Archivio di novembre 2008
Archiviazioni e riflessioni
Riporto un bell’articolo de Il Giornale di Vicenza della settimana scorsa. Invito tutti a riflettere sulla vicenda descritta nel pezzo.
L’esito sulla consulenza tecnica ordinata dalla procura sul materiale usato per l’attentato dimostrativo all’oleodotto Nato a Polegge/Rettorgole è stato negativo e i tre indagati come presunti compartecipi all’incursione del luglio 2007 saranno prosciolti. La richiesta di archiviazione per Marta Passarin, 28 anni, residente in città, Stefano Priante, 40 anni, entrambi legati al movimento No Dal Molin, e del produttore di video Daniele Bonazza, 28 anni, residente a Bologna, legato sentimentalmente alla Passarin, è un passaggio scontato. Il pubblico ministero Paolo Pecori dell’argomento ovviamente non parla, ma l’impressione è che il passaggio sia molto vicino.
«Queste perquisizioni sono un’azione politica che intende colpire tutto il movimento del No Dal Molin – disse polemicamente la scorsa primavera Cinzia Bottene – Noi rompiamo le scatole perché chiediamo chiarezza su tante cose, come l’inquinamento dell’oleodotto. Siamo scomodi, ora che cerchiamo pure di entrare in Comune. E allora ci fanno passare per terroristi».
In realtà le cose non sono andate proprio così perché la polizia analizzando le posizioni dei tre indagati aveva scoperto circostanze che astrattamente avrebbero potuto coinvolgerli. I tre fin dal primo momento si sono detti tranquilli perchè non avevano nulla a che spartire con un simile evento.
L’assunto dal quale erano partiti gli inquirenti è che Priante la notte del 4 luglio aveva attivato la cellula di Polegge, la quale peraltro interessa anche la strada regionale Pasubio. Passarin, invece, aveva fatto un accesso al sito internet dell’Istituto per la Pace di Trieste che è stato usato da chi ha preparato il video di rivendicazione spedito alle televisioni e ai giornali aveva avuto un ruolo nell’azione dimostrativa. Infine, Bonazza è un produttore di video ed è legato sentimentalmente a Passarin. Il teorema, perché alla prova dei fatti si è dimostrato tale, non ha retto alla forza degli indizi e la consulenza eseguita dagli specialisti di Venezia della Digos ha fugato ogni dubbio su un loro possibile coinvolgimento.
Pertanto, il passaggio della loro archiviazione è scontato, anche perché non si comprenderebbe come la procura potrebbe coltivare l’azione penale in assenza di riscontri, se non meramente ipotetici, sul conto del terzetto.
«L’indagine è una bolla di sapone, anche perché si tratta di presunti attentati. Chi li ha commessi? Non si vuole forse screditare il movimento?», concluse all’epoca Bottene.
Ivano Tolettini; da Il Giornale di Vicenza di martedì 11 Novembre 2008 – pagina 21
Massacro alle isole Fær Øer
‘NTOCULO anche ai danesi!!!
ma ‘NTOCULO anche ai pescatori calabri che prendono i contributi per abbandonare la pesca con le rete lunghe KM che massacrano la fauna ittica, e poi – dopo aver preso i contributi – continuano a pescare con le reti lunghe KM (Report)
e ‘NTOCULO alle autorità che dovrebbero sorvegliare e invece si prendono i pesci spada in regalo… mentre quelli che vorrebbero sorvegliare seriamente non hanno i mezzi!!
e ‘NTOCULO anche ai cacciatori canadesi che ammazzano i cuccioli di foca a bastonate
‘NTOCULO alle signore che se non hanno la pelliccia da sfoggiare non si sentono bene, e NTOCULO agli stilisti che usano pelli di qualsiasi tipo, costi quel che costi
‘NTOCULO a tutti quelli che pensano che la natura sia inesauribili e soprattutto sia COSA LORO!!!
