Creazzo, maretta per le riprese in consiglio

C’è maretta tra i Grilli di Creazzo (comune della cintura di Vicenza) e la giunta municipale. Oggetto del contendere le riprese durante il consiglio comunale. Ieri in prima serata infatti il consiglio presieduto dal sindaco Gervasio Cortiana (a capo di un raggruppamento di centrodestra) ha portato in aula la delibera che de facto regola le riprese. In realtà c’era già un preambolo al calor bianco tra l’esecutivo e il gruppo locale dei supporter di Beppe Grillo. Era la fine di luglio quando d’autorità il sindaco impedì a Aldo Santoro, esponente locale del “meet-up di Grillo”, di proseguire con il suo filmato «col quale si voleva dare testimonianza di come lavorano i nostri amministratori». Lo spezzone su You Tube fece il giro d’Italia e finì sul sito del comico genovese, mentre la vicenda fu raccontata anche da Canale 68, una televisione vicentina. Ieri in realtà schermaglie verbali tra Santoro e la giunta non ci sono state, anche se a chi scrive, pur avendo esibito il tesserino dell’ordine dei giornalisti come documento di identità al vigile urbano che lo chiedeva, non è stato possibile effettuare che poche fotografie e nessun filmato. Dopo aver detto questo, in ossequio alla cronaca, l’aula attorno alle 19,30 ha votato la bozza di regolamento preparata dagli uffici. «In questo modo abbiamo deciso di disciplnare un ambito per il quale sussisteva una sorta di vuoto. Inoltre tuteleremo il principio per il quale si dà massima diffusione all’operato della amministrazione, mentre contemporaneamente garantiremo, quando occorre, il rispetto della privacy e della dignità di tutti». Questa la sintesi del primo cittadino alla quale però fanno da contraltare le dichiarazioni di Santoro e Caterina Franchina, gli attivisti dei diritti civili di Creazzo che sparano ad alzo zero: «Il consiglio comunale ha adottato un provvedimento assurdo che odora di incostituzionalità. Tra le varie amenità abbiamo quella secondo la quale, in ossequio a non si sa bene quali princìpi, i cittadini che filmano la seduta sono obbligati a fornire copia della ripresa all’amministrazione, la quale ha tre giorni di tempo per depurare i passaggi rispetto ai quali non ritiene congrua la diffusione. Questa si chiama censura. Aspettiamo le prossime ore, quando il provvedimento sarà di dominio pubblico perché di aberrazioni simili quel documento è pieno come un uovo».

Marco Milioni

P.S.
Ho già inviato al sindaco di Cortiana un messaggio nel quale chiedo una replica alla presa di posizione degli attivisti di Creazzo.

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