Archive del 3 novembre 2008

Risolvere l’equazione Genova:infiltrati=Vicenza:x

Risolvere l’equazione Somalia:Gladio=Vicenza:x

Ordigno alla BpVi, parlano i ‘No Base’

Il sindaco Achille Variati si legga le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal senatore Francesco Cossiga su come reprimere il movimento studentesco e avrà ben chiaro chi e perché ha posizionato una pentola esplosiva davanti alla Banca Popolare di Vicenza. Dichiarazioni simili, peraltro, l’ex Presidente della Repubblica che si vanta di aver fatto picchiare a sangue i manifestanti le aveva rilasciate anche in merito a Vicenza. Il sindaco di Vicenza si chieda come è possibile che un atto simile possa avvenire a due passi dalla Questura, sotto il naso del Questore Sarlo, senza che nessuno si accorga di niente. Chieda al Questore come è possibile che, dopo tanti mesi, gli inquirenti non abbiano individuato i responsabili dell’esplosione all’oleodotto Nato, mentre le tre perquisizioni contro attivisti No Dal Molin dello scorso marzo non hanno avuto seguito. Alla vigilia del probabile inizio dei cantieri al Dal Molin, qualcuno vuole “estirpare alla radice” – come dice il commissario Costa – il dissenso locale. È una storia già vista. Il movimento vicentino ha sempre agito alla luce del sole. A differenza degli statunitensi, che demoliscono in segreto le palazzine all’interno del Dal Molin, noi non abbiamo problemi a dichiarare cosa faremo: tenteremo, con i nostri corpi e la nostra determinazione, di impedire la realizzazione della nuova base Usa. I nostri strumenti sono noti: sono i volti e gli sguardi di donne e uomini di Vicenza.

Vicenza, 3 novembre 2008 – da: www.nodalmolin.it

Ordigno rudimentale davanti alla BpVi

Un ordigno rudimentale, composto da una pentola a pressione con all’interno delle bombolette di gas da campeggio, è stato fatto esplodere ieri mattina davanti al centro elaborazione dati della Banca Popolare di Vicenza, alla prima periferia di Vicenza. A quanto risulta al momento, l’esplosione ha provocato solo qualche danno. L’allarme è stato dato dai residenti della zona che hanno sentito un forte boato. Sul posto sono intervenuti la polizia, i carabinieri e i vigili del fuoco. Le indagini sono compiute dalla Digos e dalla squadra mobile della Questura di Vicenza.

IL SINDACO: «ATTO TERRORISTICO». Il sindaco di Vicenza, Achille Variati, usa parole molto dure per condannare «l’attentato terroristico alla sede della Banca Popolare di Vicenza», annunciando per domani sera «una fiaccolata di solidarietà alla Popolare e in difesa della democrazia». «Esprimo la solidarietà totale della città – dichiara Variati – alla Banca Popolare di Vicenza, al suo Presidente, ai dipendenti. Questo gesto, al di là della sua valenza criminale e degli esiti tragici che poteva avere, risulta particolarmente odioso perchè colpisce una banca con un azionariato diffusissimo tra i vicentini, che sono quasi il 60% dei 55 mila soci dell’istituto. Colpire la Popolare – aggiunge – significa, con una scelta chiaramente non casuale, colpire simbolicamente la nostra città in uno dei suoi cuori sociali ed economici. E significa colpire un simbolo del riscatto della nostra gente dalla miseria del dopoguerra, della voglia di intrapresa e di risparmio, del coraggio con cui questa città si è nei decenni elevata. Non ci può essere alcuna comprensione, non ci può essere alcuna giustificazione, non ci può essere alcun tentennamento nei confronti di chi sceglie la strada perdente e vigliacca della violenza terroristica, di chi vuole spargere veleno nella nostra comunità».