Prendere tutto il nostro parlamento e portarlo alle isole FAR OER in cambio delle balene, non sarebbe una buona idea?
da: www.beppegrillo.it – area commenti
Quella cosa in Lombardia
Lo sentite il rumore degli zoccoli? Arrivano dal Piemonte, dal Veneto, dalla Lombardia. Due milioni, forse tre milioni di persone perderanno entro un anno (e stanno già perdendo) il posto di lavoro. Lo perdono al Nord, dove c’è, è elementare, i disoccupati del Sud non possono perdere quello che non hanno. Chi rimane a casa da un giorno all’altro occupa le stazioni, fa presidi, scende in piazza. Ma la sua protesta rimane sotto vuoto spinto. I media non ne parlano, si vergognano di mostrare padri di famiglia in mezzo a una strada. Per tranqullizzare usano termini soavi come “recessione tecnica” o “diminuzione del PIL”.
Politici e giornalisti (parlo di quelli servi, la maggioranza) sono categorie immuni dalla crisi. Perchè dovrebbero occuparsene? E’ un problema che riguarda sempre gli altri. L’unica soddisfazione per i nuovi disoccupati è che non moriranno più sul lavoro, ma soltanto di fame. In Lombardia è scoppiata un’epidemia, le banche si tengono i soldi e non li prestano più senza garanzie, le imprese straniere se ne vanno, quelle italiane perdono il mercato. E’ un bollettino di guerra, ma è solo la punta dell’iceberg. Leggere per credere.
BASIGLIO – MILANO: Astrazeneca, multinazionale farmaceutica, annunciato taglio di 315 dipendenti.
ASSAGO – MILANO: già a casa 55 lavoratori (236 in tutta Italia) della Engineering, azienda settore informatico.
ALBINO – BERGAMO: cotonificio Honegger ha annunciato 240 esuberi
PROVINCIA DI BRESCIA: 180 dipendenti della Franzoni filati di ESINE, 132 della Feltri di MARONE, 260 della Niggeler & Kupfer di CETO, 36 alla Henriette di CASTENEDOLO per un totale di 606 lavoratori dell’area bresciana per i quali sono appena stati annunciati tagli e cassa integrazione.
SAN GIULIANO MILANESE – MILANO. La San Carlo licenzia 19 lavoratori.
SUZZARA – MANTOVA: 160 precari IVECO non riconfermati.
MILANO: la Gabetti ha annunciato il licenziamento di 110 addetti (500 in tutta Italia).
CERIANO LAGHETTO – COMO: mobilità per 230 dipendenti della Rhodia.
JERAGO – VARESE: 90 cassintegrati alla Meccanica Finnord.
Ancora Creazzo
(m.m.) La differita di Un abuso al giorno ieri è andata in onda alle 20,45 e non alle 18,45 come indicato nel post precedente a questo. Un piccolo qui pro quo dovuto del quale mi scuso con i lettori. La differita è stata inserita su You Tube dal gruppo degli amici di Beppe Grillo di Creazzo. Questi ultimi stamattina erano proprio in paese a protestare contro la giunta comunale. Ricordo ancora che anche il settimanale Vicenza Più oggi in edicola affronta la questione.
