Archivio di ottobre 2008

Il Renato furioso

play.jpg(m.m.) Dai suoi detrattori anonimi sul web fino all’azzeramento dell’establishment bancario mondiale passando per la politica nazionale. Non fa sconti a nessuno il professor Renato Èllero. Avvocato penalista, veneziano, ma vicentino d’adozione, cattedra di diritto all’università di Padova. L’ho intervistato questo pomeriggio. Ho avuto l’impressione di un pessimista baldanzoso; nel senso di uno che si rende conto perfettamente che il mondo possa andare a rotoli a meno che le cose non si mettano in sesto. Convinzioni che porta avanti col sorriso sulle labbra, un sorriso che spesso diventa riso beffardo e sferzante. Ma affinché il mondo ricominci a camminare diritto (ammettendo che l’abbia mai fatto) Èllero parla della necessità di una grande catarsi. «Bisogna scendere in strada, il popolo deve essere cosciente della sua forza, ma non occorre sparare. Di fronte ai farabutti che hanno ridotto mezzo mondo così occorre alzare la voce, magari paventando di far grippare gli stati». Elite bancarie, politiche, economiche, togate pari sunt «lor signori debbono capire che non ci si può riempire la bocca con la parola democrazia e poi infischiarsene per farsi gli affaracci propri». Ma il professore, che nell’intervista bacchetta pure il ministro dell’istruzione, non fa sconti nemmeno alla cosiddetta società civile: « …se a uno spieghi come e dove è sfruttato e poi quello non si ribella, allora fanno bene certi sfruttatori ad approfittare…».

renato-ellero-001.jpgE il paradosso è servito. Èllero però parla pure della base di Vicenza, che definisce un inganno a danno della città e del Paese portato avanti a suon di bugie. Poi critica chi definisce oltranziste le sue tesi: «Ciò che dico è supportato dai fatti. Si arrabbiano se dici che il re è nudo non solamente se il sovrano è senza vestiti, ma persino se si è venduto pure i tuoi. Allora è normale che uno s’incazzi no?… Considerano tali argomentazioni tipiche degli oltranzisti? Allora lorsignori sono degli stronzisti». In ultimo il professore ritiene necessario anche un azzeramento nonché una ricostruzione dell’ordine monetario. Le banche centrali e il conio della moneta «debbono tornare appannaggio dello Stato altrimenti lo Stato che razza di vigilanza può esercitare se i controllati controllano sé medesimi? È come se i mafiosi potessero essere giudicati solo dai camorristi e non dai giudici…». A breve Èllero sarà ospite a Padova durante un meeting sulla crisi finanziaria internazionale. Su www.lasberla.net troverete i dettagli del simposio. A questo post ho allegato una sintesi audio della lunga chiacchierata col professore che per ragioni di fruibilità è stata ridotta ad una dozzina di minuti. Una curiosità per chiudere; a Vicenza i vigili urbani hanno multato alcuni camion che operano all’interno del cantiere della Ederle bis. I mezzi sono stati pizzicati a circolare in viale Ferrarin, da metà anni ’90 zona off-limits per i tir. La cosa ha provocato le ire del centrodestra a Vicenza che accusa il sindaco Achille Variati (Pd) di fare ostruzionismo amministrativo. Una mossa che secondo alcuni commenti anonimi postati su La Sberla Variati avrebbe preso in considerazione proprio su suggerimento del professore. Buon ascolto…

Equizi: le incognite sulla Ederle 2

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(m.m.) «Piano piano i lavori per la nuova base alla Ederle 2 entreranno nel vivo. Credo che la cittadinanza debba saperlo e debba comnciare ad agire di conseguenza». Sono le parole di Franca Equizi, ex consigliere comunale, coordinatrice della civica Riscossa Democratica ed attualmente portavoce del comitato ’salviamo l’aeroporto’.

Equizi, che cosa vi fa pensare che i lavori stiano pian piano cominciando?

«Abbiamo le fotografie. Ieri le abbiamo messe in rete a disposizione dei cittadini (vedere il sito http://comitatosalviamolaeroporto.wordpress.com, Ndr). Poi ci sono i filmati»

Avete anche quelli?

«Certamente li abbiamo, sono a disposizione di tutti coloro che ce li chiedono. Giovedì scorso siamo stati ricevuti dal sindaco Achille Variati del Pd (nella foto, Ndr) e gli abbiamo conegnato i dvd»

Giovedì scorso a margine del consiglio comunale avete fatto una rivelazone abbastanza importante. Potete spiegare nel dettaglio di che cosa si tratta?

