, “hanno evidenziato una serie di gravi patologie. Si evidenziano, in primis, i gravi profili di illiceità inficianti il modus operandi del procuratore generale avocante, dr. Dolcino Favi, che, dopo aver illegalmente avocato a sé il procedimento c.d. Why Not, disponeva la revoca con effetto immediato dell’incarico di consulenza del dr. Genchi, sulla base di un provvedimento privo di sostanziale motivazione, né sorretto da alcun dato concreto, documentale e/o informativo, di riscontro effettivo alle asserite presunte illegittimità ascrivibili al consulente nell’espletamento del mandato e alla eccessiva onerosità delle sue prestazioni”. Lo scorso 9 gennaio – lo ricordiamo – nel totale silenzio della stampa, il decreto in questione è stato giudicato “legittimo” dal Tribunale del Riesame di Salerno. L’unico abilitato per legge ad esprimersi in merito e che per questo avrebbe dovuto dissolvere in una bolla di sapone tutte le inutili polemiche sorte intorno alla cosiddetta “guerra tra procure”. Ciò nonostante il Csm, senza tenerne minimamente conto, ha deciso per il trasferimento dei magistrati Nuzzi e Verasani e per la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio del procuratore Luigi Apicella. Una sanzione esemplare alla quale hanno applaudito il sindacato delle toghe e il dicastero della Giustizia. Ora le attenzioni si concentrano su quel ginepraio di contatti tra utenze telefoniche che, nel corso di anni di indagini, avevano fatto emergere una serie di “relazioni pericolose” tra soggetti appartenenti alla politica, all’imprenditoria, alla criminalità organizzata e alla massoneria. Relazioni dietro le quali si nascondevano attività affaristiche e clientelari, che rappresentano il cuore delle inchieste sottratte a De Magistris prima e ad Apicella, Nuzzi e Verasani poi. Al pari dello stesso De Magistris, Genchi è stato sottoposto per anni al fuoco di fila delle interrogazioni parlamentari chieste ininterrottamente da entrambi gli schieramenti, uscendone sempre indenne. Ma oggi è tutto diverso. La spudorata avocazione dell’inchiesta Why Not e tutto ciò che ne è seguito ci dimostrano che i tempi sono cambiati, qualcuno dirà: sono maturi. L’immotivata sottrazione delle inchieste a De Magistris e il suo trasferimento di ufficio e funzioni hanno immancabilmente creato un precedente, con il pieno appoggio di settori della magistratura e dell’informazione compiacenti, quando non direttamente “interessati”, in una logica di gestione criminale del potere su cui si reggono i reali equilibri del nostro Paese. Ora solo una seria presa di coscienza da parte della società civile e dell’informazione in appoggio a quei magistrati onesti che mettono in pratica il principio costituzionale che la legge è uguale per tutti potrà farci sperare in una nuova inversione di rotta.

Monica Centofante
www.antimafiaduemila.com

APPROFONDIMENTO SU MEGACHIP

ASCOLTA GENCHI SU RADIOUNO RAI

Cerca
Commenti
Calendario
gennaio: 2009
L M M G V S D
« dic   feb »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  
Archivio