Da paroni a casa nostra ai buffoni in casa nostra
Ricevo e pubblico integralmente
Vicenza, 15-11-2008
«Finanziaria. Doppio colpo al Veneto: Metrò di superficie ed aree di confine. Cancellati 100 Milioni di Euro e quasi annullato il fondo Letta… Nel silenzio imbarazzato della Regione…». Il titolo e l’abbrivio dell’articolo pubblicati oggi in prima pagina dal Corriere Veneto sono eloquenti. Il governo di centrodestra ha fatto macelleria dei fondi destinati al Veneto e a Vicenza. Ma il governatore azzurro Gianfranco Galan non era un cocco del premier Silvio Berlusconi? Ma il Veneto non è uno dei serbatoi di voti di Fi e soprattutto del Carroccio? Il Carroccio appunto… «Paroni a casa nostra» è, o meglio era, lo slogan dei leghisti doc. Ma dove sono oggi gli onorevoli Manuela Dal Lago, Paolino Franco, Stefano Stefani e Alberto Filippi (il quale figura tra i senatori anche se la sua attività parlamentare è pari al suo quoziente di intelligenza politica). E scusate ma al governo non c’è un paladino del Nord, tal Umberto Bossi della Lega? Che dice oggi costui? La realtà purtroppo è amara. I soldi del Veneto finiranno al sud, a Roma capitale, finanzieranno i buchi di Taranto, Catania, della Campania, del Lazio e delle grosse banche nazionali che hanno già strappato un fondo governativo di copertura. I soldi del Nord finiranno anche nelle tasche degli americani perché costruiscano, se ci riusciranno, la base Usa di Vicenza e il dormitorio blindato di Thiene. Quindici anni fa in una situazione del genere Bossi avrebbe tuonato: «Non permetteremo mai che il nano di Arcore amico dei mafiosi e oggi presidente del consiglio rubi i soldi al Nord e al Veneto per regalarli ai politici terroni, agli spreconi romani, ai mafiosi e ai massoni». Amen. Oggi la Lega è la principale alleata di Berlusconi, tessera P2 1816. Galan e i palamentari berici del centrodestra tacciono lividi dalla vergogna. Un tempo volevano che fossimo ‘paroni in casa nos tra’ oggi dobbiamo accontentarci dei ‘buffoni in casa nostra’. Il termine federalismo ormai ha un suono vuoto e sibilante, come quello del richiamo dei cani.
Emanuele Rivellino
ex consigliere comunale leghista arrabbiato
La «censura all’informazione» attuata dalla giunta di Creazzo a Radio 24. Un caso nazionale

Il caso della «censura all’ informazione» attuata dalla giunta comunale di Creazzo diventa di portata nazionale. Oggi in prima serata alle 18,45 Radio24 si occupa della vicenda. Nel dettaglio l’approfondimento (già andato in onda alle 6,45 di stamani peraltro) è curato da Roberto Galullo conduttore della popolare trasmissione “Un abuso al giorno…”. Ospiti del programma sono Gianluca Amadori, presidente dell’ordine dei giornalisti veneti (nonché una delle firme più autorevoli de Il Gazzettino) ed il sottoscritto. Il tema trattato riguarda appunto il nuovo regolamento adottato dal consiglio comunale di Creazzo in materia di riprese in aula. Regolamento che, come ho precisato più volte, lede a mio giudizio sia il diritto del cittadino ad informarsi liberamente sia il diritto di cronaca. Ricordo peraltro che i primi a sollevare la questione sul territorio erano stati gli attivisti per i diritti civili di Creazzo aderenti al gruppo locale degli amici di Beppe Grillo. Ricordo ancora che la loro prima sortita in consiglio comunale a Creazzo, nel Vicentino, aveva fatto il giro d’Italia su You Tube proprio grazie ad una segnalazione sul blog del popolare comico genovese. Non voglio anticipare il contenuto del programma visto che la questione è stata sviscerata in modo assai chiaro. Posso solo dire c’è stata una nettissima presa di posizione dell’ordine dei giornalisti il quale sta pensando addirittura ad una azione di natura giudiziaria. Faccio notare che dell’argomento, salvo imprevisti dell’ultim’ora, si occuperà domani anche il settimanale berico Vicenza Più che dovrebbe pubblicare un mio intervento in merito. Non mi resta quindi che invitare tutti ad ascoltare Radio24 e i vicentini ad andare in edicola.