«Si tratta di una cosa gravissima. Abbiamo scoperto un documento, ovvero una bozza di progetto nella quale si evidenzia chiaramente che gli americani si prendono tutto il Dal Molin e non lasciano spazio alcuno per l’aeroporto civile. Ciò contraddice le rassicurazioni date dal commissario Paolo Costa, dalla precedente giunta comunale e soprattutto da tutti i governi. La cosa pazzesca è che quella tavola progettuale porta la data del 2003. Significa che per tutto questo tempo in troppi hanno mentito perché sapevano tutto. Vicenza è stata ingannata».

Esattamente dove avete recuperato quel documento?

«Si tratta di un carteggio agli atti della amministrazione comunale. La tavola progettuale fa parte di un faldone che venne consegnato a noi consiglieri comunali alla fine della primavera del 2006, quando il comando americano venne in consiglio comunale a farci vedere le animazioni tridimensionali delle bozze di progetto. All’epoca ci fu consegnato un fascicolone. Lì tra le tavole grafiche ce n’era una che riportava la prova provata che l’accordo sottorraneo risaliva a ben prima del 2006, proprio al 2003. Il problema è che sulla tavola incriminata sono evidenziati codici, non ci sono legende, della data ci siamo accorti solo ora perché è scritta in piccolo».

Ma da che cosa avete intuito che l’aeroporto e l’aeroclub sarebbero spariti?

«Semplice, su uno dei due lati sono segnate le caserme per la truppa. Sul lato opposto ci sono strutture a servizio che oggi non ci sono e che quindi saranno pertinenza della nuova base. Come le mostro dell’avioscalo civile non rimane traccia mentre la pista, che a questo punto sarà utilizzata solo per scopi militari sparisce. Vicenza, come ho ribadito a più riprese è stata vittima di un grande inganno. Presto inseriremo sul nostro spazio web anche quella bozza di progetto».

Durante il week-end il centrodestra in consiglio comnale ha attaccato il sindaco qunado ha saputo delle multe fatte dai vigili urbani ai tir che entravano nel cantiere della Ederle bis. Lei che cosa pensa?

«Io sinceramente non so quale attegiamento adotterà Variati il giorno della resa dei conti, ovvero quando i lavori entreranno nel vivo. So solo che il Pdl può solo tacere. Coloro che farneticano oggi sui giornali sono stati i comlpici, più o meno sciocchi. dell’accordo sottobanco al quale partecipò il loro sindaco Enrico Huellweck. Ripeto meglio che stiano zitti, altrimenti qualche cittadino imbufalito potrebbe andare sotto casa loro a prenderli per le orecchie. Sono i ladri, assieme ad altri, del futuro di Vicenza. E ribadisco ciò che dissi in consiglio, chi è a favore di questa base o è un ladro o è un idiota, tertium non datur».

Rivellino Vs. Dal Lago… e Variati

Ricevo e pubblico integralmente

Sono allibito e nauseato per quanto dichiarato dall’onorevole Manuela Dal Lago oggi sulla stampa locale. Ma come si fa a criticare l’amministrazione comunale per non aver chiesto le cosiddette compensazioni per la Ederle bis? Chi c’è al governo? Il centrodestra o il centrosinistra? È come se qualcuno che te lo sta per mettere in quel posto si lamentasse così: «Perché non hai comprato la vaselina, ora ti farà male». Il problema è che la vaselina nemmeno c’è in farmacia, ma soprattutto è sbagliata la costruzione della base tout-court. Ora i signori del centrodestra vogliono far ricadere la colpa del mancato finanziamento delle opere su Variati. Lor signori però mentono sapendo di mentire perché è notorio che a Vicenza non sarebbe stato pagato un quattrino. Ciò detto occorre sottolineare che l’apertura primo cittadino Achille  Variati nei confronti della base ci preoccupa. Sottolineo che alcune settimane fa c’erano 10.000 persone in strada a sostenerlo quando il Consiglio di stato ha bocciato la consultazione. Ma che cosa succederebbe se quelle 10.000 persone cominciassero a contestare tutti gli amministratori che strizzano l’occhio al Dal Molin? Questo ragionamento vale per tutti, anche per il primo cittadino.
 