LA CITTÀ IN CORTEO CONTRO IL TERRORISMO. Il sindaco Achille Variati ha lanciato un invito a tutti i vicentini «a cui sta a cuore la democrazia» a partecipare domani sera a una fiaccolata di solidarietàalla Banca Popolare di Vicenza e «di resistenza civile contro il terrorismo». Per Variati, l’attentato di stamane, «che richiama in modo inquietante l’attentato all’oleodotto Nato, conferma purtroppo timori che ho già espresso in molte occasioni». «Per colpa di una lunga serie di errori, per scelte sbagliate fatte senza cercare una vera sintonia con la comunità locale, la nostra città – rileva Variati – rischia di diventare agli occhi di alcuni irresponsabili provocatori un campo di battaglia. Un campo di battaglia ideale per pericolosi elementi esterni che vogliono strumentalizzare una questione problematica della nostra comunità per mettere in pratica le loro deliranti teorie e le loro miserabili aspirazioni da guerriglieri. Un campo di battaglia in cui portare un’ideologia dell’odio obsoleta e idiota, che ripugna a una città civile come la nostra, e metodi criminali che nulla hanno a che spartire con la democrazia. C’è un messaggio chiaro e forte che voglio mandare a questi signori: andatevene, perchè questa città ha schifo di gente come voi».

da: www.leggo.it

Ville venete soffocate? Galan nega: «È falso»

Soffocate da industrie, svincoli stradali, capannoni e cave, tanto da far gridare agli esperti che il disastro urbanistico ha annullato il paesaggio. È questa la situazione delle ville palladiane in Veneto tratteggiata in un’inchiesta del Giornale dell’Arte. Secondo l’inchiesta, il contesto in cui sorge parte delle 4.270 ville sulle quali ha competenza l’Istituto regionale delle ville venete, circa trenta delle quali progettate dal Palladio, sarebbe stato stravolto negli ultimi decenni con improprie trasformazioni del territorio, che renderebbero ormai impossibile qualunque lettura critica che coniughi l’opera all’ambiente. Giudizi che in una nota Giancarlo Galan, presidente della Regione e assessore alla tutela del paesaggio, bolla come «false notizie, figlie di una assoluta povertà». «Innanzitutto la nuova autostrada A31, la cosiddetta Valdastico sud – precisa Galan – costa molto di più di una normale autostrada perche’ il tracciato avrebbe dovuto passare accanto a villa Saraceno di Agugliaro, mentre sara’ realizzato al di sotto del piano-campagna, proprio per non creare alcun impatto paesaggistico… L’ampliamento del Dal Molin, a Vicenza, poi – aggiunge Galan – è stato giudicato assolutamente ininfluente rispetto a qualunque architettura palladiana dal ministero dei Beni culturali, anche quando questo era diretto da Rutelli».
Il Veneto degli ultimi 30-40 anni del grande sviluppo industriale, ricorda Galan, «ha di sicuro consumato parti importanti del cosiddetto ‘paesaggio culturale’, ma quanto accaduto non è niente di più e niente di peggio di ciò che si vede attorno a Prato e a Firenze… O di ciò che ci spaventa ai piedi della Rocca di Orvieto – aggiunge – o di ciò che deturpa il paesaggio umbro dalle parti di Perugia». C’e’ una differenza, però «Qui nel Veneto il paesaggio culturale trova punte significative estese e assai tutelate». Galan fa riferimento «a vaste aree dell’alta Trevigiana o delle Dolomiti o del Delta del Po’, per non parlare di ciò che è possibile ammirare ancora in Lessinia, negli Euganei e nei Berici… In ogni caso il Veneto è l’unica regione italiana – precisa il governatore – che fin dal 1979 ha creato un Istituto che ha come finalità la tutela, la salvaguardia e il restauro dell’immenso patrimonio costituito dalle ville venete». L’Istituto ha concesso mutui ai proprietari delle ville per circa 130 milioni di euro. «Chi in Italia – chiede polemicamente Galan – ha fatto altrettanto?». Proprio in occasione dell’inaugurazione della mostra del Palladio, Galan ricorda di aver firmato assieme al ministro Bondi un protocollo di intesa tra Stato e Regione «che ha al suo primo punto l’applicazione più rigorosa del codice Urbani».

da Il Giornale di Vicenza del 2 novembre 2008; pagina 16

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