Marco Milioni
Mani D’Angelo: arrivano i nastri
Assoluzione piena per Angelo Di Natale. Assoluzione per tre capi d’imputazione su quattro per il sottoscritto e mini condanna da 800 euro, che sarà impugnata avanti la corte d’appello di Trento, unitamente al risarcimento danni da 8.000 euro. Respinta ancora per il sottoscritto la richiesta di condanna a sei mesi di reclusione per una tesi della accusa sostenuta dal PM Giuseppe Di Benedetto avanti il giudice Carlo Ancona; una accusa di diffamazione a mezzo stampa materializzatasi dopo le querele di Giovanni Scarpellini (all’epoca dei fatti comandante dei carabinieri di Thiene) e Giorgio Falcone, pubblico ministero presso la procura berica. Destinatari in qualità di giornalisti proprio Di Natale e Milioni. È questo il quadro della sentenza di primo grado emessa stamani a Trento, tribunale competente per territorio perché fra chi mi ha querelato figura un magistrato in forza a Vicenza. La querelle nello specifico riguarda Mani D’Angelo, un libricino che io stesso scrissi nel 2006 con il quale analizzavo l’inchiesta degli inquirenti rispetto ai fatti di due anni prima, quando su Canale 68 una serie di servizi di Di Natale (oggi cronista di punta della Rai Sicilia) gettò nello scompiglio la comunità cattolica di Thiene. La TV di Cornedo parlò di percosse e molestie da parte di due alti prelati. La sanzione penale erogata dal giudice si riferisce ad un aggettivo attribuito da me al sovrintendente della Polizia di Stato Flavio Bellossi (fattispecie negata da quest’ultimo in sede processuale sotto giuramento), considerata diffamatoria da Scarpellini. Poiché sono in possesso dei nastri con le dichiarazioni di Bellossi, provvederò a denunciarlo alla magistratura.
Marco Milioni
Paint a new world
Forse sono un po’ rumorosi ma traducete attentamente i testi di questo gruppo tedesco, gli Helloween
We all know the feeling, it´s frightenin´ sometimes, When we catch the news on the radio Death, war,destruction, limitless pain All the tears that have been cried Time is running, years gone by No one to break the silence What we do is what we get We harvest what we´ve sown
Poles are melting, holes in the sky Woods are on fire Scary pollution, our world´s gonna die Look what we do It´s madness
I Paint A New World Colours of magic are brightenin´ Paint A New World Moon sun and stars are risin
I Paint A New World Magical brushes will lighten A tame new world Earthwind, fire and sea…
I hear all those voices, I see all the signs Of killing, rape, forced conformity Hedonism, decay, deaf dumb and blind Where do we go from here
Time is running, years gone by No one to break the silence What we do is what we get We harvest what we´ve sown
Who will wage the next few wars Wreak havoc on the masses Politics, religion soaked up with lies See what we do? It´s madness
I Paint A New World Colours of magic are brightenin´ Paint A New World Moon sun and stars are risin´
I Paint A New World Magical brushes will lighten A tame new world Earthwind, fire and sea
Music and Lyrics by Helloween; published by SPV
Equizi: sospetti su Aeroporti Vicentini
(m.m.) «Sarebbe gravissimo se la smobilitazione delle strutture del vecchio aeroporto avvenisse anche a carico del comune». Non usa mezzi termini l’ex consigliere comunale Franca Equizi, tra i promotori del comitato per il salvataggio dell’aeroporto di Vicenza. Una posizione espressa poche ore fa dopo che ieri era stato addirittura inviato un esposto alla giunta comunale di Vicenza. Il quadro di riferimento è sempre quello dei lavori «per la realizzazione della Ederle bis al posto del vecchio aeroporto militare e del vecchio aeroporto civile. Lavori – sostiene Equizi – che de facto sono già cominciati». Equizi però stamattina presto ha effettuato un altro sopralluogo ai margini dell’avioscalo berico: «Abbiamo fatto una scoperta inquietante e sospetta. Abbiamo notato che uomini della Aeroporti Vicentini spa stanno rimuovendo, suppongo per ordine del direttore della società Mario Martello, i cavi per il volo notturno presenti sotto la pista. Si tratta di cavi lunghissimi con tantissimo rame. Non è che qualcuno pensa di farci la cresta della serva? Quei manufatti sono stati pagati dai cittadini visto che Aeroporti Vicentini spa è una compagnia a prevalente capitale pubblico, comune di Vicenza incluso. La giunta comunale è al corrente? In nome e per conto di chi stanno agendo i vertici di Aeroporti Vicentini? Siamo per caso di fronte ad un possibile danno per l’erario municipale? Quanto ai lavori in corso poi siamo di fronte ad un fatto grave e dimostrabile per il quale possiamo esibire tanto di filmati».