Emanuele Rivellino
http://exleghistivicenza.blogspot.com

Come strumentalizzare i morti coprendosi di ridicolo

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(m.m.) La retorica patriottarda è un esercizio patetico e sciatto. La retorica patriottarda strumentalizzata dalla politica è ridicola e schifosa. La retorica patriottarda propugnata da due sedicenti epigoni del federalismo è farsesca. La retorica patriottarda strumentalizzata politicamente da sedicenti federalisti sulla pelle di un defunto ci deve fare vergognare. La retorica patriottarda, finto-federalista, speculatrice sulla morte e pure sgrammaticata è l’insulto ultimo e grottesco a quel poco di buono rimasto in questo Paese. Cito testualmente un intervento congiunto dei senatori leghisti Paolo Franco e Alberto Filippi diramato oggi: «Piangiamo un nostro figlio caduto nell’adempimento del dovere, un figlio della terra vicentina di cui tutti i cittadini ne devono essere orgogliosi»… di cui tutti i cittadini ne devono essere assai poco orgogliosi, direi. Tre in Italiano e dieci in cattivo gusto, onorevoli.

Equizi: cancellazione dell’aeroporto civile? Governo italiano e Usa sapevano

«Già dal 2003 gli Usa sapevano che avrebbero messo in preventivo l’acquisizione dell’intera area del Dal Molin. Una opzione che avrebbe ovviamente cancellato lo scalo civile e l’aeroclub. Per di più la bozza progettuale prevede il mantenimento della pista di decollo e atterraggio ovviamente per finalità militari, perché scomparendo le strutture civili, solo l’uso militare rimane in piedi. È pacifico. Ma il vero scandalo è che quella ipotesi progettuale, che sembra prendere corpo adesso, da anni era nota a governo, regione e comune».
La notizia shock l’ha data questa mattina Franca Equizi, coordinatrice dell’associazione “Salviamo l’aeroclub” nonché coordinatrice della lista civica ‘Riscossa Democratica’. Equizi, ex consigliere comunale del gruppo misto, stamattina presto ha infatti ha incontrato i suoi fedelissimi per informarli della novità. Poche ore dopo la voce era giunta sino ai corridoi di palazzo Trissino.
 «La situazione è grave – spiega l’ex consigliere – anche perché ormai a Sant’Antonino le ruspe hanno cominciato a lavorare di gran lena. Da oltre 20 giorni proseguono i nostri appostamenti. Abbiamo appurato che non si tratta di opere di bonifica come ritiene la giunta ma di opere preparatorie a quelle della grande demolizione di tutte le strutture già individuate dai progettisti».
In realtà l’affondo di Equizi sulle demolizioni si trova sulla stessa linea di quello del consigliere comunale Claudio Cicero (civica Vicenza 360) il quale su Il Giornale di Vicenza di oggi mostra addirittura alcuni riscontri fotografici ripresi in volo.
 La Equizi frattanto fa sapere che «quel documento assieme ad altri riscontri fotografici inequivocabili sullo stato dei lavori saranno consegnati direttamente al sindaco Achille Variati questo pomeriggio durante il consiglio comunale».
E sempre l’ex consigliere precisa: «Per la verità la tavola progettuale pietra dello scandalo non è stata mai occultata. Guarda caso era inserita nel gigantesco dossier sul Dal Molin consegnato a noi consiglieri nel 2007 all’epoca della delibera con cui la vecchia amministrazione diede un sì sostanziale alla base. Il problema è che la data stampigliata dagli ingegneri americani era così piccola che solo usando la lente di ingrandimento ci siamo accorti della cosa. L’allegato in questione rappresenta uno stato dei luoghi molto simile a quello che oggi è ufficialmente sul tappeto. Rimane da capire se le nuove strutture sono previste sul lato est o ovest, ma la sostanza comunque è la stessa perché quella data dimostra in modo inequivocabile che la Difesa già sapeva. Agli Usa interessava ed interessa tutta l’area pista inclusa. I governi di Silvio Berlusconi e Romano Prodi hanno quindi mentito. Come ha mentito la passata amministrazione comunale. Tutti a più riprese hanno spergiurato che aeroporto ed aeroclub sarebbero sopravvisuti e invece li avevano condannati a morte. Mentre succedeva questo in spregio alla intelligenza dei cittadini e all’interesse della cosa pubblica, gli enti locali rifinanziavano anno dopo anno il debito di Aeroporti Vicentini spa. È uno scandalo. Qualcuno dovrebbe finire in galera. Ma non succederà perché ormai questo Paese è non è che la larva di una nazione». Poi Equizi chiosa: «Mi viene da ridere. Da alcuni giorni la polizia presidia l’accesso all’aerostazione civile. Non lasciano entrare nessuno, nemmeno se invitato dall’Aeroclub. Ci sono decine e decine di agenti che nell’ozio più totale giocano al solitario con i loro pc portatili. Bello spettacolo».

