Archive del 20 novembre 2008
La lottizzazione di Carta
Oggi il consiglio comunale di Vicenza è chiamato a dare l’ok ad una nuova area artigianale e commericiale a Vicenza Est. Una lottizzazione da 37.000 metri quadri prevista a ridosso di Viale Serenissima e a ridosso del Centro Commericale Palladio. Il fatto stesso che il progettista sia Sergio Carta (ex socialista e vicesindaco vicentino una quindicina di anni orsono, le cui gesta rimarranno scolpite negli annali della cattiva politica) fa rabbrividire. Se si pensa poi che Vicenza è una città ad altissima densità cementizia la frittata è servita. Già in molti nel centrosinistra, che oggi governa a palazzo Trissino, hanno messo le mani avanti: il progetto è già stato avviato dalla precedente giunta di centrodestra, si blatera. Balle il consiglio ha tutto il diritto di tenere in congelatore la delibera quanto vuole. I presunti diritti maturati dai privati sono carta igienica se paragonati a quelli della comunità. Avete provato a transitare dalle parti di Viale della Serenissima al sabato? Già oggi non si passa più. Le lottizzazioni della Maltauro hanno già saturato l’area. Oggi in aula fotograferò ogni consigliere che voterà la delibera: le facce saranno messe a disposizione dell’opinione pubblica vicentina. Anche l’astensione, o la mancata partecipazione al voto intesa in modo strategico, saranno considerate ad adiuvandum degli interessi di parte. Leggo sul GdV che tra i favorevoli nel centrodestra c’è, guarda caso, l’ex assessore al territorio, il forzista Marco Zocca. Leggo sempre sul GdV del 19 novembre che i promotori del progetto sono l’Immobiliare Serena, l’Unicomm e la famiglia Strobbe. Leggo ancora sul GdV le affermazioni di Luca Balzi, consigliere comunale di maggioranza (Pd) e membro della commissione territorio: «La maggioranza è compatta. Io sono favorevole al piano, anche perché risulta esserci un parere positivo del settore Mobilità, rilasciato quando Cicero era assessore». Domanda per Balzi: quanti pareri favorevoli degli uffici quando Claudio Cicero era assessore del centrodestra sono stati avversati dal centrosinistra? Ora mi domando ancora, i promotori dell’iniziativa per caso hanno finanziato, lecitamente si intende, la campagna elettorale di membri del Pd? Vorrei da Variati, dai colonnelli delle forze che lo sostengono e dai diretti interessati una risposta immediata. Altrimenti, come dice Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca… Il problema fondamentale è che la lottizzazione, una volta terminata non sarà di aria o di carta. Sarà di cemento e peserà sull’assetto urbano cittadino. Perché non attendere la redazione del Pat inserendola lì dentro? Magari con cubature ridotte del 75%. Inoltre mi domando quanti oneri saranno pagati dai privati. Sarebbe corretto che fatto 100 il valore di ciò che si costrisce gli oneri pagati dai privati, a vario titolo, siano almeno 40. Altrimenti siamo alle solite, nonostante i proclami del neosindaco Achille Variati in campagna elettorale.
Marco Milioni
Archiviazioni e riflessioni
Riporto un bell’articolo de Il Giornale di Vicenza della settimana scorsa. Invito tutti a riflettere sulla vicenda descritta nel pezzo.
L’esito sulla consulenza tecnica ordinata dalla procura sul materiale usato per l’attentato dimostrativo all’oleodotto Nato a Polegge/Rettorgole è stato negativo e i tre indagati come presunti compartecipi all’incursione del luglio 2007 saranno prosciolti. La richiesta di archiviazione per Marta Passarin, 28 anni, residente in città, Stefano Priante, 40 anni, entrambi legati al movimento No Dal Molin, e del produttore di video Daniele Bonazza, 28 anni, residente a Bologna, legato sentimentalmente alla Passarin, è un passaggio scontato. Il pubblico ministero Paolo Pecori dell’argomento ovviamente non parla, ma l’impressione è che il passaggio sia molto vicino.
«Queste perquisizioni sono un’azione politica che intende colpire tutto il movimento del No Dal Molin – disse polemicamente la scorsa primavera Cinzia Bottene – Noi rompiamo le scatole perché chiediamo chiarezza su tante cose, come l’inquinamento dell’oleodotto. Siamo scomodi, ora che cerchiamo pure di entrare in Comune. E allora ci fanno passare per terroristi».
In realtà le cose non sono andate proprio così perché la polizia analizzando le posizioni dei tre indagati aveva scoperto circostanze che astrattamente avrebbero potuto coinvolgerli. I tre fin dal primo momento si sono detti tranquilli perchè non avevano nulla a che spartire con un simile evento.
L’assunto dal quale erano partiti gli inquirenti è che Priante la notte del 4 luglio aveva attivato la cellula di Polegge, la quale peraltro interessa anche la strada regionale Pasubio. Passarin, invece, aveva fatto un accesso al sito internet dell’Istituto per la Pace di Trieste che è stato usato da chi ha preparato il video di rivendicazione spedito alle televisioni e ai giornali aveva avuto un ruolo nell’azione dimostrativa. Infine, Bonazza è un produttore di video ed è legato sentimentalmente a Passarin. Il teorema, perché alla prova dei fatti si è dimostrato tale, non ha retto alla forza degli indizi e la consulenza eseguita dagli specialisti di Venezia della Digos ha fugato ogni dubbio su un loro possibile coinvolgimento.
Pertanto, il passaggio della loro archiviazione è scontato, anche perché non si comprenderebbe come la procura potrebbe coltivare l’azione penale in assenza di riscontri, se non meramente ipotetici, sul conto del terzetto.
«L’indagine è una bolla di sapone, anche perché si tratta di presunti attentati. Chi li ha commessi? Non si vuole forse screditare il movimento?», concluse all’epoca Bottene.
Ivano Tolettini; da Il Giornale di Vicenza di martedì 11 Novembre 2008 – pagina 21