Marco Milioni

Istruzione, la parola a Margherita Hack

Un piazzale Loreto per il bonus di MVB

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(m.m.) Ho vomitato sul monitor quando ho letto che la rossa con poche mutande, alias miss scoscio a compasso, alias Micky Vittoria Brambilla, titolare pro-tempore del sottosegretariato al turismo, ha deciso che il governo assegnerà un bonus. Un bonus per i meno abbienti affinché possano permettersi una vacanza in caso di ristrettezze economiche. L’Italia va in merda e il governo ci manda in vacanza? Quali sono i tour operator che beneficeranno della sontuosa elargizione? Si tratta di una proposta così eticamente pacchiana da meritare un piazzale Loreto.

La giunta che sbadiglia e le incognite vicentine

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La questione del Dal Molin è capitale per i destini di Vicenza. Ma la giunta deve occuparsi anche di altro. Tra i compiti più importanti c’è quello di purgare a dovere la dirigenza comunale, rendendo innocue quelle posizioni che hanno avuto attegiamenti di connivenza con la precednte amministrazione. Poi c’è la questione degli oneri di urbanizzazione. Nonostante le assoluzioni penali le sentenze Ponte Alto, De La Ville e Brotton hanno appurato una serie di irregolarità amministrative. Gli abusi sono stati sanati? Gli oneri sono stati tutti riscossi? Che cosa fanno i dirigenti in questione? Sbaglio o ci sono direttori di settore o importanti funzionari con condanne della corte dei conti sul groppone? Sbaglio o ci sono dirigenti che non rendono pubblici gli elenchi di coloro che beneficiano delle case comunali? Sbaglio o ci sono dirigenti che durante la passata amministrazione hanno fatto il bello e il cattivo tempo nella gestione dei fondi circoscrizionali per le associazioni? Io spero che la giunta si sbrighi; mi tocca redigere le liste di proscrizione come fece Silla per chiedere un po’ di pulizia? Non mi sembra il caso.

Marco Milioni

Francesco Greco: controllori e controllati

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(m.m.) Quanta colpa hanno le istituzioni nella crisi finanziaria di questi ultimi mesi? Come possono i politici chiedere sacrifici alla gente quando sono stati spettatori spesso complici della deriva economica tuttora in corso attuata dai big della finanza globale? Il ragionamento non vale solo per l’Italia appunto, ma per tutto il pianeta. Sono questi in sostanza gli interrogativi che si pone Francesco Greco, procuratore aggiunto a Milano nonché tra i massimi esperti mondiali di reati finanziari. Ieri il quotidiano La Stampa ha intervistato il magistrato dalle parole del quale il futuro appare grigio, anzi tendente al nero. Greco non usa toni moralisti, anzi la sua analisi è disillusa, ma al contempo lucida. Uno strumento utile per comprendere i meccanismi perversi che stanno dietro alla globalizzazione. In poche parole Greco, in punta di penna, sostiene che il sistema è mezzo marcio e che i controllori sono nella stessa cabina di comando coi controllati. Così è se vi pare.

Abbiate sfiducia

Ci inculcano l’imperativo categorico della fiducia, i responsabili della Grande Truffa. Banchieri internazionali, speculatori di Borsa, industriali ingrassati a furia di aiuti statali, mafie corporative, casta politica, opinionisti a libro paga dei poteri forti, consorterie private spacciate per istituzioni mondiali (Fmi, Banca Mondiale, Wto): tutti intenti ad ammannirci la loro fede.
Vogliono farci credere che il loro interesse è anche il nostro, e ci invitano a rimettere in moto il meccanismo della fiducia. Perchè noi come loro siamo schiavi. Ma noi più di loro, visto che siamo gli asini da soma che devono correre mentre loro stanno in groppa. Il ciuco, però, prima o poi s’incazza. E li disarciona.
Le bestie da lavoro e da consumo sono invitate a continuare a sgobbare e svenarsi. Dopo che il capitalismo all’ultimo stadio – la finanza dei derivati e dei mutui subprime, del leverage senza controllo e degli hedge fund-cavallette – ha dilapitato i nostri soldi, i governi si arrogano il diritto di salvarlo rimettendo le mani nelle nostre tasche. Fondi straordinari a favore delle banche, assistenzialismo di Stato, stampa di moneta gravata da debito: il circo ricomincia. Uguale a prima. Peggio di prima. Perchè a ogni ulteriore indebitamento la bolla s’ingigantisce. Non solo, ma d’ora in avanti, con questa riedizione di politiche keynesiane e stataliste, l’intreccio perverso fra politici, banchieri e grande industria si fa ancora più stretto e legittimato a manipolare i risparmi della gente per seguitare a fare i loro comodi. Tutto in nome della fiducia nel sistema.
Ma noi di questo sistema non ci fidiamo più da quel dì. E allora lanciamo un appello: alla sfiducia. Bisogna avere sfiducia in chi non ha fatto altro e non vuole fare altro che usarvi per i propri affari e per il proprio potere.
Noi saremo gli agenti della sfiducia. Quando sapete che un tizio è un truffatore, cosa fate? Per il bene di voi stessi e, se avete ancora un briciolo di senso civico, di quello del vostro prossimo, andate a dirlo, anzi a gridarlo in giro: quello ci rovina tutti! Bene, lo stesso si deve fare con la macchina politico-economica che proclama di agire per conto nostro. Sicuro che lo fa: nel senso che lucra al posto nostro e col sudore nostro.
Allora tutto ciò che contribuisce a spezzare l’incantesimo di massa di una fiducia cieca e irrazionale, che ha dato innumerevoli prove di mettercelo là dietro pretendendo per giunta la nostra incondizionata approvazione – tutto quello che smaschera, demistifica, destabilizza la certezza idiota nei piani che piovono dall’alto sulla nostra pelle, tutto questo va salutato con favore e simpatia.
Gli agenti della sfiducia possono rendere il loro gradito servizio a diversi livelli. Alcuni più bassi, altri più elevati. C’è chi denuda la pochezza arraffona degli eletti del popolo, pardon dei nominati di partito: Gianantonio Stella, Sergio Rizzo. C’è chi denuncia il malaffare e le collusioni criminali della classe dirigente: Marco Travaglio, Peter Gomez. C’è chi mette in luce la follia della crescita economica infinita: Serge Latouche, Maurizio Pallante. C’è chi fa opera di controinformazione, a latitudini differenti e secondo sensibilità politiche anche distanti: Marco Cedolin, Maurizio Blondet, Giulietto Chiesa, Milena Gabanelli e pochi altri. C’è chi agita l’opinione pubblica, facendo da semplice ma efficace megafono al risentimento popolare: Beppe Grillo. C’è chi sgomina la banda dei rapinatori finanziari con analisi da mozzare il fiato: Marco Della Luna, Marco Saba e altri ancora. C’è chi semina pensiero non conforme al dogma unico del mercato e della felicità stracciona: Franco Cardini, Alain De Benoist, Marco Tarchi, Carlo Gambescia, Costanzo Preve, giusto per fare i primi nomi che ci vengono in mente. Per non dire, naturalmente, del “nostro” Massimo Fini. E c’è chi inizia ad avvedersi che idee adatte al nostro tempo sono necessarie come il pane, lasciandosi alle spalle gli schematismi e le mummie ideologiche del passato (per esempio un Bifo Berardi che attacca la democrazia rappresentativa, per dirne uno).
Qualcuno storcerà il naso a leggere questi nomi mischiati assieme. Tutti loro hanno limiti, compiono errori, hanno una visuale più o meno larga o più o meno miope. Taluni, persino, possono essere in buona ma anche in cattiva fede. Ma messi come stiamo, non ce ne facciamo un problema.
Ognuno di loro, infatti, porta un rivolo d’acqua al fiume della sana e liberatoria sfiducia nel sistema. E potrebbero essere annoverati fra i loro involontari compagni d’azione anche coloro che si oppongono al pensiero dominante blaterando ancora di ideologie otto-novecentesche come il comunismo, il fascismo, l’anarchia eccetera eccetera.
Non importa, l’importante, oggi, è smuovere l’aria pietrificata che soffoca la nascita di idee nuove. Essenziale, ora e nei prossimi anni, è far circolare tutte le possibili fonti di risveglio delle coscienze. Certo, secondo un grado di consapevolezza che via via si restringe a seconda dell’impegno civile, delle letture, della passione politica e, ahinoi, del poco tempo che tutti abbiamo per coltivare lo spirito di libertà. Chiaro che al sistema stesso conviene la facile indignazione del popolino per i privilegi dei parlamentari, mentre di ben altri guai è costellato il mondo. Ma è sempre vento che soffia sul fuoco, e il fuoco va alimentato perchè non si spenga. Siamo in guerra, ragazzi. In guerra contro un nemico inafferrabile e insidioso: il mito, sapientemente fatto introiettare fin da piccoli, che non esiste altro dio all’infuori di questo modello di vita. E invece un’altra vita, più umana e libera dall’ossessione economica, è possibile.
Abbiate sfiducia, dunque.

Alessio Mannino

da: wwwmovimentozero.org

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